la sezione A.N.A. bolognese romagnola

la sezione artiglieri da montagna A.N.A.M. di Bologna
di Giuseppe Martelli

pagina aggiornata il 1° giugno 2018


Una rara fotografia di una
manifestazione degli Artiglieri
da Montagna sul Pasubio nel 1923.
Sul nastro della bandiera, molto
probabilmente quella Nazionale,
compare la scritta dell’Associazione.
(1)

L’8 luglio 1919 a Milano nasce l’Associazione Nazionale Alpini riconosciuta come A.N.A. Fra i temi più dibattuti nelle riunioni costitutive e nella prima assemblea generale dei soci vi è la questione degli Artiglieri da Montagna per i quali a maggioranza non viene riconosciuta la qualifica di “alpini”, quindi preclusa la possibilità di iscriversi come soci. Agli Artiglieri da Montagna era stata proposta di costituire una loro analoga Associazione, cosa che, nel dicembre 1921 avevano fatto. Viene infatti costituita in questa data con Sede a Genova per iniziativa del dott. Francesco Mantelli, la prima Sezione dell’Associazione Nazionale Artiglieri da Montagna riconosciuta come A.N.A.M.


Il titolo delle pagine ospitate su L'ALPINO

Uno dei primi numeri del giornale (1)

Nei primi anni, anche per raggiungere una certa notorietà, sul giornale L’ALPINO, organo ufficiale dell’A.N.A., viene chiesto dall’Associazione e concesso limitatamente a due pagine, di poter inserire un “notiziario” agli artiglieri da montagna con titolo, "La pagina dell'A.N.A.M." poi in seguito lasciate dal dicembre 1922 per la nascita del proprio giornale associativo che inizia le pubblicazioni con il 1° gennaio 1923. Da più parti comunque, in occasione delle assemblee generali dell’A.N.A., la questione viene sempre sollevata tanto da indurre il Direttivo Nazionale ad istituire nel 1926 una speciale tessera di “socio aggregato”, riservata agli artiglieri da montagna che comunque non possono accedere a nessun incarico. Questa possibilità non riscuote grande successo. La questione viene risolta nel 1928 dal Presidente Nazionale dell'A.N.A. imposto dal Regime nella persona del bolognese Avv. Angelo Manaresi, valoroso ufficiale alpino nella grande guerra, che d’autorità scioglie l’Associazione Artiglieri da Montagna e con modifica dello Statuto dell’A.N.A. unifica le due Associazioni. Così scrive in proposito Manaresi:

Il nuovo Statuto presenta, innanzitutto, una novità che è tale solo per chi non è stato con noi in guerra e non ha vissuto la nostra limpida fraternità di alpini ed artiglieri da montagna; gli uni e gli altri sono ora, anche in congedo, figli della stessa famiglia. La disposizione, lungamente attesa ed auspicata da tutti, non fa che riconsacrare in tempo di pace, quella identità di spirito, di vita e di impiego che, in guerra, aveva fatto delle due specialità un’unica e ben temperata arma di battaglia. Oggi l’unità delle due specialità è anche più intensa e stretta, in quanto non più di artiglieria da montagna si parla, bensì di artiglieria alpina”.

Nella sua qualità di Sottosegretario al Ministero della Guerra ottiene questo riconoscimento anche a livello militare e con decreto del 23 maggio 1934 viene abbandonata la denominazione Artiglieria da Montagna per assumere quella di Artiglieria Alpina. La specialità riprenderà l’originaria prima denominazione di Artiglieria da Montagna nel secondo dopoguerra con la ricostituzione nel 1946 dei rinati reparti che costituiscono le varie specialità delle Truppe Alpine.

 



Il primo Presidente della
Sezione ANAM di Bologna,

Generale Giuseppe Barillari.



L'artistico quadro che rappresenta il primo nucleo dei
"padri fondatori" della
Sezione A.N.A.M. di Bologna.

Riprendendo il tema di questa curiosità, anche dalle zone bolognesi romagnole molti erano stati nel corso della grande guerra Artiglieri da Montagna. Con la costituzione il 18 novembre 1922 a Bologna della Sezione ANA Bolognese Romagnola, qualche anno dopo, probabilmente nel corso del 1925 (fra il settembre ed il dicembre, la data esatta è in fase di ricerca), viene costituita in città anche la Sezione A.N.A.M. che ha come primo presidente il Generale Giuseppe Barillari, presente a Bologna fin dal 1920 come Colonnello proveniente dal 1° Rgt. Art. Montagna, trasferito a disposizione della Divisione Militare e posto dal 4 settembre 1925 in aspettativa per riduzione dei quadri, con il grado di Generale di Brigata.

 

Non vi sono praticamente notizie di quei lontani anni, non si conosce dove e se avessero una sede sociale, qual’era l’organico e quali attività svolgessero, comunque la sua esistenza è provata da un ritrovato artistico quadro con il logo dell’Associazione, la dicitura Sezione di Bologna con le fotografie di quei primi soci "padri fondatori". Quindi a Bologna esistono in parallelo e con propria vita autonoma le due Associazioni. Pochi anni dopo, nel 1929, per disposizione del Sottosegretario alla Guerra e Presidente dell’A.N.A., Avv. Angelo Manaresi, l’Associazione degli Artiglieri da Montagna viene sciolta d'autorità ed i soci, ora riconosciuti “alpini” entrano di diritto, per chi lo desidera, nell’A.N.A. Due anni dopo, nel 1931, un’altra innovazione. Sempre per disposizione del Presidente Nazionale viene autorizzata la costituzione nell’organico delle Sezioni A.N.A. di Gruppi “Artiglieri da Montagna” con tanto di Capogruppo. Bologna, sappiamo oggi, vanta la primogenita costituzione di un Gruppo “Artiglieri da Montagna” sotto la guida del Capogruppo M.llo Art. Longhi cav. Eugenio (2) dal 1931 al 1933. Dal 1933 al 1938 la guida passa al Ten. Art. Dino Montuschi. (3)

 


Il “Gagliardetto” realizzato nel 1931
con la costituzione del Gruppo
“Artiglieri da Montagna” dell’A.N.A.


