archivio Giuseppe Martelli
dedicato agli alpini in armi e in congedo

La "BASSA DI PASSAGGIO"

pubblicato il 1° ottbre 2017

 

Fra le notizie, molto probabilmente sconosciute alla maggior parte degli alpini più giovani, ho rintracciato sulla mia collezione cartacea de L'ALPINO questa curiosità storica che ha caratterizzato certe scelte associative negli anni '30. Va precisato che in quegli anni la "militarizzazione" di tutte le associazioni d'arma, compresa la nostra, era sancita dal nuovo Statuto dove la terminologia e la vita delle sezioni e gruppi era "determinata" e regolata "dall'alto".
Infatti dal 1928 con la nomina da parte del Capo del Governo Mussolini del nuovo Comandante (leggi Presidente Nazionale), l'Associazione Nazionale Alpini diventa ufficialmente 10° Reggimento Alpini.
Il presidente Nazionale diventa il Comandante del 10°.
I presidenti ora sono i Comandanti di Sezione.
Gli incarichi asociativi non sono più regolati da assemblee con elezioni, ma nominati dall'alto: i Presidenti ora Comandanti direttamente dal Comandante del 10°, i capigruppo dai Comandanti di Sezione (sentito il parere del Comandante del 10°).

Anche i Convegni associativi indetti nei primi anni (dal 1919) nei luoghi della Grande Guerra rimangono tali nel concetto e organizzazione fino al IX Convegno che si svolge a Torino nel settembre 1928. In questa occasione per la prima volta si tenta di organizzare una "sfilata" con alla testa la Bandiera dell'ANA seguita da circa tremila soci. La prima vera Adunata Nazionale, come la intendiamo ancora oggi, si svolge a Roma nell'aprile 1929 quando viene "inventata" la sfilata militaresca (in ordine di Sezioni ma suddivise allora nell'ordine delle zone sedi di reggimenti alpini : 1° rgt., 2° rgt., ecc. fino al 9° rgt.) per dimostrare la "Forza del 10° Reggimento Alpini" al Papa, al Re e al Duce, di circa 25 mila soci presenti. (mio padre ricordava spesso per l'anno 1929 due fatti : la grande nevicata di febbraio che arrivava alle finestre e l'adunata di Roma alla quale aveva partecipato con la banda (suonava il clarino) e gli alpini del gruppo di Borgo Tossignano (Bologna).
La militarizzazione si completa poi con il "foglio d'ordine" del 1° settembre 1938 quando vengono diramate le nuove disposizioni : le Sezioni assumono la definizione di Battaglione (agli ordini del Comandante di Btg.), le Sottosezioni diventano Compagnia (agli ordini del Comandante di comp.), i Gruppi (più consistenti) Plotoni (agli ordini del Capoplotone) ed i Gruppi con numero limitato di soci Squadra (agli ordini del Caposquadra).

Questo preambolo ci porta a compredere meglio l'idea e l'iniziativa della "bassa di passaggio". Nel gergo militare la "bassa di passaggio" era il documento, formato da due tagliandi, quello superiore rimaneva al comando che lo compilava e l'altro (la parte bassa) andava consegnato al militare e da questo al nuovo reparto di destinazione. Con questo documento si autorizzava il passaggio e la presa in carico di un militare da un reparto all'altro in forma permanente o anche provvisoria. Questo documento, oggi non so se sia ancora in vigore, io personalmente nel lontano 1967 ne ho usufruito, infatti al mio arrivo alla Caserma Plozer Mentil di Paluzza (alta Carnia), due giorni dopo con la "bassa di passaggio" venni trasferito ad altra compagnia di stanza alla caserma di Stazione La Carnia dove rimasi fino a tre giorni prima del congedo, avvenuto a dicembre e partendo da Paluzza appunto dal mio reparto d'origine.

Ritorniamo agli anni '30. L'Italia si sta preparando ad una nuova guerra coloniale in Africa e precisamente per la conquista dell'Etiopia o Abissinia. L'enfasi coinvolge tantissimi italiani, compresi gli alpini e moltissime sono le domande per partire volontario, anche in reparto non alpino, l'importante è "esserci!". Così anche il 10° Reggimento Alpini (l'ANA) si sente coinvolta e nel luglio 1935 "inventa una bassa di passaggio" con tanto di medaglia ricordo da offrire agli alpini ed artiglieri alpini soci delle varie Sezioni mobilitati o volontari. Così infatti titola L'ALPINO del 1° agosto 1935.


titolo a tutta pagina e articolo pubblicati sul giornale
L'ALPINO del 1° agosto 1935

 

Su L'ALPINO del 1° novembre 1935 viene presentato il "prototipo" della "bassa di passaggio" disegnata da Angoletta.
(Bruno Angoletta, famoso illustratore nato a Belluno nel 1884, volontario nella Grande Guerra, deceduto a Milano nel 1954).

 


Questa invece, riprodotta fronte e interno, è la "bassa di passaggio" definitiva che conservo in originale nel mio archivio.
Come si può notare è stata tolta la frase : ONORA IN TERRA D'AFRICA....ecc. (ma alcune citazioni compaiono poi nel conio della medaglia ricordo).


questa, riprodotta, è la medaglia ricordo offerta con la "bassa di passaggio" agli alpini mobilitati o volontari, non solo della "Pusteria" ma anche se inquadrati in altri reparti.
(VENDICA DAVIDE MENINI si riferisce a Davide Menini, Genova 1843, Ten. Col. degli alpini, caduto eroicamente nella battaglia di Adua, Etiopia o Abissinia, il 1° marzo 1896)


Questa "bassa di passaggio" era stata rilasciata dalla Sezione ANA di Imperia al socio Brunengo Giacomo, mobilitato. Ad una prima vista avevo pensato subito alla Medaglia d'Oro Brunengo Giacomo di Pieve di Teco, caduto poi il 28 febbraio 1941 nella campagna di Grecia. Ma come mia abitudine e per correttezza storica ho controllato, non si tratta della M.O. Brunengo, infatti nel suo stato di servizio non compare nessuna partenza per l'Africa, ma si tratta di un quasi omonimo; l'alpino Brunengo Giacomo Adolfo nato il 31 gennaio 1914 a Mendatica (Imperia). Chiamato alle armi nel 1935 si iscrive, come era uso allora, al gruppo alpini di Mendatica (Sezione Imperia) che ha come capogruppo il caporalmaggiore Giuseppe Roggio. Pochi mesi dopo viene mobilitato con il Btg. Alp. "Pieve di Teco" della Divisione Alpina Pusteria ed il 6 gennaio 1936 parte per l'Africa Orientale. La Sezione ANA di Imperia, come da "foglio d'ordine" aveva compilato e consegnato questa "bassa di passaggio" al socio mobilitato (in modo da non perdere l'anzianità di iscrizione). La storia di questo raro documento ed i vari passaggi di mano mi è sconosciuta, però sono orgoglioso di esserne oggi in possesso. E' un pezzo rarissimo e forse unico, purtroppo non completato dalla medaglia ricordo, comunque un importante documento sulla nostra storia dell'ANA.
Da ulteriori ricerche ho appurato che l'alpino Brunengo Giacomo Adolfo, di sicuro partecipa poi alla campagna di Russia con il 104° Rgt. di Marcia della Divisione Alpina Cuneense e, purtroppo caduto prigioniero, risulta deceduto il 26 febbraio 1943 nel campo 56 di Uciostoje.


note: gli articoli riprodotti da L'ALPINO sono tratti dalla mia collezione cartacea in originale.