residenti illustri nel territorio della sezione A.N.A. bolognese romagnola

la Medaglia d’Oro al valore militare Sottotenente Medico Odorico Panfili
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° novembre 2016

Nel rileggere la storia alpina a tutto campo, nella quale si ritrovano costantemente fatti e curiosità legate al territorio bolognese romagnolo che meritano di essere ricollocate nella nostra memoria, è emersa questa notizia del suo trascorso bolognese.

 


nel periodo a Gorizia con le
mostrine dell'Art. Alpina.

Odorico Panfili nasce il 2 settembre 1911 a Budapest (Ungheria) da Egon ed Edina Radisics de Kutas. Il padre, triestino suddito austriaco di stanza a Budapest, svolge servizio come ufficiale nella Marina Militare con il grado di Capitano di Corvetta. Con la conclusione della guerra 1915-18 il padre viene "arruolato" nella Marina Italiana e rientra quindi a Trieste sua città natale. Qui il piccolo Odorico, assieme al fratello minore Antonio, trascorre l'infanzia e la gioventù "respirando l'italianità della città".


Odorico, a sinistra, con il fratellino
Antonio ritratti nel 1917.

Nel 1929 porta la residenza a Bologna per frequentare la nostra Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Frequenta con profitto gli studi e nel luglio 1935 consegue la laurea col massimo dei voti e lode. Sostiene poi, sempre con lode, l'esame di stato presso l'Università di Padova ed inizia il prescritto periodo di pratica presso il reparto chirurgico del locale ospedale "Regina Elena".

Nel febbraio 1936 viene chiamato alle armi ed inviato quale allievo ufficialo medico di complemento alla Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze. Durante i sei mesi del corso ifrequenta anche l'Università toscana ottenendo due nuovi diplomi di specializzazione. Con la nomina ad allievo ufficiale medico di complemento ai primi di agosto viene quindi destinato per il servizio di prima nomina presso il 3° Reggimento Artiglieria Alpina di stanza a Gorizia. Fervente patriota, durante questo periodo di servizio chiede di partire volontario per l'Africa Orientale. Nel novembre 1936 gli viene comunicato che la domanda è stata accolta ed inviato a Napoli dove si imbarca per raggiungere Massaua.

Dopo un breve periodo di servizio in Eritrea presso il 542° ospedale da campo, dal gennaio 1937 viene trasferito al 43° battaglione indigeni e prende servizio nell'ospedale militare di Addis Abeba in Etiopia, divenuta con la guerra del 1936 una Colonia Italiana. Ma egli vuole essere destinato a reparti "combattenti" e dopo insistenti ripetute domande, con la promozione a Sottotenente, nel novembre viene "finalmente" assegnato alla XIX (19ª) Brigata coloniale, LXX (70°) Battaglione (Amhara) distaccato in località Martula Mariam dove giunge nel gennaio 1938.


durante il servizio in Africa


Pochi mesi dopo, esattamente il 17 luglio, pur essendo Domenica, è impegnato con il reparto in un duro combattimento contro i ribelli e, visto cadere gravemente ferito il proprio comandante Sottotenente Raffaele Minocchia, in un slancio di generoso senso del dovere trova gloriosa morte come recita la motivazione della Medaglia d'Oro al valor militare concessa "alla memoria" così motivata:
"Ufficiale medico di una colonna impegnata contro soverchianti forze nemiche, volontariamente assumeva il comando di una squadra e teneva bravamente testa all’irruenza dell’avversario. Costretto a ripiegare in una posizione sistemata a difesa e saputo che un suo collega era stato gravemente ferito, si slanciava fuori dalla posizione, volontariamente, per la ricerca del collega. Ferito una prima volta ad un fianco non desisteva dallo scopo e, trovato l’ufficiale già cadavere, provvedeva ad occultarlo per evitare lo strazio della salma. Durante tale suo pietoso ufficio trovava gloriosa morte. Esempio fulgido di eroismo e di elevatissimo senso del dovere." Sellassié, 17 luglio 1938.

Sepolto presso il cimitero italiano di Addis Abeba, l'anno successivo, con la concessione della massima onorificenza le spoglie vengono traslate in Italia presso la tomba di famiglia a Trieste.

 

notizie aggiuntive:
Sul giornale "Gazzettino di Trieste" dell'agosto 1938 viene tracciato un bel ricordo biografico ed i particolari del suo glorioso sacrificio. Da questo lungo articolo pubblico in forma breve, la prima parte:


cartolina commemorativa del LXX Btg. Coloniale
dove viene idealizzata l'eroica figura della Med.
d'Oro Odorico Panfili, accanto a lui è vi è anche
quella del suo comandante Sten. Minocchia,
caduti entrambi nello stesso giorno.

 

ll Giornale di Medicina Militare che il Ministero della Guerra redice mensilmente a Roma, dedica una pagina alla fulgida figura di Odorico Panfili, il giovane medico caduto da eroe nelle terre dell'Impero. Fu in circostanze sublimi, e solo ora note, che l'ufficiale triestino fece olocausto di sè : durante un duro combattimento nel Goggian, impegnato in un'azione di rastrellamento, in vicinanze di Martula Mariam, il giorno 17 luglio, il dott. Panfili, visto cadere il comandante del reparto, sottotenente Minocchia, si slancia allo scoperto in suo soccorso e, trovatolo esamine ne occultava il corpo con frasche onde sottrarlo ad un eventuale scempio da parte del nemico. Era durante l'adempimento della nobile missione che, scoperto dal nemico, veniva fatto oggetto da fucilate che lo colpivano al torace e al capo facendolo stramazzare accanto all'amico. La rievocazione fatta dal colonnello medico di Addis Abeba, su dati forniti dagli ascari del reparto impegnato nel combattimento, trova accenti di alta commozzione e di suprema ammirazione per la fine di questo giovane ufficiale medico, fine che è stata nobile quanto la pur breve esistenza. A quanto risulta, è in corso la proposta per il conferimento della massima ricompensa al valor miltare alla memoria dell'eroico ufficiale.
...omissis...
....in un'azione di rastrellamento, il dott. Odorico Panfili sacrificò la vita nel modo sublime che rende fiera Trieste di questo suo nobile figlio.


 


 

notizie aggiuntive:
A Trieste gli è stata intitolata una via "Largo Odorico Panfili" ed inoltre esiste ancora oggi il Palazzo Panfili in via della Geppa 2, storico palazzo di fine '800, dove hanno vissuto con i genitori i fratelli Odorico e Antonio. Altra curiosità che lega questo palazzo agli alpini triestini (a loro insaputa) ; da circa vent'anni la Sezione ANA di Trieste ha la sede sociale proprio nel Palazzo Panfili, come da loro definito, in uno dei più storici palazzi del Borgo Teresiano.

note:
Nel corso delle mie ricerche, nel corso del 2008 ho rintracciato questa inedita Medaglia d'Oro "alpina" mai citata nei documenti ufficiali ANA ed assente dall'elendo dei decorati presenti sul Medagliere Nazionale fino al 2008, segnalata, è stata inserita. A suo tempo era stata segnalata anche alla Sezione ANA di Trieste.

note sulle immagini:
Le inedite fotografie e la documentazione biografica che corredano questo articolo mi erano pervenute dalla nipote Sig.ra Diana Panfili (figlia di Antonio Panfili), ora residente in Australia. Gentilmente concessi ad uso esclusivo del sito, questi documenti non possono essere riprodotti senza autorizzazione scritta della proprietaria Sig. Diana Panfili.