archivio Giuseppe Martelli
dedicato agli alpini in armi e in congedo

Rifugi e Bivacchi di montagna intitolati agli alpini

 

Rifugio Bertagnolli Franco

Il Rifugio Franco Bertagnolli, in questa foto storica a destra, fa parte del complesso dei Rifugi Contrin o "città del Contrin" come era stata denominata negli anni del ventennio fascista quando, nel 1929 il Presidente dell'A.N.A. Manaresi, propose il progetto di realizzare un secondo Rifugio ed una chiesetta-cappella dedicata ai caduti alpini. Il 1° settembre 1929 si svolse la solenne inaugurazione del nuovo rifugio e della chiesetta ed il complesso fu ribatezzato la "città del Contrin." La proprietà e la gestione del Rifugio è della sede nazionale dell'A.N.A. I Rifugi Contrin sorgono a quota 2016 ai piedi della Marmolada e la prima struttura venne realizzata nel 1897 dalla Società Alpinisti di Norimberga. Durante il primo anno della Grande Guerra 1915-'18 vi era il comando austriaco della Val Contrin, mentre sui versanti opposti vi era un reparto di alpini. Il loro comandante Tenente Arturo Andreoletti chiese ed ottenne l'ordine di distruggerlo. Nella giornata del 6 settembre 1915 fu raso al suolo. Al termine del conflitto i ruderi furono donati dallo Stato italiano alla S.A.T. (società alpinisti trentini) che provvide ai primi lavori di ristrutturazione. Nel 1921 a sua volta la S.A.T. lo dona all'Associazione Nazionale Alpini (nata nel 1919 che fra i fondatori e primo Presidente annovera quel tenente Andreoletti che lo aveva bombardato), la quale con radicale intervento lo rende funzionante e lo inaugura con solenne cerimonia il 15 luglio 1923. Il Rifugio principale dal luglio 1985 viene intitolato con appropriata cerimonia a Franco Bertagnolli deceduto nel marzo delllo stesso anno.

 

Franco Bertagnolli nasce a Mezzocorona (Trento) nel 1912. Dopo aver conseguito il diploma di Perito Industriale, frequenta la Scuola Sottufficiali di Artiglieria Alpina di Bra. Nel 1936 parte volontario per l’Africa Orientale (Somalia ed Etiopia). Nel 1938 rientra gravemente ferito ad una spalla per lo scoppio di un proiettile dum-dum. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, la tramuta in un avanzamento di grado, prestando in seguito servizio come ufficiale in servizio permanente effettivo al 5° Reggimento Artiglieria Alpina, Gruppo “Lanzo”, di stanza a Belluno. Nel 1941 si sposa con Scilla Peroni, con cui avrà 5 figli. Prende parte alla Seconda guerra mondiale sul Fronte Occidentale, su quello Greco-Albanese, in Jugoslavia, in Montenegno, quindi in Francia (Provenza) rientrando poi a Belluno. Dal 1946 al 1948 presta servizio a Merano, lasciando il Corpo degli Alpini con il grado di Maggiore. Nel 1949 riapre insieme ai suoi fratelli la distilleria della famiglia paterna, fondata dai nonni nel 1871. Da subito si dedica alla ricostruzione dei Gruppi Alpini dell’A.N.A. diventando presto Capo Gruppo. Nel 1956 viene eletto Consigliere Sezionale della Sezione A.N.A. di Trento, ricoprendo la carica di Vice Presidente Sezionale dal 1959 al 1961. Nel 1963 è eletto Consigliere Nazionale dell’A.N.A., diventando nel 1965 Vice Presidente Nazionale. Il 16 gennaio 1972 viene eletto Presidente Nazionale, dopo l’improvvisa scomparsa del Presidente Naz. Ugo Merlini. In ambito associativo è ricordato per la forte iniziativa contro la ventilata “ristrutturazione delle Forze Armate.” degli inizi degli anni 70, che prevedeva una forte riduzione delle Truppe Alpine. Sotto la sua presidenza si diede maggiore importanza all’attività sportiva nazionale, dando anche inizio a gare nazionali di nuove discipline sportive, come la corsa a staffetta in montagna. Ma Franco Bertagnolli è ricordato soprattutto per l’“Operazione Friuli” del 1976-1977. A seguito del terremoto che colpì il Friuli il 6 maggio 1976 riuscì a mobilitare oltre 15.000 volontari che, in una splendida avventura durata tutta l’estate, ripararono 3.300 case, lavorando per 972.000 ore, divisi in 12 Campi di lavoro completamente autonomi. Per coordinare i lavori si trasferì a Udine dove allestì un grande magazzino per la raccolta e lo smistamento dei materiali per la ricostruzione. Nel 1977 il Congresso degli Stati Uniti d’America affidò ad personam a Franco Bertagnolli, quale Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, 53 miliardi di lire per la ricostruzione del Friuli. Saranno costruite 12 scuole superiori, una casa per gli studenti e 8 centri per anziani, il tutto sotto la direzione dell’A.N.A. Per il grande operato “civile di solidarietà e amore per i fradìs furlan” (fratelli friulani), nel 1977 fu nominato dal Presidente della Repubblica Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, uno dei massimi riconoscimenti della Repubblica Italiana, oltre che ricevere altri riconoscimenti dal Papa in Vaticano e dall’ex Re d’Italia in esilio, Umberto II di Savoia. Bertagnolli rimane Presidente Nazionale dell’A.N.A. per 9 anni, fino al 24 maggio 1981. Muore a Mezzocorona il 3 marzo 1985.