alpini del territorio bolognese romagnolo

Argo Venturoli: una vita per la cultura, la toga e la penna nera
di Mario Gallotta

 

Alla fine del gennaio del 1943 il comando divisionale della “Julia” si era ridotto a pochi superstiti. Stremati, laceri ed affamati, essi erano appena usciti dalla sacca nella quale i sovietici avevano tentato di rinchiuderli. Mentre marciavano, un giovane Tenente degli Alpini, suscitando una certa sorpresa fra i commilitoni, pronunciò una frase in lingua spagnola “A Dios muchas gracias sean dadas”. L’unico a non meravigliarsi fu un altro ufficiale, emiliano come il primo, che sarebbe divenuto un famoso inviato speciale del “Corriere della Sera” e del “Giornale” (forse, a detta dei colleghi, il più grande reporter di guerra italiano, maestro riconosciuto di tanti giornalisti, celebre per una massima ancor oggi citata : “Il vero giornalismo si fa con la suola delle scarpe”, cioè recandosi di persona, e a piedi, se necessario, dove la situazione lo richiede). Il Tenente Egisto Corradi (nato a Parma nel 1914 e deceduto a Milano nel 1990) riconobbe infatti nelle parole del pari grado Argo Venturoli (Malalbergo 1912 - Ferrara 1988) la stessa espressione usata da Cristoforo Colombo allorchè, prossimo a terminare il suo primo viaggio transatlantico, vide i primi segni di vita che denotavano la vicinanza della costa americana ed aprivano il cuore alla speranza di un imminente approdo. Entrambi riuscirono a salvarsi e meritarono un decorazione al valor militare: d’argento Corradi e di bronzo Venturoli. Vent’anni dopo quella tremenda avventura Egisto Corradi, in procinto di scrivere “La ritirata di Russia” (pubblicato nel 1964 dall’editore Longanesi e più volte ristampato fino ai nostri giorni), decise di contattare i vecchi commilitoni della “Julia” e si recò anche nella nostra città, per incontrare l’antico compagno d’armi con cui aveva condiviso timori, sofferenze, angosce e speranze. <Rivedo Venturoli nel suo studio di avvocato a Ferrara. E’ sposato ed ha una bambina ancora piccola. Caro Venturoli. Il suo studio è nel palazzo della Borsa di Commercio, a trenta passi dal castello degli Estensi; ad una parete è appesa una piccola icona portata dalla Russia bianca, da Uwarowici. Passeggiamo fuori mano, lungo antiche silenziose strade care a De Chirico ed a Bassani, sotto mura da cui sporgono chiome d’alberi. Venturoli parla e parla, una ragnatela d’arguzie appena accennate su un fondo di malinconia; e dentro, nel sangue, quello stesso filone di ottimismo galantuomo del tempo di guerra>.

Un primo piano della targa. A sinistra. Il Sindaco (alpino) Raffaele Finelli procede allo scoprimento della targa nel giardino intitolato all’illustre concittadino, Tenente degli Alpini, Argo Venturoli.

 

Così Corradi ricorda l’amico alpino nelle pagine del suo best-seller dedicato alla campagna di Russia, con parole che sono state di nuovo pronunciate a Malalbergo, comune della “bassa” bolognese assai vicino al confine della nostra provincia, il giorno 8 dicembre 2003. In tale data, infatti, il paese natale di Venturoli ha voluto ricordare questo suo illustre figlio dedicandogli ufficialmente un giardino pubblico, in accoglimento della richiesta avanzata dal Gruppo Alpini di Ferrara, che proprio da Argo Venturoli fu guidato negli anni 1963-64.

 

 

Il volantino realizzato dal Comune di Malalbergo in accordo con il
Gruppo Alpini Ferrara, per la cerimonia di inaugurazione del
giardino pubblico intitolato ad Argo Venturoli.

