alpini del territorio bolognese romagnolo

il Ten. medico Tullo Cenni ed il Ten. Rosolino Cenni : ...di padre...in figlio...
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° aprile 2021

Rileggendo e catalogando gli oltre 8.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, ero stato particolarmente colpito dalla storia della famiglia Cenni della quale ho "scoperto l'inedita notizia" che il Tenente Rosolino era figlio del Ten. medico Tullo che era stato ufficiale medico alpino nella Grande Guerra e nostro socio. Il giovane Rosolino purtroppo è rimasto in Russia nel gennaio 1943, ed è una delle centomila gavette di ghiaccio "disperse". Già dal gennaio 2020, assieme ad altri quattro, avevo segnalato il nominativo di questo giovane studente all'Università di Bologna nella persona della Dott.ssa Sandra Marciatori referente dell'Archivio Storico e responsabile dell'organizzazione, affinché fosse inserito nell'elenco degli studenti caduti in guerra meritevoli della Laurea Honoris Causa. Attraverso l'appello dell'Universtità ripreso anche da il Resto del Carlino, è stata rintracciata la figlia che ha contattato l'Università. Ovviamente per correttezza, l'Università mi ha messo in contatto con la figlia confermandomi che per il momento la data del conferimento non può essere ancora fissata causa emergenza sanitaria covid. Nel frattempo però, di questa "famiglia alpina" propongo entrambi le figure e l'inedita notizia...di padre...in figlio...rinnovandone per entrambi il ricordo “per non dimenticare”.

 

il padre Tullo


fotografia tratta
dal quadro

Tullo Cenni nasce a Imola, Bologna, il 17 luglio 1884 di Enrico e Eunice Ricci.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Residente in via Emilia 31 ed iscritto al Distretto Militare di Ravenna dal quale dipende Imola, è chiamato alla visita di leva il 6 luglio 1904 e lasciato in congedo viene indicata come professione studente, designato per la ferma di due anni.
Il 18 dicembre 1907 è ammesso al ritardo alla leva quale studente universitario all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia.
Laureato in Medicina e Chirurgia il 6 luglio 1909, il 19 novembre viene lasciato ancora in congedo per ripresentarsi all'apertura dei corsi allievi ufficiali medici.
Il mese successivo 30 novembre è inviato come allievo ufficiale medico alla Scuola di Sanità Militare di Firenze. Il 21 dicembre 1910 per sopraggiunti problemi di salute viene riformato ma viene comunque nominato Sottotenente medico di Milizia Territoriale (essendo di classe "anziana") e lasciato in congedo.
Nel 1912 si sposa con la fidanzata Maria Morelli e dal loro matrimonio nascono tre figli, Rosolino nel 1913, Ugo nel 1916 e Giorgio nel 1920.


archivio G. Cenni

 

Con la mobilitazione generale del maggio 1915, viene promosso d'ufficio Tenente medico e lasciato temporaneamente in congedo. Il 6 luglio 1916 viene chiamato alle armi ed assegnato alla Direzione di Sanità in Bologna per il servizio di prima nomina. A ottobre riceve l'ordine di mobilitazione dal 6° Rgt. Alpini ed è assegnato alla 5ª ambulanza chirurgica.
Decorato di medaglia di bronzo
il 25-27 ottobre 1917 a Carso-Begliano con la seguente motivazione : "Con serenità e fermezza, più volte, sotto bombardamento nemico, prestava l'opera sua di medico e di chirurgo. In occasione del ripiegamento improvviso dell'ambulanza prendeva parte, sino all'ultimo, alla cura e allo sgombero dei feriti, accompagnandone personalmente una parte, per superare la grave difficoltà del transito stradale. E, nonostante il rischio di essere fuori al di là dell'Isonzo, si ritirava solo dopo ave assicurato il trasporto di tutti i ricoverati".

 


copia del talloncino soci del 1923-24, che ho in
archivio, dove nel 1952 viene annotato Firenze
.

Rientrato alla vita civile con il grado di Tenente, svolge la professione di medico condotto ad Imola con residenza sempre in via Emilia, ed è fra i fondatori nel 1924 del gruppo alpini Imola e Borgo Tossignano. Iscritto nel 1923 come socio "individuale" direttamente alla sezione, compare anche fra i soci nell'artistico quadro realizzato fra il 1926 ed il 1927 dal gruppo alpini Imola e Borgo Tossignano. Promosso Capitano medico nel marzo 1926, il 15 luglio 1939 viene promosso al grado di Maggiore medico. Nei primi anni dopoguerra si trasferisce a Fiesole (Firenze) ed apre uno studio medico, per rientrare pochi anni dopo ad Imola riaprendo nuovamente il suo ambulatorio in via Felice Orsini.

Muore prematuramente ad Imola il 21 luglio 1958 con il dolore nel cuore di non conoscere la sorte del figlio Rosolino "disperso" nel gennaio 1943 in Russia.

