alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : gli alpini e artiglieri da montagna partigiani combattenti e reduci

di Giuseppe Martelli

pubblicato 1° aprile 2019
pagina aggiornata 1° giugno 2019


Rileggendo e catalogando gli oltre 5.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, incrociando nomi e fatti sono emerse molte figure di alpini e artiglieri da montagna, già combattenti e reduci della prima guerra guerra, ai quali ho aggiunto i combattenti e reduci della seconda guerra mondiale, tutti poi per scelta, di nuovo combattenti nella lotta partigiana antifascista e che ho accumunato, meritano di essere ricordati "per non dimenticare".

alpini o artiglieri da montagna bolognesi romagnoli "combattenti e reduci" delle formazioni partigiane

Questo elenco, redatto con brevi note biografiche tratte dai ruoli matricolari, contiene notizie INEDITE mai comparse in altre biografie, con
divieto di utilizzo dei dati biografici e militari senza mia autorizzazione scritta come autore dei testi, delle ricerche biografiche e proprietario del sito.
L'elenco risulta sicuramente incompleto e quindi la ricerca continua....

cognome nome
di leva militare nella 1ª guerra mondiale
Bartolini Francesco
nuovo inserito il 1° giugno 2019
Francesco Bartolini nasce il 4 febbraio 1883 a Conselice, Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi per mobilitazione il 12 luglio 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. A causa delle fatiche di guerra, il 15 aprile 1917 viene ricoverato in ospedale militare dove gli è riscontrata un’ernia inguinale che non gli consente di proseguire alle armi e, riformato viene congedato con la dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. A seguito degli eventi politici legati all’8 settembre 1943, il 3 febbraio 1944 entra nella formazione partigiana divisione Garibaldi SAP (squadre azione patriottica) Ravenna che opera nella zona di Conselice e rimane in tale formazione fino al 15 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione, viene ripristinato nei Ruoli dell’Esercito.
Biancoli Luigi
Luigi Biancoli nasce il 26 settembre 1899 a San Paolo del Brasile da genitori originari di Ozzano dell'Emilia, Bologna, dove rientra allo scoppio della prima guerra mondiale e dove svolge la professione di calzolaio. Chiamato alle armi il 14 giugno 1917 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 20 dicembre 1920. Si trasferisce prima a San Lazzaro di Savena quindi a Bologna in via del Luzzo. Subito dopo l'8 settembre 1943 la sua abitazione diviene sede per gli incontri politici. Aderisce alla formazione partigiana 6ª brigata "Giacomo" (Ferruccio Magnani) con funzioni di vice commissario politico fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Buganè Nazzareno
Nazzareno Buganè nasce il 22 settembre 1891 a Monterenzio, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 4 maggio 1916 viene assegnato al 3° Rgt. Alpini ed è congedato "con onore" il 28 febbraio 1917 per insorti problemi fisici. Dal 10 gennaio 1944 entra a far parte della formazione partigiana 36ª brigata "Alessandro Bianconcini" fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Castagni Aldo
Aldo Castagni nasce l’11 settembre 1889 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di pastore. Già riformato alla prima visita di levai nel 1909, viene chiamato alle armi il 4 maggio 1916 ed assegnato al 2° Rgt. Alpini e congedato il 15 agosto 1919. Dal 26 aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana 7ª brigata Modena fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Cavallini Enea
Enea Cavallini nasce il 22 aprile 1897 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 25 settembre 1916 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 10 aprile 1920. Nel 1921 subisce una "dura bastonatura" dai fascisti quindi trasferisce la residenza a Bologna in via Chiari 15. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Comastri Guido
Guido Comastri nasce il 28 maggio 1898 a Calderara di Reno, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 28 febbraio 1917 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 3 gennaio 1920 con la concessione della croce al merito di guerra. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana 63ª brigata Bolero fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Contoli Giovanni
Giovanni Contoli nasce il 25 giugno 1899 a Casalfiumanese, Bologna, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 13 giugno 1917 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. L'8 novembre viene assegnato alla Compagnia Reclute di Mel, Belluno, mobilitata dal 7° Alpini. Il 4 marzo 1919 transita al 6° Rgt. Alpini ed il 3 settembre viene ricoverato all'ospedale militare di Bologna dove sottoposto a rassegna (visita medica), il 13 settembre 1919 viene posto in congedo assoluto. Dal 1° agosto 1944 entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) di Imola e viene subito ripristinato nei Ruoli dell'Esercito, ed è riconosciuto partigiano fino al 14 aprile 1945, equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Costa Anacleto
Anacleto Costa, fratello di Antonio, nasce il 30 luglio 1894 a Imola, Bologna, nella frazione di Sesto Imolese dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 1° giugno 1915 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 12 settembre 1919. Dal 15 maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana battaglione SAP (squadre azione patriottica) di Imola. Catturato e deportato in Germania come lavoratore coatto riesce a sopravvivere fino all'arrivo dell'Armata americana nell'aprile 1945. Liberato rientra infine in Italia. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
vedi biografia alla pagina : Costa Anacleto e Antonio
Costa Antonio

Antonio Costa, fratello di Anacleto, nasce il 6 luglio 1892 a Imola, Bologna, nella frazione di Sesto Imolese dove svolge la professione di calzolaio. Chiamato alle armi il 9 settembre 1912 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed il 16 settembre parte per le operazioni in Tripolitania e Cirenaica da dove rientra il 22 aprile 1919 ed è congedato il 28 agosto. Dal 6 aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana 7ª brigata GAP (gruppi azione patriottica) a Bologna. Catturato e deportato in Germania come lavoratore coatto riesce a sopravvivere fino all'arrivo dell'Armata americana nell'aprile 1945. Liberato rientra infine in Italia. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
vedi biografia alla pagina : Costa Anacleto e Antonio

