storia del territorio bolognese romagnolo

Le stellette, il camice bianco e la penna nera: ufficiali medici bolognesi romagnoli (per scelta) in guerra fra il 1911 e il 1945
(laureati all'Università agli Studi di Bologna)

di Giuseppe Martelli

publlicato il 1° giugno 2016
aggiornata il 1° ottobre 2019

Prendendo spunto dall'idea e dall'interessante articolo di Mario Gallotta dedicato alla figura dell'ufficiale medico (1), abbiamo concordato di svolgere una ricerca parallela sugli ufficiali medici alpini nati in altre province poi divenuti bolognesi romagnoi per scelta, avendo scelto la "nostra" Università, ed è emerso oltre all'inaspettato numero anche il dato certamente interessante; oltre la metà sono decorati al valor militare, a conferma che hanno onorato così le stellette, il camice bianco, la penna nera e il giuramento di Ippocrate.

La ricerca è stata effettuata consultando i vecchi tabulati soci della nostra sezione, l'archivio dell'Università degli Studi di Bologna, la Gazzetta Ufficiale ed i Ruoli Matricolari.


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guerra coloniale italo turca 1911-1913

ufficiali medici bolognesi romagnoli (per scelta)

 

Il Dott. Riccardo Tosi nasce il 6 agosto 1882 a Reggio Emilia, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna in Medicina e Chirurgia, si laurea il 6 luglio 1906. Chiamato alle armi frequenta la Scuola allievi ufficiali medici di Firenze. Nel settembre 1911 allo scoppio della guerra italo-turca è assegnato in servizio come Sottotenente medico al Btg. “Tolmezzo” dell’8° Rgt. Alpini in procinto di partire per la Libia. Promosso l’anno successivo al grado di Tenente medico è decorato di due medaglie di bronzo così motivate “Con serenità e coraggio, anche sotto l’azione del fuoco nemico, attese alle cure dei numerosi feriti del battaglione, intelligentemente disponendo per la ricerca e lo sgombro di essi dalla linea di combattimento”. Assaba (Libia), 23 marzo 1913. La seconda medaglia di bronzo è così motivata “Con calma e intelligenza dispose, durante tutta l’azione, per lo sgombro ed il trasporto dei numerosi feriti dalla linea di fuoco ai posti di medicazione che, con molto criterio e malgrado la difficoltà del terreno e la rapida avanzata del battaglione, riuscì sempre ad impiantare ad immediata vicinanza dei reparti, supplendo alla deficienza del personale con l’attività e la decisione”. Ettangi (Cirenaica), 18 giugno 1913. Raffermatosi e trasferito su domanda durante la prima guerra mondiale nel servizio permanente effettivo, contina la carriera di ufficiale medico. Posto in congedo assoluto per raggiunti limiti di età con il grado di Generale medico, muore a Quattro Castella (Reggio Emilia) il 4 agosto 1945. Nel ricordino funebre viene messo in evidenza che aveva partecipato a tre guerre.

 

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prima guerra mondiale 1915-1918

ufficiali medici bolognesi romagnoli (per scelta)

 

Il Dott. Carlo Alzona nasce il 26 maggio 1881 a Torino, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 28 dicembre 1904. Chiamato alle armi come Sottotenente medico viene assegnato al 5° Rgt. Alpini. Promosso poi Tenente, decorato di medaglia di bronzo così motivata “Ufficiale medico addetto ad un battaglione alpino, dava costante prova di valore ed abnegazione. Durante accanito e prolungato combattimento, sprezzante del pericolo, si portava nei punti più avanzati, oltre la linea, per soccorrere feriti nostri e nemici. Per quattro giorni e quattro notti restava sulla vedretta di feriti eventualmente dispersi, non ritirandosi che dopo esplicito ordine”. Regione Adamello, 30 aprile; 1-5 maggio 1916. Congedato nel 1919 come Capitano medico. Nel dopoguerra si trasferisce a Genova dove svolge la professione di medico divenendo poi uno dei più importanti studiosi a livello internazionale di Archeomalacologia (branca della zoologia che studia i molluschi) presso il Museo Civico di storia naturale genovese. Deceduto il 14 maggio 1961 a Genova. Nel 1973 la moglie Jole Bisacchi ha fatto dono alla Biblioteca del Museo Civico di storia naturale di Milano della sua imponente raccolta di testi sullo studio della Malacologia.

 

 

Il Dott. Ulisse Baguzzi nasce il 7 luglio 1890 a Piadena (Cremona), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 1915-1916 proveniente dall’Università di Modena dove aveva già frequentato il 5° anno 1914-1915. Chiamato alle armi viene inviato al secondo corso accelerato (dal novembre 1916 al marzo 1917) di medicina e chirurgia presso l’Università Castrense di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato come Aspirante Ufficiale medico al 2° Rgt. Artiglieria da Montagna. Promosso nel marzo 1918 Sottotenente medico decorato di croce di guerra così motivata “Sotto il bombardamento nemico con amorose cure medicava ed incorava i feriti restando sempre sulla linea dei pezzi. Avuto colpito in pieno il posto di medicazione, conservava la sua calma continuando a prestare la sua provvida opera”. Liaparta (Albania) 22-24 agosto 1918. Congedato nel 1919 come Tenente medico non rientra alla nostra Università in quanto aveva già conseguito la laurea presso l’Università Castrense.

 

 

Il Dott. Mario Bognetti, altra bella figura legata poi alla storia della nostra Sezione, bolognese di adozione per scelta e matrimonio, nasce infatti il 17 maggio 1890 a Caserta. Trasferita la residenza a Bologna per laurearsi il 2 giugno 1915 in Medicina e Chirurgia ed iscritto di leva al Distretto Militare di Bologna, da qui nel settembre 1915 parte quale Sottotenente medico dell'8° Rgt. Alpini Btg. "Cividale", decorato di medaglia di bronzo per l'azione del 4 novembre 1915 a Galeria (Monte Vodil), con la motivazione "Richiesto d'urgenza per soccorrere un cannoniere ferito che non poteva essere allontanato dal pezzo a causa del preciso e nutrito fuoco del'artiglieria nemica, accorreva prontamente, e, giunto presso la zona battuta, per non esporre la vita anche del proprio aiutante che lo accompagnava, si caricò sulle spalle lo zaino di sanità e da solo recavasi al pezzo a prestare la sua opera". Decorato anche di medaglia d'argento per l'azione del 20 maggio 1916 a Costa Mesole, con la seguente motivazione "Ufficiale medico di un reparto seriamente attaccato, in luogo esposto e preso di mira da numerose artiglierie nemiche, con mirabile serenità e coraggio attese alla medicazione di numerosi feriti, incurante del gravissimo pericolo. Si espose poi risolutamente allo scoperto per rincuorare e rinviare in linea dei soldati dispersi. Durante il ripiegamento del battaglione rimase sul posto, finchè ebbe curato tutti i feriti, e si ritirò fra gli ultimi, mettendo in salvo il materiare. Sul giornale "il Resto del Carlino" del 9 maggio 1917 compare un trafiletto col titolo PER UN VALOROSO TENENTE MEDICO, dove viene data notizia che il "concittadino" è stato decorato al valor militare. Congedato Capitano svolge la professione di medico a Bologna dove risiede in via Porta Saragozza 228. Fra i promotori nel 1922 della nascita della Sezione alpini Bolognese Romagnola della quale è uno dei 47 "padri fondatori" presente la sera del 18 novembre all'assemblea costitutiva. Eletto consigliere sezionale dal 1926 al 1930, se ne sono perse le tracce essendo emigrato a Milano il 10 dicembre 1937.

 

 

Il Dott. Luigi Carazza nasce il 23 gennaio 1891 a Soave (Verona) bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Alla chiamata alle armi viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato quale Aspirante ufficiale medico al 6° Rgt. Alpini, Btg. “Monte Berico” 93ª compagnia. Promosso nel 1916 Sottotenente medico, decorato di croce di guerra così motivata “Disimpegnava in più giornate consecutive, con calma ed efficacia, l’opera di medico, rimanendo esposto ai tiri nemici e dando bell’esempio di abnegazione e di fermezza d’animo. Si distinse anche in precedenti combattimenti.” Altipiano di Bainsizza 29-31 agosto1917. In alcune biografie viene indicato decorato anche di una precedente Medaglia d’Argento, ma non ho trovato riscontro. Congedato Tenente, porta l’iscrizione all’Università di Padova dove nel 1919 si laurea in Medicina e Chirurgia ed inizia la professione di medico condotto. In collaborazione con altri reduci è fra i promotori della nascita del locale Gruppo Alpini di Soave divenendone fra i più attivi soci e ricoprendo anche la carica di Capogruppo dalla fondazione fino al 1940. Deceduto il 15 marzo 1953. Per le sue benemerenze civiche, nel 1965 il Comune gli ha dedicato una Via cittadina.

