MEDAGLIE d’ORO al Valor Militare
conferite a militari, già in servizio nelle Truppe Alpine, ma inquadrati
e combattenti in altre Armi o Corpi all’atto del fatto d’armi (dal 1896 al 1945)
ricerca e archivio di Giuseppe Martelli
pagina aggiornata al 15 settembre 2008

Panfili Odorico

nato nel 1911 a Budapest (Ungheria) residente a Trieste
Sottotenente medico di complemento
19ª Brigata coloniale
70° Battaglione

già in servizio nelle Truppe Alpine quale:
Aspirante ufficiale di complemento
3° Reggimento Artiglieria Alpina
nel 1936

Motivazione della Medaglia d’Oro al valor militare – alla memoria - :

Ufficiale medico di una colonna impegnata contro soverchianti forze nemiche, volontariamente assumeva il comando di una squadra e teneva bravamente testa all’irruenza dell’avversario. Costretto a ripiegare in una posizione sistemata a difesa e saputo che un suo collega era stato gravemente ferito, si slanciava fuori dalla posizione, volontariamente, per la ricerca del collega. Ferito una prima volta ad un fianco non desisteva dallo scopo e, trovato l’ufficiale già cadavere, provvedeva ad occultarlo per evitare lo strazio della salma. Durante tale suo pietoso ufficio trovava gloriosa morte. Esempio fulgido di eroismo e di elevatissimo senso del dovere.

Sellassié, 17 luglio 1938

Note biografiche:

Conseguita nel 1935 la laurea in medicina nell’Università di Bologna, veniva ammesso, nel febbraio 1936, alla Scuola di applicazione di Sanità di Firenze quale allievo ufficiale medico. Nominato aspirante ufficiale nell’agosto fu assegnato al 3° reggimento artiglieria alpina. Nel novembre successivo, trasferito a domanda nel Regio Corpo Truppe Coloniali dell’Eritrea, partì da Napoli per raggiungere Massaua. Destinato in un primo tempo al 542° ospedale da campo, passò poi, nel gennaio 1937, al 43° battaglione indigeni e, promosso sottotenente nel novembre, trasferito al 70° battaglione della 19ª Brigata coloniale nel gennaio 1938.

(la motivazione e le note biografiche sono trascritte dal libro – le Medaglie d’Oro al valor militare – Gruppo Medaglie d’Oro al valor militare d’Italia, Roma 1965)

aggiornamenti inseriti il 1° aprile 2008
Dalla documentazione gentilmente pervenuta in data 6 marzo 2008 dal Generale Dott. Ing. Bruno Pamfili (grafia del cognome del ramo famigliare parallelo, discendente di cugini della famiglia Panfili), sappiamo che l'Eroe era nato il 2 settembre 1911 a Budapest da Egon Antonio Giuliano Panfili, nato a trieste, e da Edina Radisisc de Kutas, nobile ungherese. Il padre era ufficiale della marina austriaca, passato poi al termine della guerra 1915-18 nella marina italiana. Il nome di battesimo dell'Eroe era Odorico, che richiama quello del trisnonno, e non Teodorico come viene indicato in alcuni documenti. Era discendente di nobile famiglia di marinai che risale almeno al 1600 ed abbandonò la vocazione famigliare marinara laureandosi nel 1935 in medicina all'Università di Bologna. Infatti come Odorico è ricordato nelle targhe stradali della piazzetta a lui dedicata a Trieste, mentre come Teodorico è ricordato nella lapide dell'Ospedale Militare di Torino che onora i decorati di Medaglia d'Oro del Corpo di Sanità. Il Gen. Bruno Pamfili ha anche promesso che cercherà di reperirne la fotografia presso le uniche nipoti, una residente in Inghilterra ed una in Australia.

aggiornamenti inseriti il 15 settembre 2008

Dall'Australia era giunta graditissima quanto inaspettata una prima e-mail in data 26 giugno 2008 dalla nipote Diana Panfili (vedi posta al sito) seguita poi da altra pochi giorni dopo e poi la corrispondenza è continuata fino ad oggi. Allacciato questo straordinario rapporto e, giunta dall'Australia, la voluminosa documentazione ed ulteriori precisazioni sulla storia famigliare che vanno a completare le frammentarie ed a volte imprecise notizie, oggi posso, dopo anni di ricerche, dare finalmente un volto all'eroe e più precise notizie biografiche. Inanzitutto la conferma che il nome di battesimo è Odorico, come risulta dai documenti, ed il cognome Panfili con una L sola e non Panfilli come riportato in alcuni testi. Quest'ultimo cognome, con due L, era degli avi, noti armatori triestini proprietari del Cantiere navale Panfilli fondato nel 1779 e chiuso nel 1851.
Odorico nasce nel 1911 a Budapest, in Ungheria dove il padre presta servizio come suddito Austriaco come ufficiale nella Marina Militare. Con la conclusione della guerra 1915-18 il padre viene "arruolato" nella Marina Italiana e rientra quindi a Trieste sua città natale. Qui il piccolo Odorico trascorre l'infanzia e la gioventù. Laureatosi nel 1935 in medicina presso l'Università di Bologna col massimo dei voti e dopo aver sostenuto l'esame di Stato presso l'Università di Padova, nel febbraio 1936 viene chiamato alle armi ed inviato alla scuola allievi ufficiali sanitari di Firenze dalla quale, nel luglio dello stesso anno al termine del corso, viene inviato in licenza in attesa della nomina ad Aspirante Ufficiale medico. Ai primi di agosto viene quindi destinato per il servizio di prima nomina presso il 3° Reggimento Artiglieria Alpina di stanza a Gorizia. Fervente patriota, chiede di partire volontario per l'Africa Orientale e nel novembre 1936 parte da Napoli destinato a Massaua. Dopo un breve periodo di servizio in Eritrea viene trasferito presso l'ospedale militare di Addis Abeba in Etiopia, divenuta con la guerra Colonia Italiana. Ma egli vuole essere destinato a reparti "combattenti" e dopo insistenti ripetute domande viene finalmente assegnato alla 19ª Brigata coloniale, 70° Battaglione (Amhara) distaccato in località Martula Mariam. Il 17 luglio 1938 impegnato con il reparto in un duro combattimento contro i ribelli, visto cadere il proprio comandante sottotenente Minocchia, in un slancio di generoso senso del dovere trova gloriosa morte come recita la motivazione della Medaglia d'Oro al valor militare concessa "alla memoria". Sepolto presso il cimitero italiano di Addis Abeba, l'anno successivo, con la concessione della massima onorificenza le spoglie vengono traslate in Italia presso la tomba di famiglia a Trieste.





Una parte del'inedita documentazione gentilmente concessa in esclusiva al sito dalla nipote Sig.ra Diana Panfili, ora residente in Australia.
In alto a sinistra una bella immagine dell'eroe, sotto, il "santino" realizzato a ricordo, qui sopra l'articolo pubblicato sul Gazzettino di Trieste dove viene tracciato un bel ricordo biografico ed i particolari del suo glorioso sacrificio.
(questi documenti non possono essere riprodotti senza autorizzazione scritta della proprietaria Sig. Diana Panfili)


note:
Nel corso delle ricerche nel settembre 2008, ho rintracciato questa inedita Medaglia d'Oro "alpina" mai citata nei documenti ufficiali ANA ed assente dall'elenco dei decorati presenti sul Medagliere Nazionale fino al 2008, ora è stata inserita.