alpini del territorio bolognese romagnolo

Il Tenente Aldo De Barberis
ricordo del ferrarese Aldo de' Barberis, eroico ufficiale del Btg. “Vicenza”, Caduto in Russia nel 1943
di Mario Gallotta e Giuseppe Martelli

 

Ancora una volta è stata rintracciata dal passato un'altra bella figura di alpino, è il ferrarese tenente Aldo De Barberis. Grazie al paziente, instancabile lavoro di ricerca dell'amico e principale collaboratore, dott. Mario Gallotta di Ferrara, ricollochiamo oggi con orgoglio questa bella figura nella storia degli alpini bolognesi romagnoli.

Le note biografiche con i ricordi di bambina ci sono state inviate dalla figlia Dr. Loretta, che sentitamente ringraziamo.

 

Gentile Dottore (Mario Gallotta),
ho letto la Sua lettera con molto piacere e cercherò di rispondere alle Sue domande nel miglior modo possibile, tenendo conto che, purtroppo, non ho molti ricordi di mio Padre poichè, quando è partito per la Russia, io avevo appena compiuto 7 anni.

Era nato a Ferrara perchè suo padre veniva trasferito molto frequentemente per motivi di lavoro, essendo funzionario o comandante delle guardie carcerarie. La sua famiglia è originaria di Lecce. Non so quanto tempo visse a Ferrara nè dove compì i suoi primi studi. So che si diplomò in Ragioneria, si iscrisse alla Facoltà di Economia e Commercio, senza però conseguire il diploma di laurea ad appena due esami dalla fine del corso universitario.

Nel frattempo si era trasferito a Roma dove abitava una sua sorella il cui marito faceva il giornalista vaticanista, perchè desiderava diventare giornalista a sua volta. Non riuscì a realizzare questo suo desiderio in quanto poi (non so per quali motivi) si trasferì a Firenze dove il marito di un'altra sua sorella gestiva un'agenzia della Sai (Società Italiana Assicurazioni n.d.r). Così andò a lavorare con lui e successivamente si trasferì a Milano.

Intanto a Roma aveva conosciuto mia madre e si sposarono nel 1933, stabilendosi poi subito a Milano dove lui lavorava. Su consiglio di mia madre, poco prima dello scoppio della guerra, chiese di essere trasferito all'ufficio sinistri dove avrebbe guadagnato di più. Purtroppo però allo scoppio della guerra le macchine non si vendevano più e quindi lui tornò al suo lavoro precedente.


L'avanzata, nell'ottobre 1940, della Divisione
Alpina "Julia" in territorio Albanese.

Intanto fu richiamato sul fronte Greco-Albanese da dove ritornò ferito da una scheggia al braccio sinistro che portava al collo trattenuto da un fazzolettone bordò. Infatti fu rimpatriato su un aereo ospedale. Di questo periodo ho un ricordo vivissimo: eravamo nel soggiorno della nostra casa di via Washington a Milano e Lui suonava "La Montanara" alla fisarmonica, cantandola accompagnato da mia madre che faceva il controcanto. Io che allora avevo 5 anni, mi commossi tanto che scoppiai a piangere e Lui mi prese in braccio, mi chiese il motivo del mio scoppio di pianto e dopo che gli dissi che non volevo che andasse più in guerra, me lo promise solennemente.....! Purtroppo nell'autunno del 1941 andammo a Caporetto perchè Lui aveva ricevuto (o si era procurato) l'incarico di addestrare gli Alpini che sarebbero dovuti partire per la Russia e lì trascorremmo tutto quell'inverno fino a quando nel luglio 1942 mia madre ed io lo accompagnammo a Gorizia da dove partì per questa Campagna da dove non avrebbe fatto più ritorno....!



Il tragico ripiegamento dal Don sul fronte russo nell'inverno 1943.
Anche la "Julia" affronterà il suo tragico cammino. i suoi reparti
del 9° Rgt. Alpini cadranno prigionieri il 20 gennaio 1943, dopo
accanita battaglia sostenuta in località Lesnisankij.