 

il figlio Rosolino


archivio G. Cenni

Rosolino Cenni, detto Lino, nasce a Imola, Bologna, il 3 ottobre 1913 di Tullo e Maria Morelli.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Chiamato alla visita di leva dal Distretto Militare di Ravenna dal quale dipende Imola, il 29 luglio 1933 è lasciato in congedo e indicato come professione studente al 2° anno del Liceo Classico. Chiamato alle armi il 18 settembre 1934 viene lasciato in congedo provvisorio in attesa dell'apertura dei corsi per ufficiali di complemento presso l'Accademia militare di Modena. Con la cartolina precetto arriva all'Accademia di Modena il 20 ottobre ma non viene accettato "per deficienza del titolo di studio".
Il 24 ottobre, rivisitato, viene assegnato ai servizi sedentari con responso della Divisione dell'Ospedale Oculistico di Bologna perchè affetto da bleforocongiuntivite e da obesità. Viene quindi dispensato dal compiere la ferma militare ed iscritto nella forza in congedo dei non assegnati temporanei del distretto militare di Ravenna.
Il 1° dicembre 1938, nel frattempo si è iscritto e frequenta l'Università di Bologna nella facoltà di Agraria, viene ammesso al primo periodo del corso allievi ufficiali universitari presso la 7ª Legione Universitaria della M.V.S. N. (milizia volontaria sicurezza nazionale) in Bologna designato per l'Arma Artiglieria.
Il 13 febbraio 1939, presenta domanda affinché gli sia revocato il provvedimento di assegnazione ai servizi sedentari chiedendo di essere rivisitato per essere assegnato a reparti in armi. Dopo accertamenti medici e con responso del Direttore di Sanità del Corpo d'Armata di Bologna viene riconosciuto idoneo al servizio militare incondizionato.
Il 1° dicembre 1939 viene ammesso al 2° periodo del corso allievi ufficiali universitari sempre presso la 7ª Legione Universitaria della M.V.S. N. (milizia volontaria sicurezza nazionale) in Bologna designato per l'Arma Artiglieria.
Il 20 marzo 1940 viene ammesso alla continuazione del ritardo al servizio in armi nel Regio Esercito.
Il 12 luglio 1940 viene ammesso al periodo applicativo dei corsi universitari presso la Scuola Allievi Ufficiali di Complemento in Lucca. Concluso dopo tre mesi il corso e dichiarato idoneo alla nomina a Sottotenente di complemento, il 19 novembre viene inviato in licenza straordinaria, senza assegni, in attesa della nomina a Sottotenente di complemento pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.


ad Osoppo nel 1941
archivio G. Cenni

Il 4 febbraio 1941 con la nomina a Sottotenente di complemento nell'arma Artiglieria, viene assegnato per il servizio di prima nomina al Deposito del 3° Reggimento artiglieria alpina della Divisione Julia in Gorizia. Trattenuto alle armi con circolare del Ministero della Guerra, viene destinato in servizio al Gruppo artiglieria alpina "Conegliano" nella cittadina di Osoppo, dove ha sede la batteria del Gruppo alla quale è stato assegnato.


con la giovane fidanzata Lea
archivio G. Cenni

Il 12 gennaio 1942 si sposa ad Imola con la fidanzata Lea Visani e si trasferiscono ad Osoppo dove presta servizio e dove aspettano assieme la mobilitazione per il fronte russo.

Nel luglio 1942 giunge l'ordine di mobilitazione del Corpo d'Armata Alpino per il fronte russo che inizia le partenze dei suoi reparti dal 17 luglio. La Divisione Julia sta completando la sua preparazione e nella seconda quindicina di agosto partono scaglionati tutti i suoi reparti per la Russia.

Con l'ordine di mobilitazione viene promosso Tenente ed assegnato al Gruppo "Conegliano" in servizio al Reparto munizioni e viveri comandato dal Capitano Riccardo Manzone, reparto del quale, come ufficiale "più anziano" ne è il vice comandante.

La giovane moglie rientra ad Imola, dove per diversi mesi, fino al tragico gennaio 1943, il Tenente Cenni indirizza le lettere alla piccola Giuliana nata il 22 ottobre ed alla giovane moglie che purtroppo, come molte e troppe, saranno le “giovani vedove di guerra”.

Fra il 20 ed il 25 settembre tutta la Divisione Julia ha preso possesso delle posizioni assegnate nel settore fra l'abitato di Kuvlin e quello di Karabut, a nord della divisione alpina Cuunense. Nel villaggio di Popowka ha sede invece la base logistica della Julia mentre il comando operativo ha sede a Kurenny.
Il Reparto munizioni e viveri del Gruppo "Conegliano" viene dislocato nel villaggio di Popowka (1), sede della base logistica della Julia, a circa una quarantina di chilometri dal fronte del Don, villaggio che forma un triangolo fra il fiume Don e la città di Rossosh, dove ha sede il comando del Corpo d'Armata Alpino.


in estate a Popowka sul fronte russo con
la mascotte davanti all'alloggio-bunker
- archivio G. Cenni

Ai primi di gennaio il comando del Reparto munizioni e viveri (cap. Riccardo Manzone, il vice comandante Ten. Rosolino Cenni ed il Ten. Fulvio Bonafini) viene spostato per esigenze operative a Podgornoje.

