alpini del territorio bolognese romagnolo

Il Sottotenente geniere alpino Renato Rossini

di Giuseppe Martelli

pagina aggiornata il 1° aprile 2018

Ancora una volta è emersa dal passato un'altra bella e prestigiosa figura di alpino, è il romagnolo Sottotenente Renato Rossini (1), che oggi ricollochiamo con orgoglio nella storia degli alpini bolognesi romagnoli.

L'aggiornamento si riferisce alla
inedita fotografia inserita che lo ritrae sul fronte russo. Con sensibile disponibilità il figlio Carlo, con il quale ho avuto i contatti, anche a nome dei fratelli e sorelle, l'hanno concessa in esclusiva per il sito. Grazie di cuore.

 


Renato Rossini nasce a Rimini il 9 novembre 1914 da genitori di origine faentina (da Faenza in provincia di Ravenna), qui compie gli studi medi e vive la sua gioventù. Quindi si iscrive all'Università di Bologna per il biennio 1936-1937 alla Facoltà di Ingegneria quindi trasferisce l'iscrizione al Politecnico di Torino dove nel 1939 consegue la laurea in Ingegneria Elettrotecnica.
Alla prima chiamata alle armi nel 1934 ottiene i benefici del ritardo per motivi di studio e viene lasciato in congedo in attesa della laurea. Puntualmente con la laurea arriva la cartolina precetto per la chiamata alle armi ed inviato alla scuola Trasmissioni della Cecchignola a Roma. Per il suo titolo di studio viene quindi inviato al corso per ufficiali di complemento al termine del quale compie il servizio di prima nomina come sottotenente presso il VI Reggimento Genio con sede a Bologna.
Nel frattempo a Vergato, paese dell'Appennino bolognese si sta costituendo dal novembre 1939 il IX Reggimento misto genio alpino (2) che necessita per il suo organico di giovani ufficiali.
Il sottotenente Rossini viene quindi mobilitato per esigenza di guerra ed inviato a Vergato per completare il quadro ufficiali che devono fra l'altro formare le compagnie di specialità con l'addestramento specifico dei genieri alpini.
Nella primavera del 1940 il battaglione riceve l’ordine di mobilitazione con destinazione Ivrea. A giugno, con l’entrata in guerra dell’Italia, viene inviato sul fronte francese ed opera nella zona del Piccolo S. Bernardo dando prova di grandi capacità tecniche-organizzative ed anche di valore umano, numerose infatti sono le decorazioni al valor militare guadagnate dai genieri alpini. Al termine delle operazioni rientra alla base operativa.
Nell'ottobre del 1940 un nuovo ordine di mobilitazione, questa volta su espressa specifica richiesta del comando del Corpo d'Armata Alpino che vuole inserire il IX Battaglione misto genio nel proprio organico operativo ed il 4 novembre parte per l'Albania. Viene quindi inviato sul fronte greco-albanese.


la lapide ricordo posta a Vergato


in Russia...
foto messa a disposizione in esclusiva
dagli eredi di Renato Rossini, con divieto
di riproduzione senza autorizzazione scritta.