Garelli Giuseppe
nuovo inserito il 1° giugno 2019
Giuseppe Garelli nasce il 16 dicembre 1890 a Conselice, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 26 ottobre 1910 viene dispensato in quanto “perché arruolato nella Guardia di Finanza dal 24 ottobre”. Tale nella Legione di Bologna dove rimane fino al 24 ottobre 1913. Chiamato alle armi il 7 ottobre 1914 viene rinviato a successiva chiamata. Chiamato alle armi il 30 aprile 1916 viene assegnato al 72° Rgt. Fanteria ed il 13 gennaio 1917 transita nel 1° Raggruppamento Alpini, quindi nel 5° Btg. Complementari Alpini. Con la conclusione della guerra (4 novembre 1918), il 6 dicembre viene assegnato per il proseguo del servizio militare in tempo di pace al Btg. Alpini “Spluga” sempre del 5°, quindi dal 14 maggio 1919 al Btg. “Tirano” 48ª compagnia. Viene mandato in congedo il 16 agosto 1919. Rientrato alla vita civile, con gli eventi politici legato all’8 settembre 1943, dal 1 novembre 1944 inizia a collaborare con la formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) Ravenna, con compiti di raccolta fondi e volantinaggio. Questa collaborazione continua fino al 15 aprile 1945. Riconosciuto Patriota.
Lanzarini Leandro
Leandro Lanzsarini nasce il 19 luglio1895 a Monzuno, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 9 dicembre viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 15 settembre 1919. Dal 1° maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana Stella rossa Lupo, dove rimane fino alla Liberazione il 25 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Durante la guerra partigiana perde il figlio diciassettenne Alfredo ed il padre Celso, entrambi fucilati per rappresaglia dai tedeschi.
vedi biografia alla pagina : i fratelli Leandro e Quirico Lanzarini
Mandrioli Manlio
Manlio Mandrioli nasce il 31 marzo 1894 a Minerbio, Bologna, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 29 gennaio 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 9 novembre 1919. Nel 1921 subisce una "dura bastonatura" dai fascisti ed incarcerato per 40 giorni. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana 4ª brigata Venturoli. Nuovamente arrestato nel novembre 1943 ed ancora il 18 giugno 1944, viene internato nel campo di transito di Fossoli, Modena, quindi inviato nel Reich come lavoratore coatto presso Breslavia (la polacca Wroclaw), dove rimane fino al 6 maggio 1945. Liberato rientra in Italia il 3 agosto 1945. Stella rossa Lupo
Marchetti Isaia
Isaia Marchetti nasce l’8 febbraio 1897 a Castel San Pietro, Bologna, dove svolge la professione di carettiere (birocciaio n.d.r.). Chiamato alle armi il 22 febbraio 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini Btg. "Belluno, quindi nel giugno 1917 transita all'8° Rgt. Alpini Btg. "Monte Matajur" e nell'aprile 1918 rientra al 7° Rgt. Alpini, ed è congedato il 10 aprile 1920. Dal 1° gennaio 1944 entra a far parte della formazione partigiana battaglione SAP (squadre azione patriottica) della 66ª brigata Jacchia fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Marchi Guglielmo
Guglielmo Marchi nasce il 9 ottobre 1897 a Medicina, Bologna, dove svolge la professione di fornaio. Chiamato alle armi il 22 settembre 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini, quindi dal 1° maggio 1918 transita alla 1634ª compagnia mitraglieri del 3° Rgt. Alpini, ed è congedato il 5 maggio 1920. Tasferito a Castel San Pietro Terme quindi a San Lazzaro di Savena, dal 1° dicembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana battaglione SAP (squadre azione patriottica) della 4ª brigata "Remigio Venturoli" fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Ferito in un combattimento subisce l'amputazione della gamba destra, equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Morotti Mansueto
Mansueto Morotti nasce il 17 agosto 1900 a Castel Del Rio, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 23 marzo 1918 viene assegnato al 5° Rgt. Alpini Btg. "Tirano" ed è congedato il 20 febbraio 1919. Richiamato alle armi il 10 dicembre destinato in servizio al magazzino di Milano del 5° Rgt. Alpini. Il 10 maggio 1920 viene trasferito d'ufficio quale carabiniere ausiliario nella Legione di Bologna con obbligo di prestare servizio per due anni e viene congedato l'8 maggio 1922. Richiamato alle armi il 29 aprile 1941 viene ricollocato in congedo il 22 giugno perchè padre di quattro figli minori. Dal 10 aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana 36ª brigata "Alessandro Bianconcini" che opera nel territorio metropolitano di Bologna dove rimane fino al 15 ottobre 1944, equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Panzacchi Angelo
Angelo Panzacchi nasce il 26 gennaio 1897 a Monghidoro, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 25 settembre 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini, quindi dal 4 marzo 1918 transita al 1° Rgt. Alpini Btg. "Val Tanaro" ed è congedato il 19 aprile 1920. Trasferisce poi la residenza a Bologna in quanto riesce ad ottenere il lavoro di tranviere. Dal 1° marzo 1944 entra a far parte della formazione partigiana 1ª brigata "Irma Bandiera" fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Pozzi Amedeo
Amedeo Pozzi nasce il 27 luglio 1897 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di pecoraio. Chiamato alle armi il 26 settembre 1916 viene assegnato al 2° Rgt. Alpini, quindi nell'ottobre 1917 transita al 4° Rgt. Alpini Btg. "Val Toce" ed infine dal settembre 1918 nella compagnia complementare del 6° Rgt. Alpini ed è congedato il 31 marzo 1920. Dal 1° luglio 1944 entra a far parte della formazione partigiana 2ª brigata "Paolo" (Giovanni Martini). Il 16 luglio 1944, mentre è in servizio di pattuglia, viene catturato dai tedeschi e deportato in Germania dove rimane fino al maggio 1945. Liberato rientra in Italia il 2 agosto 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Savioli Giuseppe
