alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : "anche gli alpini e artiglieri da montagna su fronti opposti"

l'artigliere da montagna Giovanni Morara
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° luglio 2019

Rileggendo e catalogando gli oltre 5.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, sono stato particolarmente colpito dalla figura di Giovanni Morara, del quale ho "scoperto l'inedita notizia" era stato artigliere da montagna, combattente e reduce della guerra italo-turca, poi per scelta, impegnato nella lotta antifascista, del quale desidero proporre la figura rinnovandone il ricordo “per non dimenticare”.

 

Giovanni Morara nasce il 15 settembre 1891 a Castel Del Rio, Bologna, dove svolge la professione di contadino.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Iscritto al Distretto di Ravenna, dal quale dipende il Mandamento di Imola e comuni limitrofi, viene chiamato alle armi il 31 ottobre 1911 ed assegnato al 3° Rgt. Art. da Campagna a Bologna.

In previsione dell’invio di truppe sul fronte africano per la guerra italo-turca, il 2 agosto 1912 transita al 1° Rgt. Art. da Montagna Gruppo “Mondovì” ed il giorno 11 agosto si imbarca a Napoli per la Tripolitania e Cirenaica.

A conclusione della ferma militare, il 19 agosto 1913 rientra in Italia e sbarca a Napoli per rimpatrio definitivo.

Chiamato al controllo dal Distretto militare di Ravenna il 30 agosto, viene iscritto alla 3ª categoria e mandato in congedo illimitato per determinazione del consiglio di leva del circondario di Imola (in prativa viene esonerato da successive chiamate alle armi n.d.r.) e gli viene concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore.

Rientrato a Castel Del Rio entra in politica iscritto al Partito Socialista Italiano. Nel settembre 1920 si svolgono le elezioni amministrative e viene eletto. Alla prima riunione del 6 ottobre viene eletto Sindaco. Il suo mandato è oltremodo osteggiato con ripetute minacce ed intimidazioni da parte dei fascisti che ne causano nel giugno 1922 le dimissioni anticipate anche del consiglio comunale.

Trasferito poi per "esigenze di lavoro" ad Imola, sicuramente di idee sempre più contrastanti a quelle politiche del momento, con gli avvenimenti del 25 luglio 1943 che vedono la caduta del fascismo e l'arresto di Mussolini, si rafforzano ancora di più dopo l'8 settembre con lo sbandamento generale (anche del Regio Esercito) e "l'occupazione" dell'Italia da parte degli ex alleati tedeschi ora divenuti nemici, ma nuovamente alleati con il rinato partito fascista della Repubblica Sociale Italiana, "sente il dovere di ribellarsi".

Con la nascita del movimento partigiano, dall’8 settembre 1943 al 14 aprile 1945, giorno della liberazione di Imola, collabora con la brigata SAP Imola (squadre azione partigiana) e nel dopoguerra l’apposita Commissione gli riconosce il titolo di Benemerito.

Deceduto ad Imola nel 1952.