alpini del territorio bolognese romagnolo

nel centenario della Grande Guerra
"per non dimenticare"
rendiamo gli onori alla memoria della nostra Medaglia d'Oro al valor militare
Capitano degli Alpini Stefanino Curti
caduto eroicamente a Vidor il 10 novembre 1917

di Giuseppe Martelli

pagina pubblicata il 1° luglio 2017

con i prossimi aggiornamenti saranno pubblicate nuove ed inedite notizie biografiche
ed anche nuovi documenti ormai dimenticati nel corso degli anni ed oggi ritrovati

 

Approssimandosi la data dell'anniversario nel centenario della morte in combattimento, ho ritenuto un "dovere morale", essendo una Medaglia d'Oro al valor militare di cui si fregia il Vessillo degli alpini bolognesi romagnoli, rinnovarne la figura e la memoria. Ho pensato "per rendere gli onori" di riproporre le principali notizie biografiche (già presenti in altra parte del sito), alcune pubblicazioni storiche a lui dedicate o dove viene ricordato, ed una raccolta di notizie che nel corso degli anni sono state pubblicate sul giornale nazionale L'ALPINO, in modo da ottenere una unica pratica pagina commemorativa, dalla quale emerge che la figura dell'Eroe è stata da sempre degnamente onorata e ricordata. A fondo pagina ho ritenuto opportuno aggiungere anche la riproduzione di ulteriori documenti che ho raccolto nel corso degli anni.

Per chi desidera consultare anche altre fonti, sul web sono presenti molte notizie biografiche (non tutte però sono attendibili o aggiornate), ed anche resoconti su quella battaglia del 10 novembre 1917 a Vidor.


biografia aggiornata ed inseriti nuovi documenti il 1° settembre 2017

STEFANINO CURTI
da Imola (Bologna)
Capitano s.p.e. del 2° Reggimento Alpini
Comandante della 221ª Compagnia Battaglione “Val Varaita”
Caduto in combattimento a Vidor (Treviso) il 10 novembre 1917

