archivio Giuseppe Martelli
dedicato agli alpini in armi e in congedo

Rifugi e Bivacchi di montagna intitolati agli alpini

 

Rifugio Bivacco Ernesto Bontadini


l'unica foto rintracciata ed è
tratta da L'ALPINO

Questo Rifugio-Bivacco intitolato al capitano degli alpini nella grande guerra Ernesto Bontadini e benemerito socio del CAI di Milano, è situato nel comune di Arabba (Belluno), nell'area montuosa della Marmolada, a 2.552 metri sul livello del mare. Progettato da Gilberto Salvatore e realizzato fra il 1977 ed il 1980 con l'aiuto ed il supporto logistico degli alpini del Btg. "Feltre" del 7° Rgt. è collocato su una piazzuola dove durante la guerra vi era una postazione di artiglieria. Nato come punto di appoggio per gli escursionisti che intendono raggiungere la cima della Mesola, offre fra l'altro la possibilità di visitare le tortuose gallerie di guerra con oltre 300 metri di percorso, scavate all'interno della Mesola con varie diramazioni ed aperture che si affacciano sulla Marmolada. Essendo un Bivacco, che offre circa 20 posti sul tavolato, è aperto tutto l'anno e non prevede gestori in loco.

 

 


Ernesto Bontadini, nato a Milano, combattente nella grande guerra con il grado di Capitano nel 2° Rgt. Alpini e valoroso pluridecorato. Grande amante ed esperto di montagna, accademico del Club Alpino Italiano, socio della sezione CAI di Milano. Ovviamente come ufficiale degli alpini è anche iscritto all'Ass. Naz. Alpini, anzi ne è fra i fondatori a Milano nel luglio 1919. Ingegnere e noto Architetto, con la nomina di Angelo Manaresi a Presidente nazionale (1928-29), lo chiama nel direttivo nazionale nominandolo "l'architetto ufficiale del 10° Alpini (ANA)" ed entra nell Commissione di gestione della Città di Contrin, con lo scherzoso appellativo di "ministro dei lavori pubblici". Nel 1929 gli viene affidato l'incarico di pregettare la ristrutturazione della Città di Contrin, di proprietà dell'ANA, compresa la nuova chiesetta-cappella. Sempre negli anni '30 in occasione della EsposizioneTriennale di Milano delle Arti Decorative ed industriali, che prevede anche una grande mostra di architettura moderna, gli viene affidato il progetto di un Rifugio Alpino esposto all'interno del parco. La struttura ideata era costruita con elementi-telaio in legno, di forma quadrata con lato di circa 12 metri, con al centro il camino ed attorno erano disposti la cucina di cotto, gli essicatoi ed il graticcio per appendere gli indumenti. L'idea innovativa era la comodità di montaggio e smontaggio studiata per semplificare il trasporto e la criticità della montagna. Lo spazio risultava così suddiviso : Ingresso, legnaia, stazione radio, dormitorio, locale lavabi, più singole camere da due posti letto. Per molti anni collabora con la rivista mesile "Rassegna di Architettura" e firma numerosi progetti abitativisia nell'ambito cittadino nel milanese ed anche in ambito montano in Valle d'Aosta. Deceduto con il grado di Colonnello degli alpini nel ruolo d'onore, in data e località che non siamo riusciti al momento a rintracciare.