 

 

Il Dott. Benedetto Casella nasce il 21 marzo 1890 a Montescaglioso (Matera), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 6 luglio 1914. Chiamato alle armi come Sottotenente medico viene assegnato al 1° Rgt. Alpini Btg. “Val Ellero”, decorato di medaglia di bronzo così motivata “Di propria iniziativa portavasi, sulla linea di fuoco sotto il fuoco di fucileria ed artiglieria, abbandonando la linea fissatagli in precedenza come posto di medicazione, e con calma amorevole e grande energia dava opera al raccoglimento, cura e sgombero di numerosi feriti”. Cucco di Pozze, 9 luglio 1916. Promosso poi e congedato nel 1919 come Tenente medico. Deceduto con il grado di Generale medico a Montescaglioso il 17 settembre 1995. Nella casa natale è posta una targa marmorea che ricorda l'illustre concittadino.

 

 

Il Dott. Giuseppe Cassini nasce il 20 agosto 1886 a Vigevano (Pavia), bolognese di adozione per studio iscritto nel 1912 all’Università di Bologna dove frequenta il 6° anno nella facoltà di Medicina e Chirurgia, che poi lascia, non ne sono chiari i motivi, per l’Università di Modena dove l’anno successivo si laurea. Chiamato alle armi quale Sottotenente medico viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. Promosso poi Tenente, decorato nel 1917 di medaglia d’argento così motivata : "In azione durata più giorni, col posto di medicazione sempre in prima linea, con perizia ed altruismo mirabili, prestò l’opera sua di sanitario al proprio reparto e sotto l’intenso fuoco di fucileria, di mitragliatrici e d’artiglieria, con fiero sprezzo del pericolo; attivissimo e sempre sereno, riuscì a prestare l’opera sua anche a reparti laterali. Fu di esempio e d’incitamento per tutti" - Bainsizza, 19-25 agosto 1917. Congedato nel 1919 come Tenente medico.

 

 

Il Dott. Gualtiero Cavalieri aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Nasce il 10 ottobre 1864 a Rovereto (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, che poi lascia , non ne sono chiari i motivi, per l’Università di Padova dove si laurea nel 1910. Irredento trentino, volontario nel Regio Esercito Italiano nel 1915 come Sottotenente medico, viene assegnato al 6° Rgt. Alpini. Promosso Tenente nel 1916 quindi Capitano medico nel 1917. Decorato “alla memoria” di medaglia di bronzo così motivata “Irredento trentino, volontario di guerra, nei vari ospedali da campo, cui prestò servizio, dette bella prova di ardente patriottismo, fede incrollabile nella vittoria e sprezzo del pericolo. Destinato in Macedonia, trovava morte gloriosa per siluramento del piroscafo sul quale era imbarcato”. Medio Adriatico, 4 maggio 1917.

 

 

Il Dott. Giuseppe De Socio nasce nel 1891 a Guglionesi (Campobasso), bolognese di adozione per studio iscritto all'anno accademico 1915-1916 all’Università di Bologna nel V° anno della facoltà di Medicina e Chirurgia proveniente dall'Università di Perugia. Chiamato alle armi nel 1916 viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), che conclude nel marzo 1917, quindi assegnato come Aspirante ufficiale medico al 26° Gruppo Artiglieria da Montagna. Promosso Sottotenente medico è decorato di coce di guerra così motivata "Continuava l’opera sua pietosa di soccorso ai feriti ancorchè il posto di medicazione fosse colpito dal fuoco nemico". Monte Santo, 26 agosto 1917.

 

 


Il Dott. Giovanni De Toni, prestigiosa figura legata poi alla storia della nostra Sezione, bolognese di adozione, nasce il 3 marzo 1895 a Venezia, chiamato alle armi viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Casternse di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato quale Aspirante ufficiale medico nel 1° Rgt. Alpini, decorato di croce di guerra con la seguente motivazione "Volontariamente raggiungeva, alla testa dei porta-feriti, sotto violento fuoco nemico, la posizione occupata dal battaglione, ove, non curante del pericolo, impiantava il posto di medicazione, dando opera alacre alla cura ed allo sgombero dei feriti" Monte Ortigara 19 giugno 1917. Congedato come Sottotenente, si laurea il 15 dicembre 1919 in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova. Dopo vari incarichi in diverse Università, il periodo bolognese inizia nel 1926 quando consegue la libera docenza in clinica pediatrica e riprende, nel 1927, la carriera universitaria, diventando aiuto volontario e l'anno dopo di ruolo, presso la Clinica pediatrica dell'Università di Bologna dove rimane fino al 1935, quando è chiamato a dirigere la clinica pediatrica dell'università di Modena. In questo periodo è socio, residente a Bologna in via Panzacchi 5. Dopo una lunga prestigiosa carriera, è deceduto a Venezia l'8 gennaio 1973.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : De Toni Giovanni


 

Il Dott. Lotario Finato nasce il 10 gennaio 1875 a Cerea (Verona), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 17 luglio 1901. Chiamato alle armi nel 1915 come Sottotenente di Milizia Territoriale (essendo di classe anziana) all'entrata in guerra dell'Italia il 24 maggio, viene assegnato quale Sottotenente medico al 6° Rgt. Alpini. Promosso nel 1916 Tenente medico, è decorato di medaglia di bronzo così motivata “Sotto violento fuoco di fucileria, con calma e fermezza, prodigava la sua opera benefica a numerosi feriti. Incurante del pericolo, benché ammalato, con profondo sentimento del dovere, più volte attraversava zone intensamente battute per ricevere e curare i feriti gravi, dando così nobile esempio”. Malga Zures, 30 dicembre 1916. Congedato nel 1919 come Capitano medico. Molto probabilmente ha svolto la benemerita professione medica a Concamarise (Verona) dove esiste una Via a lui intitolata.

 


Il Dott. Giovanni Folcher aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Nasce a Morbegno, Sondrio, il 3 maggio 1887. Residente nel nostro capoluogo in quanto studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 5 dicembre 1912. Chiamato alle armi nel 1915 frequenta il corso ufficiali e promosso Aspirante ufficiale medico viene assegnato al 5° Rgt. Alpini, quindi promosso Sottotenente medico l'anno successivo, muore il 2 maggio 1917 in ospedale a Milano per malattia.

 

 

 

Il Dott. Leo Franzoni nasce il 5 luglio 1892 a Brescia, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove frequenta il 5° anno. Chiamato alle armi quale Aspirante ufficiale medico è assegnato al 5° Rgt. Alpini. Decorato di medaglia d’argento così motivata “In aspro terreno di montagna per tre giorni consecutivi di combattimento, prestò sulla prima linea di fuoco soccorso ai feriti. Saputo che in alcune baracche abbandonate dal nemico erano rimasti nostri soldati feriti, sotto il fuoco concentrato dell’artiglieria avversaria (che provocò l’incendio delle baracche stesse), vi penetrò arditamente riuscendo a porli in salvo.” Conca Presena-Monticelli, 26-28 maggio 1918. Promosso Sottotenente medico, viene successivamente decorato anche di medaglia di bronzo così motivata “Già distintosi pel calmo, sereno, efficace disimpegno del proprio servizio in primissima linea durante precedente azione. Tuttora convalescente di polmonite ed a riposo, saputo d’imminente azione offensiva, di propria iniziativa raggiungeva penosamente la linea degli avamposti e con entusiasmo e competenza prestava l’opera sua di valoroso e di medico durante  tutta l’azione e sempre sotto il fuoco nemico.” Tonale- Monticelli, 13 giugno, 13 agosto 1918.

 

 

Il Dott. Gino Longhini nasce il 27 gennaio 1888 a Quingentole (Mantova), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 4 luglio 1914. Chiamato alle armi come Sottotenente medico viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. Promosso Tenente nel 1917, decorato di medaglia di bronzo così motivata “Durante l’infuriare di un bombardamento si portava in trincea a soccorrere i feriti, mentre avrebbe potuto attenderli in una galleria adibita quale posto di medicazione, dimostrando così ammirabile sangue freddo e spirito di abnegazione”. Cima Cauriol, 19 agosto 1917. Congedato nel 1919 Tenente medico. Deceduto a Quingentole il 27 gennaio 1921.