Stefanino Curti nasce ad Imola il 12 novembre 1895 da genitori di origini piemontesi della Provincia di Cuneo, Francesco (professore di ginnasio) e Giuseppina Briolo. In tenerissima età seguendo la famiglia si trasferisce in altra città dove il padre ha ottenuto un nuovo incarico, quindi a Genova. Nel biennio 1908-1909 è documentato un breve soggiorno a Parma dove frequenta il ginnasio "Gian Domenico Romagnosi" ed infine nuovamente e definitivamente a Genova dove nel quinquennio 1909-1914 frequenta il liceo "Andrea D'Oria". Dopo la licenza liceale, già attratto dalla vita militare, il 5 novembre 1914 entra quale allievo ufficiale nella Scuola Militare di Modena e già durante il corso chiede insistentemente di essere ammesso negli alpini. Il suo desiderio viene esaudito con la nomina il 30 maggio 1915, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra all’Austria, a Sottotenente nel servizio permanente effettivo ed assegnato al 1° Reggimento Alpini. Il 14 giugno 1915 raggiunge la zona di operazioni in Val Raccolana nell'alta Carnia destinato al battaglione “Val d’Arroscia”. Nel gennaio-marzo 1916 frequenta a Caserta un corso di mitragliere quindi, promosso Tenente il 15 aprile, è nuovamente con il proprio reparto che opera sull’altipiano di Asiago poi sui contrafforti del Cregnedul, di nuovo nell'alta Carnia, a oltre duemila metri di altezza, dove merita un encomio solenne per le intelligenti osservazioni ed informazioni sui movimenti e difese avversarie. Posto a difesa di Monte Cucco durante l’offensiva austriaca nel Trentino, a Cucco di Pozze pochi giorni dopo si offre volontario per comandare una pattuglia incaricata di tagliare i reticolati nemici ed assumere informazioni per il contrattacco. Nel corso di queste azioni del 7 e 8 luglio viene ferito gravemente alla gamba destra con rottura e scheggiamento dell'osso al disotto del ginocchio, ed è costretto a trascorrere un anno di degenza negli ospedali di Brescia e Genova. Per questo suo comportamento gli viene conferita la medaglia di bronzo al valore militare con la seguente motivazione : "Si offriva volontariamente di comandare una pattuglia incaricata di prendere contatto col nemico e tagliare i reticolati, e assolveva il suo compito con fermezza e coraggio. Sprezzante del pericolo, più volte attraversava una zona battuta da fucileria e mitragliatrici per dare importanti informazioni sulle difese avversarie, finché, ferito alla gamba destra, doveva abbandonare i posto.". Nella corrispondenza con la famiglia sovente esprime la preoccupazione di vedere troncata la carriera di ufficiale degli alpini, quindi forzatamente posto in congedo, di non poter più essere utile in un momento così tragico per l'Italia. Dimesso dall’ospedale alla fine di giugno 1917 gli giunge la tanto sospirata e desiderata comunicazione che è di nuovo assegnato in servizio, sempre negli alpini, presso il comando del 12° Gruppo Alpini e successivamente passa al 6° Raggruppamento Alpini. Promosso Capitano il 23 agosto assegnato al 2° Reggimento Alpini battaglione “Val Varaita”, che opera in Val Costeana ai piedi delle Tofane, dal 1° novembre assume il comando della 221ª compagnia. Nel frattempo l’offensiva austro-tedesca costringe il nostro esercito al ripiegamento fino ad attestarsi sulla riva destra del fiume Piave. Vengono fatti saltare tutti i ponti escluso quello di Vidor per una eventuale controffensiva. Con il ritardo dello schieramento delle nostre armate e resosi necessario trattenere il più possibile il nemico al di là del Piave viene creata una testa di ponte sulla sinistra del fiume in corrispondenza dell’unico passaggio ancora aperto a Vidor. Tre battaglioni alpini, fra cui il “Val Varaita”, si schierano a difesa. Nel pomeriggio di sabato 10 novembre l’attacco in forze del nemico. Il capitano Curti, nonostante le gravi perdite della sua compagnia, contrattacca per tre volte alla testa dei pochi superstiti fino a quando fra le 15 e le 16 del pomeriggio cade colpito a morte. Due giorni dopo avrebbe compiuto 22 anni. Lo stesso nemico ne onora l’eroica morte scavando una fossa e ricomponendo la salma nel mantello e ponendovi anche la rivoltella, come segno di grande rispetto per l'eroico ufficiale. Accanto pone una croce con scritto “Hier ruht ein tapferer italiener!” (Qui giace un valoroso italiano). Al Capitano Curti viene concessa con Regio decreto del 13 maggio 1917 la medaglia d'argento al valor militare "alla memoria", commutata successivamente in Medaglia d'Oro con Regio decreto del 1° settembre 1920. Nel settembre 1922 la salma viene trasferita da Vidor a Vicoforte (Cuneo) e tumulata nel cimitero della frazione di Fiamenga (o Fiammenga) nella tomba di famiglia. Nel corso della commovente cerimonia è conferita ufficialmente alla memoria la Medaglia d’Oro al valore militare consegnata ai famigliari. Al capitano Stefanino Curti vengono intestate un’ala della caserma del 2° alpini a Cuneo, la Caserma di Chianale in Val Varaita, scuole medie a Mondovì e Genova, e qui anche una via. Ad Imola la Caserma del Presidio Militare, la Sottosezione Alpini, la Sezione degli ufficiali in congedo e l’Associazione Cavalieri di Vittorio Veneto. Anche il Gruppo Alpini di Vidor alla sua costituzione viene intitolato all’eroe e qui anche una via. Inoltre ad Imola il 10 novembre 1936 viene posta una targa marmorea sulla facciata della casa natale. Nel dopoguerra a lui è intitolato con la rinascita nel 1964, il Gruppo Alpini Imola. Nel novembre 1977 a lui viene intitolata un’area verde ad Imola, attrezzata a parco giochi e completata con tavoli e panchine in muratura, frutto dell’iniziativa e lavoro del locale Gruppo Alpini. Dal 2011 ammodernato con nuove strutture a cura del Comune, nel "Giardino Stefanino Curti" è stato traslato dalla piazza e qui collocato il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale.