Il giovane Sottotenente Rossini, che già si è distinto per la profonda passione e competenza tecnica profusa nell'addestramento degli uomini nel campo delle trasmissioni, meritando elogi e con lui tutto il reparto direttamente dal Gen. Gabriele Nasci comandante del Corpo d'Armata Alpino, sono spesso citati nei bollettini del Comando Genio. La dura vita di guerra consolida ancora di più l'impegno e la responsabilità della "penna nera" e con l'armistizio richiesto dalla Grecia nell'aprile 1941, tutto il Battaglione rientra in patria con altre numerosi decorazioni al valor militare.
Con l'approntamento del Corpo d'Armata Alpino per la campagna di Russia, il IX Battaglione rafforzato e completato nell'organico, nel luglio 1942 parte per il fronte russo dove viene schierato per assicurare i collegamenti con il Comando del Corpo d'Armata ed i reparti dipendenti in linea sul Don.
Nel gennaio 1943 con il cedimento del fronte ed il forzato ripiegamento, anche i genieri alpini sono coinvolti dalle drammatiche vicende che si susseguono giorno per giorno dal 15 al 26 gennaio 1943, che si concludono con la sanguinosa, vittoriosa e determinante battaglia di Nikolajewka per rompere l'accerchiamento russo e raggiungere, dopo aver percorso quasi settecento chilometri a piedi, la salvezza raggiungendo il 10 febbraio la località di Romnj, quindi sempre a piedi Gomel per rientrare poi, con i pochissimi supertstiti in Italia.
Nelle stesse drammatiche vicende, il sottotenente Rossini perde un fratello che prestava servizio in artiglieria.
Rientrato il Battaglione nella sede operativa del VI Reggimento Genio di Bologna per essere completato nell'organico con le nuove reclute, in agosto parte per la nuova sede operativa dislocata ad Udine presso l'XI Reggimento Genio. Nel pomeriggio del 12 settembre 1943, a seguito dei drammatici fatti dell'8 settembre, tutto il Battaglione è adunato in cortile. Quando tutto il reparto è schierato, entra dal portone principale un carrarmato tedesco; il comandante del presidio consegna tutti come prigionieri al comandante tedesco. Il IX Battaglione Misto Genio per Corpo d’Armata Alpino non esiste più e tutti i genieri alpini, compreso il Tenente Rossini subiscono la deportazione in Germania.
Finita la guerra con la caduta della Germania nell'aprile 1945, finalmente la liberazione ed il rientro in Patria.

 


una delle ultimi immagini quando era
Docente all'Università di Bologna



Dismessa la divisa militare, il prof. Rossini si dedica all'insegnamento negli Istituti Tecnici bolognesi. Nel 1949, conseguita la Libera Docenza, entra all'Ateneo Bolognese come Assistente alla Cattedra di Meccanica Agraria presso la Facoltà di Agraria. Dal 1950 al 1954 è docente di Matematica presso la Facoltà di Agraria, avendo vinto il concorso per la relativa Cattedra. Insegna successivamente Meccanica Agraria presso l'Università di Padova.
Di grande spessore professionale e tecnico, nel 1953 inventa fra l'altro un nuovo attrezzo rotativo per la lavorazione del terreno in forte pendenza che propone sul mercato con ottimi risultati. A questo si affiancano anche numerose pubblicazioni tecniche su nuovi concetti e strumenti del lavoro agricolo. Per queste sue grandi doti e capacità, viene chiamato ed ha l'onore di entrare a far parte della F.A.O. (l'organizzazzione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) quale vice presidente per l'Italia della commissione internationale di ingegneria agraria.
Nel 1957 si trasferisce a Palermo dove è docente della stessa materia presso la Facoltà di Agraria dell'Università, e qui ricopre anche il prestigioso incarico di Preside della Facoltà. Nel 1965 rientra a Bologna dove ha vinto l'incarico di docente per la Cattedra di Idraulica Agraria e contemporaneamente fonda l'Istituto del Genio rurale, del quale è il direttore. Nell'Ateneo di Bologna insegna per oltre vent'anni ottenendo o meglio meritando la medaglia d'oro alla carriera.
Nel 1969, poi riconfermato anche nel 1974, viene eletto Preside della 1ª Section Technique de la Commission Internationale du Génie Rurale (1ª Sezione Tecnica della Commissione Internazionale del Genio Rurale con sede a Liegi in Belgio). Nella sua lunga carriera didattica e di grande competenza tecnica, ha pubblicato numerosi libri inerenti al campo della Idraulica Agraria.

Renato Rossini muore prematuramente a Bologna il 2 ottobre 1985 e dopo imponenti funerali alla presenza di autorità cittadine, colleghi, commilitoni e associazioni d'arma, il Prof. Ing. Ten. Col. (nel ruolo d'onore) del Genio Alpino Renato Rossini, viene tumulato nella tomba di famiglia nel cimitero di Faenza accompagnato nell'ultimo saluto dall'amatissima moglie Giuseppina a dai sei figli.

 


Adunata Nazionale alpini di Verona nel 1981, Rossini è il secondo da sinistra


Adunata Nazionale alpini di Udine nel 1983, Rossini al centro con il soprabito scuro
e le decorazioni. Con i pantaloni da montagna e calzettoni gialli sono io.

