alpini del territorio bolognese romagnolo

Il tenente Massimo Ranzani
era nato a Ferrara il tenente Massimo Ranzani, Caduto in Afganistan il 27 febbraio 2011

di Mario Gallotta e Giuseppe Martelli

pagina aggiornata al 1° luglio 2016

gli alpini ferraresi sono in lutto

 

 

il Tenente degli alpini Massimo Ranzani

 

Così ha ha dato la triste notizia il giornale estense.com
Quotidiano on-line di informazione Ferrarese

 

Era nato a Ferrara l’alpino morto in Afghanistan
Il blindato con a bordo il Tenente Massimo Ranzani distrutto da una bomba

Massimo Ranzani era nel blindato distrutto dalla deflagrazione di un ordigno in Afghanistan. Era nato a Ferrara il 24 marzo 1974. Aveva 36 anni. Tra poco sarebbe stato il suo compleanno e magari l’avrebbe festeggiato a casa, insieme a parenti ed amici, a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello (Rovigo), dove viveva con il padre Mario di 62 anni e la madre Ione di 58.

Erano le 12.45, ora locale, quando il Lince del quinto Reggimento Alpini di Vipiteno su cui il tenente era a bordo insieme ad altri quattro militari italiani, stava ritornando alla base dopo una missione a Shindand, nell’ovest del Paese, dove aveva prestato assistenza medica alla popolazione locale.
C’è incredulità tra gli amici che hanno appena appreso la notizia. E di amici, a Santa Maria Maddalena e nei paesi limitrofi dove era conosciuto anche come calciatore dilettante, Massimo ne aveva tanti. “Era sempre sereno, buono, gentile – dicono di lui -; non è retorica dire che era una persona speciale”.

Ranzani si trovava in Afghanistan dal 12 ottobre scorso. Questa rappresentava per lui la seconda missione fuori area. “Dopo ogni ‘trasferta’ – aggiungono altri conoscenti – tornava sempre a casa dei suoi genitori e ci chiamava per uscire tutti assieme, anche se parlava poco del suo lavoro”.

Dopo essere entrato negli Alpini, Massimo era stato mandato nella caserma “Salsa” di Belluno. Da lì nel 2004 era stato nominato ufficiale e trasferito a Vipiteno.

Con Massimo il Comune di Occhiobello piange la sua seconda vittima in Afghanistan. Risale al luglio scorso infatti la morte di Mauro Gigli, residente nel paese del polesine, primo maresciallo morto in un attentato ad Herat.

Mentre dal Quirinale arriva una nota di cordoglio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che esprime i suoi “sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e un affettuoso augurio ai militari feriti”, dalla procura di Roma arriva la notizia che verrà aperta un’inchiesta per attentato per finalità terroristiche o di eversione.



COMUNICATO STAMPA

Il Gruppo Alpini di Ferrara esprime il suo vivo cordoglio ai parenti del Tenente Massimo Ranzani, ufficiale del 5° Reggimento Alpini, caduto in terra afghana nell'adempimento del dovere.

A partire dal Sottotenente Germano Manini (caduto sul Monte Cristallino nel 1915, decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare e ricordato da un viale a lui intitolato nel centro cittadino) lungo è l'elenco delle penne nere ferraresi che hanno onorato la divisa e il cappello alpino con il tributo del sangue.

Elenco che si sperava concluso e che invece si è purtroppo arricchito del nome di un giovane che aveva scelto di servire l'Italia in uniforme, pronto a vivere una vita di sacrifici per il bene comune. A rendere ancor più amara la notizia sono le circostanze in cui Massimo Ranzani ha trovato la morte, poichè la sua giovane esistenza è stata stroncata da un vile attacco terroristico, consumatosi al rientro da un'operazione umanitaria di soccorso alla popolazione civile.

Nel rinnovare i sentimenti di cordoglio per la prematura scomparsa del giovane ufficiale le penne nere ferraresi desiderano inviare un messaggio di fraterna vicinanza a tutti i militari della nostra provincia impegnati all'estero, ringraziando nel contempo tutti coloro (enti, associazioni e singoli cittadini) che hanno voluto partecipare, a voce o per iscritto, al dolore che ha colpito la famiglia alpina e la città di Ferrara.

