albo d’oro degli alpini bolognesi romagnoli

le 7 Medaglie d’Oro al valore militare
di Giuseppe Martelli


ITALO BALBO

da Quartesana (Ferrara)
Tenente del 7° e 8° Reggimento Alpini

Maresciallo dell’Aria caduto sui cieli di Tobruk (Libia) il 28 giugno 1940

 

Italo Balbo nasce il 5 giugno 1896 a Quartesana in provincia di Ferrara da Camillo e Malvina Zuffi e nel capoluogo compie gli studi liceali. Con la dichiarazione di guerra all’Austria si arruola volontario ed il 19 maggio 1915 presta servizio come motociclista presso la 3^ zona costiera, poi dal 4 luglio nel corpo volontari ciclisti, rimanendo a Comachio fino al 18 novembre quando è prosciolto dall’arruolamento. Nel giugno 1916, chiamato alla visita di leva della sua classe, viene dichiarato rivedibile. Nel settembre alla nuova visita, meno esigente, è abile arruolato ed assegnato al deposito del 3° Reggimento Artiglieria da Campagna. Un mese dopo, superati gli esami della seconda liceo, inoltra domanda per il corso ufficiali ed il 15 novembre entra nella Scuola Militare di Modena. Il 28 aprile 1917 è aspirante ufficiale nell’8° Reggimento Alpini, destinato al battaglione “Val Fella” dislocato nella Carnia in Val Roncolana. Promosso Sottotenente a settembre, il 16 ottobre lascia il battaglione perché destinato, su sua domanda, al deposito aeronautico di Torino per un corso di pilotaggio, la sua vera grande passione. Pochi giorni dopo, per effetto dell’offensiva austro-tedesca ed il crollo del fronte italiano di Caporetto, è costretto a ritornare al fronte e viene preso in forza dal distaccamento di Garessio (Cuneo) dell’8° Alpini. Il 16 novembre è comandato al battaglione “Monte Antelao” del 7° alpini in linea nel settore del Monte Altissimo. Con la nomina a Tenente, il 12 maggio 1918 viene assegnato al battaglione “Pieve di Cadore”, sempre del 7° Alpini, dove assume il comando del plotone d’assalto del battaglione dislocato a Dosso Casina. Con questo incarico conduce nei mesi di luglio e agosto un’intensa attività di pericolose ardite pattuglie e imboscate meritando la medaglia d’argento al valore militare. Con l’offensiva finale del Grappa ancora una volta si pone alla testa del plotone per aprire volontariamente l’assalto del battaglione al Monte Valderoa, meritando una seconda medaglia d’argento. Pochi giorni dopo sempre in testa, nel ripetuto e vittorioso attacco, cattura un elevato numero di prigionieri ed armamenti e gli viene conferita la medaglia di bronzo. Con il ripiegamento degli austriaci incalzati dai reparti del “Pieve di Cadore” che ha in avanguardia il suo plotone, nel pomeriggio del 31 ottobre viene liberata Feltre. Il 4 novembre la guerra è conclusa. Il 22 marzo 1919 passa in forza al deposito dell’8° Alpini a Udine dove, unitamente ad altri colleghi ufficiali, fonda il giornale L’Alpino, che diventa pochi mesi dopo l’organo ufficiale della neo costituita Associazione Nazionale Alpini, firmando come direttore dal n° 4 del 14 settembre. A fine dicembre lascia il deposito per assumere l’incarico di commissario prefettizio a Pinzano al Tagliamento, dove rimane fino al 22 maggio 1920 quando è congedato e dove conosce la contessina Emanuella dei conti Florio. Quattro anni dopo viene celebrato il loro matrimonio dal quale nascono tre figli, Valeria, Giuliana e Paolo. Completati gli studi all’università di Firenze, inizia la sua carriera politica che lo porta a ricoprire alte responsabilità di governo. Nel 1927 consegue il brevetto di pilota aviatore militare e nel 1928 è trasferito nel ruolo degli ufficiali dello Stato Maggiore dell’aeronautica con il grado di Generale di Squadra Aerea. Nel 1929 viene nominato ministro per l’Aeronautica e conduce la prima crociera aerea del mediterraneo orientale. Nel 1930 è al comando di una seconda crociera verso l’America latina. Nel 1933 promosso Maresciallo dell’Aria, porta a compimento la crociera atlantica con scalo a Chicago negli Stati Uniti. Nel 1934 è governatore della Libia ed in questa veste accoglie l’adunata nazionale alpini del marzo 1935 che si svolge a Tripoli. Con l’entrata in guerra dell’Italia il 10 giugno 1940, in veste di comandante superiore delle Forze Armate in Africa settentrionale, il 28 giugno parte per una ricognizione sulle nostre linee a Tobruk quando, giunto sullo spazio aereo, viene abbattuto per errore dalla nostra difesa contraerea. Sepolto con tutti gli onori a Tripoli, gli viene conferita alla memoria la medaglia d’oro al valore militare. Nel dicembre 1972 la salma è rimpatriata ed inumata ad Orbetello, sede da dove erano partite le famose “crociere atlantiche” da lui guidate.

MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D’ORO:

Maresciallo dell’Aria, Quadrunviro e fedele soldato del Duce nell’ora della vigilia, del combattimento e della vittoria, insuperabile trasvolatore di continenti e di oceani, colonizzatore di masse e reggitore di terre imperiali con le armi, con le leggi e con opera di romana grandezza, nel cielo di Tobruk, mentre si accingeva a scagliare oltre confine le valorose truppe ed i possenti stormi, concludeva con il sacrificio supremo l’eroica sua vita, nella memoria delle genti esternando le gesta e le glorie della razza.”
Cielo di Tobruk 28 giugno 1940