residenti illustri nel territorio della sezione A.N.A. bolognese romagnola

Il Generale alpino Arturo Vacca-Maggiolini, Comandante del Corpo d’Armata di Bologna
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° settembre 2019

 

Nel corso di recenti ricerche sui "Generali alpini" cioè quei Generali che hanno prestato servizio anche nelle Truppe Alpine, dal 1872 (data di costituzione del nostro Corpo) fino al 1933, data di pubblicazione dell'Enciclopedia Militare, fonte della ricerca, ho ritrovato fra gli oltre centosettanta nominativi rintracciati, che alcuni hanno svolto servizio per un certo periodo a Bologna e quindi anche risieduto, fra questi vi è il Generale Arturo Vacca-Maggiolini del quale ne propongo una breve biografia come "notizia storica" legata al nostro territorio.

 

Arturo Vacca-Maggiolini nasce a Pinerolo il 22 novembre 1872 (lo stesso anno di nascita del corpo degli alpini). Attratto dalla vita militare (o per tradizione delle famiglie nobili), entra nel 1885 appena tredicenne nel Collegio Militare di Milano. Nell'ottobre 1890 prosegue la carriera all'Accademia Militare di Modena e nel 1892 è promosso Sottotenente di artigleria da montagna. Nel 1895-1896 come Tenente, prende parte alla guerra italo-turca in Libia con la 6ª batteria da montagna distinguendosi in particolare nella battaglia di Adua meritando la medaglia di bronzo al valor militare così motivata : "Diresse con sangue freddo ed efficacia il fuoco della propria sezione durante il combattimento". Adua, 1 marzo 1896.

Nel 1904 frequenta la scuola di guerra a Torino e transita nel Corpo di Stato Maggiore. Il 24 maggio 1915 entra in guerra con l'incarico di Capo di Stato Maggiore del XXVIII Corpo d'Armata. Promosso Maggiore nel 1916 e Colonnello nel 1917 viene trasferito con uguale incarico al IX Corpo d'Armata. In occasione di aspri combattimenti nell'Alto Isonzo dell'agosto 1917, per il lodevole comportamento, viene decorato di medaglia d'argento al valor militare così motivata : "Sotto il fuoco nemico, fu esempio di alto spirito militare e di profondo sentimento del dovere: compiendo arrischiate ricognizioni lungo l'Isonzo, per la scelta dei passaggi del fiume, recatosi più volte sulla fronte della battaglia per incitare le colonne attaccanti ad avanzare, dirigere combattimenti ed assumere informazioni sullo svolgimento dell'azione. Travolto dallo scoppio di un proiettile continuava nel suo mandato". Monte Breg-Alto Isonzo, agosto 1917. Successivamente, durante il ripegamento del nostro Esercito per la "rotta di Caporetto" e motivata dal suo comportamento nel teatro delle operazioni in località Carso-Tagliamento-Piave, 7 ottobre-25 novembre 1917, viene anche insignito della prestigiosa Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia.

Conclusa la guerra, nel biennio 1919-1920 è inviato in Tripolitania con incarico di Capo di Stato Maggiore del Governo militare a Tripoli. Rientrato in patria e fino al 1924 è insegnante di storia militare presso la Scuola di Guerra di Torino. Nel biennio 1924-1925 assume il comando del 1° Reggimento Artiglieria Pesante Campale. Promosso Generale di Brigata gli viene affidato il comando della 7ª Brigata di fanteria quindi nel 1927 è chiamato a Roma con incarichi speciali addetto al comando del Corpo di Stato Maggiore. Promosso nel 1929 Generale di Divisione assume il comando della Divisione militare di Trieste. Nel 1932 viene chiamato nuovamente a Roma quale vice comandante del Corpo di Stato Maggiore.

Il 23 marzo 1933 viene promosso Generale di Corpo d'Armata ed in ottobre arriva a Bologna per assumere il comando del Corpo d'Armata dove rimane fino al 1937. Il passaggio delle consegne avviene fra due "Generali alpini", il suo predecessore al quale subentra è il Generale *Ottavio Zoppi.
Fra i suoi subalterni vi è un'altro "Generale alpino", giunto da poco a Bologna, è il Generale di Divisione *Claudio Trezzani quale addetto al comando designato d'Armata. Ed ha sempre fra i suoi subalterni anche un'altro "Generale alpino" è il Generale *Carlo Sassi, in servizio dal 1930 come Ispettore di mobilitazione della Divisione militare.

Del suo arrivo e periodo trascorso a Bologna e del suo eventuale rapporto con la nostra Sezione, non vi sono stranamente tracce scritte su L'ALPINO ne documentazione d'archivio che comprovino fra l'altro se era anche socio. Presumo comunque che vi fosse una nota conoscenza sui suoi trascorsi alpini espressi certamente con stima e collaborazione.

Conclusa nel 1937 l'esperienza bolognese è nominato Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito e promosso Generale comandante designato d'Armata (grado di comando previsto in caso di guerra). Il 20 marzo 1939 il Re lo nomina Senatore.
Ricopre incarichi senatoriali nella Commissione delle Forze Armate e dell'Alta Corte di Giustizia. Nel giugno 1941 gli viene anche affidato l'importante e delicato incarico nella Commissione italiana d'Armistizio con la Francia con sede operativa a Vichy. Vale la pena ricordare che in disaccordo con le linee di Mussolini sulla questione ebrei, entra in aperto contrasto con i tedeschi e le autorità francesi collaborazioniste, riuscendo a sottrarre numerosissimi ebrei dalla deportazione, addirittura minacciando interventi di natura militare. In questa coraggiosa presa di posizione è coadiuvato e sostenuto dal Generale comandante la Divisione alpina "Pusteria" Generale Lazzaro Maurizio di Castiglioni.

Nell'agosto 1942, con l'entrata in vigore dell'armistizio con la Francia la sua autorità decade ed assiste impotente alla deportazione di migliaia di ebrei. Gli viene quindi affidato un nuovo incarico quale Commissario della provincia di Asti.
Anche dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943) e fino alla conclusione della guerra (25 aprile 1945) continua il suo mandato di senatore. Nell'agosto 1944, deferito, per prassi, all'Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il fascismo alle personalità ritenute corresponsabili, non vengono individuate colpe, anzi ne viene riconosciuto l'altro profilo morale e quindi prosciolto rimane in carica. Viene poi dichiarato decaduto dalla carica di senatore dal 30 agosto 1945.
Lascia quindi la divisa, onorata con ben 55 anni di servizio e rientra alla vita civile.

Si spegne a Roma il 30 luglio 1959.

Nel corso della carriera milutare aveva scritto numerosi ed apprezzati saggi storico-militare
dei quali sopra sono riprodotte due copertine.


* il Generale Ottavio Zoppi è ricordato in altra parte del sito al link : generale Zoppi Ottavio
* il Generale Claudio Trezzani è ricordato in altra parte del sito al link : generale Trezzani Claudio
* il Generale Carlo Sassi è ricordato in altra parte del sito al link : generale Sassi Carlo