 

 

 

Il Dott. Alessandro Magaraggia nasce il 6 novembre 1884 a Valdagno (Vicenza), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia che poi lascia nel 1914, non ne sono chiari i motivi, per l’Università di Parma dove si laurea poi nel 1919. Chiamato alle armi nel 1915 quale Sottotenente medico viene assegnato al 6° Rgt. Alpini Btg. “Vicenza”. Decorato di medaglia di bronzo così motivata “Benché ferito da pallottola ad un braccio, non volle lasciare il suo posto; e, incurante di se stesso, continuò a prodigarsi con slancio ammirevole per la cura dei numerosi feriti che affluivano al posto di medicazione. Di nuovo colpito gravemente ad una gamba da scheggia di granata nemica, dovette essere trasportato d’urgenza in luogo di cura. Esempio mirabile di sprezzo del pericolo, di profondo sentimento del dovere e di abnegazione”. Monte Maronia, 18 agosto 1915. Promosso Tenente nel 1917 e congedato nel 1919 come Capitano medico.

 

 

Il Dott. Ulderico Giovanni Manenti aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Nasce il 13 febbraio 1896 a Quattro Castella (Reggio Emilia), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, iscritto nel 1916 al 3° anno, che lascia in quanto chiamato alle armi. In considerazione degli esami già superati viene indicato idoneo quale ufficiale medico. Promosso nel 1917 Sottotenente medico viene assegnato al 36° Rgt. Art. da Campagna, nella 138ª batteria da Montagna. Inviato con il reparto in Macedonia, qui cade in combattimento il 3 marzo 1918. Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 9 gennaio 1919 lo ha proclamato "honoris causa" Dottore in Medicina e Chirurgia.

 

 

Il Dott. Federico Massaris nasce nel 1884 a Masserano (Biella), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 4 aprile 1916. Chiamato alle armi nel 1915, dopo il corso per ufficiale medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, con il grado di Sottotenente medico viene assegnato al 4° Rgt. Alpini, Btg. "Val Baltea". Decorato di medaglia di bronzo così motivata: “Ufficiale medico di battaglione alpini, addetto ad una compagnia in riserva, durante l’attacco che iniziavasi a forte ed aspra posizione montana, volontariamente e con slancio ammirevole, lasciava la compagnia ed accorreva alle truppe di attacco, portandovi nel momento più critico, la sua valida cooperazione di sanitario e di soldato, dando bella prova di valore, sprezzo del pericolo e alto sentimento di abnegazione.” Corno di Cavento (Adamello), 15 giugno 1917. Congedato nel 1919 come Capitano medico.

 

 

Il Dott. Guido Milani, legato poi alla storia della nostra Sezione, nasce 15 agosto 1893 a Novara, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 1° luglio 1919. Aspirante ufficiale medico 86ª sezione sanità alpina decorato di croce di guerra così motivata: "Attaverso dure giornate di guerra di movimento fu di ioncomparabile aiuto al proprio ufficiale, assolvendo a tutti i propri compiti con esemplare energia, con calma e serena abnegazione" Ponte della Priula - Vittorio Veneto, ottobre 1918. Congedato con il grado di Tenente e rientrato alla vita civile, appena laureato medico sceglie di rimanere in zona e per professione apre uno studio a Ravenna. Si iscrive alla Sezione come socio e risulta residente in viale XIII giugno. Agli inizi degli anni '30 si trasferisce da Ravenna a Varignana (Bologna) dove ha ottenuto la Condotta medica e nel 1934 si fa promotore per la nascita del locale gruppo alpini del quale ne viene nominato capogruppo, rimanendo in carica fino al 1943. Su L'ALPINO del 1° dicembre 1936 compare la notizia che è stato promosso Capitano medico.

 

 

Il Dott. Marco Aurelio Negrisoli aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Nasce a Bergamo il 30 marzo 1889. Residente nel nostro capoluogo in quanto studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, nel 1913 lascia Bologna, non ne sono chiari i motivi, per l'Università di Pavia dove consegue la laurea nel 1914. Chiamato alle armi nel 1915 frequenta il corso ufficiali e promosso Aspirante ufficiale medico viene assegnato al Raggruppamento batterie d'assedio, gruppo obici da campagna. Promosso nel 1916 Sottotenente medico, viene decorato di Medaglia di Bronzo per il suo esemplare comportamento dal novembre 1916 al maggio 1917 dove svolge il servizio sanitario in località Palchisce, (Deberdò del Lago, Gorizia). La motivazione non è stata trascritta in quanto non era in reparto alpino. Promosso per meriti di guerra al grado di Tenente medico nel servizio permanente effettivo, viene assegnato al Btg. "Dronero" del 2° Rgt. alpini. Caduto in combattimento sul Passo dello Stelvio il 19 giugno 1918.

 

 

Il Dott. Pietro Peduzzi nasce nel 1893 a Schignano (Como) bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia che deve lasciare nel 1917 in quanto chiamato alle armi. Aspirante ufficiale medico assegnato al 5° Rgt. Alpini, decorato di medaglia di bronzo così motivata “Nell’attacco contro una forte posizione, benché contuso si portava parecchie volte fin sotto le trincee nemiche, prestando l’opera sua sotto il fuoco intendo dell’artiglieria e delle mitragliatrici avversarie, e non si ritirava finché non ebbe medicato e fatti sgombrare i numerosi feriti. Bello esempio di coraggio e di alto sentimento del dovere”. Passo dei Segni, 13 agosto 1918. Congedato nel 1919 come Sottotenente medico riprende gli studi all’Università di Bologna dove si laurea il 1° luglio 1919.

 

 

Il Dott. Giuseppe Pugliese nasce il 26 ottobre 1887 ad Ivrea (Torino), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 4 luglio 1913. Chiamato alle armi nel 1915, dopo il corso per ufficiale medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, con il grado di Sottotenente medico viene assegnato al 3° Rgt. Alpini, Btg. "Exilles. Decorato di medaglia di bronzo così motivata: “Con disprezzo del pericolo, in terreno battuto dal fuoco nemico, medicava e soccorreva i feriti.” Monte Nero, 16 giugno 1915. Congedato nel 1919 come Capitano medico.

 

 

aggiornata biografia il 1° dicembre 2018

Il Dott. Guido Ravera aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di ufficiale medico dell’Esercito, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Nasce il 10 giugno 1890 ad Asti, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 1914-15. In precedenza aveva frequentato pari facoltà presso l’Università di Modena fino al 5° anno accademico. Chiamato alle armi nel 1915 deve lasciare Bologna ed interrompere gli studi. ed è inviato all’Accademia militare di Modena quale di allievo ufficiale di complemento. Al termine del corso, con la promozione a Sottotenente, chiede ed ottiene di frequentare la Scuola di Sanità Militare di Firenze. Come Sottotenente medico viene quindi assegnato per il servizio di prima nomina al 1° Rgt. Alpini e con questo reparto nell’autunno 1915 entra in guerra. Attratto dalla vita militare agli inizi del 1916 presenta domanda per entrare nel servizio permanente effettivo, domanda accolta, ed è promosso Tenente medico in s.p.e. (allora si diceva servizio attivo). Purtroppo pochi mesi dopo, nel corso di aspri combattimenti in Val d’Astico (Altopiano di Asiago), nella giornata del 26 maggio 1916 se ne perdono le tracce, molto probabilmente nella battaglia a difesa di Arsiero, viene quindi dato per “disperso” e non si sa se caduto prigioniero o morto in combattimento. Ancora oggi è ignota la località dove è sepolto. Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 31 ottobre 2018 lo ha proclamato "honoris causa" Dottore in Medicina e Chirurgia.

 

 

Il Dott. Vincenzo Rosei nasce il 19 agosto 1876 ad Amatrice (Rieti - oggi provincia L'Aquila), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 3 luglio 1902. Chiamato alle armi per mobilitazione nel maggio 1915 quale Tenente medico, viene assegnato ad un Reparto Someggiato di Sanità. Promosso Capitano l'anno successivo gli viene affidato il comando del Reparto. Decorato di medaglia di bronzo così motivata "Comandante di reparto someggiato di sezione sanità, in luogo battuto da artiglieria nemica, essendo stata sfondata dallo scoppio di granata la tenda di medicazione, proseguiva instancabile nell’opera di soccorso ai feriti. In altra circostanza, ferito leggermente ad una coscia da pallottola di fucile, non volle allontanarsi dal reparto, restandovi costante esempio di alto sentimento del dovere e di imperturbabile serenità d’animo". Val di Nes, 7 luglio 1916 - Croce Sant’Antonio, 15 agosto 1917.