Con lo sfondamento del fronte da parte dell'esercito russo, fra il 15 e 16 gennaio 1943, prima bombardano e poi occupano la città di Rossosch con grave possibilità di accerchiamento alle spalle anche della Divisione Julia. Il giorno seguente domenica 17 gennaio ha inizio il ripiegamento della Julia con direttrice che passa da Popowka, base logistica della Divisione, con l'ordine di dare la precedenza ai rifornimenti delle munizioni e viveri e di distruggere tutto il resto ammassato nei magazzini-depositi. Anche il comando del Reparto munizioni e viveri riceve l'ordine di rientrare a Popowka.

Durante il tragitto, nella mattina del 17 in località non precisata, la piccola colonna del Reparto viene attaccata con una imboscata dei partigiani russi, in attesa dell'arrivo dei reparti regolari dell'esercito russo provenienti da Rossosch, che causa morti, feriti e diapersi.

Nella notte fra il 17 e 18 i reparti in sosta a Popowka subiscono un violento attacco dei reparti regolari dell'esercito russo che stanno sopraggiungendo da Rossosch conquistata. Fra il 18 e 19 gennaio a Popowka sarà un'ulteriore "massacro" fra morti, feriti, prigionieri e dispersi. Anche il Reparto munizioni e viveri subisce notevoli perdite. Fra i sette ufficiali due vengono fatti prigionieri e moriranno in marzo nei campi di prigionia, uno morirà successivamente durante il ripiegamento e due risultano dispersi all'appello sulla forza presente del giorno 19 gennaio. Solo due rientreranno in Italia. Dopo la battaglia sostenuta martedì 19 la Divisione Julia riprende la marcia del ripiegamento ed i reparti dipendenti cercano in qualche modo di riordinarsi compilando anche i ruolini della "forza presente". Nel Reparto munizioni e viveri non essendovi testimoni oculari sulla sua sorte, viene temporaneamente indicato "disperso dal 17 gennaio" il Tenente Cenni Rosolino di Tullo, nato a Imola classe 1913, distretto di Ravenna. (3)

Al rientro della Divisione Julia in Italia nel marzo 1943, quando ormai si sono perse le speranze di singoli rientri di "dispersi" dalla Russia e non essendovi ulteriori notizie ne testimoni oculari viene rilasciata dichiarazione di irreperibilità dal Deposito del 3° Rgt. Artiglieria Alpina in Gorizia per essere trascritta sullo Stato di Servizio dell'ufficiale e comunicata al Distretto Militare di Ravenna, verificato, cioè ufficializzato, il 3 settembre.


(1) la località esatta l'ho rintracciata attraverso la lettera che nel novembre 1942 l'artigliere alpino Lino Ragogna scrive alla fidanzata facendogliela pervenire attraverso un compaesano in partenza per una licenza e non attraverso la posta ordinaria con censura, quindi può indicare con esattezza dove si trova...." - Il paese dove sono si chiama Popowka lontano una quarantina di chilometri dal fronte.....come comandante ho il Ten. Cenni..... -"
(2) in una lettera del 28 marzo 1943 in risposta al padre Tullo alla ricerca di notizie del figlio e firmata dal Ten. Col. Rosolino Oddo, all'epoca comandante del presidio di Popowka, viene confermato che nella mattina del 17 il reparto era stato attaccato con una imboscata dei partigiani russi e da quel momento "egli non è stato più visto".
(3)
altra significativa testimonianza l'ho trovata nel diario del Sottotenente Gino Panerai (uno dei due reduci rientrati in Italia che all'epoca era di base a Nikitowka)......."- Il comando del Reparto munizioni e viveri del Conegliano (capitano Manzone) era a Podgornoje e là avevo mandato verso il 10 gennaio un caporal maggiore ed alcuni artiglieri a prendere ordini, ritirare la posta per noi, qualche indumento; erano ripartiti il 13. Dalle lettere che i miei colleghi Cenni e Bonafini mi mandarono in tale occasione si accennava ad uno spostamento in vista, come ad un fatto normale nella nostra situazione di militari; erano sereni scherzosi e certo non prevedevano che stava per iniziare la tragedia della ritirata nella quale pochi giorni dopo avrebbero trovato eroica morte........"


Ringrazio per la preziosa disponibilità e collaborazione la Sig.ra Giuliana figlia di Rosolino, i figli Elena e Roberto "curatore" dell'archivio di famiglia, per avermi gentilmente concesso ulteriori notizie famigliari e le fotografie inserite nell'articolo, delle quali comunque ne mantengono la proprietà letteraria con divieto di ulteriore riproduzione senza il loro consenso scritto.