alpini del territorio bolognese romagnolo

il Generale Raffaele Gandolfi
di Mario Gallotta e Giuseppe Martelli

biografia aggiornata il 1° settembre 2017

Sul libro - Albo d'Oro dei decorati al valor militare della Provincia di Bologna - compare a pagina 603 fra i decorati di Croce di guerra, il nominativo di Gandolfi Raffaele e la motivazione <Comandante di un battaglione partigiano durante uno scontro .....> con la fotografia in divisa di generale degli alpini. Perplessi, ma decisi a svolgere ricerche su chi era questo generale, abbiamo scoperto che è bolognese di nascita! Ovviamente ci siamo attivati (Gallotta in primis per acquisire i documenti militari), ed oggi finalmente possiamo inserire fra gli alpini del territorio bolognese romagnolo, anche questa prestigiosa figura.

In modo del tutto inaspettato, ma quanto mai gradito, sono stato contattato dai famigliari, il figlio dott. Luigi Maris e la moglie Sig.ra Salvatrice, che porta magnificamente i suoi 93 anni. Custode di tante memorie di cui cortesemente mi ha reso partecipe, la consorte del Gen. Gandolfi mi ha raccontato numerosi particolari famigliari arricchiti da precisazioni storiche - di cui le sono sinceramente grato - con i quali ci è stato possibile riscrivere questa pagina biografica debitamente aggiornata.

 

 

Raffaele Gandolfi nasce l'8 settembre 1919 a Bologna da Umberto e Maria Laffi. Dopo la maturità scientifica entra il 1° novembre 1938 all'Accademia Militare di Modena uscendone il 3 agosto 1940 con la promozione a Sottotenente in s.p.e. assegnato per il prescritto servizio di prima nomina al 7° Rgt. Alpini a Belluno ed il 17 agosto presta giuramento di fedeltà. Pochi mesi dopo, esattamente il 5 novembre, viene inviato alla Scuola di applicazione di Parma per il corso al termine del quale, nell'agosto 1941, è comandato a svolgere il prescritto (per gli ufficiali alpini) corso sci di due mesi presso la Scuola Centrale Militare Alpina di Aosta. Nel settembre rientra quindi al 7° Rgt. alpini presso il Btg. complementi dislocato ad Agordo. Il 14 ottobre 1941 gli viene affidato l'incarico di accompagnare il Btg. Complementi destinati al 7° Rgt. alpini mobilitato già presente in Albania. Rientra in patria dopo due mesi ed è comandato a svolgere di nuovo il corso di aggiornamento sci presso la Scuola Centrale Militare Alpina di Aosta che conclude nel gennaio 1942. Rientra quindi al 7° Alpini e Feltre quale comandante di plotone zappatori del Btg. "Feltre" mobilitato ed il 3 giugno 1942 parte per il Montenegro. Promosso Tenente in agosto, il 22 settembre lascia il territorio dichiarato "in stato di guerra" per il rimpatrio del Reggimento. Appena rientrato presenta domanda di partire come volontario per il fronte russo, ma essendosi classificato fra i primi tre del suo corso all'Accademia, viene trasferito alla Regia Accademia Militare di Modena quale comandante di plotone allievi ufficiali.

Nel primo periodo che era entrato all'Accademia conosce la signorina Salvatrice, di famiglia veronese residente a Bologna, compagna di banco della sorella e frequentatrice della casa, figlia di un Colonnello dei Carabinieri in servizio in città rientrato da Tripoli ( Libia) dopo aver concluso un periodo di servizio presso il Comando militare in quella città. Mi racconta la Sig.ra Salvatrice che in quel periodo scolastico era conosciuta ed aveva come soprannome "la tripolina".

"Sa sig. Giuseppe", mi racconta ancora la Sig.ra Salvatrice "...Raffaele al secondo anno di Accademia era stato promosso per meriti ad Allievo Scelto (con nomina del 15 settembre 1939 n.d.r.), e quindi non aveva più lo spadino d'ordinanza ma la sciabola che "pavoneggiava con orgoglio" forse per far colpo su di me, senza rendersi conto che io provenivo da una famiglia di militari (nonno e babbo) e quell'atteggiamento non aveva nessun effetto particolare, però era un gran bel ragazzo....".

Ed esattamente il 18 marzo 1943 in Bologna, con autorizzazione sovrana n° 7 del 14 gennaio 1943 (i militari di carriera non potevano sposarsi prima del 24° anno n.d.r.), viene celebrato il loro "matrimonio di guerra" e la signorina Salvatrice Fazzino diventa la Signora Gandolfi. La tranquilla felicità famigliare però dura pochi mesi!

