alpini del territorio bolognese romagnolo

Il Maggiore Grand'Ufficiale Gino Massano

di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° dicembre 2016

Ancora una volta è emersa dal passato un'altra bella e prestigiosa figura, è il bolognese Maggiore degli alpini Grand'Ufficiale Gino Massano, che oggi ricollochiamo con orgoglio nella storia degli alpini bolognesi romagnoli.

 

 


rarissima fotografia di Gino Massano
con il padre nel giugno 1912 a Roma

Gino Massano nasce a Bologna il 3 dicembre 1887 da Felice, funzionario delle Ferrovie dello Stato (di origini piementesi, Ispettore Generale delle Regie Ferrovie) e da Ida Scaravelli.

Nell'ottobre 1907 al compimento del ventesimo anno, come prescritto, viene chiamato alla visita di leva militare ed è lasciato in congedo beneficiando del rinvio alla chiamata previsto per gli studenti universitari quale iscritto alla facoltà di Giurisprudenza. Nel ruolino militare del Distretto di Bologna, fra le note caratteristiche viene indicato come professione impiegato, ma non sappiamo dove, forse presso uno studio legale per fare pratica e viene anche indicato che è effettivo per mobilitazione al Distretto di Roma (dove risiede dal 1909 n.d.r.).

La prima notizia che ne pone in risalto il carattere lo indica impegnato, in occasione del terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908, fra i più solerti e benemeriti promotori degli aiuti alle popolazioni. Sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 5 giugno 1910 sono elencati Enti, Società e singoli sudditi che "...per l'opera data in tale occasione sono conferite medaglie e attestazioni di menzione onorevole...." nell'elenco compare fra le varie Province anche quella di Bologna, fra le varie città Bologna, poi i Comuni del nostro territorio e nel lungo elenco dei singoli, anche il "nostro" Massano Gino fra gli insigniti di Menzione Onorevole. Non è stato possibile reperire notizie precise sui motivi di tale riconoscimento, ma presumo si sia fatto promotore, come per gli altri menzionati, di una qualche meritoria iniziativa per gli aiuti di prima necessità.

Il 2 febbraio 1909 lascia la nostra città e gli studi all'Università nella quale frequenta il 3° anno di Giurisprudenza e si trasferisce con la famiglia a Roma, dove il padre ha ottenuto un nuovo impiego sempre come Ispettore Generale delle regie ferrovie in quel compartimento. Completa gli studi universitari nella capitale dove nel 1912 si laurea in Giurisprudenza.

Nell'inverno 1915, quando già in Europa è iniziata la Grande Guerra, sposa la signorina Isolina Rinaldi. Pochi mesi dopo è chiamato alle armi per mobilitazione dal Distretto militare di Roma, ed il 29 luglio 1915 è nominato Sottotenente di Milizia Territoriale (erano le classi più "anziane") con l'obbligo di presentarsi il mattino del 17 agosto al 1° Rgt. alpini per "assumere il prescritto servizio di prima nomina nei reparti di Milizia Territoriale costituiti". Nel dicembre del 1915 viene quindi assegnato ad un reparto combattente ed esattamente al Btg. "Monte Berico" del 6° Rgt. alpini. Nel gennaio 1916 è promosso Sottotenente effettivo del Regio Esercito poi alla fine del 1917 è promosso Tenente e con questo grado viene nominato Aiutante Maggiore in seconda del Battaglione, incarico che poi cede al collega (bolognese) Tenente Mario Jacchia.
Con questo reparto prende parte a tutta la Grande Guerra nei principali teatri di combattimento ; Val Terragnolo, Coni Zugna, Pasubio, Vallarsa, Val Posina, Monte Majo, Bainsizza, Caporetto, Mussolente (Piave) e all'avanzata dell'ottobre 1918 verso Vittorio Veneto.

