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il cappellano militare alpino don David Conti di Brisighella

di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° gennaio 2026

Conti don David
Tenente Cappellano militare
Battaglione “Val Chiese” 5° Reggimento Alpini


il ruolo matricolare

Conti David nasce il 15 ottobre 1883 a Brisighella. Entra giovanissimo per vocazione religiosa nel seminario di Faenza. Chiamato alle armi il 20 giugno 1903 viene esonerato essendo studente seminarista. Completati gli studi teologici e ordinato sacerdote, celebra la prima messa a Brisighella il 23 settembre 1906. Di famiglia benestante prosegue gli studi all’Università di Bologna laureandosi in lettere e filosofia. Con l’entrata in guerra dell’Italia e la conseguente mobilitazione generale del maggio 1915 viene lasciato in congedo per un anno. Chiamato alle armi il 31 luglio 1916 è assegnato come aiuto cappellano alla 7ª compagnia di Sanità in servizio all’ospedale militare di Fermo, Ancona, dove rimane fino al 5 maggio 1917. Nominato Tenente Cappellano militare del 266° reggimento fanteria, Brigata Lecce, raggiunge l'8 maggio la zona di guerra sul Carso. Pochi mesi dopo, esattamente il 19 agosto, durante aspri combattimenti a quota 126 è protagonista di atti particolarmente valorosi. Incurante del fuoco nemico si prodiga per portare soccorso ai feriti nel campo di battaglia. Per tale comportamento gli viene conferita “sul campo” la medaglia d’argento al valore militare. Segue quindi le sorti del reparto dalla ritirata di Caporetto del 24 ottobre 1917 fino alle vittoriose battaglie che portano alla conclusione della guerra il 4 novembre 1918.

Il 18 dicembre lascia la fanteria per essere destinato, sempre come Tenente Cappellano, al battaglione “Val Chiese” del 5° reggimento alpini e precisamente alla 278ª sezione di Sanità dove rimane fino al 9 aprile 1919 quando viene inviato in licenza temporanea in attesa del congedo. Richiamato il 16 agosto presso la 6ª compagnia di Sanità di Bologna, nello stesso giorno viene provvisto di congedo illimitato.

Smessa la divisa, ma non il suo cappello alpino, dopo un breve rientro in famiglia riceve il suo primo incarico di sacerdote quale parroco a Castiglion Fiorentino ed a questo indirizzo come socio della Sezione bolognese romagnola, alla quale rimarrà legato per tutta la vita, gli viene inviata la posta ed il giornale “L’Alpino”come risulta già dal tabulato soci 1925. Per le sue particolari doti lascia la parrocchia e viene trasferito a Conversano, in Puglia, quale segretario del Vescovo. Rientrato a Brisighella diviene docente di filosofia nel seminario di Faenza e di educazione religiosa nelle scuole pubbliche. Nominato Canonico della Colleggiata di San Michele a Brisighella vi rimane fino al 1939 quando, deceduto il rettore del Santuario della Madonna del Monticino, è chiamato a sostituirlo.

Scrittore, poeta e letterato, collabora a diverse riviste e fra il 1933 ed il 1945 pubblica due libri ed una operetta più volte rappresentata nei teatri della Romagna. Il suo trascorso di cappellano militare lo lega profondamente al locale Gruppo alpini e alla Sezione bolognese romagnola, partecipando con entusiasmo alle varie manifestazioni sia come sacerdote, officiando la S. Messa, sia come semplice socio alpino. Questa sua costante continuità associativa gli viene riconosciuta in occasione del 50° di sacerdozio il 23 settembre 1956, con il dono da parte della Sezione bolognese romagnola al Santuario di un organo liturgico da chiesa con tanto di dedica.

Numerosi documenti fotografici e ricordi di chi lo ha conosciuto, testimoniano il suo attaccamento all’Ass. Naz. Alpini nei momenti di festosi incontri, benedizione di nuovi gagliardetti e matrimoni “alpini” celebrati nel Santuario. Nel giugno 1959 a seguito della morte di Don Andrea Balestrazzi, cappellano della Sezione, il consiglio direttivo all’unanimità lo nomina quale nuova guida spirituale. Purtroppo dopo solo due anni il suo stato fisico viene minato da grave malattia ed il 26 novembre 1961 muore. Le sue spoglie sono sepolte con meritati onori nella chiesa del Suffragio che accoglie tutti i Caduti in guerra, ed in suo ricordo viene posto un artistico medaglione che lo ritrae con il suo vecchio cappello alpino in testa. Viene anche eretto in un viale cittadino uu pilastrino a lui intitolato.

 

Edito nel 2005 da Edizioni Carta Bianca, Faenza, questo libro raccoglie il diario di don David Conti, già cappellano militare dal 1917 della Brigata di fanteria "Lecce" poi del 18° Gruppo Alpini, nelle cui pagine sono raccolti gli stati d'animo personali e dei soldati, le vicende dure e crude della guerra, critiche verso i comandi e i comandanti per le tantissime e assurde scelte tattiche che determinano centinaia di inutili morti, poi il trasferimento al Corpo degli alpini e la sua visione di un "mondo" molto diverso dal quale non si staccherà più.

Per la bella iniziativa, il merito va al nipote Guizzardo Rondinini che ha raccolto, trascritto e pubblicato i manoscritti del Diario di Guerra.