alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : "anche gli alpini e artiglieri da montagna su fronti opposti"

il Sottotenente di artiglieria alpina Novello conte Cavazza
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° ottobre 2019

Rileggendo e catalogando gli oltre 5.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, ho ritrovato anche la figura di Novello conte Cavazza, del quale conoscevo che era stato Sottotenente artigliere alpino combattente e reduce nella seconda guerra mondiale, poi per scelta, impegnato anche nella guerra di liberazione, del quale desidero proporre la figura rinnovandone il ricordo “per non dimenticare”.

 

Novello conte Cavazza nasce il 1° gennaio 1922 a Bologna, poi residente a Roma nello storico palazzo Borghese di proprietà della madre, ma iscritto di leva al Distretto di Bologna.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Il 17 marzo 1941 si arruola volontario nel 1° Rgt. Art. Alpina a Torino dove frequenta il 1° anno di Ingegneria proveniente dal corso ufficiali Guf (gioventù universitaria fascista) ed il giorno dopo, 18 marzo, viene inviato ad Aosta alla Scuola Centrale Militare di Alpinismo.

Promosso Caporale il 16 aprile, il 16 giugno consegue la nomina a Sergente e viene destinato in servizio al 2° Rgt. Alpini. Il 29 giugno transita al 3° Rgt. Art. Alpina a Gorizia.

Il 15 novembre viene inviato alla Scuola Allievi Ufficiali di Artiglieria a Bra e conseguita la nomina a Sottotenente (16 marzo 1942), il 16 maggio viene nuovamente assegnato al 3° Art. Alpina in forza al 2° Gruppo Valle, 37ª Btr. Gruppo "Valle Isonzo" della 6ª Divisione Alpina “Alpi Graje”, ed inviato per le operazioni di guerra in Montenegro ed Epiro.

Qui mette in luce le sue qualità ed è decorato di Croce di Guerra con la seguente motivazione : “Comandante di sezione di artiglieria alpina impiegata come plotone fucilieri, durante violenti combattimenti contro forze armate nemiche occupava, d'iniziativa, una quota molto battuta ma essenziale per la difesa, dando prova di elevato ardimento” Ringistina-Sin Skulikario-Panagè, Grecia 17-21 gennaio 1943.

Rientrato in Italia poco dopo per rimpatrio, a Divisione viene schierata nella Liguria meridionale in difesa della piazza marittima di La Spezia.

Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943 rientra “a casa”.

Nel luglio 1944 si arruola volontario delle nuove unità regolari delle Forze Armate impegnate nella guerra di Liberazione e viene assegnato all’11° Rgt. Art. del Gruppo di combattimento “Legnano” ed il 21 aprile 1945 entra a Bologna. Congedato nel luglio 1945 rientra a Roma dove completa anche gli studi laureandosi in ingegneria.

Nel 1970 alla morte della madre, eredita una grande tenuta agricola a Manerba del Garda, Brescia, alla quale dedica un forte impegno assieme ai quattro figli e qui si trasferisce definitivamente e dove muore il 2 maggio 2015.

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In data 15 luglio 2019 ho contattato la figlia dott. ssa Alessandra per sottoporre al suo giudizio ed approvazione il ricordo biografico che avevo preparato con l'intenzione di pubblicarlo in ottobre sul sito. Pochi giorni dopo ho ricevuto questa graditissima risposta:

Gentile sig Giuseppe,
la ringrazio vivamente per quanto ha scritto e per voler ricordare mio padre. Quel che lei ha ricordato è corretto. Sono felice che qualcuno abbia voglia di scrivere due righe sulla sua storia, perché Papà è stato una persona molto speciale ed è rimasto nel ricordo di molti che lo hanno amato per le più svariate ragioni. Di origine nobile, amava però stare vicino ai suoi operai (muratori) quando dirigeva la sua impresa edile e ai contadini quando in un secondo tempo ha seguito la campagna. Era molto più cordiale con loro che con noi a casa dove manteneva sempre un atteggiamento piuttosto rigido, perché suo "dovere" era quello di educarci. Lo distingueva una forte rettitudine morale ed un incredibile senso del dovere come lavoratore e come padre. Difficilmente si lasciava andare in abbracci o baci, che riteneva mollezze che non appartenevano al suo mondo. L'ho visto commosso raramente, l'ultima volta quando ha assistito alla laurea di suo nipote (mio figlio) in ingegneria. Nella vita era sempre il primo su tutto. E' stato presidente dell'Unione agricoltori, dell'Unione allevatori di Roma, era insigne socio del Rotary... aveva sempre tante cariche di cui neanche noi figli eravamo informati. Era molto colto e informato su tutto. Leggeva tantissimo ed era molto curioso e sempre pronto anche ad imparare. Negli ultimi anni prendeva lezioni di computer.....e chattava con un nipote che lavorava in Thailandia attraverso skype! Ha avuto una vita piena, ha viaggiato molto ha avuto forti capacità imprenditoriali. Qui sul lago per esempio ha completamente rinnovato l'azienda agricola, vocandola prevalentemente all'olivicoltura. La gestiva da Roma, ma per 20 anni ha fatto la spola in treno da Roma a Verona viaggiando sempre in cuccette di seconda classe e facendosi la barba al cobianchi della stazione di Verona prima di prendere il locale che lo portava a Desenzano. Cosi risparmiava un giorno di lavoro. Amava la montagna ed era molto fiero di essere stato alpino. Credo non abbia quasi mai mancato una sfilata, tranne l'ultima se non sbaglio a Udine. Gli avevano proposto di farlo salire su di una jeep... ma davanti alle mie insistenze, guardandomi severamente negli occhi mi ha detto: Se si va alla sfilata è per sfilare con tutti gli altri. Io in macchina non ci salgo!! Adorava sua moglie e con lei ha vissuto insieme per 64 anni. Quando è mancata ha perso la voglia di vivere e le uniche passeggiate che faceva erano per andare a farle visita al cimitero di Moniga dove aveva già preparato la tomba anche per se stesso. L'ho assistito in casa negli ultimi mesi di malattia, qui a Manerba dove abito. Tre giorni prima di morire, ero molto stanca e l'ho affidato per tre ore del pomeriggio ad una signora che lui non aveva mai conosciuto. L'ha chiamata, le ha chiesto se era in grado di scrivere, al suo assenso le ha dettato il necrologio: dovrete scrivere "
è mancato all'affetto dei suoi cari Novello Cavazza, ingegnere, ALPINO" ... poi la data ce la metterete voi perché io non posso saperla. Era giovedì e la notte tra venerdì e sabato 2 maggio 2015 è mancato. Al funerale che abbiamo fatto a Moniga, la bara era coperta dalla bandiera ed un drappello di alpini (di Moniga) ha accompagnato la salma. Il coro ha cantato Signore delle cime, obbedendo alle sue richieste. Non ho foto di lui militare.. purtroppo. Provo a cercare qualcosa.. gliele spedirò in un secondo tempo.

Un caro saluto
Alessandra