Motivazione della Medaglia d'Oro "alla memoria"
Preposto con la sua compagnia di alpini alla difesa di una testa di ponte di vitale interesse per le nostre truppe ripieganti, si votava con indomito ardimento a strenua accanita lotta, riuscendo ad arrestare temporaneamente l’avversario soverchiante. Con un piccolo nucleo di generosi superstiti contrattaccava per ben tre volte un nemico grandemente superiore di forze, e nell’impari lotta trovava morte gloriosa. Fulgido esempio di eroismo e di sentimento del dovere, spinto sino al consapevole sacrificio di se stesso.”
Vidor, 10 novembre 1917


note aggiuntive nella ricorrenza del centenario:
Stefanino aveva due fratelli combattenti nella Grande Guerra e morti per cause di guerra ; Giuseppe, ufficiale nella Regia Marina dove raggiunge il grado di Tenente di Vascello (corrispondente a Capitano nell'Esercito), comandante fra l'altro nel 1918 del sommergibile F14 operante nell'Alto Adriatico. In questa veste viene ricordato per la sua ardita operazione eseguita dal 6 al 9 luglio 1918, presso lo scoglio Porer (oggi Croazia), nella quale l'unità supera arditamente gli sbarramenti di mine austriache e si porta in agguato all'entrata del porto di Pola. Dopo l'armistizio opera a Sebenico, nel medio Adriatico (oggi Croazia), dove l'equipaggio venne impiegato per l'allestimento di speciali scafi per il dragaggio, recupero e disattivazione delle mine poste a sbarramento del porto, e, successivamente per espletare funzioni di polizia militare nella base. Giuseppe muore per incidente aereo il 9 gennaio 1922 durante una trasferta di servizio a Pola.
Ottavio, Sottotenente di complemento nel 3° reggimento artiglieria da montagna, decorato di medaglia di bronzo per un'azione sul Piave il 16 giugno 1918 perchè: "Comandante di una sezione, assolveva con calma, perizia ed avvedutezza il proprio compito, sotto il fuoco di artiglieria e mitragliatrici avversarie. In un momento difficile dell'azione, con singolare energia, radunava e rincuorava nuclei di fanteria che avevano ripiegato e li conduceva su di una nuova linea di combattimento, incitandoli con l'esempio e con la parola a compiere il proprio dovere." Passa poi su domanda come Tenente negli Arditi della 1ª Divisione d'Assalto fino all'Armistizio, mantenendo grado e stato giuridico di ufficiale di artiglieria da montagna. Deceduto a Genova il 28 maggio 1925 per malattia contratta nei disagi della guerra.
A proposito di Ottavio; il suo cappello è esposto in una teca presso la sede del gruppo alpini di Vidor, con l'impropria didascalia "cappello di Stefanino Curti". Ricordo in quanto presente, che nel giugno 1978 (se ricordo bene il mese?) in occasione delle cerimonie per il 50° di fondazione del gruppo alpini di Vidor, la sorella Elisa Curti giunta appositamente da Genova, fece dono di un cappello alpino come quello del fratello Stefanino, gesto sottolineato da sentiti applausi e commozione. Ad un primo sguardo però notai subito che aveva i gradi ed il fregio di Tenente di artiglieria da montagna, ma nell'emotività del momento non dissi nulla. Successivamente feci notare che non poteva in nessun modo essere il cappello di Stefanino, perchè aveva gradi e fregio di artiglieria da montagna (e quindi il cappello era del fratello Ottavio), secondo perchè essendo di corredo alla divisa, non era certamente rimasto a casa e molto probabilmente era andato perduto in quei tragici giorni. Putrroppo ancora oggi è esposto così e nel corso degli anni anche in occasione di mostre, o di corredo fotografico ad articoli biografici su giornali associativi, nonostante ripetute segnalazioni, nessuno vuole ammettere l'ingenuo errore della sorella che sicuramente non conosceva la differenza dei gradi e dei fregi, ma che per noi alpini non è assolutamente ammesso, e si mantiene incomprensibilmente "l'errore storico documentale".

