residenti illustri nel territorio della sezione A.N.A. bolognese romagnola

la Medaglia d’Oro al valore militare Ten. Colonnello Gino Tommasi

di Giuseppe Martelli

puibblicato il 1° dicembre 2016

Nel rileggere la storia alpina a tutto campo, nella quale si ritrovano costantemente fatti e curiosità legate al territorio bolognese romagnolo che meritano di essere ricollocate nella nostra memoria, è emersa questa notizia-curiosità del suo trascorso bolognese.

Gino Tommasi nasce il 19 settembre 1895 ad Ancona da Adolfo e Anna Paola Falcucci (?). Completati gli studi liceali, nel 1915 porta la residenza a Bologna per iscriversi alla nostra Università nella facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Nel settembre 1916 chiamato alle armi lascia Bologna e dopo il corso per allievi ufficiali di complemento, consegue nel luglio 1917 il grado a Sottotenente destinato al 1° Rgt. artiglieria da montagna. Non vi sono note biografiche dalle quali trarre notizie sui vari settori dove ha combattuto in questo periodo, sappiamo che il Reggimento ha operato nelle località: Col di Lana, Monte Sief, Monte Zerbin, Bainsizza, Spinoncia, Asolone, Solarolo, Valsugana, Cauriol, Busa Alta, Col dell'Orso, Monte Grappa.

Congedato con il grado di Tenente nel novembre 1919 rientra quindi a Bologna per riprendere gli studi universitari e su domanda, viene trasferito al corso di applicazione per Ingegneri e Architetti ed il 3 agosto 1920 consegue la laurea. Rientrato ad Ancona si dedica alla libera professione con non facili risultati in quanto antifascista dichiarato ed iscritto al partito socialista.

Promosso nel 1933 al grado di capitano, nel gennaio 1942 viene richiamato per i due mesi di istruzione al termine dei quali consegue il grado a Maggiore, ma esonerato dal servizio militare armato in quanto svolge l’incarico civile di ispettore regionale del controllo dei combustibili. Con gli eventi legati all’8 settembre 1943 accetta l’incarico dal Comitato di Liberazione Nazionale di Ancona di assumere il comando dei primi nuclei partigiani del settore adriatico. Pur cercando immediatamente di contattare le autorità militari locali per studiare una qualche azione a difesa della città, il suo tentativo non ha esito ed il 13 settembre i tedeschi entrano ad Ancona. Molti dei soldati che si trovano nelle caserme e che non sono scappati, vengono deportati. Contemporaneamente a questi eventi, assume il controllo del giornale “Corriere Adriatico”, riuscendo a farne pubblicare 5 numeri prima dell’occupazione tedesca e la sua chiusura. Successivamente si impegna a fondo nell’organizzazione della lotta partigiana costituendo, nell’ottobre del 1943, nella Vallesina e lungo la costa adriatica una formazione detta “Guardia nazionale”. Da questa prima formazione nasce poi la Brigata d’assalto “Ancona” che nel gennaio 1944, diventa la 5ª Brigata Garibaldi “Ancona” della quale assume il comando con il grado di Tenente Colonnello ed il nome di battaglia di “comandante Annibale”, ma non solo, accetta inoltre di coordinare la lotta armata anche nelle altre province marchigiane.
Nella notte dell’8 febbraio 1944, mentre rientra da una riunione clandestina nel pesarese, l’auto su cui viaggia viene coinvolta in un incidente. Nell’impossibilità di proseguire si ferma a dormire nella sua abitazione a Borghetto di Ancona dove, a causa di una soffiata, due giorni dopo, esattamente il 10 febbraio, viene sorpreso dai fascisti. Scortato e richiuso per gli “interrogatori” prima nel carcere di Macerata poi in quello di Forlì, qui subisce gravi torture per estorcergli informazioni sull’organizzazione clandestina da lui diretta. Non riuscendo nell’intento viene consegnato a tedeschi che immediatamente lo deportano al campo di concentramento a Mauthausen.

Dopo quasi un anno di sevizie e patimenti, muore sabato 5 maggio 1945, il giorno stesso della liberazione del campo da parte degli Alleati. Per le sue qualità umane, le sue capacità organizzative e il suo prestigio, alla memoria, con decreto presidenziale nello stesso anno, viene conferita la Medaglia d’Oro al valor militare “alla memoria” così motivata:

Tenente colonnello di artiglieria di complemento, fu tra i primi a partecipare alla lotta partigiana con instancabile attività e sprezzo del pericolo. Organizzò e comandò la Brigata garibaldina marchigiana. La sua forte personalità divenne il centro di attrazione per tutti coloro che sceglievano la via del dovere. Catturato dal nemico che vedeva in lui il simbolo della resistenza partigiana e sottoposto alle più atroci torture, serbava fieramente il silenzio, riuscendo altresì ad avvertire i compagni dell’incombente pericolo. Tra i deportati in Germania manteneva alto con l’esempio il nome d’Italia, finché la sua eroica vita fu stroncata dagli inauditi stenti del campo di Mathausen. Marche, 1943-1944; Mathausen, 1945

 


Note:
Nel 1951 il Consiglio comunale di Ancona ha intitolato una via a suo nome.

Ad Ancona, dal novembre 1945 al marzo 2001 è esistita la cooperativa Ing. Gino Tommasi, impresa cantieristica di costruzioni navali specializzata nella realizzazione di rimorchiatori. Con la crisi degli anni ’90 iniziano i primi problemi di mancate commesse e la situazione diviene insostenibile. La cooperativa si scioglie nel 2001 ed il cantiere viene ceduto, a malincuore, ad imprenditori francesi.