Giuseppe Savioli nasce il 24 aprile 1895 ad Alfonsine, Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 12 gennaio 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 30 ottobre 1919. Richiamato alle armi il 29 agosto 1939 ed assegnato alla Commissione Requisizione Quadrupedi viene ricongedato il 10 ottobre. Dal 10 giugno 1944 entra a far parte della formazione partigiana divisione Garibaldi SAP (squadre azione patriottica) di Ravenna fino alla liberazione il 10 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel 1953 gli è conferita la Croce al merito di guerra per attività partigiana.
Venturi Ettore
Ettore Venturi nasce a Monte San Pietro, Bologna, il 23 marzo 1897 dove svolge la professione di fornaio. Chiamato alle armi per mobilitazione il 24 settembre viene assegnato al 2° Rgt. Alpini Btg. "Borgo San Dalmazzo". Il 25 dicembre è già promosso Caporale ed il 28 febbraio 1917 Caporale Maggiore. Con questo grado, il 10 dicembre 1917 transita al 1° Rgt. Alpini Btg. "Val Tanaro" guadagnandosi dal 31 luglio 1918 i gradi di Sergente. Il 15 gennaio 1920 transita in servizio al Deposito del 7° Rgt. Alpini di Belluno ed il 2 febbraio viene mandato in congedo. Come reduce sicuramente si iscrive alla sezione, iinfatti la sua fotografia la ritroviamo nell'artistico quadro realizzato nei primi mesi del 1939 con i soci. Il 25 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 66ª brigata Garibaldi "Jacchia" ma purtroppo il 1° dicembre mentre con il figlio sono ad Ozzano dell'Emilia, vengono riconosciuti ed immediatamente arrestati. Tradotti entrambi a Mauthausen viene liberato dall'armata americana il 5 maggio 1945 ma con il grandissimo dolore per la morte del figlio Luciano che era deceduto a Gusen il 7 aprile. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
vedi biografia alla pagina : Venturi Ettore
Versari Giulio
nuovo inserito il 1° giugno 2019
Giulio Versari nasce il 16 marzo 1900 a Faenza, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi per mobilitazione il 22 marzo 1918 viene assegnato al 5° Rgt. Alpini Btg. “Tirano” e “giunto in territorio dichiarato in stato di guerra”. Con la conclusione della guerra (4 novembre) il 15 marzo 1919 rientra al Deposito del 5° Rgt. Alpini ed il 15 maggio mandato in congedo provvisorio. Richiamato alle armi il 20 ottobre viene momentaneamente dispensato avendo il fratello Giovanni, classe 1898, ancora sotto le armi in attesa di congedo. Il 14 gennaio 1920 viene richiamato alle armi e nuovamente assegnato al 5° Rgt. Alpini. Il 24 gennaio viene ricoverato all’ospedale militare di Milano e dichiarato non idoneo alle fatiche di guerra, ma solo ai servizi sedentari, “per condizioni generali scadenti” il 16 febbraio viene mandato in congedo illimitato e cancellato dai ruoli militari per eventuale richiamo. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 12 aprile 1944 entra nella formazione partigiana, quale combattente, nella divisione SAP (quadre azione patriottica) Ravenna dove rimane attivo fino al 21 dicembre 1944. Ricoverato all’ospedale di Rimini muore per morte naturale il 4 gennaio 1945. Viene ripristinato nei ruoli dell’esercito ed equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Villani Aldo
Aldo Villani nasce il 25 aprile 1896 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi l'8 dicembre 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 15 dicembre 1919. Trasferisce poi la residenza a Bologna in quanto riesce ad ottenere il lavoro di muratore. Dal 14 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
(1) Villani Amleto
Amleto Villani nasce il 21 maggio 1887 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 17 ottobre 1907 viene assegnato al Reggimento Art. da Montagna (del Veneto n.d.r.) ed il 15 maggio 1909, promosso Caporale, transita dal 15 novembre al 1° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato l'1 settembre 1910. Dal 1° al 30 luglio 1911 viene richiamato alle armi per istruzione, quindi dal 7 ottobre 1912 è richiamato per mobilitazione ed assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna, viene congedato il 26 febbraio 1913. L'11 maggio 1915 è richiamato per mobilitazione ed assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna Gruppo "Vicenza". (1) Due giorni dopo lo raggiunge l'ordine di carcerazione è quindi tradotto alle carceri di Bologna dove rimane fino al 3 marzo 1919 quando viene liberato per amnistia. Lo stesso giorno rientra al 2° Rgt. Art. da Montagna in Belluno ed è congedato il 31 dicembre 1919. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Zanelli Carlo
Carlo Zanelli nasce a Imola, Bologna, il 26 marzo 1898, dove svolge la professione di birocciaio. Chiamato alle armi il 14 marzo 1917 viene assegnato al 6° Rgt. Alpini Btg. "Sette Comuni". Pochi mesi dopo, esattamente il 5 dicembre è fatto prigioniero a Monte Badenecche. Il 6 settembre 1918 viene liberato dalla prigionia e rientra al Btg. Sette Comuni. Il 18 gennaio 1919 transita al 7° Rgt. Alpini Btg. Belluno, congedato l'11 settembre 1920. Dal 1° agosto 1944 entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) di Imola. Ferito ad una gamba in combattimento gli viene riconosciutà l'invalidità di guerra. Riconosciuto partigiano combattente fino al 14 aprile 1945, equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel secondo dopoguerra si iscrive come socio al gruppo alpini di Imola. Deceduto ad Imola il 13 marzo 1982.
Zotti Antonio

