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del territorio bolognese romagnolo
il
Maggior Generale Temistocle Franceschi
di Giuseppe Martelli
pubblicato 1° giugno 2017
aggiornata il 1° maggio 2026
Nel corso delle ricerche sul nostro passato, inaspettatamente
ricco di eventi, un altro tassello è emerso che merita di ritrovare
degna memoria. Il Gruppo di Cento (Ferrara) apprende ora che fra i propri concittadini annovera un Colonnello
degli Alpini pluridecorato al valore militare, caduto eroicamente sul Monte Vodice alla testa dei suoi soldati.

qui Col. c.te la Brigata Girgenti |
Temistocle Franceschi nasce nel 1865 a Cento (Ferrara). Suo fratello Italo nato nel 1848, nel 1866 intreprende la carriera militare rimanendo sempre in fanteria e concludendo la carriera nel 1906 come Colonnello comandante il 91° reggimento. Nel 1914 viene promosso Maggior Generale (Generale di Brigata) della Riserva. Gli eventi della Grande Guerra li vive dalla sua casa a Roma dove muore nel 1918.
Temistocle, anche lui incline alla vita militare entra giovanissimo in accademia e nel 1883 a fine corso, viene nominato Sottotenente di Fanteria. L'anno successivo, non sappiamo se per domanda o "comandato", transita nel corpo degli alpini. Ne percorre i gradi gerarchici di ufficiale in servizio permanente. Partecipa come Maggiore alla campagna libica 1911-1912 rientrando in patria con la promozione a Tenente Colonnello. Allo scoppio della guerra promosso Colonnello, lascia momentaneamente gli alpini in quando a lui viene affidato il comando del 68° reggimento di fanteria della Brigata "Palermo". Posto di presidio nella zona Ponte di Legno, Passo del Tonale, nel novembre-dicembre il reggimento viene dislocato sul Carso a Monte San Michele, Monte Santa Maria ingaggiando aspri combattimenti.
Nel marzo 1916 indossa nuovamente le fiamme verdi in quanto gli è affidato il comando delle truppe alpine del Rombon, dove rimane fino a luglio. Questo speciale reparto è costituito dai battaglioni alpini, che nel corso dei mesi si avvicendano; "Pieve di Teco", "Val Ellero", "Bassano", "Val Camonica", "Saluzzo", "Borgo San Dalmazzo" e "Ceva".

foto storica d'epoca del Monte Rombon |
Il 27 luglio lascia nuovamente gli alpini per assumere il comando del 143° reggimento di fanteria dislocato nella zona di Monte San Marco, nelle colline alle spalle di Gorizia. Qui alla testa dei suoi fanti nei combattimenti dell'1 e 2 novembre mette ancora una volta in luce le sue doti di comandante meritando la medaglia d'argento così motivata:
"Con atto di opportuno ed efficace ardimentoaccorreva là ove più violento infuriava il fuoco nemico, animando con la sua presenza i dipendenti che, ammirati, lo acclamarono." Casa Diruta (San Marco)
All'inizio del 1917 viene promosso Colonnello Brigadiere (facente funzioni di grado superiore) e gli viene affidato il comando della Brigata Girgenti. Appena costituita in gennaio, questa Brigata era composta dal 247° e 248° reggimento di fanteria dislocata nella zona di Plava ed il quadrivio di quota 503 ai piedi del Monte Vodice. Il 18 maggio arriva l'ordine di attacco alla Sella di Monte Vodice portato dagli uomini del 247° che opera assieme a reparti alpini (btg. "Aosta" e "Levanna"); attacco vittorioso, con grandissime perdite (oltre tremila uomini), ma comunque l'obiettivo è conquistato. Con opportuni lavori di consolidamento la posizione viene mantenuta ad ogni costo nonostante numerosi contrattacchi del nemico. Obiettivo successivo è il Monte Vodice.

foto storica d'epoca del Monte Vodice |
Nell'attacco decisivo al Monte Vodice del 1° giugno 1917 ancora una volta la sua generosità come comandante lo porta sempre e costantemente alla testa dei suoi uomini, finchè mortalmente colpito da granata nemica cade sul campo. Alla memoria viene decretata una seconda medaglia d'argento così motivata:
"Con la forza dell'esempio seppe infondere nelle sue truppe la fermezza per resistere a violenti bombardamenti ed a ripetuto contrattacchi nemici, finchè cadde gloriosamente sul campo". Monte Vodice, 18 maggio-1° giugno 1917.
Con Decreto del Comando Supremo del 10 giugno 1917, confermato con Decreto Luogotenenziale dell'8 luglio 1917, era stato promosso per meriti di guerra al grado di Maggior Generale (Generale di Brigata), confermando i meriti acquisiti nelle funzioni espletate di grado superiore durante la permanenza al grado di Colonnello Brigadiere.
aggiornata il 1° maggio 2026
Mi è giunta graditissima questa e-mail da parte del nipote prof. Temistocle Franceschi, che orgogliosamente porta il nome del nonno a cui è dedicato questo ricordo biografico, il ferrarese Maggiore Generale Temistocle Franceschi. Mentre ringrazio per gli apprezzamenti al sito, provvedo con molto piacere ad aggiornare la biografia del nonno con le nuove notizie inviatemi ad integrazione del testo precedente.
Buongiorno.
Mi chiamo Temistocle Franceschi, classe 1928, già cattedratico nell’ateneo di Firenze. Di recente mi sono imbattuto nella pagina del suo sito in cui narra le vicende di mio Nonno (https://www.noialpini.it/franceschi-temistocle.html).
Grato della sua opera di conservazione della memoria degli Alpini, mi è parso opportuno riferirle qualche ulteriore notizia sul mio avo Temistocle, nel caso voglia utilizzarle a integrazione del suo testo.
Entrato a dodici anni nel collegio militare di Firenze, uscito a diciotto dalla scuola militare di Modena, a causa della sua passione per la montagna chiede e ottiene nel 1900 il passaggio dal 47° fanteria agli Alpini, dove è capitano nel 5°, maggiore nel 1°, tenente colonnello ancora nel 5°. Nel 1913 comanda in Cirenaica il battaglione Mondovì, nel ’14 il Vestone e il Valcamonica.
Colonnello nel 68° fanteria, lo conduce nel ’15 alla guerra contro l’Austria, dove poi comanda un gruppo alpino, indi il 143° fanteria, con cui nel ’16 si guadagna – applaudito dalle trincee mentre, rivoltella in pugno, sale per primo contro il nemico – la prima medaglia d’argento.
Nel ’17, colonnello brigadiere (ovvero maggior generale o generale di brigata), comanda la brigata Girgenti.
Nel maggio, seguendo l’ordine del gen. Gonzaga di conquistare il monte Vòdice, alla testa della «colonna Franceschi» (combinazione di fanti, bersaglieri e alpini) prende la posizione. Il primo di giugno, mentre gli ufficiali son riuniti a concertare la resistenza al contrattacco nemico nella caverna di comando già austriaca, dalle opposte retrovie giunge una granata. Solo colpito è lui, al cuore.
Grato dell’attenzione che mi vorrà riserbare, porgo vivi saluti.
Temistocle Franceschi

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