alpini del territorio bolognese romagnolo

Il Maresciallo Maggiore in s.p.e. Angelo Banzola
25 anni di vita con le stellette.....
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° giugno 2019

 

Rileggendo e catalogando gli oltre 5.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche sul nostro passato, inaspettatamente ricco di eventi, un altro tassello è emerso che merita di ritrovare degna memoria, è l'alpino romagnolo Maresciallo Maggiore in s.p.e. Angelo Banzola che oggi ricollochiamo, con orgoglio, nella storia degli alpini bolognesi romagnoli.

 

Angelo Banzola nasce a Castel Bolognese, Ravenna, il 26 settembre 1903 poi trasferito ad Imola, residente in viale Dante 94 ed iscritto di leva al Distretto Militare di Ravenna. Chiamato alla visita di leva il 22 ottobre 1922 e lasciato in congedo viene indicata come professione studente.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Anche se diplomato perito agrario è comunque attratto dalla vita militare e presenta domanda quale volontario allievo Sottufficiale del Regio Esercito. La domanda viene  accolta ed il 5 marzo 1923 " è comandato" e si presenta presso la Scuola allievi sottufficiali di Fanteria del III° Corpo d’Armata in Modena. Dopo due mesi di corso, il 5 giugno viene promosso Caporale allievo Sottufficiale designato per la ferma di due anni ed il 1° agosto inizia il servizio effettivo presso il 72° Rgt. Fanteria “Puglie” a Mantova. Il 5 settembre viene promosso Caporale Maggiore ed il 5 gennaio 1925 Sergente.

Rinnova la rafferma di un anno ed il 1° marzo 1926, promosso Sergente Maggiore, con questo grado dal 18 ottobre viene trasferito in servizio presso il 34° Rgt. Fanteria “Livorno” a Fossano (Cuneo).

Concluso il periodo di rafferma, il 17 gennaio 1927 viene mandato in congedo su sua domanda e gli viene concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore.

Rientra ad Imola, ma sente la nostalgia per la naja e della vita militare e presenta domanda di essere riammesso in servizio. Il 1° aprile 1927 gli giunge la cartolina di richiamo destinato all’8° Rgt. Alpini Btg. “Gemona”. (1)

Pur mantenendo grado e ruolo di Sergente Maggiore degli alpini, il 4 gennaio 1932 viene trasferito (in termine tecnico fuori Corpo) al Comando Deposito Truppe Coloniali ed il 5 gennaio 1932 parte da Siracusa per la Cirenaica dove dopo due giorni di navigazione sbarca a Bengasi. Dopo quasi due anni di permanenza, il 9 novembre 1933 viene inviato in patria per la prevista licenza ordinaria coloniale e rientra ad Imola.
Il 16 gennaio 1934 sbarca nuovamente a Bengasi con l’ordine di trasferimento al Reparto Comando delle Truppe Coloniali di Bengasi. Qui alcuni mesi dopo, esattamente il 5 settembre, gli viene concessa una breve licenza prevista come “frazionamento del periodo coloniale” e rientra in famiglia.

Ad Imola gli giunge l’ordine che è stato trasferito al Reparto Comando Truppe dell’Eritrea ed il 27 ottobre si imbarca a Napoli per raggiungere Massaua. Prende servizio nel Reparto Comando del II° Battaglione Indigeni dell’Eritrea. Il 31 gennaio 1935 viene trasferito al Drappello Servizi Presidiari per assegnazione alla Ragioneria del Governo. Il 1° febbraio 1937 nuovo trasferimento, questa volta presso il Deposito Reclute Libia e Somalia ed il 16 aprile 1938 altro trasferimento assegnato al Deposito Coloniale ad Asmara.

Il 21 novembre 1938 avendo superato il previsto periodo di servizio alla 4ª rafferma ed ammesso alla 5ª rafferma, viene promosso Maresciallo Ordinario. Nel Bollettino Ufficiale delle nomine promozioni e destinazioni del 6 ottobre 1938, viene indicato che è stato promosso Maresciallo Ordinario con anzianità 6 ottobre 1938.
Il 24 marzo 1939 parte per l’Italia con la licenza ordinaria coloniale di 142 giorni.

Il 20 agosto, al termine della licenza, gli giunge la comunicazione che è rimpatriato definitivamente dalla Colonia avendo raggiunto il limite massimo di permanenza e di presentarsi il giorno dopo al Reparto Comando del 7° Rgt. Alpini a Belluno. (2)
L’11 febbraio 1940 viene trasferito al Comando Superiore Truppe Alpine a Trento. Il 5 giugno (l’Italia il 10 giugno entrerà in guerra) viene assegnato allo Stato Maggiore del Comando Superiore Truppe Alpine mobilitato. Il 28 agosto cessa di essere mobilitato e lascia i reparti Alpini mobilitati (mantenendo però grado e ruolo di Maresciallo Ordinario degli alpini) in quanto gli giunge l’ordine che è stato trasferito all’11° Rgt. Fanteria di Forlì nuovamente con incarico speciale fuori Corpo.
Il 21 aprile 1943 viene promosso Maresciallo Capo.

Con gli eventi legati all’8 settembre 1943 che vedono la caduta del fascismo e l'arresto di Mussolini si vive un clima di "liberazione" che ben presto finisce dopo l'8 settembre con lo sbandamento generale (anche del Regio Esercito) e "l'occupazione" dell'Italia da parte degli ex alleati tedeschi ora divenuti nemici, ma nuovamente alleati con il rinato partito fascista della Repubblica Sociale Italiana.

Sul ruolo matricolare viene annotato che : non ha aderito come richiamato alle armi nell’Esercito Repubblicano della repubblica sociale italiana.

Il 12 maggio 1945 si presenta alla chiamata per il censimento dei militari presso il Distretto Militare di Forlì. Verificata la sua posizione viene riconosciuto e considerato comunque in servizio dal 9 settembre 1943 al 14 aprile 1945.
Accertata la “buona condotta di militare in servizio permanente effettivo del Regio Esercito” dal 27 dicembre 1945 riprende servizio presso la forza organica del Distretto Militare di Forlì. Il 22 marzo 1948 è promosso Maresciallo Maggiore.

Tre mesi dopo, esattamente il 30 giugno 1948, dopo 25 anni di naja, lascia definitivamente la divisa militare in quanto viene collocato a riposo (congedato) e rientra definitivamente ad Imola.

Negli anni ’70, si iscrive come socio al gruppo alpini di Imola, il gruppo è in pieno vigore, partecipando alla vita e alle più importanti attività associative.

Muore ad Imola l’11 giugno 1984, viene sepolto nel cimitero del Piratello con una significativa lapide che lo vede ritratto in divisa e indicato Maresciallo Maggiore degli Alpini, oltre ai vari titoli onorifici ampiamente meritati nella sua lunga carriera militare con le "fiamme verdi sul bavero" e la "penna d'aquila sul cappello".

 


(1) Ricorderà quella nomina con orgoglio nei suoi racconti con il sottoscritto, io giovane segretario di gruppo e lui già maturo ma di aspetto distinto di nuovo socio....
(2) Ricorderà....ero di nuovo fra gli alpini, dal Colonnello al cuoco di mensa tutti con le fiamme verdi ed il cappello alpino, ma soprattutto si parlava veneto....ma anche romagnolo...