alpini del territorio bolognese romagnolo

"gli alpini e artiglieri da montagna CADUTI su fonti opposti"

Antonio Stagni : un alpino "controcorrente"
di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° luglio 2019

Rileggendo e catalogando gli oltre 3.500 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, sono stato particolarmente colpito dalla breve, giovane, intensa, eroica vita di Auntonio Stagni, del quale ho "scoperto l'inedita notizia" che era stato alpino, combattente e reduce della Grande Guerra, poi per scelta, impegnato nella lotta antifascista fino al sacrificio della vita, del quale desidero proporre la figura rinnovandone il ricordo “per non dimenticare”.

 

Antonio Stagni nasce il 26 settembre 1899 a Castello di Serravalle, Bologna, dove svolge la professione di muratore.


il ruolo matricolare ritrovato nel corso delle ricerche

Chiamato alla visita di leva il 5 maggio 1917 e giudicato abile arruolato, è lasciato in congedo illimitato. Chiamato alle armi il 15 giugno viene assegnato al 2° Rgt. Alpini Btg. “Borgo San Dalmazzo”. Il 5 novembre viene “promosso” zappatore e transita al 3° Rgt. Alpini Btg. “Val Cenischia”.

Il 15 gennaio 1918 durante i combattimenti a Monte Valderoa rimane ferito ad un piede e viene ricoverato all’ospedale militare di Senigallia, Ancona. Dimesso il 6 febbraio, rientra al Deposito del 3° Alpini a Torino. Il 19 marzo è nuovamente in zona di guerra ed il 29 maggio transita al Btg. “Fenestrelle” sempre del 3° Alpini. Il 9 giugno si arruola volontario nell’8° Reparto d’Assalto del 5° Rgt. Alpini. Con la conclusione della guerra (4 novembre 1918), il 20 febbraio 1919 rientra al Deposito del 5° Alpini. Il 5 gennaio 1920 viene colocato in congedo illimitato.

Rientrato alla vita civile riprende la professione di muratore.

Con la nascita del partito fascista spesso e pubblicamente esprime aperto dissenso. Nel febbraio 1922, aggredito per l’ennesima volta, viene “obbligato” a prendere la tessera del sindacato fascista. Ma questo non lo fa desistere dall’esprimere in pubblico il dissenso. Il 28 maggio mentre si trova in una osteria a Mercatello (Castello di Serravalle), è aggredito dai fascisti. Riesce a divincolarsi e fuggire, inseguito e raggiunto in località Piana viene ucciso a bastonate. Gli aggressori,  ben conosciuti, non hanno mai affrontato denunce ne condanne.