alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : "anche gli alpini e artiglieri da montagna su fronti opposti"

di Giuseppe Martelli

pubblicato il 1° aprile 2019
aggiornato il 1° marzo 2020


Rileggendo e catalogando gli oltre 6.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, incrociando nomi e fatti sono emerse molte figure di alpini e artiglieri da montagna, già combattenti e reduci della prima guerra guerra, ai quali ho aggiunto i combattenti e reduci della seconda guerra mondiale, tutti poi per scelta, di nuovo combattenti nella lotta partigiana antifascista e che ho accumunato, meritano di essere ricordati "per non dimenticare".

alpini o artiglieri da montagna bolognesi romagnoli "combattenti e reduci" delle formazioni partigiane

Questi elencchi redatti dopo accurate ricerche con notizie tratte dai ruoli matricolari, contengono notizie INEDITE mai comparse in altre biografie,
o fotografie concesse in esclusiva da parenti, singoli collezionisti o archivi di enti, che ne mantenengono comunque la proprietà, con divieto
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L'elenco risulta sicuramente incompleto e quindi la ricerca continua....

cognome nome
di leva militare nella 1ª guerra mondiale
Bartolini Francesco
Francesco Bartolini nasce il 4 febbraio 1883 a Conselice, Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi per mobilitazione il 12 luglio 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. A causa delle fatiche di guerra, il 15 aprile 1917 viene ricoverato in ospedale militare dove gli è riscontrata un’ernia inguinale che non gli consente di proseguire alle armi e, riformato viene congedato con la dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore. A seguito degli eventi politici legati all’8 settembre 1943, il 3 febbraio 1944 entra nella formazione partigiana divisione Garibaldi SAP (squadre azione patriottica) Ravenna che opera nella zona di Conselice e rimane in tale formazione fino al 15 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione, viene ripristinato nei Ruoli dell’Esercito.
Buganè Nazzareno
Nazzareno Buganè nasce il 22 settembre 1891 a Monterenzio, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 4 maggio 1916 viene assegnato al 3° Rgt. Alpini ed è congedato "con onore" il 28 febbraio 1917 per insorti problemi fisici. Dal 10 gennaio 1944 entra a far parte della formazione partigiana 36ª brigata "Alessandro Bianconcini" fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Castagni Aldo
Aldo Castagni nasce l’11 settembre 1889 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di pastore. Già riformato alla prima visita di levai nel 1909, viene chiamato alle armi il 4 maggio 1916 ed assegnato al 2° Rgt. Alpini e congedato il 15 agosto 1919. Dal 26 aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana 7ª brigata Modena fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Cavallini Enea
Enea Cavallini nasce il 22 aprile 1897 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 25 settembre 1916 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 10 aprile 1920. Nel 1921 subisce una "dura bastonatura" dai fascisti quindi trasferisce la residenza a Bologna in via Chiari 15. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Comastri Guido
Guido Comastri nasce il 28 maggio 1898 a Calderara di Reno, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 28 febbraio 1917 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 3 gennaio 1920 con la concessione della croce al merito di guerra. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana 63ª brigata Bolero fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Contoli Giovanni
Giovanni Contoli nasce il 25 giugno 1899 a Casalfiumanese, Bologna, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 13 giugno 1917 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. L'8 novembre viene assegnato alla Compagnia Reclute di Mel, Belluno, mobilitata dal 7° Alpini. Il 4 marzo 1919 transita al 6° Rgt. Alpini ed il 3 settembre viene ricoverato all'ospedale militare di Bologna dove sottoposto a rassegna (visita medica), il 13 settembre 1919 viene posto in congedo assoluto. Dal 1° agosto 1944 entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) di Imola e viene subito ripristinato nei Ruoli dell'Esercito, ed è riconosciuto partigiano fino al 14 aprile 1945, equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.

Costa Anacleto

vedi biografia :
Costa Anacleto e Antonio

Anacleto Costa, fratello di Antonio, nasce il 30 luglio 1894 a Imola, Bologna, nella frazione di Sesto Imolese dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 1° giugno 1915 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 12 settembre 1919. Dal 15 maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana battaglione SAP (squadre azione patriottica) di Imola. Catturato e deportato in Germania come lavoratore coatto riesce a sopravvivere fino all'arrivo dell'Armata americana nell'aprile 1945. Liberato rientra infine in Italia. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.

Costa Antonio

vedi biografia :
Costa Anacleto e Antonio

Antonio Costa, fratello di Anacleto, nasce il 6 luglio 1892 a Imola, Bologna, nella frazione di Sesto Imolese dove svolge la professione di calzolaio. Chiamato alle armi il 9 settembre 1912 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed il 16 settembre parte per le operazioni in Tripolitania e Cirenaica da dove rientra il 22 aprile 1919 ed è congedato il 28 agosto. Dal 6 aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana 7ª brigata GAP (gruppi ardimento patriottico) a Bologna. Catturato e deportato in Germania come lavoratore coatto riesce a sopravvivere fino all'arrivo dell'Armata americana nell'aprile 1945. Liberato rientra infine in Italia. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Garelli Giuseppe
Giuseppe Garelli nasce il 16 dicembre 1890 a Conselice, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 26 ottobre 1910 viene dispensato in quanto “perché arruolato nella Guardia di Finanza dal 24 ottobre”. Tale nella Legione di Bologna dove rimane fino al 24 ottobre 1913. Chiamato alle armi il 7 ottobre 1914 viene rinviato a successiva chiamata. Chiamato alle armi il 30 aprile 1916 viene assegnato al 72° Rgt. Fanteria ed il 13 gennaio 1917 transita nel 1° Raggruppamento Alpini, quindi nel 5° Btg. Complementari Alpini. Con la conclusione della guerra (4 novembre 1918), il 6 dicembre viene assegnato per il proseguo del servizio militare in tempo di pace al Btg. Alpini “Spluga” sempre del 5°, quindi dal 14 maggio 1919 al Btg. “Tirano” 48ª compagnia. Viene mandato in congedo il 16 agosto 1919. Rientrato alla vita civile, con gli eventi politici legato all’8 settembre 1943, dal 1 novembre 1944 inizia a collaborare con la formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) Ravenna, con compiti di raccolta fondi e volantinaggio. Questa collaborazione continua fino al 15 aprile 1945. Riconosciuto Patriota.

Lanzarini Leandro

vedi biografia :
i fratelli Leandro e Quirico Lanzarini

Leandro Lanzsarini nasce il 19 luglio1895 a Monzuno, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 9 dicembre viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 15 settembre 1919. Dal 1° maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana Stella rossa Lupo, dove rimane fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Durante la guerra partigiana perde il figlio diciassettenne Alfredo ed il padre Celso, entrambi fucilati per rappresaglia dai tedeschi.
Mandrioli Manlio
Manlio Mandrioli nasce il 31 marzo 1894 a Minerbio, Bologna, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 29 gennaio 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 9 novembre 1919. Nel 1921 subisce una "dura bastonatura" dai fascisti ed incarcerato per 40 giorni. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana 4ª brigata Venturoli. Nuovamente arrestato nel novembre 1943 ed ancora il 18 giugno 1944, viene internato nel campo di transito di Fossoli, Modena, quindi inviato nel Reich come lavoratore coatto presso Breslavia (la polacca Wroclaw), dove rimane fino al 6 maggio 1945. Liberato rientra in Italia il 3 agosto 1945.
Marchetti Isaia
Isaia Marchetti nasce l’8 febbraio 1897 a Castel San Pietro (poi Castel San Pietro Terme), Bologna, dove svolge la professione di carettiere (birocciaio n.d.r.). Chiamato alle armi il 22 febbraio 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini Btg. "Belluno, quindi nel giugno 1917 transita all'8° Rgt. Alpini Btg. "Monte Matajur" e nell'aprile 1918 rientra al 7° Rgt. Alpini, ed è congedato il 10 aprile 1920. Dal 1° gennaio 1944 entra a far parte della formazione partigiana battaglione SAP (squadre azione patriottica) della 66ª brigata Jacchia fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Marchi Guglielmo
Guglielmo Marchi nasce il 9 ottobre 1897 a Medicina, Bologna, dove svolge la professione di fornaio. Chiamato alle armi il 22 settembre 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini, quindi dal 1° maggio 1918 transita alla 1634ª compagnia mitraglieri del 3° Rgt. Alpini, ed è congedato il 5 maggio 1920. Tasferito a Castel San Pietro Terme quindi a San Lazzaro di Savena, dal 1° dicembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana battaglione SAP (squadre azione patriottica) della 4ª brigata "Remigio Venturoli" fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Ferito in un combattimento subisce l'amputazione della gamba destra, equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.

Morara Giovanni

vedi biografia :
Morara Giovanni

Giovanni Morara nasce il 15 settembre 1891 a Castel del Rio, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il il 31 ottobre 1911 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Campagna a Bologna. I l 2 agosto 1912 transita al 1° Rgt. Art. da Montagna Gruppo “Mondovì” ed il giorno 11 agosto si imbarca a Napoli per la Tripolitania e Cirenaica. A conclusione della ferma militare, il 19 agosto 1913 rientra in Italia e sbarca a Napoli per rimpatrio definitivo. Rientrato a Castel Del Rio entra in politica iscritto al Partito Socialista Italiano. Nel settembre 1920 si svolgono le elezioni amministrative e viene eletto. Alla prima riunione del 6 ottobre viene eletto Sindaco. Osteggiato dai fascisti si deve dimettere. Dall’8 settembre 1943 al 14 aprile 1945 collabora con la brigata SAP Imola (squadre azione partigiana) e nel dopoguerra l’apposita Commissione gli riconosce il titolo di Benemerito.
Morotti Mansueto
Mansueto Morotti nasce il 17 agosto 1900 a Castel del Rio, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 23 marzo 1918 viene assegnato al 5° Rgt. Alpini Btg. "Tirano" ed è congedato il 20 febbraio 1919. Richiamato alle armi il 10 dicembre destinato in servizio al magazzino di Milano del 5° Rgt. Alpini. Il 10 maggio 1920 viene trasferito d'ufficio quale carabiniere ausiliario nella Legione di Bologna con obbligo di prestare servizio per due anni e viene congedato l'8 maggio 1922. Richiamato alle armi il 29 aprile 1941 viene ricollocato in congedo il 22 giugno perchè padre di quattro figli minori. Dal 10 aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana 36ª brigata "Alessandro Bianconcini" che opera nel territorio metropolitano di Bologna dove rimane fino al 15 ottobre 1944, equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Panzacchi Angelo
Angelo Panzacchi nasce il 26 gennaio 1897 a Monghidoro, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 25 settembre 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini, quindi dal 4 marzo 1918 transita al 1° Rgt. Alpini Btg. "Val Tanaro" ed è congedato il 19 aprile 1920. Trasferisce poi la residenza a Bologna in quanto riesce ad ottenere il lavoro di tranviere. Dal 1° marzo 1944 entra a far parte della formazione partigiana 1ª brigata "Irma Bandiera" fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Pozzi Amedeo
Amedeo Pozzi nasce il 27 luglio 1897 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di pecoraio. Chiamato alle armi il 26 settembre 1916 viene assegnato al 2° Rgt. Alpini, quindi nell'ottobre 1917 transita al 4° Rgt. Alpini Btg. "Val Toce" ed infine dal settembre 1918 nella compagnia complementare del 6° Rgt. Alpini ed è congedato il 31 marzo 1920. Dal 1° luglio 1944 entra a far parte della formazione partigiana 2ª brigata "Paolo" (Giovanni Martini). Il 16 luglio 1944, mentre è in servizio di pattuglia, viene catturato dai tedeschi e deportato in Germania dove rimane fino al maggio 1945. Liberato rientra in Italia il 2 agosto 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Savioli Giuseppe
Giuseppe Savioli nasce il 24 aprile 1895 ad Alfonsine, Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 12 gennaio 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 30 ottobre 1919. Richiamato alle armi il 29 agosto 1939 ed assegnato alla Commissione Requisizione Quadrupedi viene ricongedato il 10 ottobre. Dal 10 giugno 1944 entra a far parte della formazione partigiana divisione Garibaldi SAP (squadre ardimento patriottico) di Ravenna fino alla Lberazione del 10 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel 1953 gli è conferita la Croce al merito di guerra per attività partigiana.

Venturi Ettore

vedi biografia :
Venturi Ettore

Ettore Venturi nasce a Monte San Pietro, Bologna, il 23 marzo 1897 dove svolge la professione di fornaio. Chiamato alle armi per mobilitazione il 24 settembre viene assegnato al 2° Rgt. Alpini Btg. "Borgo San Dalmazzo". Il 25 dicembre è già promosso Caporale ed il 28 febbraio 1917 Caporale Maggiore. Con questo grado, il 10 dicembre 1917 transita al 1° Rgt. Alpini Btg. "Val Tanaro" guadagnandosi dal 31 luglio 1918 i gradi di Sergente. Il 15 gennaio 1920 transita in servizio al Deposito del 7° Rgt. Alpini di Belluno ed il 2 febbraio viene mandato in congedo. Come reduce sicuramente si iscrive alla sezione, iinfatti la sua fotografia la ritroviamo nell'artistico quadro realizzato nei primi mesi del 1939 con i soci. Il 25 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 66ª brigata Garibaldi "Jacchia" ma purtroppo il 1° dicembre mentre con il figlio sono ad Ozzano dell'Emilia, vengono riconosciuti ed immediatamente arrestati. Tradotti entrambi a Mauthausen viene liberato dall'armata americana il 5 maggio 1945 ma con il grandissimo dolore per la morte del figlio Luciano che era deceduto a Gusen il 7 aprile. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Versari Giulio

Giulio Versari nasce il 16 marzo 1900 a Faenza, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi per mobilitazione il 22 marzo 1918 viene assegnato al 5° Rgt. Alpini Btg. “Tirano” e “giunto in territorio dichiarato in stato di guerra”. Con la conclusione della guerra (4 novembre) il 15 marzo 1919 rientra al Deposito del 5° Rgt. Alpini ed il 15 maggio mandato in congedo provvisorio. Richiamato alle armi il 20 ottobre viene momentaneamente dispensato avendo il fratello Giovanni, classe 1898, ancora sotto le armi in attesa di congedo. Il 14 gennaio 1920 viene richiamato alle armi e nuovamente assegnato al 5° Rgt. Alpini. Il 24 gennaio viene ricoverato all’ospedale militare di Milano e dichiarato non idoneo alle fatiche di guerra, ma solo ai servizi sedentari, “per condizioni generali scadenti” il 16 febbraio viene mandato in congedo illimitato e cancellato dai ruoli militari per eventuale richiamo. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 12 aprile 1944 entra nella formazione partigiana, quale combattente, nella divisione SAP (quadre azione patriottica) Ravenna dove rimane attivo fino al 21 dicembre 1944. Ricoverato all’ospedale di Rimini muore per morte naturale il 4 gennaio 1945. Viene ripristinato nei ruoli dell’esercito ed equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.

Villani Aldo
Aldo Villani nasce il 25 aprile 1896 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi l'8 dicembre 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 15 dicembre 1919. Trasferisce poi la residenza a Bologna in quanto riesce ad ottenere il lavoro di muratore. Dal 14 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
(1) Villani Amleto
Amleto Villani nasce il 21 maggio 1887 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 17 ottobre 1907 viene assegnato al Reggimento Art. da Montagna (del Veneto n.d.r.) ed il 15 maggio 1909, promosso Caporale, transita dal 15 novembre al 1° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato l'1 settembre 1910. Dal 1° al 30 luglio 1911 viene richiamato alle armi per istruzione, quindi dal 7 ottobre 1912 è richiamato per mobilitazione ed assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna, viene congedato il 26 febbraio 1913. L'11 maggio 1915 è richiamato per mobilitazione ed assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna Gruppo "Vicenza". (1) Due giorni dopo lo raggiunge l'ordine di carcerazione è quindi tradotto alle carceri di Bologna dove rimane fino al 3 marzo 1919 quando viene liberato per amnistia. Lo stesso giorno rientra al 2° Rgt. Art. da Montagna in Belluno ed è congedato il 31 dicembre 1919. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Zanelli Carlo
Carlo Zanelli nasce a Imola, Bologna, il 26 marzo 1898, dove svolge la professione di birocciaio. Chiamato alle armi il 14 marzo 1917 viene assegnato al 6° Rgt. Alpini Btg. "Sette Comuni". Pochi mesi dopo, esattamente il 5 dicembre è fatto prigioniero a Monte Badenecche. Il 6 settembre 1918 viene liberato dalla prigionia e rientra al Btg. Sette Comuni. Il 18 gennaio 1919 transita al 7° Rgt. Alpini Btg. Belluno, congedato l'11 settembre 1920. Dal 1° agosto 1944 entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) di Imola. Ferito ad una gamba in combattimento gli viene riconosciutà l'invalidità di guerra. Riconosciuto partigiano combattente fino al 14 aprile 1945, equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel secondo dopoguerra si iscrive come socio al gruppo alpini di Imola. Deceduto ad Imola il 13 marzo 1982.
Zotti Antonio
Antonio Zotti nasce l’8 marzo 1893 a Tossignano (poi Borgo Tossignano), Bologna, poi residente a Conselice, Ravenna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Iscritto al Distretto di Ravenna, dal quale dipende il Mandamento di Imola e comuni limitrofi, viene chiamato alle armi per mobilitazione l’8 novembre 1917 ed assegnato al 2° Rgt. Alpini e “giunto in territorio dichiarato in stato di guerra”. Il 20 febbraio 1917 transita al 7° Rgt. Alpini Btg. “Feltre” fino alla conclusione della guerra (4 novembre). Prosegue il “normale” servizio militare in tempo di pace e viene congedato il 6 settembre 1919. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 16 giugno 1944 entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna che opera nella zona di Conselice e rimane in tale formazione fino al 15 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.

(1) Amleto Villani. Due giorni dopo lo raggiunge l'ordine di carcerazione è tradotto alle carceri di Bologna.....
per correttezza e chiarezza storico-biografica, pubblico qui sotto la biografia "ufficiale" tratta dal sito - Storia e Memoria di Bologna - a cura del Museo Civico del Risorgimento :

Amleto Villani, da Eliseo e Maria Chiarelli; nato il 21 maggio 1887 a Molinella. Nel 1943 residente a Bologna. 3ª elementare. Bracciante. Iscritto al PSI. Dirigente sindacale e di partito, fu uno dei principali collaboratori di Giuseppe Massarenti. Dopo l'eccidio di Guarda (Molinella) nell'ottobre 1914, evitò l'arresto riparando nella Repubblica di San Marino. Richiamato alle armi, tornò a Molinella e fu arrestato. Restò in carcere sino al 1919 quando venne amnistiato. Nel dopoguerra fu uno dei principali animatori della resistenza contro il fascismo a Molinella e per questo subì dure persecuzioni. Nel 1923 ebbe il «bando»; lasciò Molinella e raggiunse Massarenti a Roma. Qui, l’1 dicembre 1926, fu arrestato per «attività socialista» e assegnato al confino per 5 anni. Andò a Ustica (PA), dove il 10 ottobre 1927 fu arrestato con altri 57 antifascisti, tra i quali i socialisti bolognesi Giuseppe Bentivogli, Luigi Fabbri, Carmine Pastore Mancinelli, Massarenti, Giulio Miceli, Erminio Minghetti e Marcellino Toschi. Venne deferito al Tribunale speciale per «l'attività sovversiva da essi svolta nell'isola» e «ricostituzione dei partiti disciolti, incitamento all'insurrezione e propaganda sovversiva». L'1 agosto 1928 fu prosciolto in istruttoria e rispedito a Ponza dove restò sino al 3 novembre 1929 quando venne liberato. Fu classificato di «3ª categoria», quella delle persone considerate politicamente più pericolose. Subì vari arresti: dal 29 dicembre 1929 al 3 gennaio 1930 per le nozze del principe ereditario e dal 2 al 16 giugno 1936. Il 7 dicembre 1937 nuovo arresto e assegnazione al confino per 5 anni, con l'accusa di «attività antifascista». Andò a Bono (SS) dove restò sino al 16 novembre 1942. Tornato a Molinella, prese parte alla lotta di liberazione. Militò nella brigata Matteotti Città e operò a Bologna e Molinella. Fu uno dei principali collaboratori di Bentivogli. Riconosciuto partigiano dal 9 settembre 1943 alla Liberazione.

