la sezione A.N.A. bolognese romagnola

l’atto di nascita della Sezione A.N.A. Bolognese Romagnola
di Giuseppe Martelli

La sera di sabato 18 novembre 1922 presso una sala del Circolo Ufficiali di Bologna si riunirono una cinquantina di reduci alpini della Grande Guerra per formalizzare la costituzione di una Sezione ANA dell’Associazione Nazionale Alpini (fondata a Milano l’8 luglio 1919).

Cinquanta soci "individuali" era il numero minimo previsto dallo Statuto Nazionale per costituire una Sezione, con adesioni inferiori si potevano costituire con soci "collettivi" solo Gruppi. Fra gli argomenti all’ordine del giorno; l’approvazione del Regolamento, l’elezione del primo Consiglio Direttivo, del primo Presidente di Sezione, il programma attività per l’anno successivo ed il nome della nuova Sezione.

Pervenute nel frattempo diverse adesioni verbali da parte di Alpini residenti nei Comuni della Romagna con promessa di tesseramento, ed essendo presente la sera stessa una buona componente romagnola, con votazione sulla varie proposte prevalse quella di:

SEZIONE A.N.A. BOLOGNESE ROMAGNOLA.

Nasceva così con sede a Bologna, come risulta dal documento originale di una ritrovata memoria ora in mio possesso, la Sezione ANA Bolognese Romagnola.

Il primo Presidente di Sezione

Luigi Romano Seracchioli

ed il primo Consiglio Direttivo:

Sandro Stagni
Segretario

Gualtiero Alvisi
Consigliere

Ettore Campari
Consigliere

Gino De Vecchi
Consigliere

Mario Jacchia
Consigliere

Riccardo Pedrazzi
Consigliere

la prima Giunta di Scrutinio:                                                                               i primi Revisori dei conti:

Gaetano Berti

fotografia

non

rintracciata

Cesare Righini

Antonio Roversi

 

fotografia

non

rintracciata

Pietro Barzaghi

Giovanni Samorini

La prima attività ufficiale della neo costituita Sezione avvenne domenica 11 febbraio 1923 per celebrare il 50° anniversario di fondazione del Corpo degli Alpini (15 ottobre 1872).

Sulle pagine del giornale associativo “L’Alpino” del 15 febbraio 1923 compare la cronaca che ritengo interessante proporre così come venne pubblicata.

SEZIONE BOLOGNESE ROMAGNOLA – LA CELEBRAZIONE DEL CINQUANTENARIO DEGLI ALPINI A BOLOGNA.

Anche la Sezione Bolognese Romagnola ha commemorato, come annunciammo, domenica 11 febbraio, il nostro cinquantenario.

La cerimonia, alla quale era stato invitato come oratore ufficiale Padre Giulio Bevilacqua ebbe luogo alle 16 nel Teatro della Casa del Soldato di Bologna con l’intervento delle Autorità civili e militari, dell’Arcivescovo Mons. Nasalli Rocca e della Associazione Madri e Vedove dei caduti intervenuta col proprio vessillo; l’ampia sala era poi gremita di un folto ed eletto auditorio e delle rappresentanze di tutti i corpi del presidio.

Dopo brevi ed elevate parole del Presidente Seracchioli che ringraziò le autorità tutte intervenute e disse il significato della cerimonia, il consocio On. Manaresi deputato di Bologna, con accento commosso ricordò i 235 alpini bolognesi caduti in guerra e presentò Padre Bevilacqua. E’ inutile tentare qui di riassumere il discorso perché non vi riusciremmo; esso è stato un’analisi profonda e completa dell’anima alpina in ogni sua parte e nel contempo la migliore celebrazione del sacrificio e del valore dei nostri compagni di guerra.

Sempre profondo e sereno, rievocando talora ricordi personali ed aneddoti prettamente scarponi, Bevilacqua seguito con grande interesse e spesso con viva commozione dall’attentissimo uditorio, ha mostrato gli inestimabili pregi, talvolta apparentemente fra di loro contradditori, dell’<anima azzurra> (come egli volle definirla) dell’alpino, cercandone i fautori nella disciplinata forza che le dà la vita rude dell’Alpe, nel senso mistico e squisitamente religioso che le impone la contemplazione delle altezze e della natura.

