residenti illustri nel territorio bolognese romagnolo

un grande del giornalismo sportivo : da marinaio a Sottotenente degli alpini, Eugenio Danese

di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° luglio 2022

Nel rileggere la storia alpina a tutto campo, nella quale si ritrovano costantemente fatti e curiositÓ legate al territorio bolognese romagnolo che meritano di essere ricollocate nella nostra memoria, Ŕ emersa la figura di questo grande giornalista e del suo trascorso romagnolo.

 

Eugenio Danese nasce a Verona il 19 dicembre 1904.

Nel 1913 si trasferisce con la famiglia a Lugo (Lugo di Romagna) dove frequenta gli studi ed il mondo calcistico. Dal 1920 al 1923 gioca nella squadra di calcio locale del Lugo, ma non ho trovato riscontro in quale ruolo.


il ruolo matricolare rintracciato

Completati gli studi al Ginnaio ed iscritto per residenza al nostro Distretto militare di Ravenna, il 4 aprile 1923, non ancora maggiorenne, presenta domanda come soldato volontario per la ferma di anni tre ed è assegnato al 3° Rgt. Art. da Campagna in Bologna.

Sottoposto a successiva visita medica dall'ospedale militare in data 26 giugno, il 14 luglio viene prosciolto dal servizio militare volontario (sul ruolo matricolare non è indicata la motivazione n.d.r.) con l'obbligo di concorrere alla leva della propria classe 1904 e gli viene concessa comunque dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di avere servito con fedeltà ed onore.

Il 15 ottobre 1923 viene iscritto nei ruoli come predesignato "marittimo" dei coscritti della leva 1904.

L'11 gennaio 1924 viene chiamato alle armi quale iscritto di leva al compartimento Marittimo di Ravenna per la ferma di mesi ventotto (due anni e quattro mesi).

Il 1° agosto viene assegnato in servizio al Deposito Corpo Reale Equipaggio di La Spezia quale allievo furiere e nello stesso giorno di arrivo viene classificato Furiere.

Tre mesi dopo, il 1° novembre 1924 è promosso Capo Furiere proseguendo il servizio al Deposito Corpo Reale Equipaggio di La Spezia.

Il 7 marzo 1926 viene inviato in congedo illimitato per fine ferma.

Grande appassionato di ogni genere di sport ed in particolare di calcio, nel 1928 si trasferisce a Roma, mantenendo comunque la residenza a Lugo (Lugo di Romagna) e l'iscrizione nella forza in congedo del Distretto militare di Ravenna. Nell'ambiente romano si propone come giornalista sportivo ed in breve viene assunto come redattore al giornale Il Tempo e del Mezzogiorno sportivo di Napoli.

Con l'inizio della guerra coloniale dell'Italia per la conquista dell'Etiopia iniziata il 3 ottobre 1935, il 10 novembre si arruola volontario nel IV Btg. Complementi della 4ª Divisione "3 gennaio" e si imbarca a Napoli per sbarcare poi a Massaua in Eritrea.
Prende quindi parte alle operazioni della guerra coloniale fino al 15 marzo 1936 quando gli giunge l'ordine di presentarsi al corso allievi ufficiali di complemento presso la scuola di Sagancete (o Saganeiti) in Eritrea.


dal bollettino delle nomine del 1936

Concluso il corso il 25 giugno 1936 con la nomina a Sottotenente, viene assegnato in servizio al 7° Rgt. Alpini della Divisione Alpina "Pusteria".

Conclusa la campagna coloniale il 5 maggio 1936 con la conquista definitiva e l'ingresso degli italiani nella capitale Addis Abeba (con tanto di sfilata n.d.r.), la "Pusteria" rimane ancora in Etiopia con compiti di presidio del territorio fino il 12 aprile 1937, quando, con l'ordine di rimpatrio, la Divisione rientra in Italia e sbarca a Napoli dove il giorno dopo sfila per le vie di Napoli, non con il casco coloniale d'ordinanza per l'Africa, ma con il tradizionale cappello alpino. La cronaca del rimpatrio e della sfilata trovano ampio spazio nelle pagine del quindicinale L'ALPINO del 1° maggio 1937.

Dopo la licenza ordinaria di rimpatrio viene congedato e, salutati i famigliari a Lugo (Lugo di Romagna), rientra a Roma. Qui realizza per la radio il primo programma di commento tecnico al campionato Questo campionato di calcio, che va in onda la domenica notte, e viene nominato capo dei servizi sportivi del giornale radio dell'EIAR, l'ente radiofonico nazionale dell'epoca.

A Roma nel frattempo si sposa, nasce il figlio Giampietro e prende definitivamente residenza nella capitale.

Per sei mesi, dall'agosto 1943 al gennaio 1944 viene nominato direttore del giornale Corriere dello Sport.

Nel dopoguerra rientra riprende il suo posto di cronista sportivo e dal 1949 introduce l'uso della moviola nello sport, azionando personalmente il macchinario per il mensile cinematografico La Settimana Incom.

Nel maggio 1949 si reca a Lisbona per seguire la partita amichevole del Torino contro il Benfica, ma a causa di un contrattempo perde l'aereo che lo doveva riportare in Italia con la squadra. Con la voce rotta dall'emozione annuncia personalmente alla radio della tragedia che si era consumata nel mondo sportivo con la scomparsa della squadra del Grande Torino in seguito alla caduta dell'aereo a ridosso della basilica di Superga, Torino. Per tutta la vita non dimenticherà il fatto o la sorte di non avere preso quell'aereo.


Danese al centro con i colleghi Ferretti e
Giubilo nella redazione radiofonica della
Domenica sport
alla RAI di Roma nel 1951.

Il settimanale sportivo satirico romano Il Tifone, del quale ne è il direttore, esce in edizione straordinaria col titolo a tutta pagina Non credevamo di amarli tanto.

Dal 24 giugno al 16 luglio 1950 segue la nazionale italiana di calcio in trasferta in Brasile dove si svolge, dopo una lunga pausa di dodici anni dovuta alla guerra, il campionato mondiale di calcio. Con il cineoperatore prepara personalmente i servizi con il commento e l'aiuto della moviola da lui perfeziona nel corso degli anni.

Sempre nel 1950 realizza per la INCOM un documentario di circa quindici minuti con il suo commento, dal titolo "Leggenda Granata", che ripercorre la storia dal 1946 al 1949 della squadra di calcio del Grande Torino fino alla caduta dell'aereo a ridosso della basilica di Superga.

Giornalista attento e generoso nelle cronache, fra le sue frasi più conosciute, conia l'espressione "zona Cesarini" per indicare i gol realizzati negli ultimi minuti della partita, riferendosi al calciatore Renato Cesarini, divenuto famoso per aver segnato diversi gol a pochi istanti dallo scadere del tempo di fine partita e quindi senza possibilità di recupero degli avversari.

Nel 1967 l'Istituto LUCE (Unione Cinematografica Educativa) famosa per i cinegiornali e la cinematografia in particolare nel ventennio, gli dedica un servizio quale illustre giornalista sportivo.

Il 7 dicembre 1971 il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat gli conferisce l'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

Decede a Roma il 22 gennaio 1980.

Il Comune di Roma intitola a suo nome una strada nei pressi del centro sportivo Fulvio Bernardini della Roma a Trigoria.