 



note : nel corso delle ricerche ho potuto constatare che nelle biografie inserite in prezione, meritorie ed esaustive pubblicazioni o sul web dedicate ai partigiani, in molti nominativi viene indicato "servizio militare negli alpini" mentre nel consultare il mio elenco non troverete alcuni di questi nominati, non è un mio errore o dimenticanza, in quanto ho inserito solo quelli dei quali sono in possesso dei ruoli matricolari, quindi documentati alpini o artiglieri alpini. Dai ruoli consultati è emerso che spesso vengono indicati alpini anche gli assegnati alla Guardia alla Frontiera, forse solo perchè nei ritratti fotografici indossano il cappello alpino (che era senza penna e con il fregio della fanteria ed anche le mostrine erano della fanteria) e questo ha sicuramente causato superficiali errori di interpretazione. Ho anche rilevato che in alcuni casi, pur essendo indicato "servizio militare negli alpini", in realtà dal ruolo matricolare è emerso che non avevano nemmeno svolto il servizio militare in quanto riformati.....

cognome nome
di leva militare nella 2 ª guerra mondiale
 
ho ritenuto corretto inserire anche gli alpini o artiglieri da montagna combattenti e reduci
inquadrati in reparti alpini regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Alpi Giuseppe
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Giuseppe Alpi nasce il 6 febbraio 1922 a Modigliana, Forlì, poi trasferito a Brisighella, Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 19 gennaio 1942 viene inviato al magazzino del 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Dopo l’addestramento e mobilitato con i complementi, il 15 novembre 1942 viene trasferito sul fronte in Albania per le operazioni militari e la repressione dei ribelli nel Montenegro. Il 10 agosto 1943 si trova dislocato a Pljevlje, in Balcania (Montenegro) dove viene colto dagli avvenimenti politici legati all’8 settembre 1943 e nello stesso giorno, sbandato, decide di abbracciare la lotta partigiana ed entra nella formazione partigiana italiana Divisione Garibaldi. Rimane con questa formazione fino al 24 dicembre 1944 quando, ammalatosi, viene fatto rientrare in Italia e ricoverato all’ospedale militare di Bisceglie, Trani. Il 10 maggio 1945, dimesso, viene inviato in licenza di convalescenza. Il 20 luglio rientra al campo dei “partigiani combattenti” di Cesano, Roma, ed il 7 novembre è inviato in licenza straordinaria. Il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo è gli è riconosciuta la qualifica di partigiano italiano combattente all’estero, equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Antonelli Ardilio
inserito il 1° luglio 2019
Ardilio Antonelli nasce il 7 maggio 1924 a San Benedetto Val di Sambro, Bologna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Chiamato alle armi il 28 agosto 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Pochi giorni dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 9 marzo 1944 entra nella formazione partigiana Stella rossa Lupo che opera sull'Appennino tosco-emiliano, dove rimane fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione, il 19 marzo 1946 è chiamato alle armi ma viene dispensato dal compiere la ferma di leva per benemerenze di guerra come partigiano. L’8 marzo 1948 viene collocato in congedo illimitato.
Baldassarri Giuseppe
inserito il 1° settembre 2019
Giuseppe Baldassarri nasce il 16 luglio 1922 ad Ozzano dell'Emilia, Bologna, poi trasferito a San Lazzaro di Savena, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 29 gennaio 1942 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina gruppo "Lanzo". Il 6 settembre transita al 5° Rgt. Art. Alpina mobilitato ed il 14 novembre viene inviato sul fronte francese. Sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 4 agosto 1944 entra nella formazione partigiana 62ª brigata Garibaldi Camicie rosse che opera nella zona di Casoni di Romagna, fra i comuni di Monterenzio e Castel del Rio, con la qualifica gerarchica partigiana di Sottotenente. Rimane con la stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 16 luglio 1946 viene posto in congedo illimitato.
Baldi Arcangelo
Arcangelo Baldi nasce il 21 settembre 1912 a Bagnara di Romagna, Ravenna, dove svolge la professione di operaio. Chiamato alle armi “alla ferma minore” il 9 settembre 1933 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna. Promosso Caporale il 31 maggio 1934, viene mandato in congedo per fine ferma il 26 agosto. Richiamato alle armi il 14 aprile 1939 nel 5° Rgt. Art. Alpina viene ricollocato in congedo il 15 maggio. Richiamato alle armi per mobilitazione il 31 maggio 1940 e posto a visita viene riconosciuto idoneo ai soli servizi sedentari in modo permanente ed il 9 agosto viene ricollocato in congedo provvisorio. Viene successivamente chiamato a visita di controllo in tempo di guerra il 10 maggio 1942 ed il 25 luglio 1942 ed è confermata l’inabilità alle fatiche di guerra quindi congedato. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, il 1° dicembre entra nella formazione partigiana 28ª brigata "Mario Gordini" dove rimane fino al 14 aprile 1945. Riconosciuto partigiano combattente.
Baldrati Giovanni
Giovanni Baldrati nasce il 24 ottobre 1920 ad Alfonsine, Ravenna. Trasferita la residenza a Bologna in via Mazzini 37, studente all'Università nella facoltà di Chimica Industriale, volontario nel 1940 chiede di essere destinato al Deposito del 7° Rgt. Alpini di Belluno. Chiamato alle armi il 20 febbraio 1941 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini, dove il 16 marzo consegue il grado di caporale, quindi è inviato ad Aosta al corso per gli universitari di Allievi Ufficiali. Conseguita la nomina a Sergente allievo ufficiale è assegnato in servizio al 6° Rgt. Alpini presso il distaccamento di Caprino Veronese dove rimane fino al 19 agosto. Ai primi di settembre è inviato alla Scuola Allievi ufficiali di Avellino. Conseguita la nomina a Sottotenente, dal febbraio 1942 presta servizio presso il 7° Rgt. Alpini. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 1° giugno 1944 entra nella 28ª brigata "Mario Gordini" che opera nelle Valli di Comacchio, dove rimane fino al 20 aprile 1945. Nel dopoguerra passa alla facoltà di Farmacia dove si laurea nell'aprile 1948. Presidente Ordine dei Farmacisti di Bologna dal 1974 al 1981. Deceduto a Bologna l'8 maggio 2012.
Ballerini Gallineo

inserito il 1° luglio 2019
Gallineo Ballerini nasce il 27 luglio 1924 a Bologna, poi trasferito a Marzabotto dove svolge la professione di operaio. Chiamato alle armi il 16 agosto 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina quale predesignato per il gruppo “Lanzo” in Strigno. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 1° giugno 1944 entra nella formazione partigiana Stella rossa Lupo che opera nella zona di Marzabotto-Monte Sole. Rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 19 marzo 1946 è chiamato alle armi ma viene dispensato dal compiere la ferma di leva per benemerenze di guerra come partigiano. L’8 marzo 1948 viene collocato in congedo illimitato.

Barbi Augusto
inserito il 1° settembre 2019
Augusto Barbi nasce il 4 settembre 1922 a Camugnano, Bologna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Chiamato alle armi il 28 gennaio 1942 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina. Il 24 settembre transita al 1° Rgt. Art. Alpina gruppo "Aosta" mobilitato e parte per le operazioni in per il fronte jugoslavo quindi in Balcania (ex territori Jugoslavia). Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella Divisione Partigiana Italiana Garibaldi. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Rientra in patria il 12 marzo 1945 prosegue il "normale" servizio militare nel Rgt. "Garibaldi" ed è congedato il 15 luglio 1946.

Barbi Cesare

Cesare Barbi nasce il 3 dicembre 1924 a Monzuno, Bologna, poi trasferito a Marzabotto dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 17 agosto 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina quale predesignato per il gruppo “Lanzo” in Strigno. Pochi giorni dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 1° aprile 1944 entra nella formazione partigiana Stella rossa Lupo che opera nella zona di Bologna. Ben presto viene promosso ed assume la qualifica partigiana di Sottotenente comandante di distaccamento. Rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in congedo provvisorio, il 20 marzo 1946 viene chiamato alle armi e ricoverato all’ospedale militare di Bologna per rassegna (visita di controllo) e trattenuto per cure con diagnosi di parziale inabilità della gamba destra. Il 18 aprile viene dimesso e congedato a seguito della suddetta rassegna.
Bartolini Saturno
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Saturno Bartolini nasce il 25 giugno 1920 a Mercato Saraceno, Forlì, dove svolge la professione di bracciante. Chiamato alle armi l’11 marzo 1940 viene assegnato all’11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata a Cormons, Gorizia. Dal 16 febbraio viene inviato in zona di operazioni sul fronte greco-albanese quindi in Balcania (nei territori ex Jugoslavia). Il 21 giugno viene promosso soldato scelto e rientra per rimpatrio il 30 settembre 1941. Il 1° ottobre viene promosso Caporale. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 18 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 51° gruppo artiglieria alpina 3ª batteria, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 25 febbraio 1943 con un treno ospedale ed è ricoverato all’ospedale militare di Bologna. Dopo una prima licenza di convalescenza, il 5 maggio è chiamato ad una visita di controllo dall’ospedale militare di Ravenna. Non ancora perfettamente ristabilito vile lasciato in licenza di convalescenza fino al 6 luglio, quando rientra al reparto. Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 rientra a casa. Il 20 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 8ª brigata Garibaldi che opera nella zona di Forlì assumendo la qualifica partigiana di Sergente. Rimane con questa formazione fino al 12 ottobre 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 12 ottobre 1944, viene collocato in congedo il 3 novembre 1945.
Bartolomei Vinicio
Vinicio Bartolomei nasce il 6 gennaio 1923 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di minatore. Chiamato alle armi il 16 settembre 1942 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre 1943. Sbandatosi a seguito degli eventi politici e rientrato "a casa", dal 10 settembre entra a far parte della formazione partigiana nel battaglione "Luccarini" della brigata Stella rossa Lupo. Rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo illimitato per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Beltrambini Ubaldo

inserito il 1° luglio 2019
Ubaldo Beltrambini nasce il 16 maggio 1922 a Santarcangelo di Romagna, Forlì, dove svolge la professione di meccanico. Chiamato alle armi il 31 gennaio 1942 viene assegnato al 14° Rgt. Genio in Belluno. Il 5 ottobre è trasferito al 1° Btg. Genio Alpino 121ª compagnia Artieri Div.”Taurinense” ed il 5 ottobre viene mobilitato è inviato in zona di operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dove rimane in servizio fino agli eventi politici dell’8 settembre 1943. Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il 1° Btg. Genio Alpino. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 9 marzo 1945, rimpatriato, sbarca a Brindisi e dopo la licenza di rimpatrio, il 15 ottobre viene congedato.

Benni Ubaldo
inserito il 1° settembre 2019
Ubaldo Benni nasce il 14 novembre 1920 a Loiano, Bologna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Chiamato alle armi l'11 marzo 1940 viene assegnato all'11° Reparto Salmerie dell'11° Rgt. Alpini. Il 31 maggio transita al Btg. "Bassano" sempre dell'11° e dal 10 giugno fino al 26 luglio partecipa alle operazioni di guerra sul fronte occidentale francese. Rientrato al Deposito, il 25 novembre viene nuovamente mobilitato e parte via mare per l'Albania destinato al fronte greco-albanese. Per i disagi affrontati, il 5 aprile 1941 deve essere ricoverato all'ospedale militare di Tirana, dove viene giudicato non più idoneo alle fatiche di guerra, quindi trattenuto per i soli servizi sedentari in patria. Il 12 luglio rientra in Italia al Deposito dell'11° Alpini, quindi assegnato in servizio all'11° Alpini in Brunico. Fra ricoveri e licenze straordinarie di convalescenza, arriva il fatidico 8 settembre 1943 e sbandatosi, rientra "a casa". Dal 31marzo 1944 entra nella formazione partigiana 62ª brigata Garibaldi Camicie rosse che opera nella zona di Casoni di Romagna, fra i comuni di Monterenzio e Castel del Rio. Rimane con la stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 novembre 1945 viene collocato in congedo illimitato.
Berengardi Duilio
inserito il 1° ottobre 2019
Duilio Berengardi nasce il 21 gennaio 1920 a Monzuno, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi l’11 marzo 1940 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Dall’11 giugno 1940 al 25 luglio partecipa alle operazione sul fronte alpino occidentale, Francia. Nuovamente mobilitato, dal 25 novembre 1940 parte per il fronte greco-albanese, quindi dal 26 gennaio 1942 è trasferito, sempre con il “Bassano” sul fronte in Balcania (nei territori ex Jugoslavia). Caduto prigioniero degli alleati il 9 marzo 1942 viene liberato dagli stessi, ora nostri alleati dall’8 settembre 1943, ed il 1° dicembre 1943 e rientra a Monzuno. Dal 2 maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana brigata Stella rossa Lupo. Rimane nella stessa formazione fino alla liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione, viene collocato in congedo illimitato 15 novembre 1945 e gli è conferita la croce al merito di guerra. Il 14 aprile 1947 si arruola per concorso nelle guardie di Pubblica Sicurezza, dove rimane fino al 10 marzo 1949.
Bernardi Demetrio
inserito il 1° dicembre 2019
Demetrio Bernardi nasce il 19 gennaio 1924 a Gaggio Montano, Bologna, dove svolge la professione di meccanico. Chiamato alle armi il 12 maggio 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Pochi mesi dopo sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 21 settembre 1944 entra nella formazione partigiana brigata Giustizia e Libertà che opera nella zona dell’Appennino bolognese tosco-emiliano. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene inviato in licenza straordinaria senza assegni in attesa di disposizioni. Il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Bernardi Raffaele

inserito il 1° luglio 2019
Raffaele Bernardi nasce il 28 novembre 1921 a Pianoro, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi l’8 gennaio 1941 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Lanzo” in Strigno. Pochi giorni dopo viene ricoverato all’ospedale militare di Trento che riscontra essere affetto da cardiopalma, quindi viene riconosciuto idoneo ai soli servizi sedentari in patria, è quindi assegnato in servizio al Deposito del 5° Rgt. Art. Alpina. La sua naja trascorre fra servizi vari e ricoveri in ospedale militare, l’ultimo dei quali l’11 giugno 1943 all’ospedale militare di Bologna che lo dimette ed invia al Deposito come idoneo ai servizi in tempo di guerra. Pochi mesi dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra a casa. Dal 1° marzo 1944 entra nella formazione partigiana 62ª brigata Camicie rosse Garibaldi che opera nello scacchiere metropolitano di Bologna. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria, il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo illimitato. Trasferita poi la residenza a Bologna, svolge la professione di tranviere.

Bettini Ferruccio
inserito il 1° novembre 2019
Ferruccio Bettini nasce il 31 marzo 1921 a Bologna, dove svolge la professione di arrotino. Chiamato alle armi il 2 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata a Cormons, Gorizia. Dal 6 aprile viene inviato e partecipa alle operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dal quale rientra il 30 settembre. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 20 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 52° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 30 marzo 1943. Dopo la licenza di rimpatrio rientra al reparto. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre, il 20 agosto 1944 entra a far parte della formazione partigiana 64ª brigata “Gramsci” che opera sull’Appennino modenese. Rimane nella stessa formazione fino al 10 dicembre 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 21 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Biagi Riccardo

inserito il 1° luglio 2019
Riccardo Biagi nasce il 20 aprile 1924 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 12 maggio 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Pochi mesi dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 1° maggio 1944 entra nella formazione 7ª brigata Garibaldi che opera nella zona di Modena e rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in congedo provvisorio, il 4 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Biagioli Ultimino
inserito il 1° ottobre 2019
Ultimino Biagioli nasce il 26 settembre 1923 a Castel di Casio, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 14 gennaio 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano” ed il 15 agosto transita nel 3° Gruppo Alpini “Valle”. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 1° maggio 1944 entra nella formazione partigiana brigata "Matteotti", che opera nell’Appennino Tosco-Emiliano. Rimane nella stessa formazione fino al 10 novembre 1944. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, viene inviato in licenza straordinaria senza assegni, in attesa di disposizioni. Il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.

Bianchi Nerio

vedi biografia :
Bianchi Nerio

Nerio Bianchi nasce il 23 agosto 1921 a Bologna. Nel novembre 1938 intrapprende la carriera militare ed entra prima alla Scuola Militare di Milano quindi all'Accademia Militare di Modena uscendone il 22 marzo 1942 con la promozione a Sottotenente in s.p.e. assegnato per il prescritto servizio di prima nomina al Battaglione “Morbegno”del 5° Alpini, mobilitato perr il fronte russo, ed è decorato di medaglia d'argento. Rientrato dalla drammatica ritirata, con gli eventi politici legati all'8 settembre 1943 si sottrae alla cattura dei Tedeschi e si arruola nel Battaglione “L’Aquila” del Reggimento Fanteria Speciale “Legnano”, impegnato nella guerra di Liberazione, e nuovamente decorato con la medaglia di bronzo. Nel dopoguerra prosegue la carriera militare fino al grado di Generale di Corpo d'Armata. Muore a Milano nella primavera 2009.
Bigoni Giovanni
inserito il 1° febbraio 2020
“l’alpino ad honorem” Giovanni Bigoni nasce il 3 novembre 1923 ad Argenta, Ferrara, residente nella frazione di Longastrino, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 9 gennaio 1943 viene assegnato al Deposito del 17° Rgt. Fanteria, quindi il 29 aprile transita al 311° Rgt. Fanteria mobilitato ed è inviato sul fronte in Balcania (nei territori ex Jugoslavia n.d.r.). Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre, riesce a rientrare ad Argenta. Il 23 febbraio 1944 chiamato alle armi dalla Repubblica Sociale Italiana, per evitare le ripercussioni che un rifiuto avrebbe potuto avere su di lui e sulla sua famiglia, accetta di arruolarsi “per completare la ferma interrotta alla data dell’8 settembre 1943” ed è assegnato al Btg. Genio Lavoratori. Il 25 luglio viene dislocato con il reparto in Liguria. Nello stesso giorno diserta e giunto nella zona del piacentino, entra a far parte della formazione partigiana 7ª brigata “Alpina Aosta” in quanto formata prevalentemente da ex alpini alle armi della “Monterosa” passati nei partigiani, che opera nella zona di Piacenza in Val Trebbia. (dove giunge la settimana successiva il conterraneo ferrarese Gino Gaffarelli ex della “Monterosa” n.d.r.). Il 5 giugno 1945 viene “mandato in libertà” e rientra a Longastrino. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione, il 15 luglio 1946 chiamato dal Distretto di Ferrara viene mandato in congedo illimitato.
Borelli Armando

inserito il 1° luglio 2019
Armando Borelli nasce il 20 novembre 1924 a San Benedetto Val di Sambro, Bologna, poi residente a Loiano, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 17 agosto 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 20 agosto 1944 entra nella formazione partigiana 8ª brigata "Massenzio Masia" e vi rimane fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 26 febbraio 1946 viene richiamato alle armi ed è rinviato alla chiamata in attesa di disposizioni. L’8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva e viene mandato in congedo illimitato.