Il suo rapporto con la nostra Sezione A.N.A.
Con il definitivo rientro a Bologna nel 1965, non è chiaro se viene contattato e se è lui a prendere l'iniziativa, entra quale nuovo socio nella nostra Sezione A.N.A. (ed anche nell'Ass. Naz. Genieri e Trasmettitori) apportando la sua umanità ed il "senso del dovere". Dopo un primo periodo di "acclimatazione" entra, eletto dall'assemblea dei soci, nel Consiglio Direttivo Sezionale dove rimane in carica dal 1977 al 1985, quando purtroppo muore. Nel triennio 1977-1979 ricopre anche l'incarico di Tesoriere e lo ricordo personalmente sempre come presenza attiva e proponente nelle varie riunioni del Consiglio (del quale entrambi eravamo componenti), ma anche sempre presente nei raduni locali di Gruppo e adunate nazionali. Ricordo anche il suo impegno affinchè ogni anno a Vergato si svolgesse un raduno dei reduci del IX Battaglione Misto Genio per Corpo d'Armata Alpino, normalmente organizzato in luglio, ed anche promotore per la realizzazione di una targa marmorea a ricordo del luogo di nascita e di partenza del Battaglione per le vicende belliche. Putroppo per impossibilità fisica per le precarie condizioni di salute non ha avuto la soddisfazione di presiedere all'inaugurazione avvenuta nel luglio del 1985 in occasione dell'annuale raduno dei reduci. Nell'occasione gli venne comunque recapitato un messaggio e le fotografie inerenti al raduno degli ex commilitoni e della bella targa. Conservo ancora nel mio archivio le fotografie della toccante cerimonia di inaugurazione, da me realizzate. Ricordo anche tanti occhi lucidi di commozione....

Schivo e riservato, non amava parlare di sè nè dal punto di vista della prestigiosa carriera professionale nè delle sue vicende militari come reduce nè della sua vita privata.
Nessuno di noi conosceva un particolare famigliare poi successivamente emerso nel corso delle ricerche storiche che avevo realizzato per scrivere nel 1997 il libro sulla storia della nostra Sezione ANA Bolognese Romagnola nel 75° di costituzione (18 novembre 1922).
In quella occasione ero riuscito a rintracciare e contattare le signore Palmieri, sorelle delle nostra Medaglia d'Oro al valor militare Giovanni Palmieri (apri biografia nel sito) di cui la Sezione si fregia sul Medagliere. Nei nostri incontri la sorella Giuseppina molto candidamente ma anche con orgoglio mi disse che suo padre era stato alpino (il prof. Gian Giuseppe che già conoscevo di nome dall'elenco dei primissimi soci, ufficiale del 6° alpini decorato di medaglia d'argento, era stata una figura di grande prestigio nella storia sezionale) e continuando nel racconto che anche suo marito era stato alpino, ed anche lui era stato molto attivo nella Sezione; si chiamava Renato Rossini!! Ricordo che le dissi che lo conoscevo molto bene raccontando, a conferma, diversi particolari sul nostro rapporto a livello sezionale. Nel secondo incontro le portai diversi documenti compresa anche la foto pubblicata qui a fianco, le si illuminarono gli occhi e da un primo "esame" al quale mi aveva sottoposto quale sconosciuto mi accolse "in famiglia" con un lungo abbraccio.


i fratelli Palmieri, al centro Giovanni poi M.O. a destra
Lidia ed a sinistra Giuseppina moglie d Renato Rossini.

 

 

 

Renato Rossini ha collaborato con suoi ricordi e trascorsi di guerra narrati con numerosi particolari storici, alla stesura del libro "Cronache del Genio Alpino" ed. Mursia. Nel racconto traccia le vicende che ha visto protagonista il "suo" IX Battaglione Misto Genio per Corpo d'Armata Alpino, ma soprattutto gli uomini, i genieri alpini che ne hanno vissuto e scritto la storia.

 

 

 


(1) a questo ricordo ha fattivamente collaborato con la ricerca delle principali notizie biografiche Mario Gallotta.

(2) Una breve sintesi storica dedicata al IX Reggimento misto genio per Corpo d'Armata Alpino è già presente nel sito alla pagina genio alpino