nuovo inserito il 1° giugno 2019
Antonio Zotti nasce l’8 marzo 1893 a Borgo Tossignano, Bologna, poi residente a Conselice, Ravenna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Iscritto al Distretto di Ravenna, dal quale dipende il Mandamento di Imola e comuni limitrofi, viene chiamato alle armi per mobilitazione l’8 novembre 1917 ed assegnato al 2° Rgt. Alpini e “giunto in territorio dichiarato in stato di guerra”. Il 20 febbraio 1917 transita al 7° Rgt. Alpini Btg. “Feltre” fino alla conclusione della guerra (4 novembre). Prosegue il “normale” servizio militare in tempo di pace e viene congedato il 6 settembre 1919. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 16 giugno 1944 entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna che opera nella zona di Conselice e rimane in tale formazione fino al 15 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
cognome nome
di leva militare nella 2 ª guerra mondiale
 
ho ritenuto corretto inserire anche gli alpini o artiglieri da montagna combattenti e reduci
in unità regolari delle Forze Armate nella guerra di Liberazione.
Baldi Arcangelo
Arcangelo Baldi nasce il 21 settembre 1912 a Bagnara di Romagna, Ravenna, dove svolge la professione di operaio. Chiamato alle armi “alla ferma minore” il 9 settembre 1933 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna. Promosso Caporale il 31 maggio 1934, viene mandato in congedo per fine ferma il 26 agosto. Richiamato alle armi il 14 aprile 1939 nel 5° Rgt. Art. Alpina viene ricollocato in congedo il 15 maggio. Richiamato alle armi per mobilitazione il 31 maggio 1940 e posto a visita viene riconosciuto idoneo ai soli servizi sedentari in modo permanente ed il 9 agosto viene ricollocato in congedo provvisorio. Viene successivamente chiamato a visita di controllo in tempo di guerra il 10 maggio 1942 ed il 25 luglio 1942 ed è confermata l’inabilità alle fatiche di guerra quindi congedato. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, il 1° dicembre entra nella formazione partigiana 28ª brigata "Mario Gordini" dove rimane fino al 14 aprile 1945. Riconosciuto partigiano combattente.
Baldrati Giovanni
Giovanni Baldrati nasce il 24 ottobre 1920 ad Alfonsine, Ravenna. Trasferita la residenza a Bologna in via Mazzini 37, studente all'Università nella facoltà di Chimica Industriale, volontario nel 1940 chiede di essere destinato al Deposito del 7° Rgt. Alpini di Belluno. Chiamato alle armi il 20 febbraio 1941 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini, dove il 16 marzo consegue il grado di caporale, quindi è inviato ad Aosta al corso per gli universitari di Allievi Ufficiali. Conseguita la nomina a Sergente allievo ufficiale è assegnato in servizio al 6° Rgt. Alpini presso il distaccamento di Caprino Veronese dove rimane fino al 19 agosto. Ai primi di settembre è inviato alla Scuola Allievi ufficiali di Avellino. Conseguita la nomina a Sottotenente, dal febbraio 1942 presta servizio presso il 7° Rgt. Alpini. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 1° giugno 1944 entra nella 28ª brigata "Mario Gordini" che opera nelle Valli di Comacchio, dove rimane fino al 20 aprile 1945. Nel dopoguerra passa alla facoltà di Farmacia dove si laurea nell'aprile 1948. Presidente Ordine dei Farmacisti di Bologna dal 1974 al 1981. Deceduto a Bologna l'8 maggio 2012.
Barbi Cesare
Cesare Barbi nasce il 3 dicembre 1924 a Monzuno, Bologna, dove svolge la professione di colono. All’atto dell’arruolamento residente a Marzabotto. Chiamato alle armi il 17 agosto 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Lanzo” in Strigno. Pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all'8 settembre viene indicato sul ruolo matricolare : sbandatosi in seguito agli eventi sopravvenuto all’armistizio. Rientrato a casa, il 1° aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana brigata Stella rossa Lupo che opera nella zona metropolitana di Bologna. Pochi giorni dopo assume la qualifica gerarchica di Sottotenente. Rimane nella stessa formazione fino alla liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 20 marzo 1946 viene chiamato dall’Ospedale Militare di Bologna per essere sottoposto a rassegna. Dichiarato riformato per postumi di ferita ad un piede per cause di guerra, viene congedato.
Bartolomei Vinicio
Vinicio Bartolomei nasce il 6 gennaio 1923 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di minatore. Chiamato alle armi il 16 settembre 1942 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre 1943. Sbandatosi a seguito degli eventi politici e rientrato a casa, dal 10 settembre entra a far parte della formazione partigiana nel battaglione Luccarini della brigata Stella rossa Lupo fino al 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Bianchi Nerio
Nerio Bianchi nasce il 23 agosto 1921 a Bologna. Nel novembre 1938 intrapprende la carriera militare ed entra prima alla Scuola Militare di Milano quindi all'Accademia Militare di Modena uscendone il 22 marzo 1942 con la promozione a Sottotenente in s.p.e. assegnato per il prescritto servizio di prima nomina al Battaglione “Morbegno”del 5° Alpini, mobilitato perr il fronte russo, ed è decorato di medaglia d'argento. Rientrato dalla drammatica ritirata, con gli eventi politici legati all'8 settembre 1943 si sottrae alla cattura dei Tedeschi e si arruola nel Battaglione “L’Aquila” del Reggimento Fanteria Speciale “Legnano”, impegnato nella guerra di Liberazione, e nuovamente decorato con la medaglia di bronzo. Nel dopoguerra prosegue la carriera militare fino al grado di Generale di Corpo d'Armata. Muore a Milano nella primavera 2009.
vedi biografia alla pagina : Bianchi Nerio
Candi Filiberto
Filiberto Candi nasce il 5 marzo 1924 a Ferrara, poi residente a Bologna, dove svolge la professione di ferroviere. Chiamato alle armi il 13 maggio 1943 viene assegnato all’83° Rgt. Fanteria. Il 15 luglio è promosso Fante Scelto Assaltatore. Sbandatosi a seguito degli eventi legati all’8 settembre, il 12 febbraio 1944 viene richiamato in servizio dal nuovo governo della Repubblica Sociale Italiana ed assegnato al 133° Rgt. Genio Lavoratori. Il 13 maggio, è annotato sul ruolo matricolare : Tale passato le linee per ricongiungersi ai comandi italiani. Il 18 agosto si presenta quale volontario al comando del Btg. Alpini L’Aquila del Rgt. Speciale Legnano, ed avviato al centro di addestramento con gli altri volontari alpini a Piedimonte d’Alife, Benevento, dove viene promosso Sergente di squadra assaltatori. Dal 22 febbraio “tale avviato in zona di operazioni”. Partecipa a tutte le fasi della guerra fino di liberazione di Bologna, dove entra il 21 aprile 1945. Prosegue poi l’avanzata ed è congedato il 18 settembre 1945, iscritto nella categoria dei sottufficiali di complemento.
Caroli Primo
nuovo inserito il 1° giugno 2019