Borelli Umberto

inserito il 1° ottobre 2019
Umberto Borelli nasce il 1° luglio 1924 a Marzabotto, frazione Quercia, Bologna, dove svolge la professione di fabbro meccanico. Chiamato alle armi il 28 agosto 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Lanzo” in Strigno. Pochi giorni dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra a casa, ed il 17 giugno 1944 entra a far parte della formazione partigiana brigata Stella rossa Lupo che opera nella zona metropolitana di Bologna. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 19 marzo 1946 viene richiamato alle armi ed è dispensato dal completare la ferma di leva per computo del periodo partigiano e viene collocato in congedo illimitato.

Bortolotti Bruno

inserito il 1° novembre 2019
Bruno Bortolotti nasce il 26 febbraio 1924 a Monzuno, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi l’11 maggio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina predesignato per il Gruppo “Lanzo” in Strigno. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 20 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 3° battaglione della brigata Stella rossa Lupo che opera nella zona di Bologna. Durante i combattimenti contro i tedeschi del 29 settembre 1944 a Monte Sole, rimane ferito ad una gamba, ma continua comunque ad appartenere alla brigata fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza di convalescenza concessa dall’ospedale militare di Bologna, il 25 agosto 1946 si presenta alla visita di controllo. Gli viene riconosciuta una parziale infermità ascrivibile all’8ª categoria di pensione per cause di servizio, ed il giorno dopo è collocato in congedo illimitato.
Boschieri Libero
inserito il 1° ottobre 2019
Libero Boschieri nasce il 25 maggio 1924 a Praduro e Sasso (poi Sasso Marconi), Bologna, dove svolge la professione di saldatore elettrico. Chiamato alle armi il 17 agosto 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Lanzo” in Strigno. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 15 maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana 9ª brigata Santa Justa poi nella 1ª brigata “Irma Bandiera” che opera nella zona dei comuni di Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Granarolo Emilia. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 21 marzo 1946 viene richiamato alle armi ed è dispensato dal completare la ferma di leva per computo del periodo partigiano e viene collocato in congedo illimitato.
Brascaglia Silvio
inserito il 1° gennaio 2020
Silvio Brascaglia nasce il 12 febbraio 1924 a Vergato, Bologna, dove svolge la professione di mastro muratore. Chiamato alle armi il 13 maggio 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 15 luglio 1944 entra nella formazione partigiana 7ª brigata Garibaldi che opera sull’Appennino modenese e rimane nella stessa formazione fino al 30 aprile 1945, quando viene sciolta. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 21 aprile 1945, il 4 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato per fine ferma.
Brunetti Giannino
inserito il 1° gennaio 2020
Giannino Brunetti nasce il 5 giugno 1924 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di minatore. Chiamato alle armi il 18 agosto 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 1° marzo 1944 entra nella formazione partigiana Stella rossa Lupo che opera nella zona di Bologna e rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Chiamato alle armi il 16 marzo 1946, viene rinviata a chiamata in epoca da destinarsi. L’9 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva e viene collocato in congedo illimitato.
Busani Augusto
inserito il 1° gennaio 2020
Augusto Busani nasce il 5 ottobre 1912 a Bologna, dove svolge la professione di commesso. Il 30 aprile 1931 si arruola volontario quale allievo sottufficiale specialità alpini con la ferma di anni tre ed inviato alla Scuola sottufficiali di Rieti. Il 1° agosto viene promosso Caporale ed il 1° marzo 1932 è promosso Sergente. Il 4 marzo prende servizio presso il 1° Rgt. Alpini Btg. “Ceva” poi dal 10 gennaio 1935 viene aggregato alla Compagnia Distrettuale di Mondovì. Il 29 aprile viene mandato in congedo illimitato per fine ferma. Il 13 aprile 1939 viene richiamato alle armi per istruzione presso il magazzino mobilitazione del Btg. Alpini “Edolo” in Edolo ed il 19 agosto viene ricollocato in congedo. Richiamato nuovamente alle armi il 28 aprile 1941 viene assegnato al comando del 6° Rgt. Alpini in Vipiteno. Il 20 gennaio 1943 viene promosso Sergente Maggiore. A seguito degli eventi politici legati all’8 settembre viene fatto prigioniero dai tedeschi ed internato nel campo di concentramento di Mantova. Il 13 dicembre evade dalla prigionia e “rientra a casa”. Nello stesso mese riprende il suo posto di impiegato civile presso il Municipio di Bologna dove rimane fino al 1° luglio 1944 quando entra nella formazione partigiana 7ª brigata Modena della divisione “Armando” ed opera nella zona appenninica di Vergato e rimane con questo reparto fino al 15 dicembre. Dal 5 gennaio 1946 è considerato congedato e come militare in servizio viene decorato della croce al merito di guerra.

Calamelli Luigi

inserito il 1° novembre 2019
Luigi Calamelli nasce il 17 novembre 1920 a Massa Lombarda, Ravenna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Chiamato alle armi il 9 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Con l’entrata in guerra dell’Italia (10 giugno1940) viene inviato su fronte occidentale francese dove rimane fino al 20 luglio. Rientrato a Belluno e nuovamente mobilitato, il 25 novembre parte via mare per l’Albania destinato alle operazioni sul fronte greco-albanese. Dopo un anno al fronte, il 21 luglio 1941 durante uno scontro è ferito alla coscia destra e viene prima ricoverato all’ospedale militare di Scutari e dall’8 agosto è rimpatriato ed inviato all’ospedale militare di Casale Monferrato. Inviato in lunga convalescenza quindi ricoverato all’ospedale militare di Bologna per visita di controllo, il 25 marzo 1942 viene dichiarato inabile permanente alle fatiche di guerra e quindi cessa di essere mobilitato e viene trasferito in forza al Deposito del 5° Rgt. Art. Alpina ed il 18 febbraio 1943 viene collocato in congedo assoluto. Con gli eventi politici legato all’8 settembre 1943, dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) Ravenna, quindi dal 2 giugno 1944 entra nella 28ª GAP (gruppi azione patriottica “Umberto Ricci” che opera nella zona di Massa Lombarda in quando viene promosso alla qualifica gerarchica partigiana di Sottotenente comandante di formazione, quindi dal 14 aprile 1945 assume altro incarico nella 28ª. “Mario Gordini” e rimane con questa formazione fino al 20 maggio quando viene sciolta. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione e gli vengono conferite due croci al merito di guerra per attività partigiana.
Candi Filiberto
Filiberto Candi nasce il 5 marzo 1924 a Ferrara, poi residente a Bologna, dove svolge la professione di ferroviere. Chiamato alle armi il 13 maggio 1943 viene assegnato all’83° Rgt. Fanteria. Il 15 luglio è promosso Fante Scelto Assaltatore. Sbandatosi a seguito degli eventi legati all’8 settembre, il 12 febbraio 1944 viene richiamato in servizio dal nuovo governo della repubblica sociale italiana ed assegnato al 133° Rgt. Genio Lavoratori. Il 13 maggio, è annotato sul ruolo matricolare : Tale passato le linee per ricongiungersi ai comandi italiani. Il 18 agosto si presenta quale volontario al comando del Btg. Alpini L’Aquila del Rgt. Speciale Legnano, ed avviato al centro di addestramento con gli altri volontari alpini a Piedimonte d’Alife, Benevento, dove viene promosso Sergente di squadra assaltatori. Dal 22 febbraio “tale avviato in zona di operazioni”. Partecipa a tutte le fasi della guerra fino di liberazione di Bologna, dove entra il 21 aprile 1945. Prosegue poi l’avanzata ed è congedato il 18 settembre 1945, iscritto nella categoria dei sottufficiali di complemento.
Cardelli Guido
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Guido Cardelli nasce il 10 marzo 1921 a Conselice, Ravenna, poi residente ad Imola, Bologna, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 21 gennaio 1941 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina gruppo “Belluno”. Il 21 febbraio viene ricoverato all’ospedale militare territoriale di Imola per essere operato di appendicite quindi è inviato in licenza di convalescenza in famiglia fino al 9 luglio. Allo scadere della licenza per sopravvenute complicazioni viene nuovamente ricoverato in ospedale e nuovamente inviato in licenza di convalescenza fino al 6 ottobre. Il 6 ottobre rientra al reparto a Belluno dove il gruppo è in approntamento per mobilitazione. Il 16 ottobre parte per il fronte albanese dal quale rientra in patria per rimpatrio del reggimento l’11 agosto 1942. Sul ruolo matricolare viene indicato che al rientro, senza specificare il motivo, viene ricoverato in luogo di cura a Bologna quindi inviato in licenza di convalescenza in famiglia di 90 giorni. Rientra a fine licenza al reparto dove viene colto dagli eventi politici legati all’8 settembre e “rientra a casa”. Il 15 settembre entra nella formazione partigiana brigata SAP (squadre azione patriottica) Imola e vista l’esperienza militare assume la qualifica gerarchica di Sergente. Dal 16 agosto 1944 viene promosso alla qualifica gerarchica di Sottotenente commissario di compagnia nel battaglione Pianura e rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 16 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria senza assegni, il 15 marzo 1945 viene collocato in congedo illimitato. Con la ricostituzione del gruppo alpini di Imola si iscrive come socio. Deceduto ad Imola nel 2004.
Carnevali Annino
inserito il 1° febbraio 2020
Annino Carnevali nasce il 28 giugno 1922 a Massafiscaglia, Ferrara, poi residente a Migliarino, dove svolge la professione di tornitore meccanico. Chiamato alle armi il 27 gennaio 1942 viene assegnato al 6° Centro Automobilistico. Il 14 novembre transita in forza al 4° Rgt. Autieri, quindi dal 26 maggio 1943 al 12° Autoparco e dal 28 agosto è trasferito al 132° Rgt. Autieri di Marcia. Pochi giorni dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Richiamato alle armi dalla repubblica sociale, il 28 febbraio 1944 accetta di arruolarsi e viene destinato alla Divisione Alpina "Monterosa" ed il 10 marzo parte per l'addestramento in Germania. Rientra in Italia il 27 luglio e viene schierato ai confini fra Emilia e Liguria nella zona fra la Val di Vara, La Spezia e Val di Taro, Parma. L'8 settembre 1944 si allontana dal reparto e viene dichiarato disertore. Sul ruolo matricolare è annotato : Disertato dal Reparto e riparato presso la Brigata partigiana "Vecchia Cento Croci", ma non viene indicato fino a quando rimane con questa formazione e se entra effettivo come combattente. (Questa formazione era conosciuta come Brigata partigiani cristiani. n.d.r.). Nel ruolo non è indicato se gli vengono riconosciuti i benefici del periodo partigiano e dal 15 luglio 1946 viene considerato congedato ed esentato dalla ripresentazione alle armi.
Caroli Primo
Primo Caroli nasce il 17 gennaio 1922 a Castel del Rio, Bologna, dove svolge la professione di commerciante. Chiamato alle armi il 17 gennaio 1942 viene assegnato al 1° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Aosta” Div. “Taurinense” ed il 12 marzo, mobilitato, è inviato in zona di operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dove rimane in servizio fino agli eventi politici dell’8 settembre 1943. Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il Gruppo “Aosta”. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 12 marzo 1945 sbarca a Brindisi per rimpatrio. Per le precarie condizioni di salute viene ricoverato prima all’ospedale civile di Firenzuola, Firenze, poi all’ospedale militare di Bologna fino al 4 settembre. Dimesso con licenza di convalescenza al termine della quale, il 30 settembre viene coloocato in congedo illimitato.
Casali Agostino

inserito il 1° luglio 2019
Agostino Casali nasce il 21 agosto 1912 a Misano Adriatico, Forlì, dove svolge la professione di muratore poi ambulante commerciante. Chiamato alle armi “alla ferma minore di 1° grado” il 14 marzo 1933 quindi assegnato a quella di 2° grado il 5 luglio ed infine di 3° grado il 15 agosto, non viene assegnato. Chiamato alle armi il 26 settembre 1935 viene assegnato al 3° Rgt. Art. Alpina gruppo “Udine” 18ª batteria dove presta servizio in patria fino al 1° luglio 1936 quindi viene congedato. Richiamato alle armi per istruzione il 30 marzo 1939 e trattenuto alle armi, il 19 aprile parte via mare da Bari per l’Albania. Sul ruolo matricolare viene indicato che rientra in Italia e sbarcato a Brindisi il 1° ottobre 1939 ed il 10 novembre viene ricollocato in congedo illimitato ai sensi della circolare 33690. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, il 10 luglio 1944 collabora con la formazione 8ª brigata Garibaldi fino al 20 ottobre 1944 con compiti di raccolta fondi e consegna manifesti. Riconosciuto Patriota.

Casanova Domenico
inserito il 1° novembre 2019
Domenico Casanova nasce il 19 settembre 1924 a Gaggio Montano, Bologna, dove svolge la professione di agricoltore. Chiamato alle armi il 16 agosto 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Lanzo” in Strigno. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 1° giugno 1944 entra nella formazione partigiana brigata Giustizia e Libertà che opera nella zona metropolitana di Bologna e rimane con questa formazione fino 2 dicembre 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in congedo provvisorio fino al 25 marzo 1946, nello stesso giorno, chiamato alle armi, viene assegnato al centro addestramento di Pesaro, specialità Artiglieria. Il 17 aprile 1947 a fine ferma, viene collocato in congedo illimitato.
Casolari Luigi

inserito il 1° gennaio 2020
Luigi Casolari nasce il 7 maggio 1921 a San Pietro in Casale, Bologna, dove svolge la professione di operaio (bracciante agricolo). Chiamato alle armi il 16 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d’Armata ed il 6 aprile è inviato in zona di operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia), dai quali rientra per rimpatrio il 30 settembre 1941. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 26 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 52° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 15 maggio 1943. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre, il 5 maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana battaglione Tolomelli della 2ª brigata “Paolo” che opera nella zona di San Pietro in Casale. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Inviato in licenza straordinaria, viene collocato in congedo illimitato il 15 marzo 1946.

Cavazza conte Novello

vedi biografia :
Cavazza Novello

inserito il 1° ottobre 2019
Novello conte Cavazza nasce il 1° gennaio 1922 a Bologna, poi residente a Roma ma iscritto di leva al Distretto di Bologna. Il 17 marzo 1941 si arruola volontario nel 1° Rgt. Art. Alpina a Torino dove frequenta il 1° anno di Ingegneria ed il giorno dopo, 18 marzo, viene inviato ad Aosta alla Scuola Centrale Militare di Alpinismo. Promosso Caporale quindi Sergente viene destinato in servizio al 2° Rgt. Alpini. Il 29 giugno transita al 3° Rgt. Art. Alpina a Gorizia. Il 15 novembre viene inviato alla Scuola Allievi Ufficiali di Artiglieria a Bra e conseguita la nomina a Sottotenente il 16 maggio 1942 viene nuovamente assegnato al 3° Art. Alpina in forza al 2° Gruppo Valle della 6ª Divisione Alpina “Alpi Graje” ed inviato per le operazioni di guerra in Montenegro ed Epiro. Qui viene decorato di croce di guerra. Rientrato in Italia nel marzo 1943 per rimpatrio, la Divisione, viene schierata in Liguria nella zona di La Spezia. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943 rientra “a casa”. Nel luglio 1944 si arruola volontario delle nuove unità regolari delle Forze Armate impegnate nella guerra di Liberazione e viene assegnato all’11° Rgt. Art. del Gruppo di combattimento “Legnano” ed il 21 aprile 1945 entra a Bologna. Congedato nel luglio 1945 rientra a Roma dove completa anche gli studi laureandosi in ingegneria. Nel 1970 eredita dalla madre una grande tenuta agricola a Manerba del Garda, Brescia, alla quale dedica un forte impegno assieme ai quattro figli e qui si trasferisce definitivamente.
Cavazzuti Mario
Mario Cavazzuti nasce il 14 agosto 1921 a Bologna, poi residente a Monte San Pietro dove svolge la professione di tecnico agrario. Chiamato alle armi il 7 gennaio 1941 viene assegnato al Btg. Misto Genio Divisione Alpina Tridentina. Promosso Caporale il 10 luglio transita effettivo alla 112ª compagnia radiotelegrafisti del II° Btg. Misto Genio "Tridentina". Il 9 luglio 1942 lascia la specialità del Genio Alpino in quanto viene trasferito alla 107ª compagnia Genio della Divisione di fanteria "Mantova" costituita da marzo a Verona, ed il 1° gennaio 1943 è promosso Caporale Maggiore. Nel gennaio 1943 la Divisione viene trasferita in Calabria. Con gli eventi legati all'8 settembre 1943 la Divisione si trasforma in Gruppo di Combattimento "Mantova" inquadrata nelle nuove unità regolari delle Forze Armate impegnate nella lotta di Liberazione. Il 30 settembre 1945 gli viene rilasciato il "certificato al merito" dal comando Vª Armata Americana perchè ha partecipato alla guerra di Liberazione. Viene collocato in congedo illimitato il 13 marzo 1946.
Cavina Domenico
Domenico Cavina nasce il 2 marzo 1920 a Riolo dei Bagni (poi Riolo Terme), Ravenna, poi residente a Tebano, frazione di Faenza, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. da Montagna gruppo “Belluno” mobilitato. Il 10 giugno prende parte alle operazioni di guerra sul fronte occidentale francese, dal quale rientra il 25 luglio. Il 25 novembre parte via mare da Brindisi per l’Albania per partecipare alle operazioni sul fronte greco-albanese dove rimane fino al 23 aprile 1941, quindi seguendo il reparto, partecipa alle operazioni in Balcania (territori ex Jugoslavia) e viene rimpatriato il 16 dicembre. Ricoverato all’ospedale militare di Ravenna viene dimesso il 10 luglio 1942 ed inviato in licenza di convalescenza. Allo scadere della licenza il 7 gennaio 1943 viene nuovamente ricoverato all’ospedale militare di Ravenna. Il 9 luglio viene definitivamente riformato e l’8 settembre collocato in congedo assoluto. Nello stesso giorno, con gli eventi politici legati all’8 settembre, entra nella formazione partigiana 28ª brigata “Mario Gordini”, dove rimane fino al 15 dicembre 1944. Riconosciuto partigiano combattente.
Cella Tito

inserito il 1° luglio 2019
Tito Cella nasce il 24 giugno 1920 a Loiano, Bologna, poi trasferito a Monterenzio nella frazione di San Benedetto del Querceto, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 12 marzo 1940 viene assegnato al 26° Reparto Salmerie del 6° Rgt. Alpini. Dal 17 giugno al 4 agosto 1940 partecipa alle operazione sul fronte alpino occidentale, Francia. Purtroppo in questo periodo si ammala di una grave forma di otite cronica purulenta per la quale viene ricoverato all’ospedale di Lecce. Il 6 marzo 1941 rientra al reparto dove con ulteriore visita medica viene “riconosciuto idoneo ai soli servizi sedentari in patria”. Viene quindi assegnato al distaccamento salmerie di Sanguinetto, Verona, nella 326ª compagnia presidiaria alpini, sempre del 6° alpini. Sbandatosi con gli eventi legati all’8 settembre e rientrato a Monzuno, dal 18 settembre 1943 entra nella formazione partigiana 62ª brigata Garibaldi operante nella zona di Bologna. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Inviato in licenza straordinaria viene collocato in congedo illimitato il 15 novembre 1945.