Con le vicende legate all'8 settembre 1943 e lo sbandamento generale, si sottrae alla cattura da parte dei tedeschi e sceglie la lotta armata clandestina con le formazioni partigiane della Brigata "Val Maira" e quindi della Brigata "Val Grana" operanti nelle vallate del cuneense. Con queste formazioni prende parte ad azioni di guerra, assumendo la qualifica gerarchica di comandante di battaglione. Per l'azione che comanda e che si svolge nei giorni 26-27-28 aprile 1945 in località Caraglio (Cuneo), viene decorato di Croce di guerra con la seguente motivazione "Comandante di un battaglione partigiano durante uno scontro con preponderanti forze nemiche sosteneva valorosamente per più giorni l'impari lotta, riuscendo ad aver ragione dell'avversario".

Ed ancora la Sig.ra Salvatrice "...io giovane sposa ho seguito il mio Raffaele e ne ho condiviso le sorti, i patimenti, i pericoli, ovviamente non nei combattimenti ma in località vicine, attivandomi e partecipando alla lotta clandestina. Nel dopoguerra, quando ricordavamo quel periodo, gli facevo sempre scherzosamente notare che nel mio curricolo "militare" di partigiana ho tre giorni in più di "naja"! Ed ancora gli facevo notare, sempre scherzosamente, che dei due io ho riportato ben due ferite di guerra, una seria alla testa della quale ancora oggi porto i segni, dovuta ad una raffica dei tedeschi ad un posto di blocco che abbiamo forzato in località Pradleves, mentre lui Raffaele era ancora in montagna.....una seconda al gomito destro ed anche di questa porto ancora i segni, quando conclusi i combattimenti a Cuneo, mio marito con altri partigiani era venuto a prendermi in automobile dal deposito munizioni (dei partigiani) di Pradleves e durante il percorso di rientro in città si sentivano ancora sporadici scontri a fuoco ed una pallottola vagante mi colpì al gomito che tenevo appoggiato al finestrino...".

Conclusa la guerra in Italia (25 aprile 1945), il 19 giugno si presenta al comando militare territoriale di Torino ed è trattenuto in servizio a disposizione del comando. Il 17 luglio viene assegnato al Rgt. fanteria speciale "Legnano" (alpini) dove rimane fino al 17 marzo 1946. Con la graduale rinascita dei reparti alpini, il 16 giugno prende servizio nel 1° Rgt. alpini Btg. "Aosta" rinato per cambio di denominazione del Btg. "Piemonte" (il glorioso reparto di alpini che aveva combattuto nel Corpo Italiano di Liberazione del nuovo Esercito Italiano n.d.r.) e quasi contemporaneamente anche il 1° Rgt. alpini cambia denominazione ed assume quella di 4° Rgt. alpini. Promosso Capitano il 19 settembre 1946, ma gli è riconosciuto l'anzianità di tale grado dal 1° agosto 1944 è comandante di compagnia dal 1° novembre 1947 al 15 aprile 1952 del Btg. Alpini "Aosta". Il 16 febbraio 1947, mentre è in servizio ad Aosta, deve ripetere la formula del giuramento, questa volta alla Repubblica Italiana.

Dopo il prescritto servizio di comando, il 7 maggio 1952 viene trasferito alla (rinata) Scuola Militare Alpina di Aosta quale comandante in 2ª del Gruppo Cadetti. Dall'ottobre 1954 fino al settembre 1955 svolge il corso di Stato Maggiore presso la Scuola di Civitavecchia, al termine del quale è trasferito in servizio presso il comando della Brigata alpina "Orobica" a Merano per compiere il prescritto periodo di attività presso il 5° Rgt. alpini. Il 1° agosto 1956 gli è conferito il grado di 1° Capitano ed il 2 agosto 1957 quello di Maggiore.

Nel frattempo frequenta di nuovo un corso di Stato Maggiore ed il 6 settembre 1957 viene nominato Capo Ufficio O.A.I (operazioni, addestramento, informazioni) della Brigata Alpina "Orobica".

"Finalmente" la vita coniugale viene rallegrata nel maggio 1959 dalla nascita, a Bologna, dell'unico figlio Luigi.

Il mese successivo ed esattamente dal 29 giugno 1959 scelto per le sue qualità di ufficiale viene inviato negli Stati Uniti d'America per frequentare il corso di Stato Maggiore dell'Esercito U.S.A. presso il "Comand and general staff college" di stanza a Fort Leavenworth, nel Kansas, corso che si conclude il 17 giugno 1960. Nelle note caratteristiche viene sottolineato che "ha frequentato con successo....". (La moglie Sig.ra Salvatrice mi ha sottolineato che il marito era particolarmente orgoglioso di questa esperienza americana.)

Al rientro, dal 21 settembre 1960 assume il comando del Btg. "Feltre" del 7° Rgt. Alpini che mantiene fino al settembre 1961 ed al termine del prescritto periodo di comando si trasferisce a Belluno quale ufficiale addetto al Comando di Reggimento.

Nel mese di maggio 1962 viene chiamato a frequentare (con successo) il secondo corso NATO Staff Officier presso la Scuola USA ad Oberammengau in Germania.

