residenti illustri nel territorio della sezione A.N.A. bolognese romagnola

la Medaglia d’Oro al valore militare Aspirante Ufficiale Antonio Ciamarra

di Giuseppe Martelli

 

Nel rileggere la storia alpina a tutto campo, nella quale si ritrovano costantemente fatti e curiosità legate al territorio bolognese romagnolo che meritano di essere ricollocate nella nostra memoria, è emersa questa notizia del suo trascorso bolognese.

La notizia, che trascriviamo, è tratta dal quotidiano bolognese il Resto del Carlino del 28 gennaio 1918 e risulta inedita fino ad oggi modificando in parte le notizie "ufficiali" che fino ad oggi corredano le varie documentazioni biografiche e che indicano il conferimento della M.O. come prima decorazione, mentre in realtà il primo conferimento è stata la medaglia d'argento poi successivamente commutata in Medaglia d'Oro. Questo non sminuisce certamente il valore del decorato, uno dei rari decorati "viventi", che comunque fu segnato per tutta la vita da una grave menomazione fisica.

 


il titolo dell'articolo così come compare sul
quotidiano bolognese.

Ieri mattina, per iniziativa dell'Ufficio Stampa e propaganda del nostro Corpo di Armata si è svolta, con commovente sollenità, la cerimonia di consegna della medaglia d'argento al valor militare all'eroico sottotenente del 3° alpini avvocato Antonio Ciamarra, napoletano.
Assistettero alla cerimonia: il padre del valoroso giovane comm. cav. Giacinto Ciamarra, le sorelle signorine Elena e Teresa, gli zii comm. avv. Guglielmo Ciamarra docente alla Regia Università di Roma, l'avv. Gustavo Contieri, il colonnello dei Regi Carabinieri cav. Nappi, il comm. Iorio vicepresidente della Corte d'Appello di Bologna, il comm. avv. Ettore Nadalini presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Bologna, l'avv. Giordani per delega del Consiglio di disciplina dei Procuratori di Napoli, il cav. Vittozzi direttore del Banco di Napoli, una rappresentanza di allievi ufficiali della Scuola Militare di Modena, e moltissimi altri - tra cui numerose signore e signorine - di cui ci sfugge il nome.
Erano pure presenti, insieme col Direttore dell'Istituto prof. magg. Putti, i capitani dottori Delitalia e Berlucchi, gli ufficiali degenti al Rizzoli; fra i quali ricordiamo il colonnello Porzio, il colonnello Testi-Rasponi, il maggiore Ferrari, l'irredento tenente Pieri ecc. e tutti i soldati ricoverati nonchè le dame infermiere.
Alle 10 il generale Lubatti comandante la Divisione Militare in rappresentanza del Comandante il Corpo d'Armata, col generale Crociati comandante il genio e il capitano Rhodes della Croce Rossa Americana, entrarono nella sala dove erano adunati gli invitati.
La cerimonia si aprì con un vibrato discorso del generale Crociati, il quale, ricordata con felice allegoria la tragica folata di vento che scosse per un attimo le salde linee della nostra difesa, sui confini conquistati, rilevò come oggi - la massa virile e pura del nostro soldato abbia contrapposto al baldanzoso nemico, sul Piave, un ostacolo insormontabile.
" Mirabile esempio di virtù, di cuore, di amor di Patria! - esclamò vivamente commosso, il generale Crociati -. L'onta fugace è cancellata e redenta dalla magnifica resistenza sull'altipiano, al Grappa, al Piave, lungo il Piave sino al mare a difesa delle nostre terre italiane, della casa nostra, di quella perla del mare, Venezia, cui agognano i barbari nemici per sfogarvi le loro sozze brame.
" Nuove pagine gloriose scrivono ora col sangue i valorosi delle battaglie dell'Isonzo, del Sabotino, del Col di Lana, delle Tofane, di Gorizia. Sia gloria a loro pel cui valore si rinsalda la fede della vittoria del diritto sulla forza brutale. Gloria agli eroi che fecero olocausto alla Patria di parte della loro carne ed al cui esempio si temprarono gli animi dei difensori d'Italia."


