i cappellani militari alpini bolognesi romagnoli

di Giuseppe Martelli

PAOLETTI don Adolfo

Tenente Cappellano militare
6° Raggruppamento Artiglieria

 


Don Adolfo Paoletti nel
1941 in divisa di cappellano
all’ospedale militare di Imola.
Paoletti Adolfo era nato il 26 agosto 1884 a Dozza, paese di collina non distante da Imola. Per vocazione religiosa entra nel seminario di Imola per gli studi teologici ed è ordinato sacerdote il 7 agosto 1910. Soldato di leva nel 1904 viene esonerato in quanto studente religioso.Trasferita per esigenze pratiche la residenza da Dozza ad Imola nel palazzo vescovile, viene nominato Mansionario della Cattedrale dal 1911 e l’anno successivo riceve l’incarico di cappellano coadiutore nella parrocchia di Valverde fino all’entrata in guerra dell’Italia e la conseguente mobilitazione generale del maggio 1915. Chiamato alle armi il 24 maggio è assegnato alla 6ª compagnia di Sanità a Bologna dove rimane per un anno. Riceve la nomina a Tenente Cappellano militare il 4 agosto 1916 presso il 6° raggruppamento artiglieria che raggiunge in zona di guerra nell’alto Friuli. Durante la grande offensiva austriaca dell’ottobre 1917 che coinvolge anche il suo reparto dislocato in Val Roncolana, Chiusaforte, spontaneamente accorre in prima linea per dare esempio di patriottismo incitando i difensori alla resistenza ad oltranza, come è indicato nella motivazione della croce di guerra al valor militare che gli viene conferita. Congedato il 10 maggio 1919 rientra alle sue funzioni in Cattedrale fino al 1922 quando è nominato Coadiutore a nella parrocchia S. Lorenzo. Uomo di grande energia assume contemporaneamente vari incarichi, solo per citarne alcuni, Amministratore del giornale cattolico Diario, Cappellano all’Ospedale Psichiatrico, sindaco della Mensa Capitolare, segretario del comitato per i Congressi Eucaristici Diocesani. Nel 1928 con lo scioglimento dell’Associazione artiglieri da montagna alla quale è iscritto, ora riconosciuta come specialità alpina, diventa socio effettivo del locale gruppo alpini. Elevato a Sottosezione nel 1932, ne viene nominato consigliere dal 1935 quindi aiutante maggiore (segretario) dal 1937. La notizia compare su “L’Alpino” del 12 aprile dove viene indicato come cappellano alpino. Dal 1935 aderisce ed è inserito a livello nazionale nel Gruppo Cappellani Alpini, costituito dal Cappellano Capo del 10°, leggi Associazione Nazionale Alpini, Mons. Giuseppe Trossi. Riscontri sulla sua appassionata attività si possono leggere nei resoconti pubblicati sul giornale “L’Alpino” delle numerose iniziative promosse, l’ultima delle quali si svolge a Dozza, suo paese natale, il 2 maggio 1940 ad un mese dell’entrata in guerra dell’Italia. Di ardente passione patriottica, pur essendo di classe anziana, inoltra domanda per essere richiamato ed il 15 gennaio 1941 riprende servizio come cappellano militare presso l’ospedale militare territoriale di Imola dove rimane effettivo fino al 31 dicembre 1943.

Nell’aprile 1944 riceve l’ordine dalla 2^ Sezione dell’Ordinariato Militare di Verona di presentarsi per essere assegnato ad un reparto militare italiano della Repubblica Sociale in formazione in Germania. Al cordiale e risoluto rifiuto, come risulta nel suo carteggio, viene lasciato libero e posto in congedo definitivo alla data del 31 dicembre ’43: Rientra quindi nella sua abitazione in Vescovado riprendendo le sue molteplici attività.
 


La lapide della tomba di don Adolfo Paoletti nel
cimitero del Piratello di Imola.
Con la conclusione della guerra è nuovamente amministratore del rinato giornale Nuovo Diario, Mansionario della Cattedrale, Assistente ecclesiastico del circolo cattolico “Silvio Pellico”, segretario della Sottosezione per il trasporto malati a Lourdes e a Loreto.

Pur minato da malattia continua i suoi numerosi impegni fino a quando nella notte di lunedì 19 novembre 1951 muore.

Dopo i funerali svolti nella mattina del mercoledì viene sepolto nella tomba di famiglia al cimitero del Piratello di Imola.



 

 

 

Un particolare ringraziamento all’Ordinariato Militare in Italia per avermi messo a disposizione la preziosa documentazione di archivio che ha permesso di ricostruire con esattezza il periodo del servizio militare.