 

 


Il Dott. Federico Alberto Veronesi, importante figura legata poi alla storia della nostra Sezione, bolognese di adozione per scelta e matrimonio, nasce infatti il 29 luglio 1890 a Firenze. Trasferita la residenza a Bologna per frequentare l'Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 1° luglio 1919. Assegnato in un primo tempo alla 6ª Compagnia di Sanità, viene poi inviato al corso per Aspirante ufficiale medico presso l’Università Castrense a. San Giorgio di Nogaro (Udine). Promosso Sottotenente medico nel maggio 1917 è assegnato all'8° Rgt. Alpini Btg. "Cividale" 76ª compagnia. Congedato con il grado di Tenente nel febbraio 1919, promosso poi Capitano nel 1932. Residente con indirizzo, farmacia San Procolo via d’Azeglio poi dal 1924 in via Indipendenza 41. Fra i promotori nel 1922 della nascita della Sezione alpini Bolognese Romagnola della quale ne è uno dei 47 "padri fondatori" presente la sera del 18 novembre all'assemblea costitutiva. Consigliere sezionale dal 1929 al 1942, Presidente di Sezione dal 1938 al 1940 e dal 1941 al 1942, (nel 1940-1941 viene sostituito in quanto richiamato alle armi), ricopre anche la carica dal 1930 al 1942 di consigliere della commissione nazionale di gestione dei Rifugi Contrin dell’Associazione Nazionale Alpini. Fra la sua documentazione conservata in famiglia per tanti anni, una preziosa ingiallita memoria che ricostruisce la nascita della Sezione ed elenca i 47 soci presenti all'assemblea costitutiva del 18 novembre 1922. Deceduto a Bologna dopo il 1952 in data sconosciuta ed in fase di ricerca.

 

 

Il Dott. Giovanni Zanetti nasce il 13 settembre 1885 a Padova, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 6 luglio 1910. Nel 1912-1913 svolge il servizio militare come Sottotenente medico presso la Direzione di Sanità del IV Corpo d'Armata a Genova. Richiamato Tenente medico nell'8° Rgt. Alpini, decorato di medaglia di bronzo con la seguente motivazione: "Con animo ardente di patriottismo, prodigò l'abile opera sua di chirurgo e di medico in difficile e tormentato settore montano, esponendosi ripetute volte sulla linea stessa del compattimento, per la ricerca e medicazione dei feriti; in una speciale circostanza, eseguiva una importante ed urgente operazione chirurgica, mentre il posto di medicazione era battuto dal tiro nemico. Costante esempio di valore ed elemento di coesione morale del reparto". Mettagskofel (Val Sugana) maggio 1915, luglio 1916. Congedato nell'agosto 1919 Capitano Medico. Nel 1923 porta la residenza (sul talloncino postale è indicato Dott. Prof. Cav.) a Brescello (Reggio Emilia), mantenendo ancora l'iscrizione fino agli inizi degli anni '30.

 

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ricordiamo anche gli studenti in Medicina e Chirurgia che per condizioni contingenti del momento,
dovendo sospendere gli studi, non sono riusciti a svolgere il servizio di ufficiale medico

prima guerra mondiale 1915-1918

studenti bolognesi romagnoli (per scelta)

Il Dott. Francesco Albiero nasce ll 25 ottobre 1896 ad Arzignano (Vicenza), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi nel 1916 dopo il corso per ufficiali, con il grado di Sottotenente viene assegnato al 6° Rgt. Alpini, Btg. "Val Leogra". Decorato di medaglia d’argento così motivata: “Ammirabile esempio di calma e ardimento durante difficili azioni nelle quali mosse primo all’attacco, veniva ferito mentre, noncurante del pericolo, si sporgeva da una trincea per individuare la posizione di una mitragliatrice nemica che danneggiava i nostri.” Monte Cimone, 23 luglio 1916. Congedato con il grado di Tenente nel 1919, riprende gli studi a Bologna dove si laurea il 28 aprile 1922.

 

 

Il Dott. Guido Bergamo nasce il 26 dicembre 1893 a Montebelluna (Treviso), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Non avendo sostenuto che pochi esami alla chiamata alle armi, viene assegnato quale Aspirante ufficiale all’8° Rgt. Alpini Btg. “Val Natisone” e con questo reparto partecipa a tutta la prima guerra mondiale. Promosso nel 1916 Sottotenente e nel gennaio 1917 Tenente, pochi mesi dopo, in aprile viene promosso a Capitano per meriti di guerra e gli viene assegnato il comando della 216ª compagnia Quale valoroso comandante gli vengono conferite in pochi mesi ben tre medaglie d’argento con le seguenti motivazioni “Nel ripiegamento, alla testa della sua compagnia, reggeva l’urto di forze enormemente superiori e due volte muoveva a contrattacco, momentaneamente spezzandone l’impeto. In seguito, completamente accerchiato, apriva con le armi la strada ai superstiti, che traeva in salvo con sicura direzione e con fulgido esempio del proprio coraggio, compiendo lunga marcia notturna per impervie regioni.” Conca di Fonzaso-Arsiè, 11-12 novembre 1917. La seconda è così motivata “Essendosi il nemico impadronito di un importante caposaldo, si slanciava subito al contrattacco e con provvida iniziativa dava ordine ad un altro reparto di concorrere all’azione riuscendo così a scacciare l’avversario dalla posizione temporaneamente occupata. Già distintosi per abilità e coraggio in precedente fatto d’arme.” Col dell’Orso, 25 novembre 1917. Altrettanto esemplare la motivazione della terza “Comandante di una compagnia in una posizione assai difficile, contrattaccava con fulminea mossa l’avversario, recuperando un forte caposaldo e disimpegnando così altre nostre unità già scosse e pericolanti. Coadiuvava poi efficacemente il proprio comandante di battaglione durante lo svolgersi dell’azione, esempio mirabile di alto spirito militare e sprezzo del pericolo.” Porte di Salton, 11-12 dicembre 1917. Ed infine, ancora una volta gli viene riconosciuto il valore di comandante con una croce di guerra così motivata “Comandante di compagnia, durante un’azione, dette prova di ardimento e fermezza.” Monte Albiolo (Tonale), 13-15 agosto 1918. Congedato nel 1919 con il grado di Capitano, completa gli studi laureandosi in Medicina e chirurgia il 7 giugno 1919 ed inizia una brillante carriera di luminare medico, esiliato politico, ed infine parlamentare. Muore a Roma il 26 giugno 1953. Con Decreto del 4 ottobre 1956 gli viene conferita “alla memoria” la medaglia d’oro al valor civile.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : Bergamo Guido



Il Dott. Pietro Martinelli aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Nasce a Gragnano di Capannori (Lucca) il 10 febbraio 1893. Residente nel nostro capoluogo in quanto studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi nel 1915 frequenta il corso ufficiali e promosso Aspirante ufficiale viene assegnato al 6° Rgt. Alpini Btg. "Val Brenta". Con il grado di Tenente nel 1917, caduto a Col della Beretta il 23 novembre 1917 e per questa azione docorato di medaglia di bronzo "alla memoria" con la motivazione "Volontario nella prima ora della nostra guerra, seppe ispirare ai suoi alpini pura fede nei destini d'Italia ed incitarli in ardite lotte coll'esempio del suo entusiasmo e del suo valore. Mentre s'accendeva furioso il combattimento per contrastare la via al nemico, pur avendo la propria compagnia di riserva, si portò in linea, coadiuvando il comandante del battaglione nell'incorare con la parola gli alpini colti da un istante di esitazione per gli effetti del tiro avversario. Un proiettile nemico lo colpì in pieno, impedendogli di vedere l'esito felice dell'azione raggiunto poco dopo dai suoi uomini". In precedenza, con il grado di Sottotenente era già stato decorato di medaglia d'argento così motivata "In una posizione esposta a violentissimo bombardamento, sebbene ferito, teneva fermo il suo reparto in una eroica resistenza, incitando i suoi ed esponendosi impavidamente al pericolo; ferito una seconda volta, rifiutava di lasciare il suo posto". Cima Curiol, 3 settembre 1916.
Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 9 gennaio 1919, lo ha proclamato "honoris causa" dottore in Medicina e Chirurgia.

