alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : "gli alpini e artiglieri da montagna CADUTI su fronti opposti"

l'artigliere da montagna caporale Giuseppe Gentilini
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° luglio 2019

Rileggendo e catalogando gli oltre 5.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, sono stato particolarmente colpito dalla figura di Giuseppe Gentilini, del quale ho "scoperto l'inedita notizia" che era stato artigliere da montagna combattente e reduce della Grande Guerra, poi sceglie la via di combattente nella lotta partigiana fino al sacrificio della vita, che desidero onorare rinnovandone il ricordo “per non dimenticare”.

 


tratta dal Sacrario

Giuseppe Gentilini nasce il 15 maggio 1889 a Gaggio Montano, Bologna.


il ruolo matricolare rintracciato

Chiamato dal Distretto Militare alla visita di leva il 16 agosto 1909 è lasciato in congedo e indicata come professione manovale.

Chiamato alle armi il 25 novembre 1909 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da montagna e congedato Caporale il 14 novembre 1911.

Richiamato alle armi per mobilitazione il 24 maggio 1915 è assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna Gruppo “Onelia”. Con la conclusione della guerra (4 novembre 1918) transita al 2° Rgt. Art. da Montagna Gruppo “Udine” e viene congedato il 15 agosto 1919.

Sicuramente di idee sempre più contrastanti a quelle politiche del momento, con gli avvenimenti del 25 luglio 1943 che vedono la caduta del fascismo e l'arresto di Mussolini, si rafforzano ancora di più dopo l'8 settembre con lo sbandamento generale (anche del Regio Esercito) e "l'occupazione" dell'Italia da parte degli ex alleati tedeschi ora divenuti nemici, ma nuovamente alleati con il rinato partito fascista della Repubblica Sociale Italiana, "sente il dovere di ribellarsi".

Dal 20 agosto 1944 entra nella formazione partigiana brigata Giustizia e Libertà Montagna che opera nell'Appennino bolognese.

Catturato dai tedeschi il 2 ottobre 1944, nei pressi di casa Menante sulla statale porrettana tra Silla (Gaggio Montano) e Porretta Terme, viene fucilato per rappresaglia la sera stessa, nell'eccidio di Molinaccio di Sotto (Gaggio Montano).

E' ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno a Bologna dedicato ai partigiani caduti.