residenti illustri nel territorio della sezione A.N.A. bolognese romagnola

il futuro Presidente Nazionale dell'ANA : l'On. Ivanoe Bonomi
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° ottobre 2016

Ogni tanto, raffinando con l'esperienza le ricerche storiche, emergono nomi che hanno dato lustro alla nostra storia. Fra questi ho scoperto che il futuro Presidente Nazionale dell'ANA On. Ivanoe Bonomi, ha risieduto per un certo periodo a Bologna. Oggi ricollochiamo anche questa bella figura nella storia del nostro territorio, ritenendo cosė di onorarne la personale degna memoria e quella dei tanti che hanno indossato ed onorato le fiamme verdi e la penna nera.

 


Ivanoe Bonomi nasce a Mantova il 18 ottobre 1873 da Pietro e Aglei Parodi. Nella città natale svolge tutti gli studi fino al Liceo poi nel 1892 si trasferisce a Bologna dove frequenta la nostra Università nella facoltà di Scienze Matematiche, fisiche e naturali, ma per motivi sconosciuti porta nel 1895 l'iscrizione presso l'Università di Parma dove si laurea l'anno successivo 1896. Appena laureato in Scienze naturali, ritorna a Bologna dove per un biennio insegna scienze naturali presso la scuola magistrale e contemporaneamente frequenta nuovamente la nostra Università iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza dove consegue la laurea il 16 luglio 1900.

Avvicinato alla politica aderisce al Partito Socialista Italiano ed inizia la carriera come consigliere comunale a Mantova (1899-1902) quindi nel consiglio provinciale di Mantova in vari periodi fra il 1904 ed il 1920). Candidato alle elezioni politiche del 1909 entra in Parlamento.

Nel triennio 1908-1910 collabora alla redazione del giornale "L'Avanti" organo del partito socialista italiano, ed ha come direttore il collega di partito Leonida Bissolati.*

Nel febbraio 1912, vota a favore della campagna coloniale italiana in Libia ed il partito prima lo costringe alle dimissioni poi pochi mesi dopo viene espulso assieme al "collega" Leonida Bissolati*. Questo non lo allontana dalla scena ed impegno politico e nel luglio fonda assieme ad Leonida Bissolati* ed Agiolo Cabrini il Partito Riformista Socialista Italiano.

Le sue idee politiche sono espresse in numerose opere pubblicate dal 1903 al 1929, fra le quali "La finanza comunale e i suoi problemi" "Le vie nuove del socialismo" "Dal socialismo al fascismo" "L: Bissolati e il movimento socialista". Ulteriori lavori storici sono pubblicati fra il 1943 e (postumo) nel 1953 "La politica italiana dopo Vittorio Veneto".

Fra le ulteriori curiostà legate al nostro territorio mi piace ricordare che tre sue opere sceglie di pubblicarle a Imola e come editore la Cooperativa Tipografica Editore (città dove era nato Andrea Costa fondatore con altri politici del Partito Socialista) : "L'azione politica del Partito Socialista e i suoi rapporti con l'azione parlamentare" e "Ordine del giorno sull'azione politica parlamentare" entrambi nel 1902. Ed ancora nel 1904 "La riforma tributaria" tipografica editrice Paolo Galeati.
Al VII Congresso Socialista che si svolge al teatro comunale di Imola nel settembre 1902 è fra i presenti assieme al collega Leonida Bissolati.*


l'On. Bonomi, Ministro della guerra ritratto con
alcuni generali.

Con gli eventi del 1914 che portano alla Grande Guerra ed all'entrata dell'Italia il 24 maggio 1915, si schiera apertamente con gli interventisti e per dimostrare il suo pieno convincimento si arruola volontario. Assegnato recluta agli alpini, dopo il corso allievi ufficiali di complemente e conseguito il grado di Allievo Ufficiale, viene assegnato ad un battaglione alpini di marcia dislocato a Dogna nell'alto Friuli. Nel luglio, nominato Sottotenente, è trasferito al Btg. "Val Cordevole" del 7° Rgt. Alpini dislocato nelle valli della Marmolada. Nell'ottobre il battaglione viene dislocato sotto il Col di Lana ed alla testa del suo plotone prende parte ai vari combattimenti in particolare al Sasso di Mezzodì e Pordoi, ed ha "l'onore" di uscire per primo all'attacco col suo reparto. Nel febbraio 1916 con la compagnia passa di presidio al Castelletto sulle Tofane per dare inizio ai lavori della storica mina cheviene scavata appunto sotto il Castelletto presidiato dagli austriaci. Con grande rammarico lascia nel giugno 1916 il teatro di guerra senza avere la soddisfazione di vedere brillare l'onorme mina, alla quale aveva collaborato nei lavori, che verrà fatta brillare il mese successivo l'11 luglio, in quanto chiamato a Roma d'autorità in Parlamento perchè nominato Ministro dei Lavori pubblici, incarico che svolge nel biennio 1916-'17, poi nuovamente nel 1919.