Viene quindi trasferito allo Stato Maggiore Difesa con servizio presso il Comando Forze Alleate a Verona. Promosso Tenente Colonnello nel settembre 1963, continua il servizio fino al 14 ottobre 1964. Dal 15 ottobre 1964 al 21 settembre 1966 svolge le funzioni di Capo di Stato Maggiore della Brigata Alpina "Cadore" a Belluno.

Con la promozione a Colonnello, il 22 settembre 1966, gli è affidato il comando del 5° Rgt. Alpini a Merano che mantiene fino al 4 agosto 1968. Durante questo periodo di comando deve fronteggiare la delicata situazione del terrorismo altoatesino, e per il suo comportamento gli viene tributato un Encomio dal Comandante del IV Corpo d'Armata Gen. Ezio Marchesi, con la seguente motivazione : "Comandante di un Reggimento Alpini, impegnato nel servizio di vigilanza in Alto Adige, ha dimostrato in ogni circostanza elevate capacità di comando, spiccata sensibilità ed eccellenti doti organizzative. Con la sua assidua presenza tra le truppe, con la sua infaticabile ed esemplare attività, con costante azione morale, portava il proprio Reggimento ad un alto livello di efficienza, capace di assolvere brillantemente i compiti attribuitogli senza subire perdite di vite umane" Merano 22 settembre 1966-31 agosto 1967.


Questo significativo appello compare sul nostro giornale L'ALPINO di ottobre 1967.

Dal 5 agosto 1968 prende servizio quale ufficiale superiore a disposizione, presso il Comando del IV Corpo d'Armata (Alpino) a Bolzano, quindi dall'agosto 1968 è capo Divisione Intelligence presso il Comando FTASE (Forze Terrestri Alleate Sud Europa) a Verona.

Con la promozione a Generale di Brigata, il 2 marzo 1972 assume il comando della Brigata Alpina "Tridentina" a Bressanone dove rimane fino al 10 settembre 1973. Gli vengono quindi affidati incarichi speciali presso il Comando Militare Territoriale di Verona dove rimane fino all'aprile 1974, quindi nel biennio aprile 1974 ottobre 1975 svolge servizio quale Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Promosso Generale di Divisione, dall'8 ottobre 1975 viene nominato Comandante del Comando Logistico del V Comando militare territoriale della Regione Militare Nord Est di Verona, che mantiene fino all'8 settembre 1979. Il giorno dopo, promosso Generale di Corpo d'Armata, è iscritto d'ufficio nella forza in congedo del Ministero della Difesa.

Rientra quindi a Verona nella sua casa dopo 40 anni di servizio orgogliosamente trascorsi SEMPRE da ALPINO.

A conclusione di questa sintetica biografia, è giusto ricordare e mettere in evidenza il suo senso del dovere e la grande alpinità, che in occasione del terribile terremoto del 6 maggio 1976 che colpì l'alto Friuli, gli vennero riconosciuti con un secondo Encomio, questa volta dal Generale di Corpo d'Armata Comandante della Regione Militare Nord Est, così motivato : "Comandante logistico della Regione Militare Nord Est, in occasione del violento terremoto verificatosi nella Regione Friuli-Venezia Giulia, si prodigava, con febbrile attività abnegazione e slancio per rendere tempestivi ed aderenti all'evolversi della situazione i rifornimenti alle popolazioni colpite dal sisma dando dimostrazione di elevate capacità professionali e di profondo senso di umana solidarietà." C.do Reg. Milit. Nord Est, 13 maggio 1976.


Trascorre i primi anni della "pensione" a Verona e quando possibile, cappello alpino in testa, non fa mancare la sua autorevole e prestigiosa presenza a manifestazioni, raduni e adunate. Nel 2000 lascia Verona e si trasferisce a Brescia dove già abita il figlio dott. Luigi Maris, medico all'ospedale civile di Iseo (Brescia).

Il Generale di Corpo d'Armata Raffaele Gandolfi muore a Brescia il 17 novembre 2005, "rientra quindi a casa" ed è sepolto nel cimitero di Castel San Pietro Terme (Bologna).

"Le racconto ancora questa sig. Giuseppe, quando gli chiedevo se aveva rimpianti o avrebbe cambiato qualcosa della sua vita, mi rispondeva orgogliosamente che se fosse rinato avrebbe ripercorso esattamente tutti gli avvenimenti vissuti. Per conto mio posso sinceramente affermare che anch'io non cambierei nulla, è stata una meravigliosa "avventura" a fianco di un vero Alpino, marito e padre esemplare, che nonostante i diciotto traslochi, il mio Raf è sempre nel mio cuore e nei miei pensieri... ".



Si ringrazia sentitamente e con gratitudine il Ten. Col. f. s.p.e. RS Paolo MAURA, V Reparto – 10ª Divisione Documentazione Esercito, Capo della 5ª Sezione, che ci ha cortesemente inviato in copia lo stato di servizio, comprese le fotografie qui pubblicate.