storia del territorio bolognese romagnolo

il soggiorno ferrarese della Medaglia d’Oro al valore militare
Tenente Colonnello Umberto Tinivella
di Giuseppe Martelli

Nel rileggere la storia alpina a tutto campo, nella quale si ritrovano costantemente fatti e curiosità legate al territorio bolognese romagnolo che meritano di essere ricollocate nella nostra memoria, è emersa questa notizia di questo suo trascorso giovanile, mai comparsa in precedenti biografie.

ma chi era il Tenente Colonnello Umberto Tinivella?

Era il comandante del battaglione alpini “Val Tagliamento” inquadrato nei “battaglioni valle” della Divisione Julia durante la Campagna di guerra contro la Grecia nell’inverno 1940-41. Il Ten. Col. Umberto Tinivella cadrà nel pomeriggio dell’8 gennaio 1941 alla testa dei suoi alpini impegnati a difendere da un violento attacco nemico la quota a loro assegnata sul Mali Topojanit.

In sintesi questo il suo Stato di Servizio militare:

Nato a Lucca nel 1891 inizia la carriera militare frequentando nel 1912 il corso allievi ufficiali di complemento nel 5° Alpini a Intra. Nel 1913 presta servizio di prima nomina come Sottotenente nel 4° Alpini. Allo scoppio della guerra nel 1915 viene richiamato in servizio assegnato prima al Btg. alpini “Val Tanaro” poi al “Val Stura” e combatterà sul Rombon, Monte Rosso, Kukla, Ortigara, con il grado di Tenente poi come Capitano. Al termine della guerra, promosso nel servizio permanente effettivo, passa all’8° Reggimento Alpini ed in Friuli sarà non solo un apprezzato comandante di compagnia nei Btg. “Tolmezzo”, “Gemona”, “Cividale” ma anche valente alpinista. Promosso Maggiore nel dicembre 1935, gli viene affidato il comando della 30^ colonna salmerie, formata da alpini dell’8° ed inquadrata nella Divisione Alpina “Pusteria” che partecipa alla Campagna in Africa Orientale per la conquista dell’Abissinia. Rientrato nel 1937 riprende servizio nell’8° alpini. Nel 1938 gli viene affidato il comando di un Btg. della Guardia alla Frontiera di stanza a Plezzo. Con la promozione al grado di Tenente Colonnello e dopo insistenti richieste, nell’estate del 1939 rientra nelle Truppe Alpine assumendo il comando del Btg. alpini “Val Tagliamento” che è in fase di ricostituzione. Ai primi di novembre del 1940 il battaglione parte per l’Albania dove partecipa alle operazioni di guerra sul fronte greco a Mesarea, Frasheri, Zembran ed in quest’ultima località si distingue nei combattimenti del 10-12 dicembre come “Comandante di battaglione di grande valore personale, capacità ed elevate doti di animatore e trascinatore…” meritando la medaglia d’argento al valore militare.

Il primo provvisorio tumulo in Grecia

Spostato a difesa di quota 1216 sul Mali Topojanit, dal 30 dicembre all’8 gennaio 1941, tutto il battaglione è sottoposto a incessanti e preponderanti attacchi nemici. Nel pomeriggio dell’8 gennaio mentre alla testa dei suoi alpini guida un contrattacco viene mortalmente ferito. Nonostante la perdita del loro comandante, i superstiti non desistono dall’ordine ricevuto e continuando in accanita lotta riprendono la quota che gli sarà dedicata e dove è provvisoriamente tumulato.

Alla sua memoria viene concessa la Medaglia d’Oro al valore militare.

Questa è la bella figura dell’eroico ALPINO.

(note: come previsto dall’ordinamento associativo che disciplina l’assegnazione in base alla località di nascita, la Sezione ANA di Pisa-Lucca-Livorno si fregia nel suo Vessillo della Medaglia d’Oro)

il suo soggiorno “ferrarese

Il 7 ottobre 1891 è fiocco azzurro nella casa dei Tinivella a Lucca dove risiedono in Via Santa Chiara; nasce Umberto. La famiglia è di origini piemontesi, il babbo Ernesto ingegnere del Genio Civile vi si è trasferito per ragioni professionali. L’anno successivo, per le stesse ragioni, tutta la famiglia si trasferisce a Ferrara dove risiede il Via Mussini. Qui il piccolo Umberto come ricorderà suo fratello maggiore, dirà le prime parole, muove i primi passi, ed i primi giochi nella grande casa su due piani, con orto, cortile e giardino. Nel 1895 la famiglia si trasferisce provvisoriamente nella vicina Poggio Renatico dove il babbo dirige i lavori per la costruzione del ponte sulla provinciale Bologna-Ferrara. L’anno successivo di nuovo il ritorno a Ferrara dove rimarrà fino al 1906, risiedendo prima in Via Mortara, poi in Via Pioppa, quindi in Via Gregorio ed infine quale ultima dimora ferrarese, in Via Voltapaletto. Sempre dai ricordi del fratello maggiore, oggi sappiamo che nel periodo di residenza in Via Mortara, abitano di fronte alla famiglia Balbo e compagno di giochi del giovane Umberto è il piccolo Italo (nato nel 1896) che diverrà quell’Italo Balbo che tutti storicamente conosciamo. Fino all’età di 15 anni quindi il futuro Tenente Colonnello degli alpini ha risieduto a Ferrara, città dalla quale la famiglia nel 1906 si trasferisce definitivamente a Sondrio. Va comunque precisato che nel lungo soggiorno ferrarese il giovane Umberto non vi ha mai frequentato le scuole in quanto per lascito di uno zio, fondatore di un collegio privato a Vigevano, qui ovviamente per ragioni economiche, ha svolto gli studi conclusi poi all’Istituto Tecnico a Sondrio. Non ritornerà più a Ferrara ma ne serberà il ricordo legato alla sua fanciullezza.

La famiglia Tinivella nella casa a Ferrara. A sinistra il fratello
maggiore Giovanni, dietro a lui Umberto. (nella didascalia
originale non viene indicata in quale via)

Il libro scritto dal fratello Giovanni edito nel 1942, dedicato alla rievocazione della vita di Umberto, nel quale ho “scoperto” la notizia del suo soggiorno ferrarese e dal libro sono anche tratte le fotografie.

Rimane comunque la soddisfazione, oggi confermata da questa ritrovata curiosità storica, che completa nella biografia la notizia del suo lungo soggiorno ferrarese, che sono certo è per tutti noi alpini bolognesi romagnoli una “gradita sorpresa”.