Primo Caroli nasce il 17 gennaio 1922 a Castel del Rio, Bologna, dove svolge la professione di commerciante. Chiamato alle armi il 17 gennaio 1942 viene assegnato al 1° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Aosta” Div. “Taurinense” ed il 12 marzo, mobilitato, è inviato in zona di operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dove rimane in servizio fino agli eventi politici dell’8 settembre 1943. Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il Gruppo “Aosta”. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 12 marzo 1945 sbarca a Brindisi per rimpatrio. Per le precarie condizioni di salute viene ricoverato prima all’ospedale civile di Firenzuola, Firenze, poi all’ospedale militare di Bologna fino al 4 settembre. Dimesso con licenza di convalescenza al termine della quale, il 30 settembre viene congedato.
Cavazzuti Mario
Mario Cavazzuti nasce il 14 agosto 1921 a Bologna, poi residente a Monte San Pietro dove svolge la professione di tecnico agrario. Chiamato alle armi il 7 gennaio 1941 viene assegnato al Btg. Misto Genio Divisione Alpina Tridentina. Promosso Caporale il 10 luglio transita effettivo alla 112ª compagnia radiotelegrafisti del II° Btg. Misto Genio "Tridentina". Il 9 luglio 1942 lascia la specialità del Genio Alpino in quanto viene trasferito alla 107ª compagnia Genio della Divisione di fanteria "Mantova" costituita da marzo a Verona, ed il 1° gennaio 1943 è promosso Caporale Maggiore. Nel gennaio 1943 la Divisione viene trasferita in Calabria. Con gli eventi legati all'8 settembre 1943 la Divisione si trasforma in Gruppo di Combattimento "Mantova" inquadrata nelle nuove unità regolari delle Forze Armate impegnate nella lotta di Liberazione. Il 30 settembre 1945 gli viene rilasciato il "certificato al merito" dal comando Vª Armata Americana perchè ha partecipato alla guerra di Liberazione. Congedato il 13 marzo 1946.
Cavina Domenico
nuovo inserito il 1° giugno 2019
Domenico Cavina nasce il 2 marzo 1920 a Riolo Terme, Ravenna, poi residente a Tebano, frazione di Faenza, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. da Montagna gruppo “Belluno” mobilitato. Il 10 giugno prende parte alle operazioni di guerra sul fronte occidentale francese, dal quale rientra il 25 luglio. Il 25 novembre parte via mare da Brindisi per l’Albania per partecipare alle operazioni sul fronte greco-albanese dove rimane fino al 23 aprile 1941, quindi seguendo il reparto, partecipa alle operazioni in Balcania (territori ex Jugoslavia) e viene rimpatriato il 16 dicembre. Ricoverato all’ospedale militare di Ravenna viene dimesso il 10 luglio 1942 ed inviato in licenza di convalescenza. Allo scadere della licenza il 7 gennaio 1943 viene nuovamente ricoverato all’ospedale militare di Ravenna. Il 9 luglio viene definitivamente riformato e l’8 settembre collocato in congedo assoluto. Nello stesso giorno, con gli eventi politici legati all’8 settembre, entra nella formazione partigiana 28ª brigata “Mario Gordini”, dove rimane fino al 15 dicembre 1944. Riconosciuto partigiano combattente.
Cimatti Luigi
Luigi Cimatti nasce il 4 maggio 1916 a Brisighella, Ravenna, dove svolge la professione di macellaio. Chiamato alle armi il 16 maggio 1937 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno” ed è congedato il 19 agosto 1938. Richiamato alle armi il 31 agosto 1939, il 9 dicembre è inviato in licenza fino al 17 marzo 1940. L’11 giugno parte per il fronte occidentale francese dal quale rientra il 30 giugno. Il 25 novembre parte via mare da Brindisi per l’Albania per partecipare alle operazioni sul fronte greco-albanese dove rimane fino al 23 aprile 1941, quindi seguendo il reparto, partecipa alle operazioni in Balcania (territori ex Jugoslavia) e viene rimpatriato il 20 giugno 1942. Il 19 novembre riparte per partecipare alle operazioni di guerra in Francia. Sbandatosi a seguito degli eventi politici dell’8 settembre 1943, il 12 settembre rientra a Brisighella. Il 15 luglio 1944 inizia a collaborare con la formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) fino al 14 dicembre. Sul ruolo matricolare viene annotato che è considerato in servizio dal 12 febbraio 1943 al 5 dicembre 1944 quindi inviato in licenza straordinaria fino al 15 settembre 1945 quando è ricollocato in congedo illimitato.  Riconosciuto Patriota.
Domenicali Giuseppe
Giuseppe Domenicali nasce il 5 luglio 1915 a Casola Valsenio, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 7 ottobre 1936 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo "Belluno" ed assegnato alla ferma minore in quanto ha conseguito il requisito dell'istruzione premilitare, ed è posto in congedo provvisorio il 3 dicembre. Richiamato per istruzione il 1° agosto 1937 viene nuovamente mandato in congedo provvisorio il 24 agosto. Richiamato per mobilitazione il 2 giugno 1940 rientra al 5° Rgt. Art. Alpina ed inviato sul fronte occidentale alpino (Francia). Qui si ammala ai bronchi e viene inviato il licenza di convalescenza per cause di guerra. Rientrato al reparto, le condizioni di salute si aggravano nuovamente e nel corso di ulteriore visita medica gli viene diagnosticata anche un'ernia inguinale destra per cause di guerra che non gli consentono più la normale attività di impiego in zona di guerra. Il 28 luglio 1942 dopo l'ennesimo ricovero in ospedale, viene dichiarato non più idoneo in modo permanente ed il 3 agosto è collocato in congedo illimitato. Rientrato a Casola Valsenio, dal 1° aprile 1944 entra nella formazione 28ª brigata GAP (gruppi azione patriottica) "Celso Strocchi" che opera a Casola Valsenio, fino al 12 dicembre 1944 ed è equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Fabbri Aldo
Aldo Fabbri nasce il 9 novembre 1923 a Monterenzio, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 5 giugno 1942 è lasciato in congedo provvisorio. Richiamato alle armi il 14 gennaio 1943 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre. Sbandatosi a seguito degli eventi politici e rientrato a Monterenzio, dal 6 giugno 1944 entra a far parte della formazione partigiana 66ª brigata Jacchia Garibaldi che opera sull'Appennino tosco-emiliano fino al 17 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Ferri Sante
Sante Ferri nasce il 31 marzo 1924 a Lugo (Lugo di Romagna) Ravenna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Chiamato alle armi il 18 maggio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre “rientra a casa”. Chiamato alle armi il 5 marzo 1944 dalla Repubblica Sociale Italiana, per non subire ritorsioni sulla famiglia, accetta di arruolarsi e viene assegnato all’Art. Contraerei di Ravenna. Il 14 aprile “si allontana arbitrariamente dal reparto” ed entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica "Ravenna"), che opera nella zona di Santa Maria in Fabriago dove rimane fino al 15 maggio, quindi passa al 28° gruppo “Umberto Ricci” con qualifica gerarchica di comandante di nucleo, per poi rientrare dall’8 gennaio 1945, sempre quale comandante di nucleo, nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna, dove rimane fino al 12 aprile. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Dal 12 aprile viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo e gli viene conferita la Croce al merito di guerra.