Chiari Dante
inserito il 1° dicembre 2019
Dante Chiari nasce il 9 giugno 1923 a Castel d’Aiano, Bologna, dove svolge la professione di meccanico aggiustatore. Chiamato alle armi il 14 gennaio 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano” ed il 15 agosto transita all’11° Rgt. Alpini in Massa Carrara. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 1° gennaio 1944 entra nella formazione partigiana 7ª brigata divisione Modena che opera nella zona di Montefiorino. Ben presto per le sue qualità organizzative viene promosso ed assume la qualifica partigiana di Tenente comandante di battaglione. Rimane con la stessa formazione fino alla Liberazione del 25 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Cimatti Giovanni
inserito il 1° luglio 2019
Giovanni Cimatti nasce il 9 febbraio 1921 a Meldola, Forlì, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 10 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d’Armata in Cormons, Gorizia ed il 6 aprile è inviato in zona di operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia), dai quali rientra per rimpatrio il 30 settembre 1941. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 26 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 52° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia dalla quale rientra dopo aver percorso tutta la ritirata. Il 14 febbraio 1943 viene ricoverato all’ospedale di Karkov per congelamento dei piede destro ed il giorno dopo è rimpatriato con treno ospedale è ricoverato all’ospedale militare di Brescia. Il 27 agosto giunge all’ospedale militare di Ravenna per il controllo e confermato la diagnosi dei postumi di congelamento viene dimesso con licenza di convalescenza. Chiamato alla visita di controllo il 28 settembre, non si presenta, in quanto “sbandato” a seguito degli eventi politici dell’8 settembre. Dal 1° giugno 1944 entra a far parte dell’8ª brigata Garibaldi “Romagna” dove rimane fino al 15 novembre, poi i problemi al piede non gli consentono di proseguire. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 3 maggio 1946 viene chiamato in osservazione per una visita dall’ospedale militare di Ancona e riconosciuta l’infermità per cause di guerra viene posto in congedo assoluto e corrisposta una “pensione di guerra” di 7ª categoria con inizio retrodatata dal gennaio 1943 (Russia).
Cimatti Luigi
Luigi Cimatti nasce il 4 maggio 1916 a Brisighella, Ravenna, dove svolge la professione di macellaio. Chiamato alle armi il 16 maggio 1937 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno” ed è congedato il 19 agosto 1938. Richiamato alle armi il 31 agosto 1939, il 9 dicembre è inviato in licenza fino al 17 marzo 1940. L’11 giugno parte per il fronte occidentale francese dal quale rientra il 30 giugno. Il 25 novembre parte via mare da Brindisi per l’Albania per partecipare alle operazioni sul fronte greco-albanese dove rimane fino al 23 aprile 1941, quindi seguendo il reparto, partecipa alle operazioni in Balcania (territori ex Jugoslavia) e viene rimpatriato il 20 giugno 1942. Il 19 novembre riparte per partecipare alle operazioni di guerra in Francia. Sbandatosi a seguito degli eventi politici dell’8 settembre 1943, il 12 settembre rientra a Brisighella. Il 15 luglio 1944 inizia a collaborare con la formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) fino al 14 dicembre. Sul ruolo matricolare viene annotato che è considerato in servizio dal 12 febbraio 1943 al 5 dicembre 1944 quindi inviato in licenza straordinaria fino al 15 settembre 1945 quando è ricollocato in congedo illimitato.  Riconosciuto Patriota.
Cioni Medardo
inserito il 1° settembre 2019
Medardo Cioni nasce il 29 agosto 1923 a Castel di Casio, Bologna, poi residente a Marzabotto, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 5 gennaio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina in Belluno. Sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 15 maggio 1944 entra nella formazione partigiana Stella rossa, 1° battaglione, che opera nella zona di Monte Sole, Bologna. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Nell'eccidio di Marzabotto sono uccisi il padre, la madre, il fratello Remo e la zia Giuseppina. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 2 aprile 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Cremonini Albertino
inserito il 1° febbraio 2020
Albertino Cremonini nasce il 16 febbraio 1922 ad Anzola dell’Emilia, Bologna, dove svolge la professione di operaio meccanico presso la ditta Sabiem. Chiamato alle armi il 1° febbraio 1942 viene assegnato al 14° Rgt. Genio in Belluno. Il 5 ottobre viene trasferito al 1° Btg. Genio Alpino “Taurinense” mobilitato. Nello stesso giorno è inviato via mare in Balcania (nei territori ex Jugoslavia). Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il 1° Btg. Genio Alpino. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 9 marzo 1945, rimpatriato, sbarca a Brindisi e dopo la licenza di rimpatrio, l’11 agosto viene collocato in congedo illimitato.
Dalla Casa Gaetano
inserito il 1° settembre 2019
Gaetano Dalla Casa nasce l'8 gennaio 1921 a Medicina, Bologna, poi trasferito a Castel San Pietro, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 14 gennaio 1941 viene assegnato all'11° Rgt. Art. di Corpo d'Armata in Cormons, Gorizia. Mobilitato il 6 aprile parte per le operazioni in Jugoslavia ed il 1° agosto è promosso soldato scelto. Rientrato in patria il 13 aprile 1942 e dopo una licenza di trenta giorni, rientra al reparto. In previsione dell'invio di un Corpo d'Armata Alpino sul fronte russo, l'11° diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d'Armata Alpino. Il 14 luglio, assegnato al 51° Gruppo Art. Alpina, parte per la Russia. Supera la tragica ritirata del gennaio 1943 ed il 5 marzo rientra in Italia. Dopo la licenza ordinaria di trenta giorni rientra al reparto. Sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 1° luglio 1944 entra nella formazione partigiana 66ª brigata Garibaldi "Pietro Secchia" che opera nella zona metropolitana di Bologna. Il 15 luglio viene promosso alla qualifica gerarchica partigiana di Sottotenente Ispettore di formazione. Rimane con la stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Degli Esposti Renzo

inserito il 1° ottobre 2019
Renzo Degli Esposti nasce il 13 settembre 1922 a Castello di Serravalle, Bologna, dove svolge la professione di manovale muratore. Chiamato alle armi il 28 gennaio 1942 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina predesignato per il Gruppo “Lanzo” in Strigno. Il 4 ottobre viene aggregato al Deposito della 185ª Div. Fant. “Folgore” in Viterbo, per frequentare il corso allievi paracadutisti. Concluso il corso, il 14 ottobre rientra al 5° Rgt. Art. Alpina. Il 2 novembre viene aggregato alla Scuola Artificieri di Piacenza, per frequentare il 39° corso artificieri di artiglieria, ed è classificato con “ottimo”. Dal 7 aprile 1943 viene aggregato al Reparto Distrettuale di Grosseto quale artificiere, ed il 9 agosto aggregato al 7° Rgt. Art. in Pisa. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre 1943 rientra “a casa”. Richiamato alle armi l’8 marzo 1944 dalla repubblica sociale italiana, per non subire ritorsioni anche famigliari, accetta di arruolarsi, ed inviato al centro di raccolta di Vercelli viene assegnato alla Divisione alpina “Monterosa” in partenza per l’addestramento in Germania. Il 18 luglio rientra in patria con il 1° Rgt. Art. Alp. schierato in Liguria e nello stesso giorno si allontana arbitrariamente e viene dichiarato disertore. Dall’11 dicembre entra nella formazione partigiana brigata Costrignano della divisione Modena che opera nella zona di Montefiorino, Modena, assumendo da subito l’incarico di comandante di nucleo con la qualifica partigiana di Sergente. Rimane nello stesso reparto fino al 30 aprile 1945 quando viene sciolto. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 21 aprile quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato. Nel dopoguerra trasferisce la residenza a San Lazzaro di Savena, Bologna.

De Vivo Francesco

inserito il 1° gennaio 2020
Francesco De Vivo nasce il 31 marzo 1918 a Bologna. Trasferito a Padova per frequentare l’Università nella facoltà di Lettere, si laurea nel luglio 1940. Iscritto al Distretto militare di residenza di Padova, presenta domanda come studente di rinuncia al rinvio alla chiamata alle armi e si arruola volontario. Il 21 febbraio 1941 si presenta al 7° Rgt. Alpini a Belluno. Il 2 marzo viene inviato alla Scuola Centrale Militare di Alpinismo di Aosta per il prescritto corso ufficiali. Conseguito il grado di Caporale e con la promozione a Sergente, concluso il corso, è destinato al 6° Rgt. Alpini. Frequenta poi il corso ufficiali alla Scuola di Bassano e con la promozione a Sottotenente viene assegnato al 3° Gruppo Valle, Btg. "Val Toce", quindi dal 10 novembre 1942 transita al Btg. sciatori “Monte Cervino” destinato al fronte in Francia, dove rimane fino all’8 settembre 1943. Sbandatosi a seguito degli eventi politici, riprende gli studi e riesce a laurearsi in Filosofia, quindi entra nella formazione partigiana “Guido Negri”, subendo anche il carcere duro fascista, ed è equiparato ai militari combattenti volontari della guerra di liberazione. Collocato in congedo illimitato, nel dopoguerra è docente di Filosofia Pedagogia Psicologia negli Istituti Magistrali di Piove di Sacco dal 1947, poi preside. Nell'Università di Padova è Assistente alle cattedre di Psicologia, di Storia della Pedagogia. Iscritto alla sezione ANA di Padova è stato direttore del periodico sezionale Naia Scarpona dal 1989 al 2002. Deceduto a Padova il 28 maggio 2005 è sepolto nella tomba di famiglia presso il cimitero di Piove di Sacco.

Domenicali Giuseppe
Giuseppe Domenicali nasce il 5 luglio 1915 a Casola Valsenio, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 7 ottobre 1936 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo "Belluno" ed assegnato alla ferma minore in quanto ha conseguito il requisito dell'istruzione premilitare, ed è posto in congedo provvisorio il 3 dicembre. Richiamato per istruzione il 1° agosto 1937 viene nuovamente mandato in congedo provvisorio il 24 agosto. Richiamato per mobilitazione il 2 giugno 1940 rientra al 5° Rgt. Art. Alpina ed inviato sul fronte occidentale alpino (Francia). Qui si ammala ai bronchi e viene inviato il licenza di convalescenza per cause di guerra. Rientrato al reparto, le condizioni di salute si aggravano nuovamente e nel corso di ulteriore visita medica gli viene diagnosticata anche un'ernia inguinale destra per cause di guerra che non gli consentono più la normale attività di impiego in zona di guerra. Il 28 luglio 1942 dopo l'ennesimo ricovero in ospedale, viene dichiarato non più idoneo in modo permanente ed il 3 agosto è collocato in congedo illimitato. Rientrato a Casola Valsenio, dal 1° aprile 1944 entra nella formazione 28ª brigata GAP (gruppi ardimento patriottico) "Celso Strocchi" che opera a Casola Valsenio, fino al 12 dicembre 1944 ed è equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Fabbri Aldo
Aldo Fabbri nasce il 9 novembre 1923 a Monterenzio, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 5 giugno 1942 è lasciato in congedo provvisorio. Richiamato alle armi il 14 gennaio 1943 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre. Sbandatosi a seguito degli eventi politici e rientrato a Monterenzio, dal 6 giugno 1944 entra a far parte della formazione partigiana 66ª brigata "Jacchia" Garibaldi che opera sull'Appennino tosco-emiliano fino al 17 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo illimitato per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Fabbri Giuseppe

inserito il 1° luglio 2019
Giuseppe Fabbri nasce il 7 dicembre 1924 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di conducente di muli. Chiamato alle armi il 15 agosto 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 1° giugno 1944 entra nella formazione partigiana divisione Fulmine che opera nella zona dell’Appennino fra Bologna e Modena, assumendo l’identità partigiana di “Alpino”. Il suo impegno partigiano si conclude il 25 febbraio 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in congedo provvisorio, il 18 marzo 1946 viene chiamato alle armi e rinviata in epoca da destinarsi. L’8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva e collocato in congedo illimitato.

Ferri Sante
Sante Ferri nasce il 31 marzo 1924 a Lugo (poi Lugo di Romagna) Ravenna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Chiamato alle armi il 18 maggio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre “rientra a casa”. Chiamato alle armi il 5 marzo 1944 dalla Repubblica Sociale Italiana, per non subire ritorsioni sulla famiglia, accetta di arruolarsi e viene assegnato all’Art. Contraerei di Ravenna. Il 14 aprile “si allontana arbitrariamente dal reparto” ed entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna, che opera nella zona di Santa Maria in Fabriago dove rimane fino al 15 maggio, quindi passa al 28° gruppo “Umberto Ricci” con qualifica gerarchica di comandante di nucleo, per poi rientrare dall’8 gennaio 1945, sempre quale comandante di nucleo, nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna, dove rimane fino al 12 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Dal 12 aprile viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo e gli viene conferita la Croce al merito di guerra.
Folegatti Mario

inserito il 1° novembre 2019
Mario Folegatti nasce il 24 dicembre 1923 a Comacchio, Ferrara, dove svolge la professione di magazziniere con titolo di studio 2ª istituto tecnico industriale. Chiamato alle armi il 5 gennaio 1943 viene assegnato al 6° Rgt. Genio. Il 1° marzo è nominato soldato scelto ed il 20 maggio, dopo opportuno corso, ottiene la specializzazione quale telescriventista. Il 5 agosto transita alla 109ª compagnia telegrafisti del IX (9°) Btg. Misto Genio per Corpo d’Armata Alpino in riordino a Vergato, Bologna, dopo la campagna di Russia. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre, viene catturato dai tedeschi ma riesce a fuggire prima che il treno arrivi al Brennero. Rientrato prima a Comacchio, prosegue verso sud ed il 23 settembre 1943 entra nelle bande Melis del gruppo partigiano del Gran Sasso che opera nella zona di Norcia. Si distingue in particolare nei combattimenti per la liberazione di Spoleto nel giugno 1944 e viene decorato sul campo di croce di guerra al valor militare. Segue l’avanzata verso nord dei reparti militari del Corpo Italiano di Liberazione e dal 25 giugno 1944 entra nella formazione partigiana “Mario Babini” con il grado equiparato di Sottotenente. Gli ultimi combattimenti li sostiene nei giorni 12-14 aprile 1945 per la definitiva liberazione del paese ferrarese di Filo. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 30 aprile è mandato in licenza ed il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato. Deceduto il 3 ottobre 2017.

Fornasini Gino
Gino Fornasini nasce il 27 agosto 1924 a Partomaggiore, Ferrara, dove svolge la professione di barcaiolo. Chiamato alle armi il 23 agosto 1943 viene assegnato 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Sbandatosi con gli eventi legati all’8 settembre rientra “a casa” e dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) Ravenna che opera nella zona di Lavezzola. In questa formazione rimane fino al 28 novembre 1944, quindi entra nel 28° battaglione “Umberto Ricci” e dal 7 dicembre nel 28° battaglione “Mario Gordini” che opera nella zona di Sant’Alberto, Ravenna ed a Codevigo, Padova, dove rimane fino al 20 maggio 1945. Riconosciuto partigiano combattente equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Chiamato alle armi il 22 marzo 1946 viene “rinviata in epoca da determinarsi”. L’8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva e collocato in congedo illimitato.

Forni Irnerio

vedi biografia :
Forni Irnerio

inserito il 1° settembre 2019
Irnerio Forni nasce il il 20 giugno 1913 a San Giovanni in Persiceto, Bologna. Chiamato alle armi il 13 ottobre 1933 viene ammesso al ritardo alla chiamata in tempo di pace quale studente al 2° anno di Medicina alla Regia Università di Bologna. Il 29 marzo 1939, già laureato in Medicina e Chirurgia viene ammesso quale aspirante ufficiale medico alla Scuola di Applicazione di Sanità di Firenze. Il 7 settembre con la nomina di Aspirante ufficiale medico di complemento viene assegnato per il servizio di prima nomina al 3° Rgt. Art. “Pistoia” in Bologna. Dal 10 giugno 1940 al 20 luglio 1943 presta servizio in vari reparti. Dal 20 luglio 1943 viene trasferito presso il comando del 4° Rgt. Alpini ed è assegnato al Btg. "Ivrea" 40ª compagnia in Montenegro. Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, preferisce continuare la lotta contro i tedeschi ed entra nella Divisione partigiana "Garibaldi", continuando a svolgere la sua opera come Tenente medico alpino e viene assegnato al VI Battaglione nella 4ª sezione sanità ed in questa veste viene decorato di medaglia di bronzo e croce di guerra . L'8 marzo 1945 si conclude la guerra su quel fronte ed i reparti della "Garibaldi" vengono rimpatriati. Sente però che c'è ancora bisogno di un medico, anche per la popolazione civile e rinvia il rimpatrio fino al 10 giugno, quando rientra a Bologna dopo sei anni di naja.
Francesconi Angelo
inserito il 1° ottobre 2019
Angelo Francesconi nasce il 5 maggio 1920 a Faenza, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 9 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Il 25 novembre parte via mare per il fronte greco-albanese dove rimane fino al 23 aprile 1941. Dal 16 luglio viene inviato sul fronte in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dove rimane fino al 28 giugno 1942 quando, ammalatosi, viene ricoverato all’ospedale da campo n° 11. L’8 agosto viene rimpatriato (via terra) e prima ricoverato all’ospedale militare di Gorizia dove gli viene diagnosticata la malattia di febbre tifoide per cause di servizio, quindi inviato per le cure e ricoverato all’ospedale militare di Bologna. L’8 agosto viene dimesso e rientra al corpo. Il 10 novembre viene nuovamente mobilitato ed è inviato per le operazioni di guerra in Francia. Nel marzo 1943 nuovamente ammalato di febbre tifoide viene “rimandato in patria” e ricoverato all’Ospedale civile di Castel Bolognese, Ravenna, per conto dell’Ospedale Militare di Bologna con una prognosi di trenta giorni al termine dei quali rientra al corpo. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre 1943 rientra “a casa”. Dal 7 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 28ª brigata “Celso Strocchi” che opera nella zona di Castel Bolognese come partigiano combattente. Dal 27 agosto viene promosso alla qualifica partigiana di Sottotenente comandante di distaccamento. Rimane con questa formazione fino al 12 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 novembre 1945 viene collocato in congedo illimitato. Il 21 luglio 1981 gli viene conferito a titolo onorifico il corrispondente grado di Sottotenente dell’Esercito.
Gaffarelli Gino
inserito il 1° febbraio 2020
Gino Gaffarelli nasce il 25 febbraio 1923 a Jolanda di Savoia, Ferrara, residente a Codigoro dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 25 maggio 1943 viene assegnato al 25° Rgt. Fanteria a Cervignano, Udine. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre e rientrato a Codigoro, il 18 gennaio 1944 chiamato alle armi dalla repubblica sociale italiana, per non subire ritorsioni sulla famiglia, accetta di arruolarsi e viene inviato al centro di raccolta di Vercelli destinato alla Divisione Alpina Monterosa. Il 18 febbraio parte per l’addestramento della Divisione in Germania e rientra in Italia fra il 18 e 25 luglio. Dislocato con il reparto in Liguria, il 24 agosto si allontana arbitrariamente e viene dichiarato disertore. L’8 settembre 1944 entra nella formazione partigiana 7ª brigata Gino Cerri, detta “Alpini Aosta” in quanto formata prevalentemente da alpini alle armi, della Monterosa passati nei partigiani, che opera nella zona di Piacenza in Val Trebbia. (dove trova “già arruolato” dalla settimana precedente il conterraneo ferrarese Giovanni Bigoni n.d.r.). Dal 2 dicembre gli sono affidati incarichi di comando ed assume il grado partigiano equiparato di Sergente. Rimane in questa formazione fino al 30 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Esentato dal ripresentarsi alla chiamata alle armi per computo del periodo di servizio di partigiano combattente, il 4 luglio 1946 viene collocato congedo illimitato.
Galassi Nerio
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Nerio Galassi nasce il 9 gennaio 1919 a Dozza, Bologna. Iscritto al Distretto di Ravenna, il 22 giugno 1938 viene chiamato in anticipo alla visita militare e dichiarato abile, è lasciato in congedo illimitato ed indicato come professione contadino. Chiamato alle armi il 3 aprile 1939 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno” ed il 7 agosto viene promosso soldato scelto. Nel giugno 1940 transita al Gruppo” Val Piave” mobilitato per il fronte occidentale (francese) dal quale rientra 21 ottobre. Purtroppo una grave forma di “Poliartrite reumatica” lo costringono a numerosi ricoveri e conseguenti licenze di convalescenza. Il 30 novembre 1941 “rientrato al corpo” ed assegnato al Gruppo “Belluno” parte subito per il fronte jugoslavo quindi in Balcania (ex territori Jugoslavia). Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella Divisione Partigiana Italiana Garibaldi e transita nel 1° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Susa”. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Viene collocato in congedo il 16 agosto 1946. Nel dopoguerra è fra i promotori per la ricostituzione nel 1953 del gruppo alpini di Dozza del quale è fra i soci più attivi. Deceduto a Dozza il 25 novembre 1999.
Gambari Ortensio

inserito il 1° gennaio 2020
Ortensio Gambari nasce il 2 dicembre 1924 a Vergato, Bologna, dove svolge la professione di agricoltore. Chiamato alle armi il 20 agosto 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Dal 10 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 7ª brigata divisione Modena che opera nella zona dell’appennino modenese. Rimane con la stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in congedo provvisorio, il 23 marzo 1946 viene chiamato alle armi e rinviato a chiamata in epoca da destinarsi. L’8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva ed è collocato in congedo illimitato.