cartolina d'epoca dell'Istituto Rizzoli

Il generale Crociati così concluse il suo discorso, fra i più vivi entusiastici applausi dell'uditorio.
Questa bella festa, resa più solenne dalla presenza di S.E. il nostro Comandante di Corpo d'Armata, sempre primo ad accorrere per festeggiare il valore, è completata dal mirabile affrattellamento dei liberi popoli d'America, che vengono a portare a noi il tributo della loro ammirazione, il valido concorso nella lotta che si combatte per trionfo della giustizia.
Si innalzi un voto alla vittoria, un grido erompa di viva l'Italia.
Al valoroso tenente Ciamarra è quindi solennemente consegnata la medaglia d'argento, ch'egli seppe guadagnarsi sul campo di battaglia, per la seguente motivazione:
Comandante della prima ondata di assalto si lanciava risolutamente primo fra tutti all'attacco di fortissima posizione nemica rimanendo coperto di ferite.
Monte Tomba, 28 novembre 1917
Il generale Lubatti, fra la intensa commozione dei presenti, abbraccia e bacia paternamente il valoroso decorato.
Prende quindi la parola il comm. avv. Ettore Nadalini; il quale, anche per delegazione di S.E. Grippo presidente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli e dell'avvocato Mazy presidente di Disciplina dei procuratori di Napoli, esprime sentimenti di simpatia e di ammirazione al valoroso ufficiale. Il comm. Nadalini parla anche per gli avvocati di Bologna, che pagarono il tributo di sangue alla patria ed ha un gentile e commosso accenno all'avv. cap. Giordani - che, dice, in vece sua avrebbe detto meglio e più squisitamente i sentimenti di riconoscenza che sono nell'anima di tutti. Chiude con un fervido ed entusiastico saluto a tutti gli ufficiali e soldati che servirono fino all'ultimo sacrificio la patria nostra.
Calorosi applausi coronarono pure il nobile discorso del comm. Nadalini.
Parlò infine il tenente di artiglieria avv. prof. Gaetano Contursi Lisi; il quale ebbe commosse e fraterne parole di ammirazione verso tutti i valorosi che si sacrificarono per la salvezza e la grandezza della Patriua e, rivolto al tenente Antonio Ciamarra, così concluse, vivamente applaudito : " Io mi piego dinanzi al tuo soffrire - perchè tu aumenti la legione dei giuristi guerrieri dell'Ideale; io soldato e giurista, mi inchino come dinanzi al mio fratello giovinetto rimasto nelle trincee di Gorizia, si piegarono compagni ignoti e lontani. Benedetto sia il sanbgue sparso ; esso vivificherà e rinnoverà il mondo."
Dopo il discorso del tenente Contursi, il prof. Putti lesse i telegrammi giunti al decorato in occasione della cerimonia : dai sindaci di Napoli e di Campobasso e di Torella del Sannio; dal senatore professor D'Ovidio comm. Miraglia, generale Morra, on. Grippo, gen. Celenda, on. Mosca, Cimorelli, Cannarivo, Leone e Spetrino comandanti batt. alpini Moncenisio e 1° bersaglieri e di tanti altri di cui sfugge il nome.
A tutti i degenti dell'Istituto furono distribuiti numerosi doni, offerti dal Comitato di preparazione civile di Bologna e dalle signore di Lima nel Perù.


(Copia del giornale dal quale è tratto l'articolo è stato rintracciato da Mario Gallotta.)




Il Re Vittorio Emanuele III consegna la
Medaglia d'Oro ad Antonio Ciamarra.
Come si nota, la ritira con la mano sinistra.

note: Il ricovero dell'eroico ufficiale all'Istituto Rizzoli di Bologna fu necessario in quanto per le gravi ferite riportate gli fu amputato il braccio destro e presso l'Istituto gli fu applicata la necessaria protesi.

La decorazione della medaglia d'argento al valor militare fu successivamente commutata con decreto luogotenenziale del 22 dicembre 1918, in Medaglia d'Oro.


 

 

Per ulteriori notizie biografiche sulla M.O. Antonio Ciamarra aprire la pagina già presente nel sito al link : m.o.Ciamarra Antonio