libri e libretti dove viene ricordato


Libretto edito ad Imola nel 1930. (dall'originale conservato nella mia biblioteca)

 

Libretto edito ad Imola nel 1933. (dall'originale conservato nella mia biblioteca)

Libretto edito ad Imola nel 1936. (dall'originale conservato nella mia biblioteca)


Libretto edito a Treviso nel novembre 1967 dove all'interno ne viene ricordato l'eroico sacrificio.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)



Libro edito ad Imola nel 1973 a cura della locale Sezione dell'Istituto del Nastro Azzurro
fra i decorati al Valor Militare, dove all'interno viene ricordato.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)


Libretto curato dal sottoscritto nel 1977 per il gruppo alpini Imola che raccoglie le principali notizie biografiche.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)



Libro edito a Bologna nbel 1983 a cura della Federazione Provinciale dell'Istituto del Nastro Azzurro
fra i decorati al Valor Militare, dove all'interno viene ricordato.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)

Libro curato dal sottoscritto per la Sezione ANA Bolognese Romagnola edito a Bologna nel 1997
per i 75 anni di storia della sezione, all'interno viene ricordato anche il Capitano Curti.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)

Libretto curato dal sottoscritto per la Sezione ANA Bolognese Romagnola edito a Bologna nel 2002 che ricorda anche il Capitano Curti.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)


Libro di oltre 200 pagine scritto da Dario Bordin e Ezio Tormena, pubblicato nel febbraio 2017 per il centenario della
battaglia, ripercorre quell'eroica vicenda del 10 novembre 1917 quando per la prima volta dopo la disfatta di Caporetto,
fu opposta una coraggiosa resistenza. Nel bel libro viene ricordato anche l'eroico sacrificio del Capitano Curti.


 

articoli tratti dal giornale L'ALPINO


da L'ALPINO del 15 luglio 1929 (dall'originale conservato nella mia biblioteca)



da L'ALPINO del 1° agosto 1929 (dall'originale conservato nella mia biblioteca)



da L'ALPINO del 15 agosto 1930 (dall'originale conservato nella mia biblioteca)



da L'ALPINO del 15 novembre 1931 (dall'originale conservato nella mia biblioteca)



da L'ALPINO del 1° dicembre 1932, In quel periodo esistevano
contemporaneamente ad Imola la Sottosezione ed il Gruppo alpini.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)



da L'ALPINO del 1° febbraio 1935. In quel periodo esistevano
contemporaneamente ad Imola la Sottosezione ed il Gruppo alpini.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)




da L'ALPINO del 1° febbraio 1936 (dall'originale conservato nella mia biblioteca)



da L'ALPINO del 1° dicembre 1936 la cronaca della cerimonia svoltasi il 10 novembre (dall'originale conservato nella mia biblioteca)



da L'ALPINO di dicembre 1967 (dall'originale conservato nella mia biblioteca)




da L'ALPINO di settembre 1977 (dall'originale conservato nella mia biblioteca)



da L'ALPINO di maggio 1978 la cronaca del raduno svoltosi sabato 12 e domenica 13 novembre 1977
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)





da L'ALPINO di novembre 1978 la cronaca del raduno (dall'originale conservato nella mia biblioteca)
 

riproduzioni di documenti vari


targa della 221ª compagnia del Battaglione "Val Varaita" ritrovata all'ingresso di una cavernetta ricovero sul Monte Cuestalta nelle
Alpi Carniche dove il Battaglione presidiò le posizioni dal settembre 1915 all'aprile 1917 quando venne destinata, con tutto il Battaglione
ad operare in Val Costeana (Tofane). Ai primi di novembre ne assume il comando il Capitano Stefanino Curti. (foto Marco Pascoli)



...omississ...