 

Il dott. Mario Olivo Oliviero reduce dalla Grande Guerra, diventerà un insigne medico. Nasce a Trieste il 24 maggio 1896 da genitori cadorini ed allo scoppio della guerra abbandona gli studi e si arruola volontario come soldato semplice nella compagnia volontari alpini "Cadore". Il 24 agosto 1916 per il comportamento tenuto nell'azione a Monte Forame merita la medaglia d'argento così motivata "Offertosi spontaneamente quale vedetta avanzata in posizione esposta ed isolata dall'alba al tramonto, ferito alla spalla sinistra alle ore 15 e fatto segno a continuo fuoco di fucileria, tanto da averne giubba e scarpe forate da parecchi proiettili, rimase al suo posto fino alle ore 21, momento del cambio, ritirandosi calmo e sereno". Per il suo titolo di studio viene poi inviato al corso per ufficiali ed il 25 marzo 1917, nominato Aspirante Ufficiale, è trasferito in forza al 3° Rgt. Alpini. Promosso poi Sottotenente e quindi Tenente, viene congedato nel novembre 1919. Ripresi gli studi si laurea nel 1921 all'Università di Torino in Medicina e Chirurgia ed inizia la sua luminosa carriera di studioso e docente universitario nella stessa Università. Nel 1932 si trasferisce a Bologna dove diviene professore ordinario di istologia ed embriologia generale presso l'Università. Valente alpinista, passione che condivide con la moglie Eletta e con il primogenito Franco. Impegnato nella vita civica dela città, ricopre l'incarico di consigliere comunale dal 1951 al 1976 e di assessore all'igiene dal 1969 al 1971. Deceduto a Bologna nel novembre 1981, sepolto per sue volontà a Cortina d'Ampezzo, ne viene onorata la memoria con l'intitolazione nel maggio 2005 di un Parco pubblico sito in via Murri, ed inoltre un'aula presso il Dipartimento di istologia embriologia e biologia applicata della Facoltà di Medicina e Chirurgia e la Sezione di Bologna della Società Italiana di Biologia Sperimentale.

 


Il Dott. Renato Parisano aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Nasce a Napoli il 2 giugno 1896 da madre romagnola di Rimini e padre pugliese ufficiale della marina militare costretto per servizio a trasferimenti in varie località. Con la mamma vive massimamente a Rimini nella casa della famiglia materna. Studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, non attende la chiamata alle armi e parte volontario. Nel 1916 viene promosso Sottotenente e destinato al 7° Reggimento Alpini, Battaglione "Feltre". Dall'aprile al novembre 1917, nel frattempo è stato promosso Tenente, svolge l'incarico di aiutante ufficiale medico. A fine novembre chiede ed ottiene di rientrare al comando di un plotone ed il 13 dicembre 1917 a Cima Valderoa - Trento, cade in combattimento e per questa azione decorato di medaglia d'argento "alla memoria" con la seguente motivazione "Sotto il violento bombardamento nemico, coi pochi uomini rimasti del proprio plotone si slanciava con mirabile ardimento sul nemico attaccante, ed esaurite le bombe di cui disponeva, e avuto rotto il proprio moschetto, continuava con impareggiabile tenacia ad affrontare l'avversario, lanciando sasso stando in piedi sulle macerie della trincea finchè cadde colpito a morte". In precedenza era già stato decorato di medaglia di bronzo così motivata "Comandante di un plotone, sotto fuoco avversario, attaccava una difficile posizione, la occupava e vi si manteneva, dando bello esempio ai suoi uomini di ardire, calma e risolutezza" - Monte del Tas (Treviso), 19 novembre 1917.
Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 9 gennaio 1918, lo ha proclamato "honoris causa" dottore in Medicina e Chirurgia.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : Parisano Renato


 

 

seconda guerra mondiale 1940-1945

ufficiali medici bolognesi romagnoli (per scelta)

Il Dott. Eusebio Asioli nasce il 22 ottobre 1908 a Campagnola (Reggio Emilia), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 3 novembre 1934. Chiamato alle armi nel giugno 1935 ed essendo già laureato, viene inviato quale allievo ufficiale medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze, al termine del quale presta servizio di prima nomina quale medico di battaglione presso il Btg. "Tolmezzo" dell'8° Rgt. Alpini fino al giugno 1937. Al momento non è stato possibile stabilire se ed in quale reparto abbia eventualmente partecipato ad operazioni di guerra 1940-1943. Di certo però il suo nominativo risulta fra i militari italiani deportati in Germania nel periodo settembre 1943-9 aprile 1945. Sulla Gazzetta Ufficiale del 25 agosto 1949 viene indicato che ha vinto il concorso per la condotta medica della frazione di Sarginesco del comune di Castelluccio in provincia di Mantova, ed ancora sulla Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 1954 viene confermato in tale incarico. Le ultime notizie lo indicano pensionato residente nella frazione di Mandriolo del comune di Correggio, Reggio Emilia, dove muore nel 2009.

 

 

Il Dott. Giulio Bedeschi, prestigiosa figura legata al nostro territorio, nasce il 31 gennaio 1915 ad Arzignano (Vicenza). Iscritto all'Università di Padova nella facoltà di Medicina e Chirurgia, dal 9 gennaio 1936 si trasferisce per ragioni famigliari a Forlì e prosegue gli studi all'Università di Bologna dove si laurea il 20 novembre 1939 svolgendo il tirocinio presso l'ospedale di Forlì. Chiamato alle armi nel 1940 e svolto il corso per ufficiali medici, chiede di partire volontario e viene assegnato all’11° reggimento fanteria divisione “Casale” ed inviato nel marzo 1941 sul fronte greco. Con la conclusione delle operazioni sul fronte ed assegnato ad un ospedale divisionale, gli giunge l'ordine di trasferimento con assegnazione alle truppe alpine della divisione “Julia”. Rientrato in Italia nella primavera 1942 per il riordinamento della dissanguata divisione ed il previsto impiego sul fronte russo, l’8 agosto riparte. Assegnato alla 13ª batteria del gruppo “Conegliano” 3° reggimento artiglieria alpina, con questo reparto partecipa alle drammatiche vicende della campagna di Russia. Decorato di due croci di guerra ala valor militare in due distinti periodi di combattimento così motivate "Ufficiale medico di batteria alpina, di provato valore, in una difficile situazione che portava a continui, durissimi combattimenti difensivi, assolveva il suo compito di sanitario con serenità calma e capacità incurante del micidiale fuoco nemico. Con la parola e con l'esempio trasfondeva in tutti gli elementi della batteria, la sua fede e la sua ferma fiducia nel successo e contribuiva oltre al suo stretto compito, a tutte le attività della batteria, specie nei momenti più avversi. Dava così conferma di doti non comuni di valore, di entusiasmo e di irremovibile tenacia alpina" Iwanowka-quota ovest di Nowa Kalitwa, 17-25 dicembre 1942. La seconda medaglia è così motivata "In un lungo periodo operativo, metteva in luce elette qualità di soldato. In aspro combattimento contro forze avversarie, assisteva fra i pezzi numerosi feriti gravi" Medio Don 16-30 gennaio 1943. Rientrato nella primavera 1943 con i pochi superstiti e conclusa la licenza, riprende servizio sempre  nella 13ª batteria fino agli altrettanto tragici eventi legati all'8 settembre 1943. In questi brevi mesi "di pace" scrive, nel ricordo della Russia, la "Preghiera dell'alpino ignoto" dedicata a quanti purtroppo non sono tornati, poi conosciuta dal mondo alpino e non nel corso degli anni. Nel giugno 1949 lascia definitivamente la Romagna per svolgere la sua professione di medico prima a Ragusa, in Sicilia, poi dal 1959 a Milano quindi Verona. In questo periodo scrive il suo libro più famoso "Centomila gavette di ghiaccio" pubblicato nel 1963 che ha superato negli anni oltre tre milioni di copie, seguito sempre sull’onda dei ricordi, da “Il peso dello zaino”. Continua oltre alla professione di valente medico anche il suo impegno come scrittore, dedicandosi in particolare alla raccolta di testimonianze dei reduci dai vari fronti poi pubblicati nella collana "fronte...io c'ero". Deceduto a Verona il 29 dicembre 1990.

