alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : "gli alpini e artiglieri da montagna CADUTI su fronti opposti"

il romagnolo artigliere da montagna Natale Bolognesi
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° aprile 2022

Rileggendo e catalogando gli oltre ormai raggiunti 9.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, sono stato particolarmente colpito dalla figura di Natale Bolognesi, combattente e reduce della Grande Guerra, poi per scelta, impegnato nella lotta antifascista fino al sacrificio della vita, del quale desidero proporre la figura rinnovandone il ricordo “per non dimenticare”.

 

Natale Bolognesi nasce il 23 marzo 1897 a Lugo (Lugo di Romagna, Ravenna), dove svolge la professione di contadino.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Chiamato alle armi il 14 settembre 1916 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna ed inviato al fronte in zona dichiarata in stato di guerra.

Nel maggio 1917 inizia a manifestarsi una "gracilità mentale" e viene inviato "in patria" in licenza straordinaria di convalescenza di sei mesi e nel novembre rientra al reparto.

Trattenuto alle armi dal 10 gennaio 1919 si manifesta nuovamente il riacutizzarsi della "gracilità mentale" ed è inviato nuovamente in licenza straordinaria di convalescenza di sei mesi. Allo scadere della licenza gli viene comunicato di presentarsi al Deposito del 2° Rgt. Art. da Montagna in Belluno per proseguire il servizio in tempo di pace ed il 13 maggio 1920 viene mandato in congedo.

Il 4 gennaio 1926 viene assegnato in forza, in caso di richiamo, al 2° Rgt. Art. da Montagna in Belluno.

Lascia Lugo e si trasferisce nella vicina Massa Lombarda dove svolge la professione di birocciaio.

Arrestato dai fascisti una prima volta nel 1927 e una seconda nel 1939, viene nuovamente arrestato a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre 1943 ma riesce a fuggire ed il 1° ottobre entra nella formazione SAP (squade azione patriottica) operante nella zona di Massa Lombarda, nella quale dal 1° giugno assume la quaifica gerarchica di comandante di squadra parrtigiana.

Ricercato dai fascisti si trasferisce nella frazione di San Prospero di Imola come bracciante. Il 17 agosto 1944 viene rintracciato e fucilato sul posto. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.