alpini del territorio bolognese romagnolo

il Sottotenete Giovanni Battista Vicari : un grande giornalista e letterato...
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° ottobre 2022

Ancora una volta sono "sorpreso" e coinvolto dall'entusiasmo nel constatare quante belle figure o noti personaggi, emergono continuamente dal passato nel corso delle continue ricerche sugli "alpini" del nostro territorio come questa : è il Sottotenente di artiglieria alpina Giovanni Battista Vicari, poi noto giornalista, letteratio, ecc. del quale ne rinnovo il ricordo e ricolloco oggi nella storia e nella memoria degli alpini bolognesi romagnoli “per non dimenticare”.

 

Giovanni Battista Vicari nasce a Ravenna il 23 luglio 1909.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Conosciuto anche come Giambattista, così si firmava, dopo aver frequentato il locale Liceo classico, si trasferisce per studio a Bologna dove frequenta l'Università nella Facoltà di Giurisprudenza.

Chiamato dal Distretto militare di Ravenna alla vsita di leva il 30 aprile 1930 e lasciato in congedo, viene indicata come professione studente universitario ed ammesso a ritardare in tempo di pace la presentazione alle armi.

Il 12 aprile 1931 viene ammesso alla continuazione del ritardo del servizio, confermata anche alle successive chiamate del 15 marzo 1932, 10 marzo 1933 e 10 aprile 1934.

Prima di completare gli studi, ed esattamente il 26 novembre 1933, si sposa con la fidanzata Iole Miccoli.

Completati gli studi e conseguita la laurea in giuristrudenza il 14 novembre 1934, viene revocata la continuazione del ritardo del servizio ed il 20 novembre 1935, con cartolina precetto, viene destinato, quale allievo ufficiale di complemento arma di artiglieria alpina, alla scuola allievi ufficiali di Brà.


la nomina ad aspirante ufficiale pubblicato sul Bollettino Ufficiale

Completato il corso e dichiarato idoneo alla nomina ad ufficiale, il 15 febbraio 1936 viene nominato allievo ufficiale di complemento ed il 30 aprile promosso aspirante ufficiale arma di artiglieria e con anzianità 1° maggio 1936 è assegnato al 2° Rgt. Art. Alpina per il servizio di prima nomina.

Promosso il 1° settembre Sottotenente di complemento prosegue il servizio per completare il periodo di ferma militare e viene mandato in congedo il 15 dicembre 1936.

Rientrato alla vita civile trova impiego presso una banca a Ravenna e comincia ad occuparsi di Letteratura. La sua prima pubblicazione, data alle stampe già nel 1934, è una Guida di Ravenna e altre passeggiate incompiute. Nel frattempo dirige il giornale della federazione fascista di Ravenna, Santa Milizia, ma pochi mesi dopo viene radiato dal partito per le sue idee "non in linea".

Nel corso del 1938 si trasferisce a Roma con la mamma e la sorellastra più giovane Maria Teresa e poco dopo entra come redattore al Meridiano di Roma, rivista fondata due anni prima e chiusa nell'ottobre 1943. Nelle sue pagine pubblica tre articoli : Il cacciatore canoro (1940), Colloquio sugli alberi e Geografia segreta (1941). Sempre nel 1941 esce la sua prima opera letteraria, Il libro dei sogni (racconti). Collabora anche con la rivista bimestrale di letteratura e arte Ansedonia e nel 1940 escono suoi articoli, Quintessenza di una promessa e Letteratura come guerra.  Nel 1941 la testata assunse il nome di Lettere d’oggi e gli viene affidata la direzione. Nel 1942 affianca alla rivista la pubblicazione di due collane, Collezione di romanzi brevi e Biblioteca minima tempus.

Nel 1942 pubblica il racconto d’ispirazione autobiografica Il libro dei sogni. Agli inizi del 1943 esce la rivista letteraria Il Cortile, lettere d'oggi che poco dopo, con il richiamo alle armi, si conclude il primo periodo della sua opera letteraria.