 

 

Il Dott. Attilio Branzi nasce il 31 maggio 1909 a Dimaro (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea con lode il 5 luglio 1935. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena laureato viene chiamato al servizio militare ed inviato quale allievo ufficialo medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze al termine del quale, presta servizio di prima nomina presso l’11° Rgt. Alpini a Trento. Rientra quindi alla vita civile e riprende gli studi universitari per la specializzazione in Odontoiatria. Deve nuovamente lasciare Bologna nell’agosto 1939 e con il grado di Sottotenente medico viene richiamato per istruzione ed assegnato al battaglione “Val Fassa” dell’11° Reggimento alpini che pochi giorni dopo riceve l’ordine di partire per la Val Susa poi verso Sauze d’Oulx ai confini con la Francia. Con questo reparto partecipa nel giugno 1940 alle operazioni di guerra sul fronte occidentale svolgendo le funzioni di ufficiale medico nell’ospedaletto da campo della compagnia. Qui svolge con efficacia e senso del dovere il proprio ruolo ed è insignito di croce di guerra “sul campo” con la seguente motivazione: “Ufficiale medico di una compagnia alpina, dava prove di grande serenità e sprezzo del pericolo, sotto l’infuriare del fuoco nemico” Pressi di Plan du Fond, 22 giugno 1941. Al termine delle operazioni, nel dicembre il reparto rientra a Trento dove viene sciolto. Essendo di “classe anziana” e promosso Tenente è posto in congedo assoluto. Rientra quindi a Bologna per riprendere una brillante carriera universitaria. L’anno successivo consegue la libera docenza ed è incaricato della direzione e dell'insegnamento di Clinica Odontoiatrica. Non lascia più il nostro Ateneo e Bologna, dove muore prematuramente il 2 maggio 1971. Nel corso delle ricerche non sono emerse notizie di un suo rapporto associativo con la nostra Sezione.

 

 

nuovo inserito il 1° ottobre 2019

Il Dott. Piercarlo Caracci nasce il 7 giugno 1921 a Udine, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia come studente interno nella clinica di Odontoiatria, (come afferma...ma non è indicato sul sito fra i laureati a Bologna. Il suo fascicolo è in fase di ricerca dall'Archivio Storico. n.d.r.). Chiamato alle armi nel febbraio 1941 viene destinato alla Scuola Centrale Militare di Alpinismo di Aosta, nel 1° Battaglione Universitari allievi ufficiali. Promosso Caporale quindi Sergente il 16 giugno, viene assegnato in servizio al 637° Ospedale da campo della Divisione alpina Taurinense in approntamento operativo e dal gennaio 1942 inviata in Jugoslavia. Nel dopoguerra si laurea (1949? come afferma n.d.r.)) all'Università di Bologna quindi si specializza in Odontoiatria all'Università di Torino ed anche di Storia della Medicina all'Università di Roma dove ottiene nel 1971 la Libera docenza. Appassionato anche di Speologia, dal 1967 al 1977 è presidente del Circolo speleologico di Udine. Docente alla facoltà di Medicina e Chirurgia all'Università di Udine e docente di Storia della Medicina all'Università di Roma è autore di numerose pubblicazioni storiche e scientifiche. Socio della sezione ANA di Udine è deceduto nel 1998 a Udine.

 

 


Il Dott. Eugenio Cosciani, bolognese per scelta e matrimonio, nasce a Pola il 12 luglio 1909. Trasferita la residenza a Bologna per laurearsi in Medicina e Chirurgia nel 1934, aveva svolto servizio di prima nomina come Sottotenente medico nella Divisione "Pusteria" durante la campagna etiopica guadagnandosi un encomio solenne "sul campo". Rientrato a Bologna, dove svolge la professione di medico, si sposa con la bolognese Laura Casare ed è padre del piccolo Sergio. Nel 1939 viene richiamato quale Tenente medico destinato ad un ospedale da campo della "Julia" in Albania. Con l'attacco dell'Italia alla Grecia del 28 ottobre 1940, chiedeva ed otteneva di essere assegnato come medico a reparto combattente e veniva destinato all'8° Rgt. Alpini Btg. "Tolmezzo". Durante un'azione dell'8 gennaio 1941 in località Erok, cadeva mortalmente ferito. Per l'eroico comportamento gli veniva conferita la medaglia d'argento "alla memoria" con la seguente motivazione "Ufficiale medico di un battaglione alpini, per oltre due mesi di aspre operazioni belliche, svolgeva con abnegazione la sua opera fino sulle linee più avanzate e maggiormente battute dal fuoco nemico. Più di una volta, nel corso di duri combattimenti, assumeva il comando di plotoni che avevano perduto il proprio ufficiale, li guidava all'attacco, dimostrando elevate capacità di comandante e spiccato coraggio. Durante un ripiegamento, veniva colpito a morte, e, benchè esausto e conscio della prossima fine, trovava ancora la forza di incitare alla lotta i propri alpini con elevate parole di fede nella nostra vittoria". Erok, 8 gennaio 1941. Sul giornale "il Resto del Carlino" del 6 marzo 1941 compare la fotografia (qui riprodotta) ed breve un breve ricordo biografico.

 


Il Dott. Augusto Dalla Torre nasce il 24 novembre 1907 a Marzara (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 22 giugno 1937. Medico condotto di professione, nel 1942 viene richiamato alle armi ed assegnato quale Tenente medico al 614° ospedale da campo della Divisione alpina “Cuneense” in partenza per il fronte russo. Travolto dai tragici avvenimenti della ritirata del gennaio 1943, è decorato di croce di guerra così motivata “Ufficiale medico di un ospedale da campo, guidava una colonna di automezzi carichi di feriti con perizia e ardimento in luogo dove si erano già verificate infiltrazioni nemiche. Incaricato successivamente dello sgombero dei feriti, congelati ed ammalati in zona di combattimento vi provvedeva brillantemente con serenità e alto senso del dovere.” Medio Don, 16-31 gennaio 1943.

 


Il Dott. Carlo Alberto de Bertolini aveva certamente nei progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 320.000 giovani caduti nel periodo fra la campagna coloniale d’Africa e la seconda guerra mondiale. Nasce il 30 dicembre 1911 a *Tenno? (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Per ragioni sconosciute lascia nel 1935 al IV anno di corso la nostra Università e porta l’iscrizione presso quella di Milano dove si laurea nel 1937. Chiamato alle armi nel 1938 viene ammesso quale allievo ufficiale medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze. Con il grado di Sottotenente medico presta servizio presso il 2° Rgt. Artiglieria alpina. Ottenuto di partecipare come volontario alla campagna coloniale d’Africa, viene trasferito, sempre come ufficiale medico, al 16° gruppo squadroni cavalleria coloniale. Sbarcato a Massaua nel febbraio 1939, pochi mesi dopo cade da prode mentre assiste un altro ufficiale ferito. Per l’eroico comportamento gli viene conferita “alla memoria” la medaglia d’Oro al valor militare così motivata “Ufficiale medico di un gruppo squadroni cavalleria coloniale, colpito mentre prodigava la sua assistenza ad un ufficiale ferito a morte, visto che altro camerata, pure ferito, si batteva con pochi animosi contro un soverchiante numero di ribelli, accorreva sanguinante per continuare la sua opera di generosa assistenza. Colpito nuovamente, non si arrestava ma, apostolo e soldato, conscio del sacrificio incombente, animava i combattenti e assisteva i feriti sui quali, colpito per la terza volta mortalmente, si abbatteva in sublime atteggiamento di eroica abnegazione e di suprema dedizione al dovere.” Cussaiè (Sioa), Somalia, 21 settembre 1939
A Cles (Trento) esiste una “Piazzetta Carlo de Bertolini”.
note:
*Tenno è indicata dal Quirinale e dal Gruppo Medaglie d’Oro al valor militare d’Italia come località di nascita, l'Università di Bologna ed il locale gruppo alpini lo indicano nato a Cles (Trento), sulla Gazzetta Ufficiale viene indicato nato a Varone di Riva (frazione di Riva del Garda-Trento)!!!
Nel corso delle mie ricerche, nel settembre 2005 ho rintracciato questa inedita Medaglia d'Oro "alpina" mai citata nei documenti ufficiali ANA ed assente dall'elenco dei decorati presenti sul Medagliere Nazionale fino al 2005. Segnalata, è stata inserita.