Il primo Capogruppo nel 1931 del
Gruppo “Artiglieri da
Montagna”
Sezione Bolognese Romagnola.
(2)

Il secondo Capogruppo
dal 1933 al 1938
Ten. Art. Dino Montuschi
(3)

Questa iniziativa viene lodata e messa in risalto con un articolo che compare sul giornale L’ALPINO del 1° gennaio 1932 dove si specifica anche che è stato l’unico a sfilare con tanto di Gagliardetto rappresentativo in occasione dell’Adunata Nazionale Alpini di Genova del 20 giugno 1931. Anche questo storico Gagliardetto per fortuna ci è stato tramandato ed oggi fa bella mostra di se nella sede della Sezione Bolognese Romagnola.

Purtroppo, come per tanti altri gruppi, con i tragici eventi legati alla seconda guerra mondiale, questo trascorso storico si conclude per non rinascere più. Ma la Sezione Bolognese Romagnola ancora una volta si distingue per un fatto particolare. Per testimoniare ed essere vicini all’attaccamento e spirito di corpo degli Artiglieri da Montagna, pur non essendo più riconosciuto questo distinguo, ai vecchi soci, alcuni dei quali reduci dalla guerra, ed ai giovani congedati, viene concesso di sfilare un’ultima volta con il loro vecchio gagliardetto. L’occasione è data dalle cerimonie che si svolgono a Bologna il 14 novembre 1952 per celebrare il trentennale di costituzione della Sezione A.N.A. Bolognese Romagnola dove, con la sfilata per le vie della città, dopo il nuovo Vessillo sezionale inaugurato e benedetto nell’occasione sfila il vecchio storico gagliardetto del Gruppo “Artiglieri da Montagna” portato con orgoglio da un giovane artigliere. E’ l’ultima sua apparizione in pubblico prima di ritornare definitivamente in bacheca.

 

 

A conclusione ritengo giusto ricordare per dovere di cronaca e storica, che nell'immediato dopoguerra vi è il tentativo di ricostituire l'ANAM.

Su L'ALPINO di aprile-maggio 1948 viene pubblicata la notizia che a seguito di referendum è stato deliberato all'unanimità lo scioglimento dell'A.N.A.M. e l'incorporazione dei FRATELLI MONTAGNINI definiti ancora "Artiglieria Alpina" nell'A.N.A.


Questo è la significativa notizia pubblicata a pag. 5.

 

 

 

 


(1) La fotografia riguardante gli Artiglieri da Montagna riuniti sul Pasubio è sta scattata molto probabilmente dal ferrarese Tenente di Artiglieria da Montagna Renzo Ravenna, così come la copia del giornale ANAM, riprodotte per gentile concessione del figlio Paolo, sono pervenute da Mario Gallotta del Gruppo di Ferrara.

(2) Eugenio Cav. Longhi, Maresciallo di Art. da Montagna. Nel 1921 nominato Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia. Nel 1929 con lo scioglimento della Sezione A.N.A.M. porta l'iscrizione nella sezione A.N.A. come socio individuale. Capogruppo del gruppo artiglieri da montagna dal 1931 al 1933. Consigliere sezionale nel biennio 1931-1932. Su L'ALPINO del 15 gennaio 1935 viene citato che è stato il testimone del matrimonio di un socio e lo "scarpone" Longhi Eugenio e indicato fra parentesi (20 anni di artiglieria alpina!).

(3)
Dino Montuschi, in realtà il nome vero era Filippo (detto Dino), nato ad Ancona il 21 gennaio 1898, residente a Bologna ed iscritto al nostro Distetto Militare. Chiamato alla visita di leva il 12 febbraio 1917 è lasciato in congedo con obbligo di frequentare il corso allievi ufficiali e indicato come professione studente, residente in via Rialto 17. Diplomato ragioniere è iscritto all'Università nella facolta di Scienze matematiche che lascia in quanto chiamato alle armi il 19 aprile 1917 ed inviato all'Accademia Militare di Artiglieria a Torino. Con la promozione ad aspirante uffiiciale, il 28 settembre viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna. Promosso Sottotenente, il 24 febbraio 1918 transita al 1° Rgt. Art. da Montagna. Congedato Tenente nel marzo 1919 riprende gli studi e risulta diplomato in Scienze matematiche il 28 luglio 1922. Con lo scioglimento nel 1929 dell'A.N.A.M. porta l'iscrizione nella sezione A.N.A. come socio individuale. Promosso Capitano nel 1934 è consigliere sezionale dal 1934 al 1938. Su L'ALPINO del 1° aprile 1938 viene citato come Cav. Rag. Dino Montuschi. Su L'ALPINO di gennaio 1952 viene data notizia che è stato promosso Maggiore. L'unica fotografia che abbiamo lo ritrae al tavolo delle autorità in occasione del pranzo organizzato per le cerimonie del trentennale della sezione svoltesi domenica 14 dicembre 1952. Da un documento del 2 dicembre 1952 viene citata alla voce "Offerte delle Signore Patronesse per l'arredamento della nostra sede" come socia Patronessa anche la moglie Giuseppina Fabriani Montuschi.