alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : "anche gli alpini e artiglieri da montagna su fronti opposti"

l'alpino Carlo Musolesi
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° marzo 2019

Rileggendo e catalogando gli oltre 3.500 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, sono stato particolarmente colpito dalla figura di Carlo Musolesi, del quale ho "scoperto l'inedita notizia" che era stato alpino, combattente e reduce della Grande Guerra, poi per scelta, nuovamente combattente impegnato nella lotta antifascista, fino al sacrificio della vita, del quale desidero proporre la figura rinnovandone il ricordo “per non dimenticare”.

 

Carlo Musolesi nasce a Piano del Voglio, frazione di San Benedetto Val di Sambro, paese dell'alto Appennino bolognese, il 26 aprile 1897.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Chiamato alla visita di leva il 17 maggio 1916 quale soldato di 1ª categoria, è lasciato in congedo e indicato come professione contadino. Il 14 agosto viene "declassato" alla 2ª categoria di leva militare. Chiamato alle armi il 25 settembre è assegnato al 2° Rgt. Alpini Btg. "Borgo San Dalmazzo" ed inviato al fronte nell'alto Friuli, in Carnia.
Con il 2° Rgt. Alpini rimane per tutto il periodo della guerra, partecipando alle operazioni sui vari fronti, senza indicare però nello specifico con quale battaglione, molto probabilmente uno dei tre Btg. "Valle" di Milizia Territoriale. Con la conclusione della guerra (4 novembre 1918) rientra al Deposito del 2° Rgt. Alpini a Cuneo per continuare nel "normale" servizio militare in tempo di pace. Essendo di 2ª categoria, il 16 agosto 1919 lascia gli alpini per essere trasferito in servizio alla 2ª compagnia di Sanità, come previsto dal Ministero della Guerra, ed autorizzazione del Comando del Corpo d'Armata di Alessandria. Prosegue quindi il servizio militare fino al 31 gennaio 1920 quando viene mandato in congedo.

Rientrato alla vita civile riprende la sua professione di contadino a Monzuno dove risiede da molti anni, sicuramente prima del 1916, come annotato nel ruolo matricolare quale iscritto di leva a tale comune e dove sicuramente si sposa.

Non è stato possibile verificare per mancanza di documenti, una sua eventuale iscrizione come socio colllettivo a qualche gruppo alpini della vallata, alcuni costituiti dopo il 1935 (altri solo nel dopoguerra negli anni '50).

Nel ruolo matricolare viene anche annotato che viene richiamato alle armi per istruzione il 17 giugno 1940 (l'Italia è entrata in guerra dal 10 giugno), ma viene ricollocato in congedo illimitato "per aver comprovato di essere padre di 4 o più figli".

Sicuramente di idee sempre più contrastanti a quelle politiche del momento, con gli avvenimenti del 25 luglio 1943 che vedono la caduta del fascismo e l'arresto di Mussolini, si rafforzano ancora di più dopo l'8 settembre con lo sbandamento generale (anche del Regio Esercito) e "l'occupazione" dell'Italia da parte degli ex alleati tedeschi ora divenuti nemici, ma nuovamente alleati con il rinato partito fascista della Repubblica Sociale Italiana.

Con la costituzione dal 1° novembre 1943 della formazione partigiana Brigata Stella Rossa Lupo operante nella zona montana di Marzabotto, Monzuno, Grizzana Morandi, non esita a riprendere le armi ad aggregarsi ai reparti combattenti.

Rafforzatasi sempre di più con uomini e mezzi, nel settembre 1944 l'offensiva della brigata Stella Rossa Lupo e la risposta dei nazifascisti incrementano i combattimenti che sono sempre più duri e gli incessanti atti di sabotaggio compiuti dai partigiani fanno molti morti nelle fila nazifasciste. Una imponente controffensiva non tarda ad essere organizzata con mezzi e supporti tali da mettere a tacere definitivamente, almeno negli intenti, la formazione Stella Rossa. Con un grande dispiego di uomini e mezzi viene accerchiata l'intera zona. Si susseguono diversi scontri armati con l'uso anche di armi pesanti da parte dei nazi-fascisti, che costringono i partigiani a ripiegare a causa del numero superiore di uomini e mezzi messo in campo dagli avversari che dispiegano anche cannoni. Pur combattendo valorosamente e strenuamente casolare per casolare, il rastrellamento diventa sempre più cruento coinvolgendo anche la popolazione civile, compreso donne e bambini. Il 29 settembre si completa l'accerchiamento di tutta la zona e fino al 5 ottobre i tedeschi continuano nel rastrellamento compiendo terribili crudeli sommarie esecuzioni conosciute come l'eccidio di Monte Sole o comunemente nota come la strage di Marzabotto. Almeno circa 800 fra partigiani, donne e bambini sono trucidati.

Venerdì 29 settembre in località San Giovanni di Sotto, Casoncello di Marzabotto, 52 residenti, dei quali solo 7 sono riconosciuti partigiani compreso Carlo Musolesi, gli altri sono anziani, donne e bambini vengono tutti ammassati contro un muro e trucidati con una mitragliatrice. Assieme a Carlo Musolesi sono trucidati i due cognati (marito moglie) due nipoti e tre pronipoti!!

Sempre nel ruolo matricolare viene annotato che ha fatto parte dal 1° novembre 1943 al 29 settembre 1944 alla formazione partigiana brigata Stella Rossa Lupo operante nella zona di Bologna (Appennino) assumendo la qualifica gerarchica di partigiano, equiparato ai miltari che hanno operato in unità regolari delle (nuove) Forze Armate Italiane nella guerra di liberazione.


note : ritenendolo doveroso e imparziale, ho dedicato in altra parte del sito una pagina agli alpini e artiglieri alpini che militarono dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 su fronti opposti,
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