Con cartolina prececetto (la famosa cartolina rosa) viene richiamato alle armi con il grado di Tenente assegnato al 1° Rgt. Artiglieria Alpina in Torino nel Deposito del reggimento per istruire le reclute ed accompagnarle poi quali "complementi" per "sostituire i morti" sul fronte in Montenegro-Balcania dove è già dislocata dal 1942 da Divisione Taurinense che comprende anche 1° Rgt. Artiglieria Alpina.

Coinvolto dagli eventi politici legati all'8 settembre 1943 e con il "tutti a casa", rientra in famiglia a Roma.

Con la conclusione della guerra il 25 aprile 1945 ed il ritorno della pace riprende la direzione della rivista Lettere d’oggi che però deve chiudere definitivamente nel 1947. Inizia quindi la collaborazione come critico letterario con La settimana Incom; lavora anche a Il Lavoro illustrato e Il Giorno illustrato, ad alcuni programmi radiofonici ed entra nella redazione di Momento sera.

Impegnato nelle diverse collaborazioni giornalistiche, avverte l’esigenza di partecipare al dibattito sui compiti, sulle funzioni, sull’impiego politico della letteratura che investiva la cultura italiana negli anni del dopoguerra. Alla luce dell’immagine di letteratura che andava lentamente elaborando, nel marzo del 1953 fonda Il Caffè, rivista letteraria con cadenza mensile, poi bimestrale, che cerca per tentativi progressivi una propria linea culturale.

Nello stesso anno 1953 si separa (senza divorziare) dalla moglie Iole, dalla quale non ha avuto figli e pochi anni dopo si unisce (non in matrimonio) con Ida Busetto dalla quale ha due figli Andrea e Anna.

Fra le sue grandi passioni, oltre alla Letteratura, è amante delle auto veloci che utilizza, di volta in volta, per raggiungere "in tempo brevissimo" la casa di campagna situata vicino ad Urbino.

Nel frattempo la rivista letterara Il Caffè ospita articoli e dibattiti fra figure e letterati di fama nazionale, solo per citarne alcuni : Raffaello Brignetti, Angelo Romanò, Domenico Rea, Aldo Palazzeschi, Edoardo Sanguineti, Elio Pagliarani, Umberto Eco ecc. : ma non solo, ospita articoli e dibattiti anche di famosi letterati stranieri, da Jules Laforgue a Roger Vitrac, da Christian Morgenstern a Michel de Ghelderode, e poi ancora Jorge Luis Borges, Roger Caillois, Fernando Arrabal, Jean Cocteau, Günter Grass, ecc..

La sua vena letteraria lo porta a pubblicare. per varie case editrici, diverse opere : Editoria e pubblica opinione, Cinque Lune, Roma 1957 - Umoristi del '900, Garzanti 1959 - Umoristi di tutto il mondo, Garzanti 1963 - La smorfia letteraria, Maccari, Parma 1968 - La letteratura fuori di sé, Longo, Ravenna 1971 - La scrittura da giornale, Longo, Ravenna 1973.

Sempre negli anni '70 si impegna inoltre, anche nell’insegnamento presso la Scuola superiore di giornalismo di Urbino, dove fonda e dirige il Laboratorio di scrittura.

La carica di invenzione e di provocazione della rivista Il Caffè pian piano si esaurirsce nel corso degli anni Settanta. Mentre cerca di riesumare lo spirito goliardico che aveva caratterizzato larga parte delle sue pagine nel primo periodo di vita, la pubblicazione assume l’immagine di un prodotto culturale raffinato e termina con il numero 3 del 1977.

Giovanni Battista o Giambattista Vicari muore a Roma, il 23 marzo del 1978.

alcune delle opere letterarie pubblicate :


racconti
1942

romanzo
1943


1957


1959


1968

rivista letteraria
1953-1977