Evidentemente, dopo aver addestrato gli Alpini e aver passato con loro tanto tempo, non se la sentì più di lasciarli andare senza di Lui e così, tramite un suo fratello che a sua volta si rivolse ad un loro zio impiegato al Ministero della Guerra, si fece richiamare per non far sapere a mia madre che si voleva arruolare volontario, pur avendo già 37 anni e una giovane moglie e due bambini piccoli e avendo già combattuto in Grecia.Io ho capito cosa vuol dire "essere un Alpino" andando a Vicenza lo scorso ottobre ( 2008 n.d.r.), invitata dal Dott. Grotto alla cerimonia in ricordo degli Alpini caduti in Russia. E' stato qualcosa di estremamente commovente che mi ha indotto a riflettere per molto tempo e mi ha fatto capire molte cose. Respirare quell'atmosfera ed essere circondata da tutte quelle Penne Nere e da alcuni Reduci che ricordavano benissimo mio padre è stato per me come se Lui fosse con me. Il Dott. Grotto mi ha donato un libro sulla Campagna di Russia costituito per la maggior parte da lettere di Alpini Reduci dalla Russia e quindi leggendole ho saputo molte altre cose su mio Padre. Mi ha addolorato profondamente sapere che è stato prigioniero quasi due mesi e mezzo, immagino in quali condizioni e malato, in quanto aveva un abbassamento di stomaco e un principio di congelamento agli arti inferiori, tanto che aveva già in tasca il foglio di rimpatrio. Purtroppo non ha fatto in tempo a tornare perchè ormai erano accerchiati ed impossibilitati a raggiungere un qualunque luogo da cui partire per tornare in Italia.Gentile Dottore, avrà forse capito, da queste mie poche povere righe, che io ho sofferto moltissimo la mancanza di mio Padre ma sono stata consolata dal fatto che ho sempre sentito la Sua presenza accanto a me e la Sua protezione e il suo aiuto nelle necessità della mia vita successiva.omississ.....


Aggiungiamo alcune brevi note storico-biografiche basandoci sulle notizie del suo Stato di Servizio, gentilmente consesso dal Ministero della Difesa:

