i gruppi alpini bolognesi romagnoli

Anche il gruppo alpini di Ferrara al lavoro fra i terremotati dell'Emilia.
di *Claudio Marchisio


 

Ha raggiunto quota  2.740 il numero complessivo dei volontari alpini che sono intervenuti a rotazione nelle tendopoli e nei campi dell’Emilia che ospitano i terremotati.
In quelli gestiti dalla Colonna Mobile dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini) a Finale Emilia e a Cento hanno lavorato ogni giorno un centinaio di volontari con la penna, a cui si sono aggiunti 150 alpini operanti nei campi gestiti dalle Colonne Mobili Regionali di Emilia Romagna,Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Marche, presenti a Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Rolo, Mirandola, Moglia e Cavezzo.
A tale opera di soccorso e di solidarietà hanno dato il loro contributo anche le penne nere ferraresi.
In sordina, come è nel loro DNA, tra le molteplici associazioni impegnate nei più svariati modi a favore dei  terremotati, anche gli alpini del gruppo di Ferrara “S.Ten. Ivo Simoni” hanno infatti offerto le proprie braccia in supporto alla Protezione Civile, svolgendo un’opera, tutt’ora in corso, caratterizzata sovente da turni massacranti in condizioni ambientali a volte proibitive.

“Il nostro gruppo di Alpini - ci racconta il capogruppo Ten. Col. Ferdinando Marchesi - subito dopo l’evento catastrofico che ha colpito i paesi dell’Emilia e ci ha privato della nostra sede, si è attivato proponendosi come supporto al lavoro che sta svolgendo egregiamente la Protezione Civile…….. La nostra richiesta è stata subito presa in considerazione dal Gruppo di Protezione Civile dell’A.N.A. di Cento, che ci ha immediatamente accolto per poter mettere a disposizione le nostre forze direttamente sui luoghi colpiti”.

 

E così le penne nere ferraresi si sono impegnate a fondo fornendo “forza lavoro” durante i fine settimana. Rinunciando allo svago, “rubando” tempo al lavoro e alla famiglia, numerosi soci del gruppo A.N.A. di Ferrara hanno risposto ad un appello dettato non dalla burocrazia ma dal senso del dovere e dal desiderio di soccorrere i più bisognosi, lavorando duramente in circostanze spesso onerose ed impreviste. “Desideriamo dare eco al nostro impegno - ribadisce il Capogruppo - non per mania di protagonismo o per apparire eroi quali non siamo, ma per sensibilizzare tutti coloro che vorrebbero essere di supporto, impegnandosi come stiamo facendo in questi mesi con i nostri Alpini”.

Chiediamo al Ten. Col. Marchesi se il gruppo è costituito solo da ex militari dellle truppe alpine. “No”, precisa il Capogruppo. “Anche chi non ha prestato servizio negli Alpini può iscriversi come Amico degli Alpini e divenire parte integrante e attiva del Gruppo, partecipando alle svariate attività di volontariato e solidarietà che ci vedono impegnate su tutti i fronti. Infatti al nostro interno già abbiamo sostenitori e sostenitrici non Alpini operativi sul campo……”.

“Con orgoglio - aggiunge il capogruppo Marchesi - possiamo annoverare fra le realtà associative il nucleo di Protezione Civile, che ha le sue radici a San Biagio d’Argenta ed è magnificamente guidato dall’infaticabile Mino Ricci: un nucleo che ha dimostrato sul campo - e non a parole – che cosa significhi, in termini di efficienza e di concretezza, la solidarietà alpina. Un plauso doveroso va rivolto da parte mia a tutti coloro che si stanno impegnando di persona e rendono un servizio essenziale con la loro professionalità e serietà, continuando a tenere in vita e tramandare la tradizione degli Alpini, che li ha sempre visti in prima linea nelle calamità e nelle emergenze, dentro e fuori i confini nazionali”.

 

 

In un territorio come quello ferrarese, che aveva colpito Guido Piovene per “l’effetto narcotico della pianura totale” esiste un Gruppo Alpini dell’A.N.A. vivo e vitale, che è fedele ad uno dei motti più significativi dell’Associazione Nazionale Alpini: ONORARE I MORTI AIUTANDO I VIVI.
Ieri in guerra (come testimoniano i numerosi caduti e decorati), oggi fortunatamente in pace,  le penne nere ferraresi sono animate dallo stesso spirito di servizio che intendono consolidare e portare avanti, cercando di essere presenti là dov’è maggiore la richiesta di aiuto. Non in cerca di medaglie o diplomi, ma della gratificazione incomparabile che dona il bene compiuto a servizio del prossimo.

 

“La mia ricompensa più bella – ha detto un giovane soccorritore presente fra i terremotati – è stata la frase di un’anziana signora che, dopo avermi abbracciato con le lacrime agli occhi ci ha detto: non vi dimenticheremo”.

 

 


note: la scossa di terremoto che ha colpito molte zone della pianura padana emiliana è avvenuta alle ore 04 e 03 di domenica 20 maggio 2012 (n.d.r.)

 

Claudio Marcisio * - socio del gruppo alpini di Ferrara.