storia del territorio bolognese romagnolo

la Banda cittadina di Medicina
di Giuseppe Martelli
Medicina è oggi un bel paesotto della pianura bolognese che vanta antiche tradizioni. Una di queste è la Banda cittadina, della quale se ne conosce l’esistenza fin dall’11 aprile 1844 quando, con delibera Consigliare del Comune viene approvata la spesa che “serve alla provvista degli strumenti indispensabili a formare un musicale concerto”. Il maestro incaricato è il Sig. Paolo Carletti.
Negli anni che seguono, si avvicendano alla direzione diversi maestri fino al 6 aprile 1871, quando, con pubblico concorso, viene affidato l’incarico ad un nuovo maestro nella persona di Augusto Forni di Persiceto (oggi San Giovanni in Persiceto) al quale è legata questa “curiosità”.
Degli anni precedenti, sulla storia della Banda, sono pervenuti solo documenti scritti riferiti alle nomine dei Maestri e alcune cronache dei “pubblici concerti”. Non esistono immagini o relazioni sulla divisa adottata dalla Banda.
Il primo documento fotografico risale al periodo della nomina del nuovo maestro Augusto Forni al quale molto probabilmente si deve la proposta e la scelta di una “divisa da concerto”.
Siamo nel 1871, l’anno successivo nasce ufficialmente il CORPO DEGLI ALPINI (15 ottobre 1872) è qui la simpatica “curiosità” legata alla storia della Banda di Medicina.
Ritengo, anche alla luce dei fatti, che la notorietà del nuovo CORPO abbia certamente raggiunto le vallate del bolognese e forse, per la particolare divisa e quel copricapo originale con la lunga penna nera, sia apparsa agli occhi del Maestro Forni una bella idea.

La nuova “divisa da concerto” infatti emula quella degli ALPINI e con questa divisa la Banda terrà “pubblici concerti” fino al 1901 quando, anche per dare una nuova immagine, verrà sostituita con quella del “Bersagliere”.

 



La prima immagine pervenuta della Banda di Medicina nella divisa che emula chiaramente quella
degli Alpini. Al centro con la bacchetta il maestro Augusto Forni. (Raccolta M. Mascagni)




Le notizie e la fotografia sono tratte dal libro CARA VECHIA MEDICINA curato da Filippo Galetti e Luigi Samoggia, edito nel 1999 dal Comune di Medicina – Bologna