Gandolfi Ezio
inserito il 1° novembre 2019
Ezio Gandolfi nasce il 3 novembre 1922 a Gaggio Montano, Bologna, dove svolge la professione di meccanico. Chiamato alle armi il 28 gennaio 1941 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina ed il 4 novembre è inviato in zona di operazioni sul fronte balcanico. Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il Gruppo “Susa”. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 12 marzo 1945, rimpatriato, sbarca a Brindisi e dopo la licenza di rimpatrio, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo.

Gandolfi Raffaele

vedi biografia :
Gandolfi Raffaele

Raffaele Gandolfi nasce l'8 settembre 1919 a Bologna. Nel novembre 1938 intrapprende la carriera militare ed entra all'Accademia Militare di Modena uscendone il 3 agosto 1940 con la promozione a Sottotenente in s.p.e. assegnato per il prescritto servizio di prima nomina al 7° Rgt. Alpini a Belluno. Dopo vari incarichi fra i quali accompagnare il Btg. Complementi destinati al 7° Rgt. alpini mobilitato già presente in Albania, poi Btg. "Feltre" mobilitato ed il 3 giugno 1942 parte per il Montenegro, ed altri ancora. Con le vicende legate all'8 settembre 1943 e lo sbandamento generale, si sottrae alla cattura da parte dei tedeschi e sceglie la lotta armata clandestina con le formazioni partigiane della Brigata "Val Maira" e quindi della Brigata "Val Grana" operanti nelle vallate del cuneense. Con queste formazioni prende parte ad azioni di guerra, assumendo la qualifica partigiana di comandante di battaglione e viene decorato di Croce di guerra. Prosegue poi la carriera militare fino al grado di Generale di Corpo d'Armata, sempre negli Alpini. Muore a Brescia il 17 novembre 2005.
Garganelli Duilio
inserito il 1° luglio 2019
Duilio Garganelli nasce il 21 marzo 1922 a Praduro e Sasso (poi Sasso Marconi), Bologna, dove svolge la professione di autista. Chiamato alla visita di leva il 6 febbraio 1941 viene lasciato in congedo. Chiamato alle armi il 28 gennaio 1942 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano". Il 22 luglio transita all’8° Btg. Complementi mobilitato dell’8° Rgt. Alpini e nello stesso giorni parte per il fronte russo. Supera poi il tragico ripiegamento del gennaio 1943 ed il 10 marzo parte per rimpatrio dalla stazione ferroviaria di Brest-Litovsk (oggi Bielorussia). Il 14 marzo giunge in patria al campo contumaciale principale. Il 29 marzo viene inviato in licenza straordinaria ed il 29 aprile 1943 rientra all’8° Alpini. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’8 settembre rientra “a casa”. Dal 16 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 62ª brigata Camicie rosse Garibaldi che opera sull'Appennino tosco-emiliano. Subisce anche il carcere da metà dicembre 1944 a metà gennaio 1945. Rilasciato è promosso alla qualifica partigiana di Tenente vice-comandante di compagnia. Rientra nella stessa formazione e vi rimane fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Gatti Luigi

inserito il 1° gennaio 2020
Luigi Gatti nasce il 20 maggio 1922 a Faenza, Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 18 gennaio 1942 viene assegnato al 3° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Val Piave”. Per esigenze di guerra, il 2 ottobre 1942 transita al 1° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Aosta” mobilitato” e nello stesso giorno inviato al fronte in Balcania (ex territori Jugoslavia). Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il Gruppo “Aosta”. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 9 marzo 1945, rimpatriato, sbarca a Brindisi e dopo la licenza di rimpatrio, il 24 agosto viene collocato in congedo illimitato.

Gherardi Alfiero
Alfiero Gherardi nasce il 21 giugno 1921 a Minerbio, Bologna, residente nella frazione Cà de’ Fabbri. Chiamato alla visita di leva il 24 gennaio 1940 è lasciato in congedo e viene indicata come professione pianticultore. Chiamato alle armi il 9 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d'Armata ed il 6 aprile è inviato in zona di operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia n.d.r.), dai quali rientra per rimpatrio il 7 febbraio 1942. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 26 luglio 1942 (cappello alpino in testa n.d.r.), parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, con un treno ospedale l’8 febbraio 1943. Dopo il ricovero in ospedale e licenza di convalescenza, il 2 giugno 1943 rientra al reparto. Sbandatosi con gli eventi legati all’8 settembre e rientrato a Minerbio, il 1° giugno 1944 entra nella formazione partigiana IVª brigata "Remigio Venturoli" operante nella zona di Bologna fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Mandato in licenza straordinaria viene collocato in congedo illimitato il 15 marzo 1946.
Grilli Mario
inserito il 1° settembre 2019
Mario Grilli nasce l'8 luglio 1920 a Bagnacavallo, Ravenna, dove svolge la professione di birocciaio. Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina gruppo "Belluno". Mobilitato, dal 10 giugno fino al 26 luglio partecipa alle operazioni di guerra sul fronte occidentale francese. Il 25 novembre, nuovamente mobilitato, parte via mare per l'Albania destinato al fronte greco-albanese. Il 14 febbraio 1941 ottiene una breve licenza "per gravi motivi di famiglia" quindi rientra al reparto. Il 23 novembre ottiene una nuova breve licenza straordinaria. Partecipa a tutte le operazioni sul fronte greco-albanese quindi in Balcania (territori ex Jugoslavia) e rientra in Italia per essere ricoverato in luogo di cura in vari ospedali, da Torino, a Bologna, a Ravenna, con conseguenti rientri al Deposito del 5° Art. Alpina in Belluno. Il 25 gennaio 1943 dichiarato "abile" e mobilitato, parte per le operazioni di guerra in Francia. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre rientra “a casa”. Dal 30 ottobre 1943 inizia a collaborare con la SAP (squadre azione patriottica) e con la SAO (Squadre azione operaia) Ravenna, occupandosi degli approvigionamenti e volantinaggio fino all'11 aprile 1945. Viene collocato in congedo illimitato dal 15 novembre 1945. Nel dopoguerra l'apposita Commissione gli riconosce la qualifica partigiana di Patriota.
Gualandi Leonardo
inserito il 1° febbraio 2020
Leonardo Gualandi nasce il 13 novembre 1922 a Gaggio Montano, Bologna, dove svolge la professione di meccanico fresatore. Chiamato alle armi il 28 gennaio 1942 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina predesignato per il Gruppo “Lanzo” in Strigno. Essendo di famiglia di agricoltori ed essendo riconosciuto “indispensabile” per i lavori nel campo, viene esentato dai servizi “fuori territorio” e rimane sempre “in patria”. Fra l’ottobre del 1942 ed il giugno 1943 usufruisce di due licenze agricole. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre rientra “a casa”. Dal 20 giugno 1944 entra nella formazione partigiana brigata Giustizia e Libertà che opera nell’Appennino bolognese tosco-emiliano. Ben presto viene promosso e dal 21 luglio assume la qualifica partigiana di Sottotenente comandante di distaccamento, quindi dal 29 settembre quella di Tenente comandante di battaglione. Rimane con la stessa formazione fino alla Liberazione del 25 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Gualandi Siro
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Siro Gualandi nasce il 18 agosto 1923 a Lugo (Lugo di Romagna) Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 5 gennaio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno” magazzino in Belluno. Il 1° maggio transita al Gruppo “Val Brenta” mobilitato ed il 15 maggio transita, con la qualifica di servente al pezzo, nel Gruppo “Val Piave” mobilitato in attesa di invio al fronte. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre 1943 rientra “a casa”. Dal 5 giugno 1944 entra nella formazione partigiana Divisione Garibaldi SAP (squadre azione patriottica) di Ravenna, che opera nella zona metropolitana e rimane con questa formazione fino al 2 novembre. Il giorno dopo entra nella formazione partigiana 28ª Brigata GAP (gruppi azione patriottica) che opera in provincia nelle zone di Fusignano, Bagnacavallo, Russi, ecc. e rimane con questa formazione fino alla Liberazione di quella zona del 15 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Dal 15 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria senza assegni in attesa di disposizioni ed il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Guerrini Bruno
Bruno Guerrini nasce al 29 aprile 1909 a Lugo (poi Lugo di Romagna) Ravenna, dove svolge la professione di cementista. Chiamato alle armi il 23 aprile 1930 viene assegnato al 4° Rgt. Genio Zappatori. Avendo frequentato il corso premilitare, il 1° aprile 1931 viene promosso Caporale e viene congedato il 1° luglio. Richiamato alle armi il 15 giugno 1940 viene assegnato all’11° Rgt. Genio ed il 29 ottobre viene ricollocato in congedo avendo contemporaneamente altri fratelli alle armi. Richiamato nuovamente alle armi il 20 febbraio 1941, ma solamente per istruzione, viene nuovamente mandato in congedo temporaneo. Richiamato alle armi il 14 dicembre 1942, il 20 dicembre è promosso Caporale Maggiore e viene assegnato al 3° Btg. Misto Genio per la Div. Alpina Julia, in forza alla 123ª compagnia Artieri. Mobilitato il 9 maggio 1943 viene promosso Sergente ed il 10 giugno parte per le operazioni di guerra in Jugoslavia. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre rientra “a casa”. Dal 1° ottobre 1943 entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna, che opera nella zona di Lavezzola rimanendovi fino al 12 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Sul ruolo matricolare viene indicato che nello stesso giorno 12 aprile 1945 viene collocato in congedo illimitato.

Jacchini Umberto

vedi biografia : Jacchini Umberto

inserito il 1° gennaio 2020
Umberto Jacchini nasce il 23 aprile 1906 a Castel Bolognese, Ravenna. Chiamato alla visita di leva il 4 ottobre 1925 viene ammesso a ritardare il servizio quale studente universitario e rinnovato ogni anni fino al 12 aprile 1931. Laureato il 4 luglio 1931 in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna, il 5 gennaio 1932 viene chiamato a compiere la ferma ed è inviato quale allievo ufficiale medico di complemento nella Scuola di Applicazione di Sanità Militare a Firenze. Promosso a fine corso Sottotenente medico, viene assegnato per il servizio di prima nomina di sei mesi all’ospedale militare di Bologna, quindi collocato in congedo. Nell’ottobre 1935 parte volontario per la campagna militare in Etiopia ed è assegnato al XV Btg. Indigeni Eritreo. Rientrato in patria nel marzo 1937 riprende la professione di medico. Ai primi di giugno viene richiamato alle armi per istruzione e, promosso Tenente, viene assegnato al 9° Rgt. Alpini. Nell'aprile 1939 parte con la Divisione Alpina “Julia” per l’occupazione dell'Albania. Nel novembre 1940 viene decorato di croce di guerra. Nel marzo 1942 rientra in Italia per rimpatrio della Divisione ed alla fine di luglio, ora è Capitano medico, viene promosso comandante del 630° ospedale da campo “Julia” e parte per il fronte russo. Durante la tragica ritirata nel gennaio 1943 viene decorato di una seconda croce di guerra. Rientrato in Italia nel marzo 1943 viene assegnato quale Capitano medico all'ospedale militare di Udine. A seguito degli eventi politici legati all’8 settembre rientra ad Imola dove prende da subito contatto con la resistenza aggregandosi prima alla 66ª brigata Jacchia e successivamente dal 7 agosto 1944 entra a far parte del servizio sanitario della 36ª brigata Bianconcini. Deceduto a Imola il 5 gennaio 1997.

Lolli Nello

inserito il 1° ottobre 2019
Nello Lolli nasce il 21 dicembre 1919 a Marzabotto, Bologna, poi residente a Sasso Marconi, dove svolge la professione di imbianchino. Chiamato alla visita di leva il 14 gennaio 1939 e posto a rassegna (visita) è giudicato rivedibile e viene lasciato in congedo. Chiamato alle armi il 7 gennaio 1941 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina. Il 13 gennaio viene ricoverato all’ospedale militare di Verona, giudicato dalla commissione permanentemente inabile al servizio in tempo di guerra. Rientrato al Corpo, il 27 gennaio viene collocato in congedo assoluto. Il 10 settembre 1944 entra a far parte della formazione partigiana 9ª brigata Santa Justa, che opera sull’Appennino bolognese. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 21 marzo 1946 viene richiamato alle armi ed è dispensato dal completare la ferma di leva per computo del periodo partigiano. Sul ruolo matricolare viene annotato in data 10 febbraio 1944 che è ripristinato nei ruoli dell’Esercito per servizio partigiano.

Mantovani Ottorino

inserito il 1° ottobre 2019
Ottorino Mantovani nasce il 22 febbraio 1922 a Ro Ferrarese, Ferrara, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 10 gennaio 1942 viene assegnato al 17° Rgt. fanteria. Dal 1° giugno transita al 121° Rgt. fanteria ed il 5 giugno, mobilitato, viene inviato sul fronte in Croazia. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legato all’8 settembre 1943 rientra “a casa”. Il 27 aprile 1944 viene richiamato in servizio dal nuovo governo della repubblica sociale italiana ed assegnato alla Compagnia Deposito di Ferrara. Il 1° maggio è inviato al centro di raccolta grandi unità di Vercelli e parte con la Divisione alpina “Monterosa” per l’addestramento in Germania dalla quale rientra il 29 luglio 1944 assegnato alla Vª compagnia del Btg. “Aosta” I° Rgt. alpini, che si attesta in Liguria nella zona di Camogli. Il 22 novembre 1944 si allontana arbitrariamente dal reparto e viene dichiarato disertore. Pochi giorni dopo entra nella formazione partigiana 75ª brigata alpino (brigata Giuseppe Boggiani “alpino”) della 5ª divisione Garibaldi che opera nella zona di Biella. Rimane con la stessa formazione fino al 7 giugno 1945 quando viene sciolta. Non gli vengono riconosciuti i benefici del servizio partigiano in quanto discriminato, avendo “prestato servizio nello pseudo esercito repubblichino”, ed è considerato congedato dall’8 settembre 1943. Esentato dalla ripresentazione alle armi viene ricollocato in congedo illimitato dal 15 luglio 1946.

Marconi Orlando

inserito il 1° luglio 2019
Orlando Marconi nasce il 17 agosto 1924 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di agricoltore. Chiamato alle armi il 22 agosto 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Pochi giorni dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 1° marzo 1944 entra nella formazione partigiana 7ª brigata divisione Modena che opera nell’Appennino modenese. Rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 18 marzo 1946, chiamato alle armi, viene rinviato a chiamata in epoca da destinarsi. L’8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva ed è collocato in congedo illimitato.

Martelli Augusto
inserito il 1° novembre 2019
Augusto Martelli nasce il 21 febbraio 1920 a Castel San Pietro (poi Castel San Pietro Terme), Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 13 marzo 1940 viene assegnato al XVI (16°) Deposito Settoriale della Guardia alla Frontiera di Osoppo, Udine. Il giorno dopo viene inviato per l’addestramento operativo presso il 55° Rgt. Fanteria in Treviso. Non assegnato a reparto mobilitato rientra nella Guardia alla Frontiera al XXVI (26°) Settore di Copertura a Villa Nevoso, Fiume, (oggi Bisterza in Slovenia). Il 16 aprile 1942 viene trasferito al Comando della 4ª Armata in Torino presso il servizio intendenza (approvvigionamenti n.d.r.) del 1° Rgt. Art. Alpina. Il 10 gennaio 1943 transita, con lo stesso incarico, al 5° Rgt. Art. Alpina mobilitato e parte per la zona di operazioni in Francia. Sbandatosi a seguito degli eventi politici dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 15 luglio 1944 entra nella formazione partigiana 66ª brigata “Jacchia” che opera nella zona di Liano, nelle colline di Castel San Pietro Terme. Rimane nella stessa formazione fino al 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 novembre 1945 viene collocato in congedo illimitato. Nell’immediato dopoguerra si trasferisce a Bologna in via Carracci 67.
Minoccheri Antonio
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Antonio Minoccheri nasce il 15 giugno 1911 a Bologna, poi trasferito a Monterenzio, dove svolge la professione di contadino ed infine all’atto della chiamata alle armi risulta residente a Casalfiumanese, paese dell’imolese nella valle del Santerno. Chiamato alle armi il 28 marzo 1932 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna e assegnato alla ferma minore viene congedato il 4 settembre. Richiamato alle armi il 18 febbraio 1935 viene assegnato alle Regie Truppe Coloniali ed il 10 marzo parte da Napoli per l’Eritrea in forza alla 18ª batteria nazionale da 77/28 da posizione del comando art. da posizione del Tigrai. Il 10 marzo 1937 (la guerra è finita il 5 maggio 1936 n.d.r.) transita alla 44ª batteria. Il 10 maggio rientra in Italia e dal 17 maggio è assegnato al Deposito del 21° Art. Motorizzata del Po, il giorno dopo viene mandato in congedo. Richiamato nuovamente alle armi il 30 ottobre 1939 rientra nell’art. da montagna, che dal 1934 è denominata artiglieria alpina, assegnato al 2° Rgt. Art. Alpina gruppo “Vicenza” ed il 20 dicembre è ricollocato in congedo. Richiamato per mobilitazione il 3 giugno 1940 destinato ancora al 2° Rgt. Art. Alpina gruppo “Vicenza” mobilitato, l’11 giugno è inviato sul fronte occidentale francese (dal 10 giugno l’Italia è in guerra n.d.r.), ed il 17 ottobre è ricollocato in congedo. Il 1° ottobre 1941 è richiamato dal congedo destinato al 5° Rgt. Art. Alpina ed il 30 novembre viene nuovamente ricollocato in congedo. Il 4 agosto 1942 ennesimo richiamo presso il magazzino di mobilitazione del 2° Rgt. Art. Alpina ed il 24 agosto ricollocato in congedo perché padre di quattro figli minori a carico. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 1° maggio 1944 entra nella formazione partigiana della 62ª brigata Garibaldi che opera nella zona di Monterenzio dove era nato. Rimane con la formazione fino al 1° ottobre 1944 e gli viene riconosciuta la qualifica di partigiano combattente e gli vengono riconosciuti i benefici e gli effetti dei militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Sul ruolo matricolare viene annotato senza specificare le cause, morto a Castel San Pietro il 18 ottobre 1944.
Monzali Angelo
inserito il 1° febbraio 2020
Angelo Monzali nasce il 10 settembre 1922 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 28 gennaio 1942 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Il 19 maggio viene ricoverato per una visita all’ospedale militare di Bologna che lo giudica “meno idoneo alle fatiche di guerra, ma idoneo per il solo servizio in patria”. Il 15 luglio transita alla 340ª compagnia presidiaria alpini sempre all’11° Rgt. Alpini. Sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 1° giugno 1944 entra nella formazione partigiana 63ª brigata Bolero che opera nella zona dell’Appennino bolognese. Rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Monzali Pio
Pio Monzali nasce il 20 settembre 1923 a Camugnano, Bologna, dove svolge la professione di falegname. Chiamato alle armi il 19 giugno 1942 è lasciato in congedo provvisorio. Richiamato alle armi il il 14 gennaio 1943 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre. Sbandatosi a seguito degli eventi politici e rientrato "a casa", dal 5 maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana Stella rossa Lupo che opera nella zona di Castiglione dei Pepoli fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è mandato in congedo illimitato per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Morganti Dino
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Dino Morganti nasce il 6 maggio 1923 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, poi residente a Camugnano, dove svolge la professione di fabbro. Chiamato alle armi il 14 gennaio 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini in Strigno. Nello stesso giorno transita nel 3° Gruppo Alpini “Valle” mobilitato e parte per le zone di operazioni in Balcania (territori ex Jugoslavia) dove rimane fino al 2 settembre 1943 e rientra per rimpatrio. Viene quindi assegnato al Btg. “Val Fassa” sempre dell’11° Alpini dislocato in Massa Carrara. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Chiamato alle armi dalla repubblica sociale si rifiuta di preste giuramento e viene incarcerato a Casalecchio di Reno dal 28 febbraio al 3 marzo 1944, e poi a Milano-Bicocca dove rimane fino al 16 aprile 1944, quindi è liberato. Rientrato a casa inizia a collaborare, non come combattente, con la brigata Stella rossa Lupo, fino al 6 ottobre. Considerato in licenza straordinaria fino al 21 aprile 1945, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato. Riconosciuto dall’apposita Commissione come “benemerito”.
Morisi Francesco