Ministro della Guerra nel 1920, viene designato alla presidenza del consiglio che però, per ragioni politiche, declina per contiunare come Ministro della guerra fino all'aprile 1921 e quindi per alcuni mesi viene nominato Ministro del Tesoro, poi dal 4 luglio 1921 accetta la nomina a Presidente del Consiglio, incarico che mantiene fino al 26 febbraio 1922.

Con la costituzione nel 1922 del governo fascista passa al'opposizione. Ovviamente con le elezioni politiche del 1924 non viene eletto e si ritira a vita privata dedicandosi agli studi storici, continuando comunque in segreto a mantenere le "vecchie amicizie di partito".

Lo ritroviamo sulla scena pubblica dal 1942 quando diventa guida e uomo di riferimento di un gruppo antifascista. Tenta invano di convincere il Re, con il quale ha ottenuto un colloquio nel giugno 1943, per indurlo a rovesciare il fascismo e sgangiarsi dall'alleato germanico. Dopo il 25 luglio 1943 con la caduto del governo Mussolini, diventa capo del Comitato nazionale delle correnti antifasciste e, dopo l'8 settembre è guida di riferimento del Comitato centrale di liberazione nazionale. Dopo la liberazione di Roma (9 giugno 1944) viene designato all'unanimità Capo del rinato governo, incarico che mantiere fino al 12 giugno 1945.

Nuovamente attivo diventa membro della Consulta nazionale, deputato alla Costituente per l'Unione Democratica Nazionale, presidente della commissione dei trattati, senatore di diritto della prima legislatura repubblicana, quindi dall'8 maggio 1948 eletto al prestigioso incarico di Presidente del Senato della Repubblica Italiana.

l'alpino BONOMI e l'A.N.A


 

Con la rinascita dell'A.N.A. ritornata nella sede storica a MIlano dopo la parentesi imposta dal partito fascista del suo trasferimento delle sede a Roma, antifascista della prima ora "finalmente" e con entusiasmo si iscrive come socio ed accetta "da alpino" di mettersi al servizio associativo come Commissario nazionale dal 10 agosto 1945, nominato dal Ministro della guerra. Il 20 ottobre 1946 in occasione della prima assemblea dei presidenti di sezione (o facenti funzione) viene acclamato all'unanimità Presidente Nazionale in attesa dell'ufficializzazione prevista dal nuovo Statuto associativo, che dovrebbe essere sancita dalla prima assemblea dei delegati sezionali. Il 23 marzo 1947, giornata storica per l'ANA della rinascita ufficiale statutaria, si svolge l'assemblea dei delegati, che con regolari e democratiche votazioni conferma ed elegge l'On. Ivanoe Bonomi Presidente nazionale, incarico che mantiene ed onora fino alla morte. In questa veste presiede la prima Adunata nazionale alpini del dopoguerra che si svolge nei giorni 3-4 ottobre a Basssano del Grappa, dove viene anche reinaugurato il famoso ponte degli alpini, distrutto dalla guerra e ricostruito con lavoro volontario dagli alpini. Presiede anche l'Adunata nazionale dell'ottobre 1949 a Bolzano. Nel 1950, per ragioni di "ordine pubblico" l'ANA non indice l'Adunata nazionale. Purtroppo non ha il piacere di assistere all'Adunata nazionale di Gorizia indetta dal 21 al 23 aprile 1951, infatti muore improvvisamente a Roma il 20 aprile 1951 ed è sepolto nel cimitero di Volta Mantovana.

 

 

a fianco l'inizio del lungo articolo che il giornale L'ALPINO del maggio 1948 dedica all'alpino BONOMI neo eletto Presidente del Senato.

 

 


Adunata nazionale 1948 di Bassano del Grappa, al centro il Pres.
Naz. On. Bonomi taglia il nastro di inaugurazione del rinato ponte
degli alpini.

Adunata nazionale 1948 di Bassano del Grappa, a sinistra il Pres.
Naz. On. Bonomi accompagna il Presidente del Consiglio On. Alcide
De Gasperi alla rivista dei rinati reparti alpini.

 

 


note:
*Leonida Bissolati, vedi pagina biografica in questo sito al link : Bissolati Leonida
Sul nostro territorio, a Cesena, vi è intitolata una via Ivanoe Bonomi