 

 

 


Il Dott. Fabrizio De Fabritiis, altra bella figura poi legata alla storia della nostra Sezione, nasce il 5 febbraio 1915 a Rosciano (Pescara), bolognese di adozione per scelta e matrimonio. Chiamato alle armi dopo il rinvio per motivi di studio, agli inizi del 1941 viene inviato alla Scuola Allievi Ufficiali di Bassano. Alternando servizio e studio, riesce comunque a laurearsi in Medicina e Chirurgia all'Università di Chieti-Pescara. Concluso il corso è assegnato quale sergente allievo ufficiale al 7° Rgt. Alpini a Belluno, quindi con la nomina a sottotenente medico transita nell'8° Rgt. Alpini e presta servizio nella caserma a Sutrio (alto friuli). Nel giugno 1942 con l'approntamento della Divisione per il fronte russo, essendovi ufficiali medici in esubero, vengono sorteggiati chi parte. La sorte lo vede fra i "fortunati". Continua quindi il normale serrvizio fino all'8 settembre 1943 ed a seguito dello sbandamento generale, riesce a raggiungere la famiglia a Rosciano. Con la costituzione del Corpo Italiano di Liberazione che stà salendo combattendo i tedesci in ritirata verso il nord, si aggrega offrendosi come medico. Nell'inverno 1944 il fronte è fermo sulla linea gotica ed il suo reparto si trova dislocato a Borgo Tossignano (piccolo paese dell'appennino imolese). Qui assiste anche i civili e conosce la sua futura moglie. Resosi conto che è vacante il posto di medico condotto decide di fermarsi. Nel corso degli anni, non dimentico di essere un ufficiale alpino in congedo, si fa anche promotore della ricostituzione del locale gruppo alpini di Borgo Tossignano (già esistente dal 1924 al 1943), che rinasce nel 1965 sotto la sua guida di capogruppo, per concludere nuovamente la sua storia di gruppo nel 1972. Deceduto il 6 agosto 1982, ai funerali presenziani molti alpini. Ho personalmente conosciuto questo medico essendo Borgo Tossignano il mio paese di nascita e ricordo ancora benissimo quando, appena congedato (dicembre 1967), mi si avvicinò per propopormi l'iscrizione all'ANA.

 

 

Il Dott. Giovanni Gentilini nasce il 10 dicembre 1901 a Rovereto (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 1° luglio 1927. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena conseguita l’abilitazione viene chiamato al servizio militare ed inviato quale allievo ufficiale medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze, al termine del quale presta servizio di prima nomina ma non sappiamo presso quale reparto. Notizie sicure sono invece il successivo richiamo per istruzione nell’agosto 1939 con il grado di Tenente medico ed assegnato al battaglione “Val Fassa” dell’11° Reggimento alpini. Con questo reparto partecipa nel giugno 1940 alle operazioni di guerra sul fronte occidentale svolgendo le funzioni di ufficiale medico nell’ospedaletto da campo della compagnia a Colle di Laval. Al termine delle operazioni, nel dicembre il reparto rientra a Trento dove viene sciolto. Essendo di “classe anziana” è posto in congedo assoluto.

 

 

Il Dott. Giovanni Battista Gonano nasce il 20 agosto 1904 a San Pietro al Natisone (Udine), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 5 luglio 1929. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena conseguita l’abilitazione viene chiamato al servizio militare ed inviato quale allievo ufficiale medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze, al termine del quale presta servizio di prima nomina ma non sappiamo presso quale reparto. Notizie sicure sono invece il successivo richiamo nell’inverno 1942 con il grado di Capitano medico ed assegnato al 628° Ospedale da campo dei Reparti Servizi e Comando della 3ª Divisione Alpina "Julia" che si sta approntanto per la campagna di Russia. Nel luglio parte per quel fronte dal quale, dopo le ben note atroci sofferenze della ritirata, rientra in patria nel giugno 1943. Molto probabilmente, essendo di “classe anziana” è posto in congedo assoluto. Nel 1948 è fra i promotori per la realizzazione del Tempio di Cargnacco dedicato ai caduti e dispersi friulani in Russia, iniziato l'anno successivo ed inaugurato nel 1955.

 

Il Dott. Francesco Guidotti, altra bella figura poi legata alla storia della nostra Sezione, nasce il 4 settembre 1914 a Zocca (Modena), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove consegue la laurea il 13 giugno 1940. Pochi giorni dopo (l’Italia dal 10 giugno è in guerra) viene chiamato alle armi e dopo il corso alla Scuola Militare d’Alpinismo di Aosta quindi alla Scuola di Sanità militare a Firenze, con la nomina a Sottotenente medico viene assegnato all'8° Rgt. Alpini. Nel luglio 1942, promosso Tenente medico parte con il 633° ospedale da campo della Divisione alpina "Julia" per il fronte russo, dove nel gennaio 1943 durante il tragico ripiegamento rimane prigioniero. Subisce così la dura prigionia che condivide fra l'altro con il cappellano militare bolognese don Enelio Franzoni, poi medaglia d’Oro al valor militare, del 79° Rgt. fanteria, anche lui prigioniero nei campi di Oranki e poi di Sussdal. Liberato e rientrato in patria nel 1946, riprende la professione di medico specializzandosi in ginecologia con studio e ambulatorio in via Lenzi 1 a Bologna. L'amicizia e l'esperienza della prigionia che lo ha legato in particolare al cappellano don Franzoni, continua e fra un ricordo e l'altro, spesso lo ospita a pranzo. Socio della nostra Sezione con discrezione, disdegnando incarichi associativi, si dedica a tempo pieno alla famiglia ed al lavoro. Deceduto a Bologna il 2 luglio 1999. Sul giornale L'ALPINO del novembre 1955 nella rubrica "Lutti" la Sezione pubblica la notizia che il socio Tenente medico della "Julia" dott. Francesco Guidotti, ha perduto l'amato papà.

 

 

Il Dott. Bruno Krainer nasce il 30 gennaio 1908 a Gorizia, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 7 novembre 1932, quindi nel 1933 sostiene l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di medico presso l'Università di Modena. Chiamato alle armi nel gennaio 1935 ed essendo già laureato, viene inviato quale allievo ufficiale medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze, al termine del quale presta servizio di prima nomina quale medico di battaglione presso il Btg. "Bassano" del 9° Rgt. Alpini fino al dicembre 1936. Al momento non è stato possibile stabilire se ed in quale reparto abbia eventualmente partecipato ad operazioni di guerra 1940-1943. Nel dopoguerra, specializzatosi in pediatria, il 19 luglio 1957 viene nominato nel Consiglio provinciale di sanità di Gorizia, fino al 1962. Altre notizie lo indicano dal 1964 nominato nel Consiglio di Vigilanza del Convitto "Fabio Filzi" di Gorizia. Nel giugno 1967 viene citato fra i presenti ad una manifestazione sportiva di studenti del Convitto "Filzi" quale direttore sanitario assistenziale della Provincia di Gorizia.

 

 

Il Dott. Marino Martini nasce il 19 giugno 1892 a Osimo (Ancona) bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Alla chiamata alle armi viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato comee Aspirante ufficiale medico al 3° Rgt. Alpini con il quale partecipa alla Grande Guerra. Congedato nel 1919 con il grado di Tenente medico porta l’iscrizione presso un’altra università (non indicata) laureandosi ed iniziando la professione di medico. Promosso negli anni ’30 al grado di Capitano viene poi richiamato in servizio come Maggiore medico di complemento ed assegnato al 1° Rgt. Alpini della Divisione “Cuunense”. Partecipa nel 1940-1941 alla campagna di guerra sul fronte greco-albanese quindi nel luglio 1942 assegnato quale direttore al 612° ospedale da campo parte per il fronte russo. Già distintosi come medico, affronta il tragico ripiegamento dimostrando alto senso del dovere e viene decorato di medaglia di bronzo così motivata “Direttore di ospedale da campo di unità alpina, in un duro ripiegamento a contatto del nemico, era di esempio ai dipendenti per serena calma e dedizione completa alla sua missione curando e trasportando personalmente malati e feriti sotto l’incessante offesa avversaria. Accerchiato da nuclei nemici, cooperava alla rottura dell’accerchiamento, dimostrando elevati doti di ardimento.” Topilo-Scebechino (Russia) 17 gennaio 2 febbraio 1943.

 

 

Il Dott. Edmondo Morabito nasce il 27 dicembre 1904 a Mongiana (Catanzaro oggi Vibo Valentia), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 1933-34, proveniente dall’Università di Firenze. Concluso questo anno accademico, nell’ottobre 1934 porta l’iscrizione all’Università di Napoli dove si laurea nel luglio 1936. Chiamato alle armi nel luglio 1940 viene destinato quale ufficiale medico al XXX Battaglione Genieri d’assalto in fase di costituzione a Civitavecchia (Roma), inquadrato nel 4° Rgt. Genio, reparto non ancora alpino ma di fanteria, inviato poi sui fronti occidentale (Francia) e greco-albanese e nel 1941 per breve tempo sul fronte jugoslavo. Rimpatriato nel giugno del 1941, il reparto assume la nuova denominazione di XXX Battaglione Guastatori Genio per Corpo d’Armata Alpino in fase di costituzione comando e alcune compagnie a Verona altre a Udine. Lascia quindi la bustina di fante per indossare il cappello alpino. Nel luglio 1942 segue il Btg. inviato sul fronte russo assegnato come Sottotenente medico alla 9ª compagnia, in forza come reparto autonomo al Btg. alpini “Borgo San Dalmazzo” della Divisione Alpina Cuneense. Coinvolto dai tragici avvenimenti della ritirata nel gennaio 1943, rientra in Italia fra i pochi superstiti.