inserito il 1° gennaio 2020
Francesco Morisi nasce il 1° settembre 1925 a San Giovanni in Persiceto, Bologna, dove svolge la professione di studente. Chiamato alle armi il 24 aprile 1943 viene lasciato in congedo in attesa di successiva chiamato. Richiamato alle armi il 2 dicembre dalla repubblica sociale, accetta e viene assegnato al 37° Deposito Misto Provinciale di Bologna. Il 4 gennaio 1944 si allontana arbitrariamente dal reparto ma viene ripreso ed inviato per punizione in Germania nella “compagnia recuperi”. Qui accetta di essere assegnato alla Divisione alpina “Monterosa” giunta dal 5 marzo per l’addestramento. Rientra quindi in Italia il 26 luglio ed entra in linea in Liguria. Il 2 novembre lascia arbitrariamente il reparto e viene quindi dichiarato disertore. Nello stesso giorno si aggrega alla formazione partigiana brigata Antonio Gramsci della divisione Genova. Il 15 aprile 1945 prende parte alla battaglia di Pontremoli, Massa Carrara, ed il 24 aprile 1945 alla liberazione di La Spezia. Il 21 gennaio 1947 viene richiamato alle armi ma rinviato a chiamata in epoca da determinarsi. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 12 giugno 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva e collocato in congedo illimitato.

Moruzzi Aldo
inserito il 1° ottobre 2019
Aldo Moruzzi nasce il 14 febbraio 1923 a Castel di Casio, Bologna, poi residente a Grizzana, Monte Acuto, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 16 settembre 1942 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Il 19 aprile 1943 transita al Btg. “Bassano” mobilitato ed il 21 aprile parte per le zone di operazioni in Francia. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 17 luglio 1944 entra nella formazione partigiana brigata Stella rossa, che opera nell’Appennino bolognese. Rimane nello stesso reparto fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato. Nel maggio 1956 lascia Grizzana e si trasferisce in Toscana e dal 30 maggio viene iscritto nella forza in congedo “alpini” del Distretto di Firenze.
Moruzzi Mario
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Mario Moruzzi nasce l’8 ottobre 1921 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di manovale. Chiamato alle armi il 10 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata a Cormons, Gorizia. Dal 16 febbraio viene inviato in zona di operazioni sul fronte greco-albanese quindi in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dal quale rientra il 18 giugno 1942. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 18 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 51° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 22 marzo 1943. Dopo la licenza di rimpatrio il 1° maggio rientra al reparto. Il 25 giugno è trasferito al 16° Gruppo Artiglieria e “giunto in territorio dichiarato in stato di guerra” a Vibo Valentia (Calabria) e qui viene colto dagli eventi politici legati all’8 settembre. Decide volontariamente di continuare il servizio militare ed il 12 febbraio 1944 viene trasferito al 9° Rgt. Genio dislocato a Trani, in Puglia, inquadrato nella 209ª Divisione del nuovo Esercito Italiano, che opera alle dipendenze della 5ª Armata Americana. Con la conclusione della guerra prosegue il servizio “in tempo di pace” fino al 18 febbraio 1946 inquadrato nella 1ª compagnia Trasporti Amministrativo del Genio. Il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo. Il 30 settembre 1945 gli era stato conferito il certificato di merito per avere partecipato alla guerra di Liberazione con la 209ª Divisione del nuovo Esercito Italiano alle dipendenze della 5ª Armata Americana.
Musconi Antonio
inserito il 1° febbraio 2020
Antonio Musconi nasce il 7 luglio 1922 ad Imola, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi dal distretto militare di Ravenna, dal quale dipende Imola, il 18 gennaio 1942 viene assegnato al 3° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Val Piave”. Per esigenze di guerra, il 2 ottobre 1942 transita al 1° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Susa” mobilitato” e nello stesso giorno inviato al fronte in Balcania (ex territori Jugoslavia). Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il Gruppo “Susa”. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 9 marzo 1945, rimpatriato, sbarca a Brindisi e dopo la licenza di rimpatrio, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Neri Virgilio

vedi biografia :
Neri Virgilio
inserito il 1° dicembre 2019
Virgilio Neri nasce il 17 giugno 1906 a Faenza, Ravenna. Studente nella facoltà di Giurisprudenza all’Università di Bologna poi a Firenze, dopo alcuni rinvii alla chiamato, nel 1928 è ammesso a ferma riducibile di sei mesi ed inviato alla Scuola Allievi ufficiali di complemento di Verona nella specialità Alpini. Il 1° agosto viene promosso Caporale, quindi Sergente l'11 gennaio 1929 ed inviato in servizio all'8° Rgt. Alpini Btg. Tolmezzo in Gemona. Completata la ferma dei sei mesi, il nel luglio 1929 viene mandato in congedo e viene così escluso dall'eventuale successivo corso per allievo ufficiale. Rientrato a Faenza, nel 1931 viene nominato Capogruppo del nuovo gruppo alpini. Grande appassionato di montagna e Accademico del C.A.I. è insignito di medaglia d'argento al valor civile. Nel 1937 trasferisce la residenza a Milano dove apre uno studio di notaio. Con la caduta del fascismo del 25 luglio 1943 lascia Milano e ritorna nella “sua" Romagna per unirsi a formazioni partigiane romagnole. Sul ruolo matricolare, parificato il 30 novembre 1955, viene indicato nella riga : Ultimo corpo di appartenenza - Squadra Armata Partigiana iscritto nella rubrica Arma, Alpini del Distretto Militare di Milano. Il notaio-rocciatore muore nell'agosto del 1982 mentre è in vacanza nella bella località montana del Canton Vallese in Svizzera. Pochi anni dopo a Faenza gli viene intitolata una via Virgilio Neri.
Nicoletti Vittoriano
inserito il 1° novembre 2019
Vittoriano Nicoletti nasce il 25 marzo 1920 a Bologna, dove svolge la professione di studente. Ammesso a ritardare il servizio per studio, viene chiamato alle armi il 6 agosto 1942 ed assegnato al 5° Rgt. Alpini in Merano viene ammesso a frequentare il corso di Sergente. Promosso Caporale il 10 ottobre quindi Sergente il 30 dicembre, è “comandato” al corso per ufficiali presso la Scuola Allievi ufficiali di Bassano del Grappa. Il 20 agosto 1943, nominato Sottotenente, viene assegnato al Deposito dell’11° Rgt. Alpini in Trento per prestare il servizio di prima nomina. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Il giorno dopo, 9 settembre, entra nella formazione partigiana 3ª brigata “Matteotti Montagna Toni” (nome di battaglia di Antoni Giuriolo n.d.r.) che opera nella zona dell’Appennino di Lizzano in Belvedere, Porretta Terme, Granaglione, assumendo la qualifica gerarchica di Tenente comandante di compagnia. Rimane con questa formazione fino al 15 ottobre 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio dal 9 settembre 1943 fino al 21 aprile 1945, il 15 novembre 1945 viene collocato in congedo. Il 18 giugno 1949, pur non avendo concluso il servizio di prima nomina, viene promosso Sottotenente di complemento e dispensato dalla prestazione del servizio di prima nomina per computo del servizio partigiano.
Patrignani Olindo
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Olindo Patrignani nasce il 4 dicembre 1914 a Roncofreddo, Forlì, dove svolge la professione di falegname. Chiamato alle armi il 5 aprile 1935 viene assegnato al 3° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Udine” ed è congedato per fine ferma “ridotta” il 4 settembre 1936. Richiamato alle armi il 31 agosto 1939 rientra al 3° Rgt. Art. Alpina ed è nuovamente mandato in congedo il 31 marzo 1940. Nuovamente richiamato il 26 maggio, questa volta viene assegnato al Gruppo “Valle Isonzo” sempre del 3° Rgt. Art. Alpina, che è mobilitato. Avendo però altri due fratelli già alle armi, viene prima assegnato al Deposito in Gorizia, quindi il 1° novembre è ricollocato in congedo. Nuovamente richiamato il 6 febbraio 1941, ma avendo ancora due fratelli già alle armi, viene ricollocato in congedo “senza assegni”. Di nuovo richiamato il 29 maggio, il 4 settembre è ricollocato in congedo “senza assegni”. Richiamato ancora il 18 luglio 1942, questa volta transita assegnato all’8° Reparto Salmerie della Div. Jiulia mobilitata ed il 10 agosto parte per il fronte russo. Nel gennaio 1943 sopravvive alla drammatica marcia del ripiegamento, ed uscito dalla sacca il 29 gennaio, viene ricoverato per grave congelamento all’ospedale militare n 8 in Charkov. Il 31 gennaio caricato su un treno ospedale rientra in Italia ed è ricoverato all’ospedale di riserva di Miramare di Rimini. Il 30 aprile viene dimesso con una licenza di convalescenza. Il 2 luglio rientra all’8° Reparto Salmerie dove lo colgono gli eventi politici legato all’8 settembre e rientra a casa. Il 10 maggio 1944 entra nella formazione partigiana 29ª GAP (gruppi azione patriottica) che opera nella zona di Forlì. Purtroppo due settimane dopo, esattamente il 25 maggio, cade prigioniero dei tedeschi ed è deportato in Germania. Rientra dalla prigionia il 5 maggio 1945. Considerato in servizio gli vengono riconosciuti i benefici e gli effetti dei militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Viene collocato in congedo il 20 luglio 1945.
Patuelli Eugenio
Eugenio Patuelli nasce il 10 giugno 1920 a Lugo (poi Lugo di Romagna) Ravenna, residente nella frazione di Budrio del comune di Lavezzola, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 viene assegnato al 4° Rgt. Genio in Bolzano per la compagnia artieri. Dopo aver usufruito di licenza di convalescenza ed agricola, il 19 agosto viene assegnato al 5° Btg. Misto Genio per Div. Alpina Pusteria, in forza alla 125ª compagnia artieri mobilitato. Purtroppo una fastidiosa malattia lo costringono ad un ricovero all’ospedale militare di Verona dove gli viene diagnosticata una sclerosi polmonare destra. A seguito di questa diagnosi viene dichiarato idoneo solo per servizi sedentari e lascia gli Alpini e cessa di essere mobilitato in quanto viene assegnato in servizio al Deposito del 6° Rgt. Genio di Bologna. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana divisione Garibaldi Ravenna, che opera nella zona di Cotignola, nella quale rimane fino al 10 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria, viene collocato in congedo illimitato il 15 novembre 1945 e gli viene conferita la Croce al merito di guerra.
Pedretti Primo

inserito il 1° luglio 2019
Primo Pedretti nasce il 9 giugno 1923 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 14 gennaio 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Il 20 marzo viene promosso Alpino scelto, ed il 20 maggio Caporale. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 15 settembre 1944 entra nella formazione partigiana brigata Giustizia e Libertà che opera sull’Appennino bolognese. Rimane con questa formazione fino al 19 dicembre 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Pirazzini Angelo
inserito il 1° novembre 2019
Angelo Pirazzini nasce il 5 ottobre 1920 a Brisighella, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 9 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Con l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno viene inviato sul fronte occidentale alpino francese dove rimane fino al 20 luglio. Il 20 novembre nuovamente mobilitato è inviato via mare per l’Albania quindi sul fronte greco-albanese dove rimane fino al 23 aprile 1941. Dal 16 luglio viene inviato sul fronte in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dove rimane fino al 31 agosto 1942 quando è rimpatriato. Dopo breve licenza di rimpatrio, il 18 novembre parte per la Francia per le operazioni di guerra su quel fronte. Sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 17 luglio 1944 entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) di Ravenna, che opera nella zona di Brisighella. Rimane con questa formazione fino al 14 dicembre 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 novembre 1945 viene collocato in congedo illimitato.
Poli Ardilio
inserito il 1° settembre 2019
Ardilio Poli nasce il 24 marzo 1920 a San Benedetto Val di Sambro, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 14 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina gruppo "Lanzo" in Strigno. Mobilitato per guerra, dal 10 giugno al 2 agosto partecipa alle operazioni sul fronte occidentale francese. Rientrato al reparto, nuovamente mobilitato, il 28 ottobre parte via mare per l'Albania destinato al fronte greco-albanese. Il 12 maggio 1941 ottiene una licenza straordinaria di 15 giorni per gravi motivi di famiglia, quindi rientra al reparto. Dall'8 aprile 1942 paretecipa alle operazioni in Balcania (ex territori Jugoslavia) fino al 4 settembre quandi rientra in Italia per rimpario definitivo del 5° Art. Alpina. Il 3 novembre viene nuovamente mobilitato e parte per le operazioni di guerra in Francia. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 12 luglio 1944 entra nella formazione partigiana Stella rossa operante nella zona di Bologna. Rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 novembre 1945 viene collocato in congedo illimitato.
Poluzzi Angelo

inserito il 1° dicembre 2019
Angelo Poluzzi nasce il 18 gennaio 1925 a Cento, Ferrara, poi residente a Crevalcore, Bologna, dove svolge la professione di colono. Iscritto al Distretto militare di Bologna viene chiamato alle armi il 20 aprile 1943 e lasciato in congedo illimitato in attesa di successiva chiamata. Nell’aprile 1944 viene “rastrellato” quale renitente e deportato in Germania. Qui accetta di essere assegnato alla Divisione alpina Monterosa giunta dal 5 marzo per l’addestramento. Rientra in Italia il 26 luglio ed entra in linea in Liguria. Il 2 novembre lascia arbitrariamente il reparto e viene quindi dichiarato disertore. Nello stesso giorno si aggrega alla formazione partigiana battaglione Matteotti Picelli della brigata Gramsci della 1ª divisione Liguria, che opera nella zona di Sesta Godano (La Spezia). Rimane con questa formazione fino al 30 aprile 1945 quando viene sciolta. Il 5 agosto 1946 viene richiamato alle armi ma rinviato a chiamata in epoca da determinarsi “per conseguenze di guerra quale partigiano”. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 12 giugno 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva e collocato in congedo illimitato.

Puccetti Puccino

inserito il 1° settembre 2019
Puccino Puccetti nasce il 9 marzo 1923 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di calzolaio. Chiamato alle armi il 7 settembre 1942 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano". Promosso Caporale il 1° marzo 1943 viene nominato comandante di squadra fucilieri ed il 19 aprile parte per la zona di operazioni in Francia. Il 6 agosto 1943 rientra in Italia nell'accantonamento di Cuneo fino all'8 settembre. Rientrato a Castiglione dei Pepoli, dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana brigata Stella rossa Lupo che opera nella zona di Castiglione dei Pepoli fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.

Puglioli Walther
inserito il 1° novembre 2019
Walther Puglioli (sul ruolo matricolare in nome è scritto così n.d.r.) nasce il 17 aprile 1919 a Bologna, dove svolge la professione di meccanico. Chiamato alle armi il 29 marzo 1939 viene assegnato al 3° Rgt. Art. Divisione di Fanteria “Pistoia” con sede a Bologna. Il 31 luglio viene promosso Caporale. L’11 giugno 1940 “mobilitato” (l’Italia è in guerra dal 10 giugno n.d.r.) viene inviato sul fronte occidentale francese dal quale rientra il 26 giugno. Nuovamente “mobilitato” il 29 ottobre parte via mare per il fronte greco-albanese. Il 16 febbraio 1941 viene promosso Caporale Maggiore ed il 22 settembre rientra in patria. Dopo una breve licenza di rimpatrio rientra al reparto. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpini sul fronte russo, il 1° giugno 1942 indossa il cappello alpino in quanto viene assegnato alla 116ª batteria cannoni mitragliere da 20mm (contraerea) in forza alla Divisione Alpina “Cuneense”, 4° Rgt. Art. Alpina, reparto reggimentale, ed il 6 agosto parte per la Russia. Dopo aver superato la terribile ritirata del gennaio 1943, il 12 marzo rientra in patria con il treno ospedaliero n° 1 per congelamento di 3° grado ad un piede e ferita da pallottola, ed è ricoverato all’ospedale militare di San Giovanni in Persiceto. Dimesso il 6 maggio viene inviato in licenza straordinaria di giorni 70. Il 17 agosto viene chiamato alla visita di controllo presso l’ospedale militare di Imola, che gli concede una ulteriore licenza di 30 giorni. Sul ruolo matricolare viene indicato : alla data dell’armistizio dell’8 settembre, si trovava in licenza di convalescenza. Dopo due ulteriori ricoveri per visita di controllo, con l’ultima dell’11 novembre viene dichiarato idoneo al servizio, ma diserta ed il 1° gennaio 1944 entra nella formazione partigiana 1ª brigata “Irma Bandiera” che opera nella zona di Bologna, con funzioni di ispettore organizzativo di compagnia e poi di commissario politico equivalente alla qualifica partigiana di Tenente. Rimane con lo stesso reparto fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 27 settembre 1945 viene collocato in congedo illimitato.
Ricci Angelo

inserito il 1° ottobre 2019
Angelo Ricci nasce l’11 aprile 1922 a Medicina, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi l’8 gennaio 1942 viene assegnato all’11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata, in Cormons. Gorizia. Il 15 aprile viene promosso Caporale. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 14 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 51° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia. Il 7 ottobre viene promosso Caporale Maggiore. Dopo aver percorso tutta la drammatica ritirata del gennaio 1943, il 19 marzo rientra in patria. Ricoverato all’ospedale militare di Bari e dopo la licenza di convalescenza, il 22 giugno rientra al reparto. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre 1943, il 1° ottobre 1944 entra nella formazione partigiana 5ª brigata “Bonvicini” che opera nei comuni limitrofi della bassa bolognese di Molinella, Medicina e Castel Guelfo, ed assume da subito la qualifica di vice comandante di compagnia con il grado di Maresciallo. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 21 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Romagnoli Antonio

inserito il 1° luglio 2019
Antonio Romagnoli nasce il 6 maggio 1941 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 12 luglio 1941 viene assegnato all’11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata a Cormons, Gorizia. Dal 18 aprile viene inviato in zona di operazioni sul fronte greco-albanese quindi in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dal quale rientra il 30 settembre 1941. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 20 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 52° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 27 febbraio 1943 con un treno ospedale. Viene quindi ricoverato all’ospedale militare di Bari per congelamento ai piedi. Viene poi trasferito all’ospedale militare di Bologna per le cure di riabilitazione alternate con brevi licenze in famiglia e rientri per controllo, l’ultimo dei quali è il 27 agosto 1943. Sbandatosi a seguito degli eventi legati all’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 1° aprile 1944 entra nella formazione partigiana Stella rossa Lupo che opera nella zona dell’Appenino bolognese. Rimane con la stessa formazione fino al 23 luglio 1944 quando nello stesso giorno rimane ferito in scontro con i tedeschi e viene ricoverato all’ospedale di Prato per “ferita al cranio celebrale nella regione parietale sinistra” Dopo un anno, il 20 luglio 1945 viene trasferito all’ospedale “Putti” di Bologna dove rimane fino al 16 maggio 1946 quando viene dimesso e congedato. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.

