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il nostro contributo alla gestione del Rifugio Contrin
di Giuseppe Martelli

 

Da Alba di Canazei nella Val di Fassa parte il sentiero che porta al Rifugio Contrin (di proprietà dell’Ass. Naz. Alpini) a quota 2016 ai piedi della Marmolada. Il rifugio, realizzato nel 1897 dalla Società Alpinisti di Norimberga, ospitò all’inizio della guerra 1915-18 il comando austriaco della Val Contrin mentre nei versanti opposti vi erano i comandi italiani e reparti alpini fra i quali la 206^ compagnia comandata dal tenente Arturo Andreoletti (futuro fondatore e Presidente nell’ANA) il quale, pratico della zona, chiese ed ottenne l’ordine di distruggere il rifugio-comando. Il 6 settembre 1915 l’edificio, fatto segno di un pezzo dell’artiglieria da montagna, saltava in aria. Al termine del conflitto i ruderi del rifugio furono donati dallo Stato italiano alla S.A.T.(Società Alpinisti Trentini) che provvide ai primi lavori di ricostruzione. Nel 1921 la S.A.T. a sua volta donò il rifugio all’Associazione Nazionale Alpini, presieduta in quel periodo da Arturo Andreoletti, proprio quel tenente che nel corso della guerra ne aveva indicato la distruzione. Dopo un radicale intervento di ricostruzione rendendolo funzionante, venne inaugurato con solenne cerimonia il 15 luglio 1923.

 

Il 28 giugno 1928 viene nominato dall’autorità politica quale Commissario straordinario dell’ANA, il bolognese deputato al Parlamento Angelo Manaresi valoroso ufficiale degli Alpini nella guerra 15-18. Pochi giorni dopo sale al Contrin e nell’occasione propone il progetto di realizzare un secondo rifugio “dei lupi” ed una chiesetta-cappella, aprendo personalmente una sottoscrizione.


il progetto della “Città di Contrin” sviluppato
da Bontadini, pubblicato su
L’Alpino del 1° settembre 1929

Per diversi mesi compare sulle pagine del giornale L’ALPINO il resoconto della sottoscrizione, dove si legge fra l’altro che la Sezione Bolognese Romagnola su iniziativa delle sue Patronesse ha offerto per la chiesetta la campana di bronzo dedicata ai Caduti in guerra. Nella primavera del 1929 iniziano i lavori, su progetto dell’architetto Ernesto Bontadini, ed il 1° settembre si svolge con solenne manifestazione l’inaugurazione della ribattezzata “Città di Contrin”. Il 27 settembre 1936 con appropriata cerimonia viene dedicato il secondo rifugio al sottotenente Efrem Reatto medaglia d’oro alla memoria nella campagna d’Abissinia. Ogni anno, fin dal 1929, il Presidente Manaresi vi promuove nel mese di luglio un incontro (obbligatorio) con il Consiglio Direttivo Nazionale, tutti i Presidenti di Sezione e con un caldo invito allargato ai soci e famiglie. Questa consuetudine finisce con l’entrata in guerra dell’Italia nel giugno 1940. Nel dopoguerra, pur continuando nella sua normale attività di rifugio, non si svolgono più incontri alpini a livello nazionale. Nel 1983, esattamente il 24 e 25 settembre, su proposta della Sezione ANA di Trento, accolta con entusiasmo dall’allora Presidente Nazionale Vittorio Trentini (bolognese) la sede nazionale promuove il 1° Pellegrinaggio Nazionale al Contrin, un appuntamento che si perpetua ogni anno nel periodo giugno-luglio. Dal 1985 il rifugio principale è dedicato al presidente nazionale Franco Bertagnolli (dal 1972 al 1981). L’amministrazione del rifugio è sempre stata curata dalla sede nazionale attraverso un’apposita Commissione che contratta la conduzione del complesso con un gestore. Nel secondo dopoguerra ha ospitato tre volte la riunione del Consiglio Direttivo Nazionale dell’ANA, nel luglio 1965, nel giugno 1988 e nel giugno 2002.

 

Il contributo dei bolognesi romagnoli

E’ storia lontana nel tempo ma è pur sempre storia del Rifugio Contrin, che annovera anche il contributo dei bolognesi romagnoli, ricordati nell’ordine cronologico del loro ingresso-nomina nella Commissione di gestione:

Sandro Stagni, Gino De Vecchi, Alberto Veronesi, Gaetano Berti, Giacomo Bosio, Don Andrea Balestrazzi, Mario Zanotti.


da L’ALPINO del 15 aprile 1930

documento tratto dal libretto "La forza del 10° "
al 30 giugno 1931 Roma, Edizioni de L’ALPINO

documento tratto dal libretto "La forza del 10°"
al 30 settembre 1934 Roma, Edizioni de L’ALPINO

 