...omississ...
da "il Resto del Carlino" di lunedì 12 novembre 1917


MINISTERO DELLA GUERRA - BOLLETTINO UFFICIALE - Dispensa 36ª - 15 maggio 1917 - pagina 3215
Decreto Luogotenenziale 13 maggio 1917 - MEDAGLIA DI BRONZO



MINISTERO DELLA GUERRA - BOLLETTINO UFFICIALE - Dispensa 74ª - 10 settembre 1920 - pagina 4229



Ritratto con la tecnica del'incisione, realizzato nel 1922 dal pittore siciliano Modica, che conservo in copia nel mio archivio



artistico quadro del 1925 realizzato all'indomani dell'inaugurazione del gruppo
avvenuta domenica 23 novembre 1924. La prima fotografia in alto a sinistra
è dedicata nel "ruolo d'onore" alla Medaglia d'Oro Cap. Stefanino Curti
(il quadro originale è conservato presso la sede del gruppo alpini Imola - mia fotografia)



cartolina edita nel novembre 1931 in occasione dell'inaugurazione del gagliardetto del gruppo alpini "Stefanino Curti" di Vidor
(cartolina in originale conservata presso la sede del gruppo alpini di Vidor)



targa marmorea posta martedì 10 novembre 1936 sulla facciata della casa natale ad Imola in via Emilia al n° civico di oggi 278 (mia fotografia)



targa marmorea inaugurata domenica 15 novembre 1936 sulla facciata della Caserma "Stefanino Curti" del Presidio Militare di Imola
(immagine tratta dal libretto STEFANINO CURTI ONORANZE, dall' originale conservato nella mia biblioteca)



la targa oggi conservata e visibile all'ingresso della biblioteca comunale di Imola (mia fotografia)



cippo a Col Marcon (Vidor) sul luogo dove cadde, realizzato nel 1925 per interessamento del Comitato di
Torino del Gruppo Medaglie d’Oro ed eretto dall’Ufficio Centrale Cura ed Onoranze Salme Caduti in guerra di Udine
(immagine tratta dal libretto STEFANINO CURTI ONORANZE, dall' originale conservato nella mia biblioteca)



cartolina edita nel novembre 1936



gagliardetto dell'ottobre 1938 quando la Sottosezione di Imola, a seguito della ulteriore militarizzazione
dell'Ass. Naz. Alpini, in vigore dal 1° settembre, assume la nuova denominazione di "COMPAGNIA VAL SANTERNO".
In quel periodo esistevano ad Imola contemporaneamente la "Compagnia" (ex Sottosezione) ed il "Plotone" (ex Gruppo)
(il gagliardetto originale è conservato presso la sede del gruppo alpini Imola - mia fotografia)



questa notizia da L'ALPINO del 15 settembre 1938 conferma e documenta la data del gagliardetto.
(dall'originale conservato nella mia biblioteca)



targa marmorea posta nel cimitero di Vidor nel portico del monumento ossario


targa marmorea posta nella facciata del Municipio di Vicoforte (Cuneo)


targa marmorea posta sabato 12 novembre 1977 all'ingresso del "Giardino Stefanino Curti" ad Imola
in occasione dell'inaugurazione (mia fotografia)


note : i libretti riprodotti sono nella edizione in originale conservati nella mia biblioteca e gli articoli da L'ALPINO sono tratti dalla mia collezione cartacea in originale.