IL CAPOGRUPPO A.N.A. di FERRARA

(Ten . Col. Ferdinando Marchesi)

note: all'indomani del tragico attentato era giunta la promozione al grado di Capitano.


aggiornamento inserito il 1° luglio 2016

In data 25 febbraio 2013 è stata conferita dal Capo dello Stato al Capitano Massimo Ranzani l'Onorificenza della medaglia d'argento al valore dell'Esercito, con la seguente motivazione:
Ufficiale addetto alla cooperazione civile — militare della "Task Force — Centro", durante un'imboscata subita dalla pattuglia di cui era Comandante, dimostrando eccezionali doti di coraggio e leadership e mettendo a repentaglio la propria vita, dirigeva il dispositivo nella pronta reazione all'offesa, trasmettendo un'impareggiabile calma e una lucida chiarezza d'intenti, mantenendo elevato il morale dei propri uomini e riuscendo infine a sottrarli alla situazione di estremo pericolo, senza riportare perdite. Shindand (Afghanistan), 2 gennaio 2011.

In data 7 dicembre 2011 è stata intitolata al Cap. Massimo Ranzani la caserma del V° Reggimento alpini di stanza a Vipiteno (Bolzano). Alla cerimonia erano presenti i genitori.

 

aggiornamento inserito il 15 gennaio 2012

Notizia pubblicata sul giornale il Resto del Carlino FERRARA e segnalata da Mario Gallotta:

Herat (Afghanistan), 13 febbraio 2012 - Il Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, si è recato, per la prima volta dalla sua nomina, in visita agli oltre tremila militari italiani della Forza Armata impiegati in Afghanistan nell’ambito dell’Operazione ISAF.
In tale occasione, il Generale Graziano ha inaugurato il terminal dell’aeroporto di Herat, dedicato al capitano Massimo Ranzani, Ufficiale alpino caduto in Afghanistan lo scorso 28 febbraio 2011 durante un'operazione umanitaria. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche Mario e Ione Gabriella Ranzani, genitori di Massimo, che hanno espresso riconoscenza all’Istituzione per il sostegno e solidarietà dimostrata. Rivolgendosi alla famiglia Ranzani, il Generale Graziano ha avuto parole di grande riconoscenza rimarcando il forte significato simbolico della loro presenza, testimonianza dell’indissolubile legame esistente tra l’Esercito e le famiglie del
proprio personale.

Il papà: "Un'emozione immensa"
"Un’emozione immensa": Mario Ranzani, padre di Massimo, l'alpino nato a Ferrara ucciso da un ordigno rudimentale mentre era in missione in Afghanistan, commenta così a Herat l’intitolazione al figlio di un terminal civile dello scalo cittadino, il cui progetto di ampliamento e’ stato seguito da tecnici e progettisti italiani.
“Siamo orgogliosi e commossi - aggiunge papa’ Mario, che risiede a Occhiobello ed e’ in contatto con l’amministrazione municipale polesana -, nostro figlio viene ricordato ovunque, il suo nome restera’ anche nella terra dove ha perso la vita e dove ha fatto del bene". I genitori Mario e Gabriella sono partiti domenica scorsa per Herat, per partecipare alla cerimonia di intitolazione, e faranno ritorno mercoledi’ in Italia. Massimo Ranzani, 37 anni, appartenente al quinto Reggimento alpini di Vipiteno, mori’ il 28 febbraio 2011 a Shindad in un attentato terroristico

 

aggiornamento inserito il 1° dicembre 2011

In data 27 luglio 2011 è stata conferita dal Capo dello Stato al Capitano Massimo Ranzani l'Onorificenza della Croce d'Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all'estero, con la seguente motivazione:
Giovane Ufficiale del 5° Reggimento Alpini dalle straordinarie qualità umane e morali. Comandato in teatro afghano, si prodigava con grande perizia e professionalità per il pieno assolvimento degli obiettivi della missione. Il 28 febbraio 2011, durante un trasferimento dopo un'attività di sotegno sanitario alla popolazione locale, veniva investito, nei pressi dell'abitato di Adraskan, dall'esplosione di un ordigno improvvisato, proditoriamente occultato da terroristi lungo il percorso dell'autocolonna, immolando la propria vita nell'adempimento del dovere. Chiaro esempio di elette virtù militari, elevato senso del dovere e dedizione al servizio che, con il suo estremo sacrificio, ha contribuito ad accrescere il prestigio dell'Esercito e dell'Italia, tenendo alti gli ideali di pace e solidarietà . Adraskan (Afghanistan), 28 febbraio 2011