Si distingue in particolare nei combattimenti sostenuti sull'Altipiano di Bainsizza nell'agosto 1917 e per il suo valoroso comportamento viene decorato di Medaglia d'Argento così motivata: "Con ardimento ed impeto mirabili, condusse i suoi uomini in un cruento attacca. Ferito, li guidò e resse fino all'estremo sforzo, ritraendosi solamente quando li vide serrati e saldi sulla linea raggiunta". A questo punto è bene chiarire che, essendo cittadino romano, nella Gazzetta Ufficiale, dove compare nell'elenco dei decorati, viene indicato: MASSANO GINO da Roma - sottotenente 6° reggimento alpini..... In realtà come documentato, era nato a Bologna e qui aveva vissuto e studiato fino a 22 anni. Con il trasferimento a Roma, era stato iscritto e dipendente effettivo per mobilitazione da quel distretto militare e quindi viene indicato "da Roma" inteso come Distretto Militare. Nel corso del 1917, oltre che essere decorato al valore, ha la gioia di ricevere la notizia che è nata Maria Luisa, l'unica figlia del suo matrimonio.

Nel corso della guerra ha fra i colleghi ufficiali i bolognesi Giorgio Brasa, Mario Jacchia (fondatore della sezione nel 1922, futura Med. d'Oro nel 1944), Remo Guidicelli (caduto nel 1916), Attilio Nava, Ubaldo Oppi, Mario Strazziari (caduto nel 1917 e laureato "honoris causa" dalla nostra Università) e Carlo Vallini, poi i nati ad Imola (BO) Gualtiero Alvisi (fondatore della sezione nel 1922 quindi Presidente nel biennio 1963-'63), Franco Fontana, Ezio Orefice ed infine Dino Grandi di Mordano (RA).

Condivide gli anni di guerra anche con altri colleghi ufficiali, che saranno poi legati alla storia della nostra Sezione, nati però "fuori territorio", come il milanese Giuseppe Reina che sarà Presidente Nazionale ANA nel 1925 quindi presidente della nostra sezione nel biennio 1926-1927 poi nel dopoguerra vice Presidente Nazionale nel triennio1948-1950, ed il modenese Ugo Puliti che sarà dal 1925 e per diversi anni socio della nostra Sezione.


il talloncino per l'invio del giornale

Con la nascita nel novembre 1922 della nostra Sezione ANA invia la propria adesione di socio individuale come documentato nel ruolino indirizzi del 1925. Iscrizione che mantiene fino al 1929 quando viene "nominato" consiglere della Sezione ANA di Roma. Va chiarito che con il nuovo Statuto dell'ANA, imposto dal Regime, decadono le elezioni e d'ora in poi tutte la cariche associative, dal capogruppo al presidente nazionale, sono nominate dall'alto in ordine gerarchico. (il Pres. Naz. dal Capo del Governo, i presid. di sezione dal Presid. Naz. ed i capogruppo dal presid. di sezione)

Dal 1929 al 1931 il Comm. Massano sarà poi nominato dal Comandante del 10° Angelo Manaresi (presid. naz. bolognese) nella carica di vice presidente della Sezione romana. Lascia poi questo incarico in quanto viene chiamato a far parte del consiglio direttivo nazionale dell'ANA quale Sindaco consigliere.

Conosciuto a livello nazionale, per le sue doti professionali, culturali e nell'ambito dell'editoria, è un punto di orgoglio, di onore e vanto per l'Associazione Nazionale Alpini e questo induce i "superiori del direttivo dell'ANA" a coinvolgerlo con alcune nomine associative fino ad essere "chiamato" nel consiglio direttivo nazionale, non solo, gli viene anche chiesto ed inizia a collaborare con interessanti articoli storico-culturali al giornale associativo L'ALPINO.

Per i suoi meriti in campo dell'editoria, con decreto del 13 giugno 1926 viene insignito dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia, poi una decina di anni dopo di Grand'Ufficiale.

Di estrazione cattolica, aderisce al Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani (CNGEI) del quale ne diventa il segretario generale. Nel marzo 1927, assieme al commissario centrale Luigi Pirotta, diramano alle Sezioni lo scioglimento per "ordine" dal partito fascista ed anche per non essere "incorporati" nei Balilla. Il movimento Boy Scouts rinascerà poi, un'anno dopo la sua morte, all'indomani della caduta del fascimo il 25 luglio 1943.