Sempre vivace nella forma dell’improvvisazione e sempre elevato per la profondità dei concetti, dopo avere ricordata l’opera beneficamente patriottica dell’ANA chiuse, fra entusiastiche acclamazioni, con un’alata invocazione a perseguire il bene della Patria nel ricordo dei caduti gloriosi. Cessati gli insistenti applausi, S.E. il Generale Sani, Comandante del Corpo d’Armata, con felici parole pose fine alla commemorazione ringraziando l’oratore e compiacendosi della cerimonia di cui volle fosse portata eco anche al Comando che aveva inviato in rappresentanza un suo ufficiale, ed al 7° ed 8° Alpini da questi dipendenti.

Lasciato il teatro al canto degli inni, gli Alpini traversarono in colonna la città con in testa un artistico …trofeo composto da un aquilotto… impagliato, di un paio di ski, racchette, ecc., e si trasferirono alla locale sezione del CAI ove fu loro gentilmente offerto un vermouth, e di qui più tardi, sempre assieme a Padre Bevilacqua ed a Serassi, rappresentante la Sede dell’Associazione, alla “Corona d’oro” ove era allestito il <rancio speciale> che, come si può pensare, venne assai gustato ed innaffiato da copiose libazioni attinte specialmente ad una damigiana (dono dei giovani del corso pre-militare alpino) che troneggiava al centro delle tavole.

Poiché i cantori erano ormai bene affiatati si passò ancora al centrale Caffè S. Pietro ove l’orchestrina accompagnò il canto che forse svegliò qualche annoiato viveur, dell’inno degli sciatori, vivamente gustato dalla folla che gremiva il locale.

E da ultimo una corsa alla stazione a salutare e ringraziare Bevilacqua per l’indimenticabile suo discorso e poi, a casa ove ognuno dormì, crediamo, il sonno del giusto, sognando future riunioni altrettanto simpatiche quanto questa prima manifestazione della Sezione.

da “L’Alpino”del 15 febbraio 1923

Cartolina postale dell’epoca dedicata alla Casa del Soldato di Bologna. Sulla destra
è rappresentato l’ingresso del teatro. Sempre sulla destra, forse a ricordo della cerimonia,è apposta la firma autografa dell’autorità militare più elevato in grado presente, il comandante del Corpo d’Armata di Bologna generale Ugo Sani.

Padre Giulio Bevilacqua durante la guerra 1915-’18.

note all’articolo comparso su “L’Alpino”:

Padre Giulio Bevilacqua, notissima figura fra gli Alpini, era stato in servizio durante la guerra, non come cappellano mlitare pur essendo già sacerdote, ma come Sottotenente comandante di plotone nel battaglione “Monte Stelvio ” del 5 ° Rgt. Alpini, ed era stato anche l'oratore ufficiale al primo Convegno dell’ANA svoltosi sull’Ortigara il 5 settembre 1920. Nel febbraio 1965 sarà elevato a Cardinale.
Mons. Nasalli Rocca, di nome Giovanni Battista, è stato Arcivescovo di Bologna dal 1922 al 1952.
Il Presidente Seracchioli, il cui nome di battesimo era Luigi Romano, è il primo Presidente della Sezione ANA Bolognese Romagnola. Ulteriori notizie la chiesa di San Francesco d’Orsina a Calalzo di Cadore
Il consocio On. Manaresi è Angelo, che sarà poi Presidente Nazionale dell’ANA dal 1929 al 1943.
Ulteriori notizie  perché la Sezione è intitolata ad Angelo Manaresi
S.E. il Generale Sani è il ferrarese Ugo Sani, ulteriori notizie  Ugo Sani, un ferrarese al comando del 4° Corpo d’Armata
Serassi, di nome Carlo, è presente nell’occasione come rappresentante ufficiale della Sede Centrale o Sede Nazionale dell’ANA che era, come ancora oggi, a Milano.
Ettore Campari, ulteriori notizie al sito del Gruppo Alpini di Monghidoro  www.alpinimonghidoro.it
Mario Jacchia, ulteriori notizie  i rifugi intitolati ai nostri alpini – Mario Jacchia
Gaetano Berti, ulteriori notizie - i rifugi intitolati ai nostri alpini – Gaetano Berti
per gli altri Soci Fondatori al link – i 47 padri fondatori della sezione nel 1922