 

Nato in provincia di Bologna, Venturoli può tuttavia essere considerato a pieno titolo cittadino ferrarese, poiché all’ombra del Castello trascorse la maggior parte dei suoi anni, ricoprendo incarichi di prestigio: fu presidente dell’Ordine degli Avvocati, della Camera Penale e del Lions Club “Ferrara Host”. Persona coltissima (aveva conseguito la laurea in Scienze Politiche a Roma e in Giurisprudenza a Bologna), eccelleva anche nell’arte dello scrivere, come testimoniano alcuni suoi articoli apparsi sul "Corriere Padano" e le successive pubblicazioni su riviste giuridiche. Il suo impegno venne anche premiato dalla Camera di Commercio di Ferrara. Su “La Pianura” (n. 1/87, pag, 17), nell’articolo intitolato “I premi S. Giorgio 1987”, si può infatti leggere la motivazione del riconoscimento speciale che fu attribuito ad Argo Venturoli: <Per la continua e stimata attività di avvocato, nel corso della quale ha per lungo tempo presieduto il Consiglio degli Ordini Forensi e per il lungo contributo di iniziativa e studio offerto quale Presidente Regionale della Camera Penale>. Innamorato del diritto (fu anche Giudice Conciliatore a Malalbergo, ove, nella tomba di famiglia riposano le sue spoglie mortali), sensibile alle necessità altrui e scrupoloso fino all’eccesso, Venturoli, come ricorda l’Avvocato Giampietro Battistini, ufficiale di fanteria in congedo e attuale Presidente dell’Ordine ferrarese: <non era geloso del suo sapere, ma si dimostrava sempre disponibile verso i giovani che desideravano intraprendere la professione forense>. Dietro i suoi modi gentili e diplomatici (aveva sognato da giovane un futuro da ambasciatore), si celava tuttavia un carattere fermo e deciso, temprato da un’esperienza militare che era stata lunga e intensa. La sua avventura in grigioverde iniziò infatti nel 1937, allorchè fu ammesso alla Scuola Allievi Ufficiali di Bassano del Grappa, conseguendo la nomina a Sottotenente di complemento. Venne quindi assegnato al 7° Reggimento Alpini (lo stesso in cui prestò servizio, con il grado di Sergente, l’attuale Sindaco di Malalbergo, (1) Dott. Raffaele Finelli). Posto in congedo nel 1938 venne richiamato alle armi nel 1941 ed inviato in Grecia, ove combattè meritando la Croce al merito di guerra. Promosso Tenente fu assegnato al Quartier Generale della “Julia” e partì per il fronte russo nell’agosto del 1942. Coinvolto nella tragica ritirata dell’ ARM.I.R. (Armata Italiana in Russia), di cui faceva parte il Corpo d’Armata Alpino, Venturoli diede il meglio di sé, riuscendo a portare in salvo numerosi commilitoni, come testimonia la motivazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare di cui fu insignito (e di cui, lontano com’era da ogni atteggiamento che potesse apparire vanaglorioso, non parlava mai):

 

 

La drammatica ritirata di Russia si è conclusa. Fra i superstiti
vi è il Ten. Argo Venturoli, primo a destra.

“GIA’ DISTINTOSI PER CORAGGIO IN DURO RIPIEGAMENTO, ESSENDO ATTACCATO DA CARRI ARMATI E FANTERIA IL COMANDO DI DIVISIONE, RACCOGLIEVA ALPINI ED ARTIGLIERI ALPINI DEL QUARTIER GENERALE, LI GUIDAVA CON SLANCIO E CORAGGIO AL CONTRASSALTO ALLA BAIONETTA, CONTRIBUENDO CON LA SUA AZIONE AD INFLIGGERE GRAVI PERDITE ALL’AVVERSARIO CHE ERA OBBLIGATO A DISPERDERSI. SUCCESSIVAMENTE RIUSCIVA AD INFRANGERE I CONTINUI ACCERCHIAMENTI E A PORTARE IN SALVO I SUPERSTITI DEL SUO REPARTO DI FORMAZIONE”.

Pensiamo che dinanzi a queste parole i commenti siano superflui e non occorra aggiungere altro per ricordare un uomo che ha impartito a tutti non solo memorabili lezioni di diritto ma, soprattutto, una grande lezione di vita.

 

 

 

 


(1) Il Dott. Raffaele Finelli, Sindaco di Malalbergo dal 1998 al 2004, ha concluso il suo mandato in quanto eletto nel Consiglio Provinciale.

Note: le fotografie dell’inaugurazione del Giardino Argo Venturoli sono state gentilmente concesse dal Comune di Malalbergo.