alcune copertine delle sue numerose pubblicazioni




Affermato ed apprezzato pubblicista, fra le varie attività ed incarichi, svolge anche quelle di capo ufficio propaganda e sviluppo della Unione Nazionale Industra Tipografica Italiana (U.N.I.T.I.) che raccoglie una buona parte degli editori. Nel corso degli anni pubblica diversi libri di storia e cultura, oltre che per la U.N.I.T.I., con l' Editore Castaldi, Morpurgo, Feder. Naz. Fascista Proprietà Edilizia, Sindacato Italiano Arti Grafiche Editore, Ente Nazionale Italiano del Turismo (E.N.I.T.), ed inoltre alcuni opuscoli editi in proprio a Milano fra il 1915 ed il 1933. Collabora con interessanti articoli al giornale associativo L'ALPINO sempre su argomenti storico culturali.


qui sopra, il titolo dell'articolo che compare
su
L'ALPINO, a destra, l'inizio dell'articolo
che compare su
LE VIE D'ITALIA.

In occasione dell'adunata nazionale alpini che si svolge nei giorni 8 e 9 aprile 1933 a Bologna, pubblica sul giornale L'ALPINO due articoli, uno dedicato alla "sua" Bologna e l'altro sulla "storia" degli alpini. Anche sulla rivista mensile del Turing Club Italiano LE VIE D'ITALIA di aprle, pubblica un lungo articolo di ben dodici pagine sugli ALPINI, fra memorie personali ma soprattutto sulla nascita (1872), l'epopea, gli eroismi degli alpini in armi, ma anche la nascita (1919) ed il primo decennio di vita dell'Associazione nazionale alpini.


il necrologio che compare
su
il Resto del Carlino
del 3 maggio 1942.



Pur risiedendo a Roma è ben inserito nel tessuto imprenditoriale bolognese, infatti lo ritroviamo fra l'altro componente del consiglio di amministrazione della bolognese “Società Scientifica Radio Brevetti Ducati ” nata nel 1926 (oggi prestigioso marchio di motociclette stradali e da competizione), ed ha fra i vari colleghi anche il bolognese di
adozione l'avv. on. Attilio Lorero, prestigiosa figura già ricordata nel sito alla pagina : Attilio Loero


Con l'entrata in guerra dell'Italia nel giugno 1940, viene sospeso dagli obblighi di richiamo alle armi in quanto "anziano" anche se nel corso degli anni aveva raggiunto, con due promozioni, il grado di Maggiore degli alpini, può quindi continuare la sua professione di avvocato e pubblicista. Nel corso delle ricerche ho trovato notizia che era stato comunque "precettato" per un delicato incarico legale presso il S.I.S. (Servizio Informazioni Segrete).

Muore improvvisamente a Roma il 2 maggio 1942.

Nell'edizione del giorno dopo del 3 maggio su il Resto del Carlino, compare il necrologio a nome della moglie Isolina Rinaldi e della figlia Maria Luisa e di altri famigliari. Nello stesso riquadro vi sono anche le partecipazioni al lutto dei FRATELLI DUCATI, dei dirigenti e delle maestranze della "DUCATI", che ricordano < ....l'amico carissimo e Consigliere della Società... >.

Anche sul giornale associativo L'ALPINO compare la notizia postuma del decesso, menzionando in particolare le autorità presenti alle onoranze funebri fra le quali il ministro Dino Grandi, già commlitone nel Btg. Monte Berico, numerosi rappresentanti del consiglio nazionale dell'Ass. Naz. Alpini fra i quali i generali Ugo Pizzarello e Gabriele Parolari, il "comando del Btg. Urbe" (leggi presidente e consiglieri della sezione ANA di Roma) e numerosi soci alpini. Il necrologio si conclude rinnovando a nome dei vari "comandi" dell'A.N.A. alla vedova Isa (leggi Isolina) ed alla figlia Maria Luisa, "la vibrante espressione del loro profondo dolore..."

 


note:
In altra parte del sito nella rubrica - rassegna stampa - sono presenti alcuni suoi articoli pubblicati su L'ALPINO.

L'atto di nascita e le notize universitarie sono state gentilmente concesse dalla Dott.ssa Sandra Marciatori dell’Archivio Storico dell’Università di Bologna, che cortesemente ringraziamo per la preziosa fattiva disponibilità.

Si ringrazia il nipote avv. Mario Massano di Roma (nipote di Mario fratello di Gino), per la preziosa collaborazione nel fornire interessanti notizie biografiche e la rarissima fotografia, della quale mantiene la proprietà con divieto di riproduzione.