Aldo De Barberis nasce a Ferrara il 26 aprile 1905. Chiamato alle armi l'8 aprile 1926 viene ammesso a frequentare il corso allievi ufficiali di complemento ed il 1° settembre guunge alla Scuola Allievi Ufficiali di Roma. Promosso Caporale il 15 dicembre e Sergente il 15 marzo 1927, viene inviato per i tre mesi prescritti a svolgere servizio presso il 3° Rgt. Alpini. Al termine del periodo, con la nomina a Sottotenente di complemento che giunge in data 15 giugno, viene assegnato per il servizio di prima nomina al 1° Rgt. Alpini, Btg. "Mondovì". Concluso il 30 settembre anche questo periodo, viene posto in congedo ed iscitto nel ruolo ufficiali di complemento al Distretto Militare di Roma. (dove ora risiede n.d.r.)
Il 9 giugno 1939 risulta trasferito presso il Distretto Militare di Milano (dove ora risiede con moglie e figlia n.d.r.)
Dal 5 settembre al 19 settembre 1939 viene richiamato alle armi per istruzione presso il 5° Rgt. Alpini (il Reggimento milanese n.d.r.). L'anno successivo, esattamente dal 13 agosto 1940, è nuovamente richiamato in quanto destinato al 9° Rgt. Alpini della Divisione Julia, già presente in Albania dall'aprile 1939, in previsione delle operazioni che inizieranno il 28 ottobre con l'attacco alla Grecia. Il 20 agosto sbarca a Durazzo per raggiungere il reparto a cui è destinato; il Btg. Alpini "Vicenza". Partecipa alla drammatica avanzata e negli aspri combattimenti del 13 novembre in località Konitza rimane ferito per scheggia all'avambraccio sinistro con lesione al tendine. Medicato sommarriamente all'ospedale da campo, dopo due giorni di drammatico viaggio viene ricoverato all'ospedale militare di Tirana. Partito da territoirio dichiarato in stato di guerra, il 20 novembre risulta ricoverato all'ospedale militare di Bari e due giorni dopo inviato in licenza di convalescenza.
Dopo periodici controlli all'ospedale militare di Milano (dove risiede n.d.r.) per verificare lo stato della ferita, il 21 aprile 1941 rientra al Deposito del 9° Rgt. Alpini di stanza a Caporetto (n.d.r.) con l'incarico di addestrare le reclute alpine. Con la promozione a Tenente, giunta il 7 febbraio 1942, gli viene affidato il comando della 61ª compagnia del Btg. "Vicenza" i cui alpini addestra e prepara per l'imminente invio sul fronte russo che avviene il 15 agosto con partenza dalla stazione ferroviaria di Gorizia.
Sul fronte Russo, si mette in luce per l'intelligente condotta quale comandante di compagnia distinguendosi in numerosi combattimenti, l'ultimo dei quali si svolge per tutta la notte del 21 gennaio 1943 in località Popowka, dove dopo accanita eroica resistenza, tutto il suo Reggimento viene catturato e, come tantissimi suii alpini, consumato nel fisico, finirà il suo calvario di prigionia sul percorso della marcia del "Davai taglianskj" (avanti italiani!). Internato nel campo 56 di Uciostoje - Regione di Tambov, qui decede il 31 marzo 1943.
Alla sua memoria gli verrà conferita la medaglia d'argento al valor militare "alla memoria". Questa la motivazione:
" Comandante di compagnia alpina, la guidava con capacità ed ardire nel corso di una dura, lunga e sanguinosa battaglia difensiva respingendo, in aspra lotta, i reiterati attacchi del nemico preponderante per uomini e mezzi. Iniziatasi la fase del ripiegamento, riusciva ripetutamente ad infrangere il cerchio che lo stringeva sempre più da vicino, fino a quando, sopraffatto mentre guidava i superstiti in un disperato contrassalto, rimaneva disperso nella steppa".
Russia 20 dicembre 1942-21 gennaio 1943

Vogliamo anche ricordare che fra i suoi subalterni quale comandante "intelligente e trascinatore con l'esempio dei propri uomini della 61ª compagnia", aveva come comandante di plotone fucilieri il sottotenente Ciro Menotti, Medaglia d'Oro al valor militare, che cadrà eroicamente nella battaglia a quota 205,6 del 24 dicembre 1942.

Grazie anche alla preziosa collaborazione del COMMISSARIATO GENERALE ONORANZE CADUTI IN RUSSIA nella persona del Generale C.A. Bruno Scandone, siamo in grado di proporre queste due immagini del campo prigionieri di guerra in Russia di Ucciostoie, dal quale risulta impossibile poter rimpatriare i Resti mortali dei singoli Caduti in quanto sepolti in fosse comuni.


Nella lapide è incisa la dedica (in italiano e sotto in russo):
AI CADUTI
ITALIANI

IN TERRA
DI RUSSIA

 



aggiornamenti inseriti il 1° maggio 2013

Sabato 13 aprile presso il municipio di Grugliasco, Torino, ha avuto luogo una commovente cerimonia; la consegna ai figli Carlo e Loretta della piastrina del Ten. Aldo De Barberis ritrovata casualmente in terra di Russia. Un bell'articolo (al quale abbiamo collaborato come sito) a cura del giornalista Ruggero Veronese (anche se non compare la firma), è stato pubblicato sul Quotidiano on-line di informazione ferrarese : estense.com che invitiamo a leggere al link : http://www.estense.com/?p=293604


la piastrina ritrovata in terra
di Russia

la consegna della piastrina da parte del Sindaco alla figlia Loretta
(fotografia tratta dal sito della Sezione ANA di Torino)