Gandolfi Raffaele
Raffaele Gandolfi nasce l'8 settembre 1919 a Bologna. Nel novembre 1938 intrapprende la carriera militare ed entra all'Accademia Militare di Modena uscendone il 3 agosto 1940 con la promozione a Sottotenente in s.p.e. assegnato per il prescritto servizio di prima nomina al 7° Rgt. Alpini a Belluno. Dopo vari incarichi fra i quali accompagnare il Btg. Complementi destinati al 7° Rgt. alpini mobilitato già presente in Albania, poi Btg. "Feltre" mobilitato ed il 3 giugno 1942 parte per il Montenegro, ed altri ancora. Con le vicende legate all'8 settembre 1943 e lo sbandamento generale, si sottrae alla cattura da parte dei tedeschi e sceglie la lotta armata clandestina con le formazioni partigiane della Brigata "Val Maira" e quindi della Brigata "Val Grana" operanti nelle vallate del cuneense. Con queste formazioni prende parte ad azioni di guerra, assumendo la qualifica gerarchica di comandante di battaglione e viene decorato di Croce di guerra. Prosegue poi la carriera militare fino al grado di Generale di Corpo d'Armata, sempre negli Alpini. Muore a Brescia il 17 novembre 2005.
vedi biografia alla pagina : Gandolfi Raffaele
Fornasini Gino
nuovo inserito il 1° giugno 2019
Gino Fornasini nasce il 27 agosto 1924 a Partomaggiore, Ferrara, dove svolge la professione di barcaiolo. Chiamato alle armi il 23 agosto 1943 viene assegnato 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Sbandatosi con gli eventi legati all’8 settembre rientra “a casa” e dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione partigiana) Ravenna che opera nella zona di Lavezzola. In questa formazione rimane fino al 28 novembre 1944, quindi entra nel 28° battaglione “Umberto Ricci” e dal 7 dicembre nel 28° battaglione “Mario Gordini” che opera nella zona di Sant’Alberto, Ravenna ed a Codevigo, Padova, dove rimane fino al 20 maggio 1945. Chiamato alle armi il 22 marzo 1946 viene “rinviata in epoca da determinarsi”. L’8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva e collocato in congedo illimitato. Riconosciuto partigiano combattente equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Gherardi Alfiero
Alfiero Gherardi nasce il 21 giugno 1921 a Minerbio, Bologna, residente nella frazione Cà de’ Fabbri. Chiamato alla visita di leva il 24 gennaio 1940 è lasciato in congedo e viene indicata come professione pianticultore. Chiamato alle armi il 9 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Raggruppamento Artiglieria ed il 6 aprile è inviato in zona di operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia n.d.r.), dai quali rientra per rimpatrio il 7 febbraio 1942. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. per Corpo d’Armata Alpino. Il 26 luglio 1942 (cappello alpino in testa n.d.r.), parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, con un treno ospedale l’8 febbraio 1943. Dopo il ricovero in ospedale e licenza di convalescenza, il 2 giugno 1943 rientra al reparto. Sbandatosi con gli eventi legati all’8 settembre e rientrato a Minerbio, il 1° giugno 1944 entra nella formazione partigiana IVª brigata "Remigio Venturoli" operante nella zona di Bologna fino al 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Mandato in licenza straordinaria viene collocato in congedo il 15 marzo 1946.
Guerrini Bruno
Bruno Guerrini nasce al 29 aprile 1909 a Lugo (Lugo di Romagna) Ravenna, dove svolge la professione di cementista. Chiamato alle armi il 23 aprile 1930 viene assegnato al 4° Rgt. Genio Zappatori. Avendo frequentato il corso premilitare, il 1° aprile 1931 viene promosso Caporale e viene congedato il 1° luglio. Richiamato alle armi il 15 giugno 1940 viene assegnato all’11° Rgt. Genio ed il 29 ottobre viene ricollocato in congedo avendo contemporaneamente altri fratelli alle armi. Richiamato nuovamente alle armi il 20 febbraio 1941, ma solamente per istruzione, viene nuovamente mandato in congedo temporaneo. Richiamato alle armi il 14 dicembre 1942, il 20 dicembre è promosso Caporale Maggiore e viene assegnato al 3° Btg. Misto Genio per la Div. Alpina Julia, in forza alla 123ª compagnia Artieri. Mobilitato il 9 maggio 1943 viene promosso Sergente ed il 10 giugno parte per le operazioni di guerra in Jugoslavia. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre rientra “a casa”. Dal 1° ottobre 1943 entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna, che opera nella zona di Lavezzola rimanendovi fino al 12 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Sul ruolo matricolare viene indicato che nello stesso giorno 12 aprile 1945 viene collocato in congedo.
Monzali Pio
Pio Monzali nasce il 20 settembre 1923 a Camugnano, Bologna, dove svolge la professione di falegname. Chiamato alle armi il 19 giugno 1942 è lasciato in congedo provvisorio. Richiamato alle armi il il 14 gennaio 1943 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre. Sbandatosi a seguito degli eventi politici e rientrato a casa, dal 5 maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana Stella Rossa Lupo che opera nella zona di Castiglione dei Pepoli fino al 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è mandato in congedo per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Patuelli Eugenio
nuovo inserito il 1° giougno 2019
Eugenio Patuelli nasce il 10 giugno 1920 a Lugo (Lugo di Romagna) Ravenna, residente nella frazione di Budrio del comune di Lavezzola, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 viene assegnato al 4° Rgt. Genio in Bolzano per la compagnia artieri. Dopo aver usufruito di licenza di convalescenza ed agricola, il 19 agosto viene assegnato al 5° Btg. Misto Genio per Div. Alpina Pusteria, in forza alla 125ª compagnia artieri mobilitato. Purtroppo una fastidiosa malattia lo costringono ad un ricovero all’ospedale militare di Verona dove gli viene diagnosticata una sclerosi polmonare destra. A seguito di questa diagnosi viene dichiarato idoneo solo per servizi sedentari e lascia gli Alpini e cessa di essere mobilitato in quanto viene assegnato in servizio al Deposito del 6° Rgt. Genio di Bologna. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana divisione Garibaldi Ravenna, che opera nella zona di Cotignola, nella quale rimane fino al 10 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria, viene congedato il 15 novembre 1945 e gli viene conferita la Croce al merito di guerra.
Puccetti Puccino

