alpini del territorio bolognese romagnolo

il Tenente Colonnello Dino Grandi
di Giuseppe Martelli
Fra i presenti alla cerimonia di inaugurazione del “Gagliardetto” della Sezione ANA Bolognese Romagnola, avvenuta domenica 16 dicembre 1923, è citato il consocio On. Dino Grandi. Forse non tutti sanno che lo statista è stato ufficiale degli alpini, decorato al valore militare nella guerra 1915-18 e che fino al 1929 risulta regolarmente iscritto come socio della nostra Sezione. La sua presenza alla cerimonia mette in risalto quanto forte sentisse il vincolo con i commilitoni alpini e con l’Associazione, un legame testimoniato anche dalla sua presenza a successive varie manifestazioni locali della Sezione o dei Gruppi, ed a varie Adunate Nazionali, in occasione delle quali sfila come “semplice socio” con la sua Sezione. Numerosi sono gli articoli in proposito che compaiono sulle pagine del giornale “L’Alpino” dove ancora, se impossibilitato per gli impegni istituzionali, sono pubblicati i suoi telegrammi di partecipazione.
Al di sopra della controversa personalità politica conosciuta a livello internazionale, questa è comunque una “curiosità” storica legata al nostro territorio che ritengo interessante proporre perché comunque si parla di un Alpino.

Dino Grandi in divisa di Capitano
degli Alpini.
Dino Grandi nasce a Mordano, in Romagna, il 4 giugno 1895. Frequenta gli studi ginnasiali ad Imola, quindi a 16 anni si trasferisce a Bologna per proseguire il Liceo Classico. Quasi immediatamente, anche perché attratto da quella città, si trasferisce a Ferrara dove consegue la Maturità Classica. Suo compagno di studi è il ferrarese Italo Balbo (il futuro statista), al quale è legato da una profonda e sincera amicizia dettata dalla comune idea politica e dalla futura esperienza militare. Entrambi volontari di guerra, ufficiali degli Alpini per loro precisa volontà, decorati al valore militare, ricorderanno con orgoglio questo particolare periodo di vita.
Grandi ritorna quindi a Bologna per proseguire gli studi universitari iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza. Nel 1915, con l’entrata in guerra dell’Italia, abbandona gli studi per arruolarsi volontario con espressa richiesta di essere destinato agli Alpini. Al termine del corso di allievo ufficiale presso la Scuola Militare di Modena, viene assegnato con il grado di Sottotenente al 6° Reggimento Alpini Battaglione “Verona”, che raggiunge il 20 settembre in zona di guerra fra Monte Altissimo e Coni Zugna. L’11 novembre gli viene già conferita la prima decorazione, la croce di guerra al valore militare guadagnata a Malga Zures in Val Lagarina. Nel 1917, promosso Tenente, viene trasferito al Comando del 6° Alpini dove assume l’incarico di aiutante maggiore. Partecipa alle battaglie in Val Natisone e Val Iudro (Friuli) nel disperato tentativo di fermare quello che sarà il “disastro di Caporetto”. Dal 24 al 27 ottobre 1917, il Tenente Grandi dimostra ancora una volta il suo valore di soldato e gli viene conferita la seconda decorazione, la medaglia di bronzo al valore militare perché “…volontariamente fermava, riorganizzando i superstiti della battaglia in colonna armata, guidandoli nuovamente sulla linea del fuoco…”. Promosso Capitano, diventa aiutante maggiore del X° Gruppo Alpino ed il 18 gennaio 1918 comanda l’azione per la riconquista del Monte Cornone e del Sassorosso, liberando la Val Brenta dalla morsa del nemico. Per questa azione, una settimana dopo il Re gli appunta sul petto la medaglia d’argento al valore militare “sul campo”. Nell’ottobre del 1919 ancora in divisa di Capitano degli alpini sostiene a Bologna la tesi di laurea in giurisprudenza. L’11 novembre 1919 lascia il Reggimento in quanto trasferito a Roma al Ministero della Guerra con l’incarico di regolare la smobilitazione ed il congelamento delle classi più anziane. Congedato nel gennaio 1920 inizia la professione di avvocato aprendo uno studio legale a Bologna ed una succursale ad Imola.

Il Tenente Dino Grandi, a sinistra, con il Colonnello Garelli,
al centro, e gli ufficiali addetti del Comando X° Gruppo Alpini
ritratti nel giugno 1916 a Castelgomberto (Valdagno)
in attesa di salire sul Monte Pasubio.
Nel 1921 intraprende la carriera politica. Viene eletto Deputato al Parlamento nel Movimento Fascista, nomina rinnovata nelle elezioni del 1924, quindi dal 1925 al 1929 è Sottosegretario di Stato per gli affari Esteri e dal 1929 al 1932 è Ministro per gli Affari Esteri. Dal 1932 al 1939 ricopre l’incarico di Ambasciatore a Londra. Richiamato in patria, viene nominato Ministro Guarda Sigilli di Grazia e Giustizia, incarico che svolgerà fino al 25 luglio 1943. Nel giugno 1940, con l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania, indossa nuovamente la divisa militare e con il grado di Tenente Colonnello degli alpini partecipa ai primi mesi di guerra sul fronte greco- albanese.

Il re Vittorio Emanuele III in occasione di una sua visita a Bologna si incontra e stringe la mano ai rappresentanti del Consiglio Direttivo della Sezione ANA Bolognese  Romagnola. A destra il Presidente Nazionale ANA Angelo Manaresi (bolognese) con al suo fianco il  Ministro Dino Grandi che saluta i vecchi amici e consoci della Sezione.

 

 

 

Nella notte fra il 24 e 25 luglio 1943 si assume la responsabilità politica di presentare il famoso ordine del giorno che mette in minoranza il primo Ministro Mussolini.

 

 

 

L’1 dicembre 1947 la Corte Speciale di Assise in Roma, al termine del processo istituito per giudicare gli uomini che hanno avuto una parte rilevante nel ventennio fascista, emette sentenza di assoluzione piena nei suoi confronti. Dino Grandi rientra in Italia definitivamente agli inizi degli anni ’80, dopo aver vissuto quattro anni in Portogallo, dal 1943 al 1947, ed oltre venti anni in Brasile, vivendo gli ultimi anni della sua vita a Bologna dove muore il 21 maggio 1988.

 


tratto dal mio libro “GLI ALPINI DELLA BOLOGNESE ROMAGNOLA 1922 - 1997: 75 anni di storia”, CIVITAS. s.r.l. Bologna.