Roncarati Alfonso
inserito il 1° dicembre 2019
Alfonso Roncarati nasce il 18 giugno 1924 a Crevalcore, Bologna, dove svolge la professione di motorista agricolo. Chiamato alle armi il 17 dicembre 1942 viene lasciato in congedo illimitato in attesa di successiva chiamata. Chiamato alle armi il 26 agosto viene assegnato al 79° Rgt. Fanteria a Verona. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943 “rientra a casa”. Nel febbraio 1944 viene “rastrellato” per essere assegnato alla Divisione alpina Monterosa in partenza dal 5 marzo per l’addestramento in Germania. Rientra in Italia il 26 luglio ed entra in linea in Liguria. Il 2 novembre lascia arbitrariamente il reparto e viene quindi dichiarato disertore. Nello stesso giorno si aggrega alla formazione partigiana battaglione “Picelli Matteotti” della brigata Gramsci della 1ª divisione Liguria che opera nella zona di Sesta Godano (La Spezia). Rimane con questa formazione fino al 30 aprile 1945 quando viene sciolta. Considerato in servizio dall’8 settembre 1943 e richiamato alle armi il 15 marzo 1946, viene rinviato a chiamata in epoca da determinarsi. Il 9 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva per computo del servizio partigiano e collocato in congedo illimitato.
Roncassaglia Ado

Ado Roncassaglia nasce il 20 settembre 1922 a Riolo dei Bagni (poi Riolo Terme), Ravenna, dove svolge la professione di operaio. Chiamato alle armi il 18 gennaio 1942 ed assegnato al al 3° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Val Piave”. Per esigenze di guerra, il 2 ottobre 1942 transita al 1° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Susa” mobilitato” e nello stesso giorno inviato al fronte in Balcania (ex territori Jugoslavia). Con gli eventi politici legati all’8 dicembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il Gruppo “Susa”. Per l’impegno profuso nei lunghi mesi di dura lotta partigiana, viene decorato di medaglia di bronzo al valor militare, così motivata : “Artigliere Alpino animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna in contrasto con gli umilianti ordini dei tedeschi. In gara con i fanti e gli alpini, partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del suo reparto dando il prezioso contributo della sua tecnica e del suo valore. Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo, spesso soffrendo fame, sete e gelo, opponendo la forza dell'orgoglio agli abitanti ostili che lo volevano disarmato, le armi al nemico che superiore in forze e mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell'animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità”. Montenegro, 8 settembre 1943-8 marzo 1945. Il 9 marzo 1945, rimpatriato, sbarca a Brindisi e dopo la licenza di rimpatrio, il 1° settembre viene collocato in congedo illimitato.

Ruggeri Silvano
inserito il 1° settembre 2019
Silvano Ruggeri nasce il 21 agosto 1924 a San Benedetto Val di Sambro, Bologna, dove scolge la professione di postino. Chiamato alle armi il 27 agosto 1943 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini in Trento. Sbandatori pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 20 luglio 1944 entra nella formazione partigiana brigata Stella rossa Lupo che opera nella zona di Castiglione dei Pepoli, fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Richiamato alle armi il 19 marzo 1946 viene rinviato a chiamata in epoca da definirsi. L'8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva per computo del servizio partigiano. Il 8 marzo 1949 trasferisce la residenza a Lucca dove è entrato in servizio nella Guardia Forestale, ed è iscritto nella forza in congedo di quel Distretto militare.
Sandrolini Medardo

inserito il 1° gennaio 2020
Medardo Sandrolini nasce il 23 ottobre 1923 a Castel d’Aiano, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi l’9 gennaio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina predesignato per il Gruppo “Lanzo” in Strigno. Il 1° maggio transita al Gruppo “Val Brenta” mobilitato ed il 15 maggio al Gruppo “Val Piave” mobilitato. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi politici legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Richiamato alle armi dalla repubblica sociale italiana si deve presentare dal 28 febbraio 1944 assegnato al 37° Deposito Misto di Bologna. Resosi irreperibile o meglio diserta e dal 26 aprile 1944 entra nella formazione partigiana 7ª brigata Garibaldi Modena che opera sull’Appennino modenese. Ben presto gli vengono riconosciute le qualità operative ed è promosso alla qualifica gerarchica di Sottotenente comandante di distaccamento. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione dei 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Savini Vittorio

inserito il 1° luglio 2019
Vittorio Savini nasce il 6 dicembre 1918 a Cotignola, Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle  armi il 4 aprile 1939 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina. Il 9 marzo 1940 viene “mobilitato” e dal 10 giugno partecipa alle operazioni di guerra sul fronte occidentale alpino francese dal quale rientra il 25 luglio perché affetto da catarro bronchiale ed è ricoverato all’ospedale militare di Padova. Purtroppo la sua salute non migliora ed è sottoposto a vari ricoveri in ospedali militari (Bologna e Ravenna) con conseguenti licenze di convalescenza e rientri temporanei al reparto, ma non in zona di guerra. Il 12 gennaio 1943 viene definitivamente mandato in congedo illimitato perché riconosciuto inabile alle fatiche di guerra. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 10 maggio 1944 inizia a collaborare con la formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) Ravenna con incarichi vari, ma non di combattente, collaborazione che continua fino al 18 dicembre 1944. Riconosciuto Patriota.

Siroli Domenico

Domenico Siroli nasce il 17 dicembre 1911 a Lugo (poi Lugo di Romagna) Ravenna, nella frazione di Voltana dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi l’11 marzo 1932 viene assegnato al 3° Rgt. Art. da Montagna, assegnato per motivi famigliari a ferma minore, ed il 27 aprile 1933 viene mandato in congedo per fine ferma. Richiamato alle armi il 12 aprile 1935 per mobilitazione, viene aggregato al 12° Rgt. Art. della Divisione “Nola”. Per una grave forma artritica progressiva al pollice della mano destra, diagnosticata dall’ospedale militare di Bologna, il 10 settembre 1936 viene assegnato in modo permanente ai soli servizi sedentari. Il 10 gennaio 1937 viene ammesso ad eventuale congedo anticipato ed il 1° marzo è collocato in congedo illimitato ed iscritto nel ruolo del Distretto di Ravenna nell’Art. Alpina. Il 30 luglio viene comunque richiamato alle armi “di controllo” e rivisitato viene ricollocato in congedo. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, dal 15 giugno 1944 inizia a collaborare con la formazione partigiana SAP (squadre azione patriottica) Ravenna con incarichi vari, ma non di combattente, collaborazione che continua fino al 12 aprile 1945. Riconosciuto Patriota.

Siroli Gastone

Gastone Siroli nasce il 18 agosto 1923 a Lugo (poi Lugo di Romana) Ravenna, poi residente nella frazione di Villanova di Bagnacavallo, dove svolge la professione di fornaio. Chiamato alle armi il 15 gennaio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo “Belluno”. Il 1° maggio transita in forza al Gruppo “Val Brenta” mobilitato ed il 15 maggio al Gruppo “Val Piave” mobilitato (per riorganizzazione del Gruppo reduce dalla disastrosa campagna di Russia n.d.r.). Sbandatosi con gli eventi politici dell’8 settembre 1943 rientra “a casa”. Il 1° ottobre entra nella formazione partigiana 28ª brigata “Mario Gordini” della divisione Ravenna assumendo la qualifica partigiana di comandante di battaglione, poi dal 1° febbraio 1944 passa all’8ª brigata Garibaldi che opera nella zona di Forlì, per rientrare dal 16 aprile e fino al 20 maggio 1945, sempre quale comandante di battaglione, nella 28ª brigata “Mario Gordini”. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Dal 20 maggio viene considerato in licenza straordinaria ed il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato e gli viene conferita la Croce al merito di guerra.

Sternini Giorgio

vedi biografia :
Sternini Giorgio

Giorgio Sterini nasce il 17 settembre 1921 a Bologna, atudente nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Nel marzo 1941 interrompe gli studi perché chiamato a svolgere il servizio militare ed è inviato a frequentare il corso per universitari di Allievi Ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Promosso Sottotenente presta servizio all'11° Rgt. Alpini. Dopo l’8 settembre 1943 aderisce alle formazioni partigiane. Nella primavera del 1944 diviene commissario politico della brigata Stella rossa Lupo, quindi con la 63ª brigata Garibaldi Bolero nella zona di Monte Capra, Casalecchio di Reno ed infine nella 7ª brigata GAP (gruppi azione patriottica) "Gianni" (Massimo Meliconi). Riconosciuto partigiano con il grado di Maggiore dall'8 settembre 1943 alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel 1956 lascia Bologna in quanto vince per concorso la nomina a primario dell’ospedale Cà Foncello di Treviso.
Stracciari Eme
inserito il 1° dicembre 2019
Eme Stracciari nasce il 15 marzo 1921 ad Argelato, Bologna, dove svolge la professione di meccanico. Chiamato alle armi il 9 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata a Cormons, Gorizia. Dal 18 aprile viene inviato in zona di operazioni sul fronte greco-albanese quindi in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dal quale rientra il 30 settembre 1941. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 20 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 51° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 15 aprile 1943. Dopo la licenza di rimpatrio di giorni 30 rientra al corpo. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Il giorno dopo, 9 settembre 1943 entra nella formazione partigiana 1ª brigata Garibaldi, poi divenuta dal 13 agosto 1944 brigata “Irma Bandiera” che opera nella zona metropolitana del bolognese. Rimane con la stessa formazione fino alla Liberazione dei 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Tabaroni Giorgio

inserito il 1° luglio 2019
Giorgio Tabaroni nasce l’8 febbraio 1922 a Zola Predosa, Bologna, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 28 gennaio 1942 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina predesignato per il Gruppo “Lanzo” in Strigno e per il servizio in patria ed è trattenuto alle armi per esigenze straordinarie fino al 28 luglio 1943. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 30 novembre 1943 entra nella formazione partigiana battaglione Zini della 63ª brigata Bolero che opera sull’Appennino bolognese a Monte San Pietro e a Zola Predosa. Ben presto gli vengono riconosciute le qualità operative ed è promosso alla qualifica gerarchica di Maresciallo comandante di nucleo. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Tampieri Giuseppe
nuovo inserito il 1° marzo 2020
Giuseppe Tampieri nasce il 22 gennaio 1904 a Imola, Bologna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Chiamato alle armi il 2 maggio 1924, viene assegnato al 12° Rgt. fanteria in Cesena, Forlì, con incarico di porta treppiede. Promosso Caporale il 1° settembre, il 20 ottobre 1925 viene mandato in congedo illimitato ed iscritto nella forza in congedo di Fanteria del Distretto di Bologna. Il 26 ottobre 1930 si presenta alla chiamata di controllo dell’ufficio leva del Comune di Imola e, per cambio di circoscrizione territoriale, è trasferito in forza al Distretto militare di Ravenna. Appartenente al movimento antifascista imolese, viene arrestato una prima volta nel dicembre 1930 per «associazione e propaganda sovversiva e detenzione di armi». Il 25 giugno 1931 venne condannato a 2 anni e 15 giorni di reclusione. Il 10 novembre 1932 viene liberato a seguito della concessione dell'amnistia per il decennale fascista. L’11 dicembre 1933 viene inviato al confino a Ponza (Latina) dove rimane fino al 3 ottobre 1934. Dal 22 al 25 ottobre 1936 viene arrestato “per sicurezza” in occasione della visita di una «altissima personalità» a Bologna. Liberato, porta la residenza a Milano ed è iscritto a quel distretto militare. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943, nel gennaio 1944 viene rastrellato dalla guardia repubblicana e deportato in Germania assegnato alla “compagnia di correzione”. Pur di rientrare in Italia, accetta di arruolarsi nella divisione alpina "Monterosa" e, dopo l’addestramento, rientra il 16 luglio ed è dislocato in Liguria. Il giorno dopo diserta e viene dichiarato disertore. Entra nella formazione partigiana 168ª brigata SAP (squadre azione patriottica) Garibaldi che opera nella zona di Magenta, Milano, e rimane con questa formazione fino alla liberazione del 25 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Tura Jorio
inserito il 1° ottobre 2019
Jorio Tura nasce il 20 aprile 1920 a Bologna. Chiamato alla visita di leva il 23 maggio 1939 è lasciato in congedo e indicata come professione meccanico aggiustatore. Chiamato alle armi il 12 marzo 1940 viene assegnato all’11° Raggruppamento Artiglieria in Cormons (Gorizia) ed è promosso Caporale il 16 ottobre. Il 6 aprile 1941 è inviato in zona di operazioni in Balcania (nei territori ex Jugoslavia), dai quali rientra per rimpatrio il 7 febbraio 1942 con i gradi di Caporale Maggiore dal 1° agosto 1941. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 26 luglio 1942, cappello alpino in testa, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata neòl gennaio 1943, il 13 marzo con i gradi di Sergente capopezzo ottenuti dal 1° novembre 1942. Dopo un lungo periodo di ricovero in ospedale e luoghi di cura prima a Bolzano poi a Bologna, il 2 luglio rientra all’11° Raggruppamento Art. Sbandatosi con gli eventi legati all’8 settembre 1943, il 12 ottobre entra a far parte della formazione partigiana 1ª brigata “Irma Bandiera” che opera nella zona di Bologna. Dal 15 settembre al 14 ottobre 1944 assume la qualifica di Ispettore di formazione, equiparato al grado di Sottotenente. Promosso dal 15 ottobre Tenente, dal 3 dicembre 1944 assume la qualifica di Ispettore organizzativo equiparato al grado di Capitano fino alla liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Inviato in licenza straordinaria “senza assegni”, il 15 novembre 1945 è collocato in congedo illimitato e gli viene conferita la Croce al merito di guerra.

Ventura Francesco

vedi biografia :
Ventura Francesco

Francesco Ventura nasce il 19 novembre 1930 a Marzabotto, Bologna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Dopo l'8 settembre 1943 con il fratello maggiore Renato entra nella formazione partigiana Brigata "Bianconcini" poi nella "Stella rossa". Ai primi di gennaio 1945 si arruola, sempre con il fratello Renato, nella 108ª compagnia del Battaglione Alpini “L’Aquila” del Reggimento Fanteria Speciale “Legnano”. Partecipa ai combattimenti in Valle d'Idice, Bologna, ma vista la giovane età, quale conducente muli delle salmerie. Congedato il 1° gennaio 1946 con la nomina a Sergente Maggiore.
Ventura Walter
inserito il 1° novembre 2019
Walter Ventura nasce il 18 marzo 1921 a Bologna, dove svolge la professione di meccanico. Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 viene assegnato all’11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata a Cormons, Gorizia. Dal 18 aprile viene inviato in zona di operazioni sul fronte greco-albanese quindi in Balcania (nei territori ex Jugoslavia) dal quale rientra il 30 settembre 1941. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 20 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 52° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 28 febbraio 1943 per precarie condizioni di salute con il treno ospedale n° 7. Ricoverato all’ospedale militare di Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Ricoverato all’ospedale militare di Savona, viene dimesso il 5 aprile ed inviato in licenza di convalescenza. Il 18 luglio viene trasferito all’ospedale militare di Bologna per controllo. Il giorno dopo, dimesso e giudicato idoneo al servizio, viene inviato al corpo. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 10 novembre 1943 entra nella formazione partigiana 9ª brigata "Santa “Justa” che opera nella zona di Casalecchio di Reno e Marzabotto. Rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 21 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 novembre 1945 viene collocato in congedo illimitato.
Venturi Antonio

inserito il 1° ottobre 2019
Antonio Venturi nasce il 18 marzo 1923 a Grizzana, Bologna, dove svolge la professione di scalpellino. Chiamato alle armi il 16 settembre 1942 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Il 1° febbraio 1943 viene promosso alpino scelto ed il 1° marzo Caporale e nominato comandante di squadra fucilieri. Il 19 aprile parte per la zona di operazioni in Francia. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 1° novembre 1943 entra nella formazione partigiana brigata Stella rossa Lupo che opera sull'Appennino tosco-emiliano. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Verardi Ettore

inserito il 1° luglio 2019
Ettore Verardi nasce il 22 marzo 1921 a Castel d'Aiano, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 7 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Il 16 ottobre parte via mare per la Grecia quindi sul fronte greco-albanese dove partecipa alle operazioni di guerra e dove rimane fino al 12 agosto 1942. Nello stesso giorno rientra in patria, via terra e trattenuto al campo contumaciale di Postumia quindi inviato in licenza breve per rimpatrio. Rientrato al reparto il 9 novembre, viene nuovamente mobilitato ed inviato in zona di operazioni in Francia. Nel maggio 1943 gli viene concessa una licenza straordinaria di 15 giorni, quindi rientra al corpo. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 19 aprile 1944 entra nella formazione partigiana brigata “Follini” della divisione Modena Montagna, che opera sull’Appennino modenese. Rimane nella stessa formazione fino al 30 aprile 1945 quando viene sciolta. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 30 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Vighi Fausto
inserito il 1° settembre 2019
Fausto Vighi nasce il 21 dicembre 1921 a Bologna, dove svolge la professioni studente liceale. Chiamato alle armi il 28 gennaio 1942 viene assegnato all’11° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d’Armata mobilitato in Cormons (Gorizia) ed è promosso Caporale il 28 giugno. In previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo, il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 26 luglio 1942, cappello alpino in testa, parte con il 51° Gruppo Art. Alpina per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 13 marzo 1943 con i gradi di Caporale Maggiore ottenuto nel dicembre 1942. Dopo la licenza di rimpatrio di giorni 30 rientra al corpo. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 1° maggio 1944 entra nella formazione partigiana 2ª brigata "Paolo" Garibaldi che opera nel territorio metropolitano di Bologna. Già conosciuto per la precedente attività politica di opposizione al fascismo, il giorno dopo 2 maggio gli viene affidato il comando di battaglione e promosso alla qualifica gerarchica partigiana di Tenente. Rimane con lo stesso reparto fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo illimitato. Il 31 marzo 1950 lascia Bologna e si trasferisce a Milano in Viale Aretusa 6, ed iscritto nella forza in congedo di quel Distretto militare.
Xella Valter
Valter (o Walter) Xella (nel ruolo matricolare viene indicato Valter), nasce il 9 luglio 1920 a Conselice, Ravenna, residente nella frazione di San Bernardino del comune di Lugo (Lugo di Romagna), dove svolge la professione di falegname. Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina gruppo “Belluno”. Dal 10 giugno partecipa alle operazioni di guerra sul fronte occidentale alpino francese dal quale rientra il 23 ottobre. Il 25 novembre parte via mare da Brindisi per l’Albania per partecipare alle operazioni sul fronte greco-albanese dove rimane fino al 23 aprile 1941, quindi seguendo il reparto, partecipa alle operazioni in Balcania (territori ex Jugoslavia) e viene rimpatriato il 4 settembre 1942. Il 23 novembre riparte per partecipare alle operazioni di guerra in Francia. Sbandatosi a seguito degli eventi politici dell’8 settembre 1943 rientra “a casa”. Dal 1° ottobre entra nella formazione partigiana divisione SAP (squadre azione patriottica) Ravenna che opera nella zona di Lavezzola, con la quale rimane fino al 14 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 15 novembre 1945 viene collocato in congedo illimitato e gli viene conferita la Croce al merito di guerra. Deceduto a Bologna il 30 gennaio 2006.
Zanarini Elio
inserito il 1° settembre 2019
Elio Zanarini nasce il 7 marzo 1922 a Pianoro, Bologna, dove svolge la professione di manovale. Chiamato alle armi il 29 gennaio 1942 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano". Il 30 luglio transita all'8° Rgt. Alpini mobilitato rimanendo in servizio presso il Deposito dell'8° Alpini. Il 1° dicembre 1942 giunge l'ordine e parte con i complementi per il fronte russo. Partecipa poi alla tremenda esperienza della ritirata del gennaio 1943 e rientra in Italia il 17 marzo. Dopo la licenza di rimpatrio rientra al Deposito dell'8° Alpini in Udine ed il 15 agosto rientra in forza all'11° Rgt. Alpini in Bassano del Grappa. Pochi giorni dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 4 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 36ª brigata "Bianconcini" che opera nella zona dell'alto imolese e la Toscana. assumendo la qualifica gerarchica partigiana di Sottotenente. Rimane con questa formazione fino al 22 febbraio 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato. Il 1° settembre 1947 viene ammesso a frequentare il corso di guardie di Pubblica Sicurezza presso la scuola di Nettuno. Il 1° dicembre nominato guardia prende servizio presso la Questura di Bologna.