 

 

Il Dott. Odorico Panfili aveva certamente nei progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 320.000 giovani caduti nel periodo fra la campagna coloniale d’Africa e la seconda guerra mondiale. Nasce il 2 settembre 1911 a Budapest (Ungheria) da padre triestino suddito austriaco e madre ungherese, rientrati poi dal 1919 a Trieste “liberata”. Bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove consegue la laurea nel luglio 1935. Chiamato alle armi nel febbraio 1936 è inviato quale allievo ufficialo medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze al termine del quale, presta servizio di prima nomina presso il 3° Rgt. Artiglieria alpina a Gorizia. In questo periodo inoltra domanda di partire volontario per l’Africa Orientale e nel dicembre 1936 sbarca a Massaua destinato come Sottotenente medico alla 19ª Brigata coloniale, 70° Battaglione. Il 17 luglio 1938 impegnato con il reparto in un duro combattimento contro i ribelli, visto cadere il proprio comandante, in un slancio di generoso senso del dovere trova gloriosa morte. Alla memoria viene decretata la medaglia d’Oro così motivata “Ufficiale medico di una colonna impegnata contro soverchianti forze nemiche, volontariamente assumeva il comando di una squadra e teneva bravamente testa all’irruenza dell’avversario. Costretto a ripiegare in una posizione sistemata a difesa e saputo che un suo collega era stato gravemente ferito, si slanciava fuori dalla posizione, volontariamente, per la ricerca del collega. Ferito una prima volta ad un fianco non desisteva dallo scopo e, trovato l’ufficiale già cadavere, provvedeva ad occultarlo per evitare lo strazio della salma. Durante tale suo pietoso ufficio trovava gloriosa morte. Esempio fulgido di eroismo e di elevatissimo senso del dovere.” Sellassié, 17 luglio 1938.
Nel corso delle mie ricerche nel settembre 2008, ho rintracciato questa inedita Medaglia d'Oro "alpina" mai citata nei documenti ufficiali ANA ed assente dall'elenco dei decorati presenti sul Medagliere Nazionale fino al 2008. Segnalata è stata inserita.

 

 


Il Dott. Augusto Saccomani, anche lui bolognese di adozione, nasce a Firenze il 13 gennaio 1917, si era trasferito a Bologna per laurearsi in Medicina e Chirurgia e proseguire gli studi di specializzazione in Clinica delle malattie nervose e mentali. Chiamato alle armi nel 1942 come Sottotenente medico ed assegnato al 103° Rgt. alpini di marcia 408ª compagnia Divisione "Julia", il 18 maggio 1943 durante una aspra azione di rastrellamento e combattimento contro i "ribelli jugoslavi" in località Monte Nero-Caporetto (Gorizia) cadeva colpito a morte e per l'eroico comportamento gli veniva conferita la medaglia d'argento "alla memoria" con la seguente motivazione "Ufficiale medico di provata capacità, durante aspro combattimento contro formazioni nemiche, si portava volontariamente presso alcuni militari feriti in terreno fortemente battuto dal fuoco avversario, e contendendo al nemico i loro corpi esamini, riusciva a trascinarli in salvo. Successivamente, nel corso di altro combattimento, visto che il nemico tentava aggirare i nostri elementi di retroguardia, raccolti pochi uomini, con audace e decisa azione infrangeva l'insidia. Immolava la suia giovane vita per la grandezza della Patria. Magnifico esempio di insigne coraggio ed abnegazione". Monte Nero-Caporetto, 18 maggio 1943. Sul giornale L'ALPINO del del 1° agosto 1943 compare la sua fotografia (qui riprodotta) ed un breve ricordo biografico a firma del collega Sottotenente Duilio Pinelli.
Quale studente caduto in guerra già Laureato in Medicina e Chirurgia, l'Università di Bologna in data 7 dicembre 1946 conferì "honoris causa" il diploma di specializzazione in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali.

 

 

Il Dott. Aldo Zueneli nasce il 19 dicembre 1905 ad Ala (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 6 luglio 1931. Nell’ottobre supera presso l’Università di Torino l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena conseguita l’abilitazione viene chiamato al servizio militare ed inviato quale allievo ufficialo medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze al termine del quale, presta servizio di prima nomina ma non sappiamo presso quale reparto. Rientra quindi alla vita civile esercitando la professione di medico ad Ala. Nell’agosto 1939 con il grado di Tenente medico viene richiamato per istruzione ed assegnato alla 237ª compagnia del btg. “Val Fassa” dell’11° Reggimento alpini. Con questo reparto partecipa nel giugno 1940 alle operazioni di guerra sul fronte occidentale svolgendo le funzioni di ufficiale medico nell’ospedaletto da campo della compagnia a Passo Valmeinier. Al termine delle operazioni, nel dicembre il reparto rientra a Trento dove viene sciolto. Essendo di “classe anziana” è posto in congedo assoluto.

 

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ricordiamo anche gli studenti in Medicina e Chirurgia che per condizioni contingenti del momento,
dovendo sospendere gli studi, non sono riusciti a svolgere il servizio di ufficiale medico

seconda guerra mondiale 1940-1945

studenti bolognesi romagnoli (per scelta)

nuovo inserito 1° ottobre 2019

Il Dott. Bruno Contardo nasce il 31 gennaio 1921 a Sacile (Udine), bolognese di adozione per studio iscritto nel 1945 all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia (come afferma...ma non è indicato nel sito fra i laureati a Bologna. Il suo fascicolo è in fase di ricerca dall'Archivio Storico. n.d.r.). Chiamato alle armi il Il 16 marzo viene inviato ad Aosta al corso per gli universitari di Allievi Ufficiali. Promosso Caporale il 16 aprile quindi Sergente, dal 16 giugno presta servizio nel 5° Rgt. Alpini a Merano ed il 15 novembre è inviato alla Scuola Allievi Ufficiali Alpini di Avellino. Conseguita la nomina a Sottotenente, il 5 marzo 1942 viene assegnato all'8° Rgt. Alpini Btg. "Gemona" 69ª compagnia. Escluso dagli ufficiali in partenza per la Russia, svolge servizio di trasporto feriti dal fronte greco-albanese e di rastrellamenti nella zona di Caporetto, Tolmino, Plezzo e Gorizia. Con gli eventi legati all'armistizio dell'8 settembre 1943 "rientra a casa". Nel febbraio 1944 si iscrive all'Università di Padova, quindi porta l'iscrizione all'Università di Bologna dove si laurea nel 1950 (come afferma n.d.r.) e diventa medico condotto a San Daniele del Friuli, Udine. Nel febbraio 1991 si ritira e va in pensione.

 

nuovo inserito 1° ottobre 2019

Il Dott. Eugenio Peroni nasce l'8 dicembre 1919 a Bra (Cuneo) poi trasferito a Sanremo (Imperia), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia (come afferma...ma non è indicato nel sito fra i laureati a Bologna. Il suo fascicolo è in fase di ricerca dall'Archivio Storico. n.d.r.). Studente nella facoltà di Medicina e Chirurgia, rinuncia al ritardo e presenta domanda per essere arruolato volontario. Il 5 marzo del 1941 arriva a Belluno al 7° Rgt. Alpini quindi inviato alla Scuola di Aosta al corso per gli universitari di Allievi Ufficiali. Promosso Caporale il 16 aprile quindi Sergente, dal 16 giugno presta servizio nel 4° Btg. Sciatori mobilitato per la Russia. Essendo iscritto al 5° anno accademico, il 10 ottobre 1942 viene rinviato al deposito di Aosta per il servizio in patria, rimanendo nel grado di Sergente. In licenza per esami dal maggio 1943, a luglio si laurea a Bologna (come afferma n.d.r.). Con gli eventi legati all'armistizio dell'8 settembre 1943 svolge la professione di medico presso l'ospedale civile di Cles, Trento. Nel dopoguerra rientra a Sanremo (Imperia), quindi inizia una prestigiosa carriera medica. Ottiene per prima la nomina di libero docente in clinica stomatologia a Roma, poi dal 1968 è titolare di cattedra a Genova dove rimane fino al pensionamento nel 1993. Rientra quindi a Sanremo e si iscrive al locale gruppo alpini.

 

 


note:
(1) Assieme al Cappellano Militare, altrettanto importante figura di riferimento dei soldati era, ed è ancora oggi, l'Ufficiale Medico. L'uno per la "cura" spirituale e l'altro per la "cura" del fisico. La figura del cappellano militare è gia presente e ampiamente ricordata in altra parte del sito.