Puccino Puccetti nasce il 9 marzo 1923 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di calzolaio. Chiamato alle armi il 7 settembre 1942 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano". Promosso Caporale il 1° marzo 1943 viene nominato comandante di squadra fucilieri ed il 19 aprile parte con il Btg. per la zona di operazioni in Francia. Il 6 agosto 1943 rientra in Italia nell'accantonamento di Cuneo fino all'8 settembre. Rientrato a Castiglione dei Pepoli, dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana brigata Stella rossa Lupo che opera nella zona di Castiglione dei Pepoli fino al 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è mandato in congedo per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.

Roncassaglia Ado

nuovo inserito il 1° giougno 2019
Ado Roncassaglia nasce il 20 settembre 1922 a Riolo dei Bagni (oggi Riolo Terme), Ravenna, dove svolge la professione di operaio. Chiamato alle armi il 18 gennaio 1942 ed assegnato al al 3° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Val Piave”. Per esigenze di guerra, il 2 ottobre 1942 transita al 1° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Susa” mobilitato” e nello stesso giorno inviato al fronte in Balcania (ex territori Jugoslavia). Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il Gruppo “Susa”. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 9 marzo 1945, rimpatriato, sbarca a Brindisi e dopo la licenza di rimpatrio, il 1° settembre viene congedato.

Siroli Domenico

Domenico Siroli nasce il 17 dicembre 1911 a Lugo (Lugo di Romagna) Ravenna, nella frazione di Voltana dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi l’11 marzo 1932 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna, assegnato per motivi famigliari a ferma minore, ed il 27 aprile 1933 viene mandato in congedo per fine ferma. Richiamato alle armi il 12 aprile 1935 per mobilitazione, viene aggregato al 12° Rgt. Art. della Divisione “Nola”. Per una grave forma artritica progressiva al pollice della mano destra, diagnosticata dall’ospedale militare di Bologna, il 10 settembre 1936 viene assegnato in modo permanente ai soli servizi sedentari. Il 10 gennaio 1937 viene ammesso ad eventuale congedo anticipato ed il 1° marzo è collocato in congedo illimitato ed iscritto nel ruolo del Distretto di Ravenna nell’Art. Alpina. Il 30 luglio viene comunque richiamato alle armi “di controllo” e rivisitato viene ricollocato in congedo. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 15 giugno 1944 inizia a collaborare con la formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) Ravenna con incarichi vari, ma non di combattente, collaborazione che continua fino al 12 aprile 1945. Riconosciuto Patriota.

