alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : "anche gli alpini e artiglieri da montagna su fronti opposti"

il Tenente medico alpino Irnerio Forni
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° settembre 2019

Rileggendo e catalogando gli oltre 5.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, ho ritrovato anche la figura del prof. Irnerio Forni, del quale conoscevo che era stato ufficiale medico alpino combattente e reduce nella seconda guerra mondiale in Montenegro, e su quel fronte impegnato anche nella guerra di liberazione, del quale desidero proporre la figura rinnovandone il ricordo “per non dimenticare”.

 

Irnerio Forni nasce il 20 giugno 1913 a San Giovanni in Persiceto, Bologna.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Chiamato alle armi il 13 ottobre 1933 viene ammesso al ritardo alla chiamata in tempo di pace quale studente al 2° anno di Medicina alla Regia Università di Bologna. Viene ammesso ad ulteriori ritardi alla chiamata fino al 20 maggio 1938. Il 29 marzo 1939, già laureato in Medicina e Chirurgia viene ammesso quale aspirante ufficiale medico alla Scuola di Applicazione di Sanità di Firenze.

Il 7 settembre con la nomina di Aspirante ufficiale medico di complemento viene assegnato per il servizio di prima nomina al 3° Rgt. Art. “Pistoia” in Bologna.

Con l'entrata in guerra dell'Italia (10 giugno 1940) partecipa alle operazioni sul fronte occidentale, francese, dove rimane fino al 30 luglio.

Dal 1° agosto, con la promozione a Sottotenente medico, viene trasferito all'ospedale militare di Ravenna per predisporre il reparto all'arrivo dei feriti dal fronte greco-albanese (i comandi militari erano già al corrente dell'attacco il 28 ottobre n.d.r.). Con l'armistizio chiesto dalla Grecia il 23 aprile 1941, rientra in Italia ed è trasferito al 56° Rg. Art. “Casale” a Rimini.

Nel novembre nuovo trasferimento in quanto assegnato al 256° Gruppo "Skoda" destinato in servizio alla Guardia Costiera Mobile a San Pancrazio Sorentino, dove rimane fino al 20 luglio 1943 quando gli giunge l'ordine di trasferimento in Montenegro.

Pochi giorni dopo arriva a Plevlje presso il comando del 4° Rgt. Alpini ed è assegnato al Btg. "Ivrea" 40ª compagnia che presidia la zona Jasenovo Polje, Savorak, e partecipa ai combattimenti su quel fronte.

Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, preferisce continuare la lotta contro i tedeschi e per il coraggio e l'abnegazione dimostrato gli viene conferita la croce di guerra con la seguente motivazione "Ufficiale medico di compagnia alpina, all'atto dell'armistizio preferiva continuare la lotta contro i tedeschi, anziché subire l'umiliazione della resa. In seguito, nei vari combattimenti in cui veniva fortemente impegnato il suo reparto, assolveva la sua missione spingendosi fin nelle postazioni più avanzate per portare soccorso e conforto ai feriti, dando prova di calma, sangue freddo e sprezzo del pericolo". Montenegro, ottobre-dicembre 1943.

Successivamente, con la costituzione della Divisione partigiana "Garibaldi", continua a svolgere la sua opera come Tenente medico alpino e viene assegnato al VI Battaglione nella 4ª sezione sanità. Nel corso delle operazioni con l'arrivo di una epidemia di tifo assolve con assoluta abnegazione il suo compito di medico ed è decorato di medaglia di bronzo con la seguente motivazione "Ufficiale medico di brigata combattente, già precedentemente distintosi, scoppiata tra i militari della sua unità una epidemia di tifo esantematico si prodigava incessantemente, con grande abnegazione e spirito di sacrificio, nell'assolvimento del suo compito incurante del pericolo cui si esponeva. Colpito egli stesso dal morbo, contro il quale con diuturna fatica aveva tenacemente combattuto, continuava senza sosta nella sua nobile missione, fisicamente vinto dal male, doveva desistere dal generoso tentativo di contrastare alla morte ulteriori vittime". Montenegro-Sangiagato, 1° febbraio-30 aprile 1944.

L'8 marzo 1945 si conclude la guerra su quel fronte ed i reparti della "Garibaldi" vengono rimpatriati. Sente però che c'è ancora bisogno di un medico, anche per la popolazione civile e rinvia il rimpatrio fino al 10 giugno, quando rientra a Bologna dopo sei anni di naja....

 

Nel dopoguerra diventa libero docente all'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna poi dal 1956 Primario chirurgo ortopedico all'ospedale di Treviso.
Nel triennio 1968-1970 ricopre anche la carica di vice presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia e pubblica numerose dispense scientifiche.

 

 

Nel 1992 pubblica un libro di memorie sulla sua esperienza di guerra partigiana in Montenegro dal titolo "Alpini Garibaldini".