Alessandro Stagni (Sandro) è il personaggio certamente più di rilievo. Nato a Bologna, ufficiale in guerra nel 5° Rgt. Alpini, promotore e fondatore nel 1922 della Sezione Bolognese Romagnola della quale è stato presidente dal 1927 al 1930 e dal 1934 al 1938. Con la nomina nel giugno 1928 di Manaresi a Commissario straordinario, Stagni è fra i primi ad essere convocato per formare il nuovo direttivo nazionale dell’ANA del quale ne verrà confermato consigliere dal maggio 1929. Si legge sulle cronache de L’ALPINO che Stagni è fra accompagnatori nella prima visita nel luglio 1928 di Manaresi al Contrin ed in tale occasione accetta la proposta di presiedere la Commissione autonoma di gestione del Contrin. Nel maggio 1929 viene ufficializzata la sua nomina a Presidente della Commissione, nomina modificata nel 1932 nell’altisonante “Podestà della Città di Contrin”. Questo incarico, che svolge con solerte dedizione, lo vede impegnato fino al marzo 1946 quando, per ovvie ragioni “politiche” rassegna le dimissioni e nell’incarico subentra il milanese Giuseppe Reina, già presidente nazionale nel 1925 che trasferito a Bologna per ragioni professionali, nel biennio 1926-27 diventa il secondo presidente della nostra Sezione.

Gino De Vecchi, nato a Lendinara, Rovigo, residente a Bologna, ufficiale in guerra nel 6° Rgt. Alpini, eletto nel 1922 dall’assemblea costitutiva della Sezione nel primo consiglio direttivo e riconfermato fino al 1934. Dal 1930 al 1934 è il quarto presidente di Sezione. Nel febbraio 1930 viene chiamato da Manaresi a far parte della Commissione Contrin, incarico che svolge fino al settembre 1943.

 

 

Alberto Veronesi, nato a Firenze, ufficiale medico in guerra nell’8° Rgt. Alpini, fondatore nel 1922 della Sezione Bolognese Romagnola della quale ne è consigliere dal 1929 al 1942 e presidente dal 1938 al 1940 e nel 1941-42. Nel febbraio 1930 viene chiamato da Manaresi a far parte della Commissione Contrin, incarico che svolge fino al settembre 1943.

 

 

Gaetano Berti, nato a Bologna, ufficiale in guerra nel 2° Rgt. Alpini, promotore e fondatore nel 1922 della Sezione Bolognese Romagnola della quale ne è consigliere dal 1926 al 1931. Nel febbraio 1930 l’amico Manaresi, con il quale ha condiviso gli studi, l’università e la passione per la montagna, lo nomina nella Commissione del Contrin. Purtroppo per causa di malattia contratta in guerra muore il 14 aprile 1931. Alla sua memoria venne intitolato nell’agosto 1933 il rifugio di Passo Ombretta nel massiccio della Marmolada, che faceva parte di un complesso delle “baracche di guerra”. Per molti anni il rifugio è stato attivo e funzionale, poi nel secondo dopoguerra un po’ dimenticato ed alcune frane lo hanno reso inagibile.

 

non rintracciata

Giacomo Bosio, nato a Ravenna, ufficiale in guerra in reparto alpino non indicato, fondatore nel 1929 e primo capogruppo fino al 1932 del gruppo alpini di Ravenna. Nel biennio 1931-32 è nominato anche consigliere sezionale. Nel febbraio 1931 viene chiamato da Manaresi a far parte della Commissione Contrin, incarico che svolge fino al febbraio 1934.

 

 

Don Andrea Balestrazzi, nato a Monteveglio, Bologna, ufficiale in guerra nel 5° Rgt. Alpini, poi sacerdote dal 1920. Con la nascita della Sezione è eletto cappellano sezionale dal 1923 e nominato consigliere sezionale dal 1929 al 1939. Nel febbraio 1934 Manaresi lo chiama a far parte della Commissione Contrin, incarico che svolge fino al settembre 1943 e della Città di Contrin ne è il cappellano.

 

 

Mario Zanotti, nato a Casalecchio di Reno, Bologna, ufficiale medico in servizio di prima nomina nel biennio 1926-27 all’8° Rgt. Alpini. Iscritto nel 1932 alla Sezione ne diviene consigliere sezionale dal 1932 al 1936. Nel febbraio 1934 Manaresi lo chiama a far parte della Commissione Contrin, incarico che svolge fino al settembre 1943 e della Città di Contrin ne è il medico.

 

 

 

Nel corso delle ricerche è emerso un altro legame-curiosità.

Si legge infatti su L’ALPINO del 15 luglio 1931 nell’articolo firmato IL PODESTA’ DI CONTRIN (Sandro Stagni), che il Podestà (Sindaco) di Bologna Sig. Berardi si è recato in visita alla Città degli Alpini portando come dono una bella statua in bronzo che riproduce fedelmente il “Nettuno”, famoso simbolo della città, sulla quale è incisa la dedica:

Bologna - Allo spirito già richiamato dal sacro bronzo della vicina cappella, qui parli alle ardimentose giovanili energie col geniale simbolo della vetusta bellezza

(dalla dedica si capisce che fa riferimento al bronzo della campana donata dalla Sezione Bolognese Romagnola alla chiesetta-cappella)

Nell’articolo compare anche il simpatico disegno qui riprodotto con la sua didascalia.

Il Nettuno del Gianbologna…trasferito ai piedi della Marmolada