Siroli Gastone

Gastone Siroli nasce il 18 agosto 1923 a Lugo (Lugo di Romana) Ravenna, poi residente nella frazione di Villanova di Bagnacavallo, dove svolge la professione di fornaio. Chiamato alle armi il 15 gennaio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Il 1° maggio transita in forza al Gruppo “Val Brenta” mobilitato ed il 15 maggio al Gruppo “Val Piave” mobilitato (per riorganizzazione del Gruppo reduce dalla disastrosa campagna di Russia n.d.r.). Sbandatosi con gli eventi politici dell’8 settembre 1943 rientra “a casa”. Il 1° ottobre entra nella formazione partigiana 28ª brigata “Mario Gordini” della divisione Ravenna assumendo la qualifica partigiana di comandante di battaglione, poi dal 1° febbraio 1944 passa all’8ª brigata Garibaldi che opera nella zona di Forlì, per rientrare dal 16 aprile e fino al 20 maggio 1945, sempre quale comandante di battaglione, nella 28ª brigata “Mario Gordini”. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Dal 20 maggio viene considerato in licenza straordinaria ed il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo e gli viene conferita la Croce al merito di guerra.

Sternini Giorgio
Giorgio Sterini nasce il 17 settembre 1921 a Bologna, atudente nella facoltà di Medicinina e Chirurgia. Nel marzo 1941 interrompe gli studi perché chiamato a svolgere il servizio militare ed è inviato a frequentare il corso per universitari di Allievi Ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Promosso Sottotenente presta servizio all'11° Rgt. Alpini. Dopo l’8 settembre 1943 aderisce alle formazioni partigiane. Nella primavera del 1944 diviene commissario politico della brigata Stella rossa Lupo, quindi con la 63ª brigata Garibaldi Bolero nella zona di Monte Capra, Casalecchio di Reno ed infine nella 7ª brigata GAP (gruppi azione patriottica) "Gianni" (Massimo Meliconi). Riconosciuto partigiano con il grado di Maggiore dall'8 settembre 1943 alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel 1956 lascia Bologna in quanto vince per concorso la nomina a primario dell’ospedale Cà Foncello di Treviso.
vedi biografia alla pagina : Sternini Giorgio
Xella Valter
Valter (o Walter) Xella (nel ruolo matricolare viene indicato Valter), nasce il 9 luglio 1920 a Conselice, Ravenna, residente nella frazione di San Bernardino del comune di Lugo (Lugo di Romagna), dove svolge la professione di falegname. Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Dal 10 giugno partecipa alle operazioni di guerra sul fronte occidentale alpino francese dal quale rientra il 23 ottobre. Il 25 novembre parte via mare da Brindisi per l’Albania per partecipare alle operazioni sul fronte greco-albanese dove rimane fino al 23 aprile 1941, quindi seguendo il reparto, partecipa alle operazioni in Balcania (territori ex Jugoslavia) e viene rimpatriato il 4 settembre 1942. Il 23 novembre riparte per partecipare alle operazioni di guerra in Francia. Sbandatosi a seguito degli eventi politici dell’8 settembre 1943 rientra “a casa”. Dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna che opera nella zona di Lavezzola, con la quale rimane fino al 14 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. l 15 novembre 1945 è collocato in congedo e gli viene conferita la Croce al merito di guerra. Deceduto a Bologna il 30 gennaio 2006.

 


(1) Amleto Villani. Due giorni dopo lo raggiunge l'ordine di carcerazione è tradotto alle carceri di Bologna.....
per correttezza e chiarezza storico-biografica, pubblico qui sotto la biografia "ufficiale" tratta dal sito - Storia e Memoria di Bologna - a cura del Museo Civico del Risorgimento :

Amleto Villani, da Eliseo e Maria Chiarelli; nato il 21 maggio 1887 a Molinella. Nel 1943 residente a Bologna. 3ª elementare. Bracciante. Iscritto al PSI. Dirigente sindacale e di partito, fu uno dei principali collaboratori di Giuseppe Massarenti. Dopo l'eccidio di Guarda (Molinella) nell'ottobre 1914, evitò l'arresto riparando nella Repubblica di San Marino. Richiamato alle armi, tornò a Molinella e fu arrestato. Restò in carcere sino al 1919 quando venne amnistiato. Nel dopoguerra fu uno dei principali animatori della resistenza contro il fascismo a Molinella e per questo subì dure persecuzioni. Nel 1923 ebbe il «bando»; lasciò Molinella e raggiunse Massarenti a Roma. Qui, l’1 dicembre 1926, fu arrestato per «attività socialista» e assegnato al confino per 5 anni. Andò a Ustica (PA), dove il 10 ottobre 1927 fu arrestato con altri 57 antifascisti, tra i quali i socialisti bolognesi Giuseppe Bentivogli, Luigi Fabbri, Carmine Pastore Mancinelli, Massarenti, Giulio Miceli, Erminio Minghetti e Marcellino Toschi. Venne deferito al Tribunale speciale per «l'attività sovversiva da essi svolta nell'isola» e «ricostituzione dei partiti disciolti, incitamento all'insurrezione e propaganda sovversiva». L'1 agosto 1928 fu prosciolto in istruttoria e rispedito a Ponza dove restò sino al 3 novembre 1929 quando venne liberato. Fu classificato di «3ª categoria», quella delle persone considerate politicamente più pericolose. Subì vari arresti: dal 29 dicembre 1929 al 3 gennaio 1930 per le nozze del principe ereditario e dal 2 al 16 giugno 1936. Il 7 dicembre 1937 nuovo arresto e assegnazione al confino per 5 anni, con l'accusa di «attività antifascista». Andò a Bono (SS) dove restò sino al 16 novembre 1942. Tornato a Molinella, prese parte alla lotta di liberazione. Militò nella brigata Matteotti Città e operò a Bologna e Molinella. Fu uno dei principali collaboratori di Bentivogli. Riconosciuto partigiano dal 9 settembre 1943 alla Liberazione.