Zanotti Angelo

inserito il 1° luglio 2019
Angelo Zanotti nasce il 29 novembre 1920 a San Benedetto Val di Sambro, Bologna, dove svolge la professione di agricoltore. Chiama alle armi l’11 marzo 1940 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. L’11 giugno viene inviato sul fronte occidentale francese dove rimane fino al 26 luglio. Il 25 novembre viene nuovamente mobilitato ed inviato sul fronte greco-albanese. Duranti i combattimenti del 21 gennaio 1941 viene dichiarato disperso, ma in realtà risulta prigioniero nel campo contumaciale greco di Giannina. Sul ruolo matricolare viene annotato : “nulla da eccepire sulla cattura dell’alpino Zanotti Angelo, catturato a quota 947 Spadarit”. Liberato il 29 aprile 1941 a seguito dell’armistizio chiesto dalla Grecia, rientra in patria il 20 giugno ed avviato al centro di raccolta prigionieri di Udine. Inviato in licenza breve di 10 giorni, rientra poi al Deposito dell’11° Alpini. Dal 29 gennaio 1942 viene nuovamente mobilitato e parte per la zona di operazioni in Balcania (territori ex Jugoslavia), dalla quale rientra per malattia il 10 maggio. Il 15 gennaio 1943, assegnato alla 126ª compagnia armi e accompagnamento alpini, riparte ancora, questa volta per la zona di operazioni in Francia. Sbandatosi pochi giorni dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 1° marzo 1944 entra nella formazione partigiana Stella rossa Lupo, che opera sull’Appennino bolognese con la qualifica partigiana di Tenente. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 21 aprile 1945, quindi in licenza senza assegni in attesa di disposizioni. Il 9 luglio viene ricoverato all’ospedale militare di Bologna per provvedimento medico-legale, in quanto da alcuni mesi ha contratto una pleurite dell’emitorace destro, poi riconosciuta per cause di servizio ai fini di una eventuale pensione di guerra. Il 19 gennaio 1946 viene inviato in licenza speciale, quindi collocato in congedo illimitato.
Zerbini Renzo
inserito il 1° dicembre 2019
Renzo Zerbini nasce il 17 agosto 1925 a Formignana, Ferrara, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Chiamato alle armi il 5 giugno 1943 viene lasciato in congedo provvisorio. A seguito degli eventi politici legati all’8 settembre 1943, il 28 marzo 1944 viene chiamato alle armi dalla repubblica sociale, accetta e viene assegnato al 2° Rgt. fanteria di nuova formazione. Il 2 maggio parte per l’addestramento in Germania dalla quale rientra il 17 novembre assegnato al 4° Rgt. alpini della divisione Littorio dispiegato di presidio nella zona di Bergamo. Il 2 dicembre diserta e viene dichiarato disertore. Pochi giorni dopo entra nella formazione partigiana 76ª brigata Garibaldi “Aosta” che opera nei confini fra Piemonte e Valle d’Aosta, assumendo la qualifica partigiana di capo nucleo e rimane con questa formazione fino alla liberazione del 25 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Chiamato alle armi il 21 gennaio 1947, gli viene riconosciuto il periodo di partigiano combattente e viene rinviato a chiamata in epoca da determinarsi. L’8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere la leva di ferma e collocato in congedo illimitato.
Zuccarini Umaldo

inserito il 1° luglio 2019
Ubaldo Zuccarini nasce il 26 novembre 1923 a Gaggio Montano, Bologna, dove svolge la professione di meccanico. Chiamato alle armi il 14 gennaio 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”, quindi dal 25 gennaio transita all’11° Alpini in Strigno. Sbandatosi pochi mesi dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre 1943, rientra “a casa”. Dal 1° agosto 1944 entra nella formazione partigiana 7ª brigata Garibaldi Modena che opera sull’Appennino bolognese-modenese. Rimane con questa formazione fino al 29 novembre 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.

ho ritenuto oppurtuno ricordare anche quei partigiani,
nati fuori provincia, poi residenti ed iscritti di leva militare ai nostri Distretti.

Biancoli Luigi
inserito il 1° ottobre 2019
Luigi Biancoli nasce il 26 settembre 1899 a San Paolo del Brasile da genitori originari di Ozzano dell'Emilia, Bologna, dove rientra allo scoppio della prima guerra mondiale e dove svolge la professione di calzolaio. Chiamato alle armi il 14 giugno 1917 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 20 dicembre 1920. Si trasferisce prima a San Lazzaro di Savena quindi a Bologna in via del Luzzo. Subito dopo l'8 settembre 1943 la sua abitazione diviene sede per gli incontri politici. Aderisce alla formazione partigiana 6ª brigata "Giacomo" (Ferruccio Magnani) con funzioni di vice commissario politico fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Bazzani Dario
inserito il 1° ottobre 2019
Dario Bazzani nasce il 5 agosto 1923 a Montese, Modena, poi residente a Castel d’Aiano, Bologna, dove svolge la professione di colono. Iscritto di leva al Distretto di Bologna, viene chiamato alle armi il 14 gennaio 1943 ed assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Il 15 maggio transita all’11° Alpini in Savona ed il 7 giugno all’11° Alpini in Alessandria. Sul ruolo matricolare viene anche annotato : Tale partito per la Calabria, lì 7 settembre 1943. Sbandatosi il giorno dopo a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 18 marzo 1944 entra nella formazione partigiana “Corsini” della divisione Modena che opera sull’Appennino tosco-emiliano. Ben presto viene promosso alla qualifica partigiana di Sottotenente vice comandante di compagnia. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945, quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato. Trasferita la residenza da Castel d’Aiano a Zocca Montetortore viene iscritto al distretto militare di Modena.
Bernardi Rinaldo
inserito il 1° dicembre 2019
Rinaldo Bernardi nasce il 1° luglio 1924 a Montese, Modena, residente a Gaggio Montano, Bologna, dove svolge la professione di colono. Iscritto di leva al Distretto di Bologna, è chiamato alle armi il 17 agosto 1943 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Pochi giorni dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 26 giugno 1944 entra nella formazione partigiana brigata Giustizia e Libertà che opera nella zona di Bologna. Per l’impegno profuso viene promosso ed assume la qualifica partigiana di Maresciallo. Rimane nella stessa formazione fino al 2 dicembre 1944. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Sul ruolo matricolare viene annotato che dal 5 dicembre 1944 viene considerato in congedo provvisorio. Chiamato alle armi il 19 luglio 1946 viene rinviato alla chiamata in epoca da destinarsi. L’8 marzo 1948 viene dispensato dal compiere ferma di leva e collocato in congedo illimitato.
Bertuzzi Giovanni
inserito il 1° novembre 2019
Giovanni Bertuzzi nasce il 17 settembre 1922 a Montese, Modena, residente a Castel d’Aiano, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Iscritto al Distretto di Bologna e chiamato alle armi il 29 gennaio 1942 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Il 15 agosto viene trasferito all’8° Rgt. Alpini “mobilitato” ed è inviato sul fronte jugoslavo. Il 28 dicembre lascia il fronte jugoslavo in quanto viene inviato sul fronte russo con il Btg. Complementi. Superata la dura prova della ritirata del gennaio 1943, il 24 aprile rientra in patria. Lascia l’8° alpini per rientrare all’11° ed è inviato al campo contumaciale di Vipiteno. Inviato il licenza di rimpatrio di giorni 30, al termine viene ricoverato all’ospedale militare di Udine per un controllo sullo stato di congelamento ai piedi. Dichiarato “meno atto” alle fatiche di guerra, usufruisce di un’altra licenza straordinaria. Il 30 luglio è nuovamente presente al reparto. Pochi giorni dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 29 maggio 1944 entra nella formazione partigiana brigata “Folloni” che opera nella zona modenese di Montefiorino. Rimane nella stessa formazione fino al 30 aprile 1944 quando viene sciolto. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in servizio fino al 25 aprile 1945 quindi in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Bianchi Guido
inserito il 1° dicembre 2019
Guido Bianchi nasce il 26 febbraio 1921 a Lama Mocogno, Modena, poi residente ad Anzola dell’Emilia, Bologna, dove svolge la professione di colono. Iscritto di leva al Distretto di Bologna, è chiamato alle armi il 10 gennaio 1941 e viene assegnato all’11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata in Cormons, Gorizia. Il 16 aprile parte per il fronte in Balcania (ne ex territori Jugoslavia) ed il 1° luglio viene promosso Caporale. Partecipa alle operazioni su quel fronte fino al 7 febbraio 1942. Il 12 aprile rientra in patria in previsione dell’invio di un Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo ed il reparto diventa 11° Raggruppamento Art. di Corpo d’Armata Alpino. Il 20 luglio 1942 cappello alpino in testa, ed assegnato al 51° gruppo artiglieria alpina, parte per la Russia dalla quale rientra, dopo aver percorso tutta la ritirata, il 31 marzo 1943 con i gradi di Caporale Maggiore ottenuti dal 16 novembre. Dopo meritata licenza di 30 giorni rientra al reparto. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre “rientra a casa”. Dal 15 giugno 1944 entra nella formazione partigiana Brigata “Anderlini” (Mario Anderlini) poi nella formazione “Dragone” della Divisione Modena, che opera sull’appennino tosco-modenese. Rimane nella stessa formazione fino alla Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione, il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Capocasale Carlo
inserito il 1° dicembre 2019
Carlo Capocasale nasce il 7 aprile 1924 a Vitignano, Cosenza, residente a Bologna in via Petrarca 60, ed è studente all’Istituto tecnico superiore. Iscritto al Distretto militare di Bologna, il 21 febbraio 1941 presenta domanda quale soldato volontario con ferma di cinque anni nel 3° Rgt. Art. Alpina e raggiunge quindi Gorizia dove viene assegnato alla 34ª batteria. Nello stesso giorno lascia il reparto e si imbarca poi clandestinamente da Bari e sbarca a Valona per raggiungere il proprio reparto mobilitato in zona di guerra. Il 7 aprile è rimpatriato per malattia ed inviato in licenza di convalescenza. Sul Ruolo matricolare viene anche indicato che : …”non luogo a procedere per allontanamento dal reparto in patria, in quanto si è imbarcato clandestinamente per servire la Patria”. Ricoverato prima all’ospedale militare territoriale di Tirrenia, Pisa, poi all’ospedale militare di Bologna. Il 7 marzo 1942, dimesso, viene inviato al Deposito del 5° Rgt. Art. Alpina giudicato inabile alle fatiche di guerra. Non accetta il giudizio e ripresenta quindi domanda come volontario per la classe di leva 1924. Accolta, il 22 settembre viene inviato in Montenegro assegnato al 1° Rgt. Art. Alpina Gruppo ”Aosta”. Con gli eventi politici legati all’8 settembre 1943 decide di arruolarsi volontario nella 1ª Divisione Partigiana Italiana Garibaldi con il Gruppo “Aosta”. Il 22 marzo 1944 cade prigioniero dei tedeschi e due giorni dopo viene internato in Germania. Il 15 luglio riesce ad evadere dal campo, ma purtroppo il 10 ottobre è arrestato dalla Gestapo. Nuovamente internato e processato, viene condannato a 18 anni di lavori forzati ed il 12 dicembre inviato al campo di Mauthausen con matricola n° 132654. Il 5 maggio 1945 viene liberato dalle truppe americane. Rimpatriato il 5 giugno, il 20 giugno viene inviato in licenza di rimpatrio. Allo scadere, il 19 agosto viene inviato in licenza straordinaria senza assegni ed il 30 ottobre viene collocato in congedo illimitato ed iscritto nella “forza” del Distretto militare di Bologna.
Colombo Antonio
inserito il 1° novembre 2019
Antonio Colombo nasce il 1° agosto 1922 a Zocca, Modena, poi trasferito e residente a Castello di Serravalle, Bologna, dove svolge la professione di Colono. Iscritto al Distretto militare di Bologna e chiamato alle armi il 29 gennaio 1942 viene assegnato al XVI° (16°) Settore di Copertura della Guardia alla Frontiera in Sacile. Il 15 aprile transita al 3° Rgt. Alpini mobilitato quindi viene assegnato al 3° Gruppo Alpini “Valle” della 6ª Divisione Alpina “Alpi Graie” ed inviato in territorio dichiarato in stato di guerra in Francia. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all'8 settembre rientra “a casa”. Richiamato alle armi dalla repubblica sociale accetta di arruolarsi ed il 15 marzo 1944, assegnato alla Divisione Alpina “Monterosa” parte per l’addestramento in Germania. Rientrato in Italia il 27 luglio viene schierato nella zona di Genova. Fin dal 15 agosto prende  contatti con la formazione partigiana 87ª brigata partigiana della 3ª divisione “Alliotta” che opera nella zona di Voghera, Pavia. Il 21 settembre si assenta definitivamente dal reparto e viene dichiarato disertore. Rimane con questa formazione fino alla Liberazione del 25 aprile 1945. Pur avendo militato nell’esercito repubblicano, gli vengono riconosciuti i benefici di partigiano combattente. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Fratoni Ermindo
inserito il 1° dicembre 2019
Ermindo Fratoni nasce il 4 luglio 1923 a Prato, Firenze, poi trasferito con la famiglia a Monzuno, Bologna, dove svolge la professione di merciaio (attività di famiglia) ed iscritto di leva al distretto militare di Bologna. Chiamato alle armi l'8 gennaio 1943 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo "Lanzo" quindi transita dal 15 maggio al gruppo "Val Piave" mobilitato, dove rimane fino all'8 settembre. Sbandatosi con gli eventi politici legati all’8 settembre e rientrato a Monzuno, dal 9 settembre 1944 entra nella formazione partigiana 4° battaglione della brigata Stella rossa Lupo che opera a Grizzana fino al 21 aprile 1945. Durante il periodo partigiano rimane ferito agli arti inferiori. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Dal 21 aprile viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo illimitato per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Govi Cesare
inserito il 1° febbraio 2020
Cesare Govi nasce il 3 novembre 1923 a Parma, poi residente a Bologna in via Sa Felice 83, dove svolge la professione di studente. Iscritto di leva al Distretto di Bologna e chiamato alla visita di leva il 21 luglio 1942 viene lasciato in congedo quale studente al 4° anno del Liceo Scientifico. Chiamato alle armi il 5 gennaio 1943, viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano". Il 20 luglio si trova all’ospedale militare di Bologna per una visita medica e riconosciuto ammalato gli viene concessa una licenza di convalescenza. Sbandatosi a seguito degli eventi politici legati all’8 settembre rientra “a casa”. Dal 10 novembre 1943 lascia Bologna ed entra in una formazione partigiana che opera nella zona metropolitana di Biella, in Piemonte, dove rimane fino al 10 gennaio 1944. Ferito in combattimento rientra “a casa” ed entra nella formazione partigiana Giustizia e Libertà che opera nell’Appennino bolognese tosco-emiliano rimanendo con questa formazione fino al 21 luglio 1944. Ferito una seconda volta lascia l’Appennino e transita nella formazione brigata Matteotti città e attività partigiana si conclude con la Liberazione del 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 luglio 1946 viene collocato in congedo illimitato e risulta residente a Bologna in via Albergati.
Grandi Luigi
inserito il 1° febbraioo 2020
Luigi Grandi nasce il 3 settembre 1921 a Montese, Modena, poi residente a Castel d’Aiano, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Iscritto di leva al Distretto militare di Bologna, chiamato alle armi l’8 gennaio 1941 viene assegnato all’11° Rgt. Alpini Btg. “Bassano”. Nello stesso giorno viene inviato a frequentare il corso presso la Compagnia Allievi capi squadra, del XII Btg. di Istruzione mobilitato, sempre dell’11° Alpini. Il 10 aprile 1942 viene ricoverato all’ospedale militare di Merano, quindi inviato in licenza di convalescenza di 30 giorni. Rientrato, viene destinato al 62° Btg. Istruzione a.c.s. (allievi comandanti di squadra), dove rimane fino all’8 maggio 1943 ed in tale data cessa di essere mobilitato perché trasferito al Deposito dell’11° Rgt. Alpini in Trento. Pochi mesi dopo sbandatosi a seguito degli eventi legati all’armistizio dell’8 settembre, rientra “a casa”. Dal 19 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 7ª divisione “Garibaldi” che opera nel territorio metropolitano bolognese e vi rimane fino al 2 agosto. Dal 3 agosto transita nella formazione partigiana “Fulloni” che opera sull’Appennino modenese. Rimane con questo reparto fino al 30 aprile 1945 quando viene sciolto. Equiparato a tutti gli effetti per il servizio partigiano ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Considerato in licenza straordinaria in attesa di disposizioni, il 15 marzo 1946 viene collocato in congedo illimitato.
Rossi Renzo
inserito il 1° novembre 2019
Renzo Rossi nasce il 28 giugno 1925 a Finale Emilia, Modena, poi trasferito a Crevalcore, Bologna, dove svolge la professione di bracciante agricolo. Iscritto al Distretto militare di Bologna viene chiamato alle armi il 20 aprile 1943 e lasciato in congedo illimitato in attesa di successiva chiamata. Richiamato alle armi dalla repubblica sociale il 3 dicembre 1943, accetta e viene assegnato al 37° Deposito Misto Provinciale di Bologna. Nel febbraio 1944 viene “rastrellato” per essere assegnato alla Divisione alpina “Monterosa” in partenza dal 5 marzo per l’addestramento in Germania. Rientra in Italia il 26 luglio ed entra in linea in Liguria. Il 10 ottobre lascia arbitrariamente il reparto e viene quindi dichiarato disertore. Nello stesso giorno si aggrega alla formazione partigiana battaglione Macione della brigata Gramsci della 1ª divisione Liguria che opera nella zona di Sesta Godano (La Spezia). Rimane con questa formazione fino al 30 aprile 1945 quando viene sciolta. Il 21 gennaio 1947 viene richiamato alle armi ma rinviato a chiamata in epoca da determinarsi per benemerenze di guerra quale partigiano combattente. Il 12 giugno 1948 viene dispensato dal compiere la ferma di leva e collocato in congedo illimitato.