alpini del territorio bolognese romagnolo

8 settembre 1943-25 aprile 1945 : gli alpini e artiglieri da montagna partigiani combattenti e reduci

di Giuseppe Martelli

pubblicato 1° aprile 2019

Rileggendo e catalogando gli oltre 5.000 ruoli matricolari ritrovati nelle continue ricerche dedicate al nostro territorio, incrociando nomi e fatti sono emerse molte figure di alpini e artiglieri da montagna, già combattenti e reduci della prima guerra guerra, ai quali ho aggiunto i combattenti e reduci della seconda guerra mondiale, tutti poi per scelta, di nuovo combattenti nella lotta partigiana antifascista e che ho accumunato, meritano di essere ricordati "per non dimenticare".

alpini o artiglieri da montagna bolognesi romagnoli "combattenti e reduci" delle formazioni partigiane

Questo elenco, redatto con brevi note biografiche tratte dai ruoli matricolari, contiene notizie INEDITE mai comparse in altre biografie, con
divieto di utilizzo dei dati biografici e militari senza mia autorizzazione scritta come autore dei testi, delle ricerche biografiche e proprietario del sito.
L'elenco risulta sicuramente incompleto e quindi la ricerca continua....

cognome nome
di leva militare nella 1ª guerra mondiale
Biancoli Luigi
Luigi Biancoli nasce il 26 settembre 1899 a San Paolo del Brasile da genitori originari di Ozzano dell'Emilia, Bologna, dove rientra allo scoppio della prima guerra mondiale e dove svolge la professione di calzolaio. Chiamato alle armi il 14 giugno 1917 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 20 dicembre 1920. Si trasferisce prima a San Lazzaro di Savena quindi a Bologna in via del Luzzo. Subito dopo l'8 settembre 1943 la sua abitazione diviene sede per gli incontri politici. Aderisce alla formazione partigiana 6ª brigata Giacomo con funzioni di vice commissario politico fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Buganè Nazzareno
Nazzareno Buganè nasce il 22 settembre 1891 a Monterenzio, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 4 maggio 1916 viene assegnato al 3° Rgt. Alpini ed è congedato "con onore" il 28 febbraio 1917 per insorti problemi fisici. Dal 10 gennaio 1944 entra a far parte della formazione partigiana 36ª brigata Bianconcini fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Castagni Aldo
Aldo Castagni nasce l’11 settembre 1889 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di pastore. Già riformato alla prima visita di levai nel 1909, viene chiamato alle armi il 4 maggio 1916 ed assegnato al 2° Rgt. Alpini e congedato il 15 agosto 1919. Dal 26 aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana 7ª brigata Modena fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Cavallini Enea
Enea Cavallini nasce il 22 aprile 1897 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 25 settembre 1916 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 10 aprile 1920. Nel 1921 subisce una "dura bastonatura" dai fascisti quindi trasferisce la residenza a Bologna in via Chiari 15. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Comastri Guido
Guido Comastri nasce il 28 maggio 1898 a Calderara di Reno, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 28 febbraio 1917 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 3 gennaio 1920 con la concessione della croce al merito di guerra. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana 63ª brigata Bolero fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Contoli Giovanni
Giovanni Contoli nasce il 25 giugno 1899 a Casalfiumanese, Bologna, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 13 giugno 1917 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. L'8 novembre viene assegnato alla Compagnia Reclute di Mel, Belluno, mobilitata dal 7° Alpini. Il 4 marzo 1919 transita al 6° Rgt. Alpini ed il 3 settembre viene ricoverato all'ospedale militare di Bologna dove sottoposto a rassegna (visita medica), il 13 settembre 1919 viene posto in congedo assoluto. Dal 1° agosto 1944 entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione pattriottica) di Imola e viene subito ripristinato nei Ruoli dell'Esercito, ed è riconosciuto partigiano fino al 14 aprile 1945, equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Mandrioli Manlio
Manlio Mandrioli nasce il 31 marzo 1894 a Minerbio, Bologna, dove svolge la professione di muratore. Chiamato alle armi il 29 gennaio 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 9 novembre 1919. Nel 1921 subisce una "dura bastonatura" dai fascisti ed incarcerato per 40 giorni. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana 4ª brigata Venturoli. Nuovamente arrestato nel novembre 1943 ed ancora il 18 giugno 1944, viene internato nel campo di transito di Fossoli, Modena, quindi inviato nel Reich come lavoratore coatto presso Breslavia (la polacca Wroclaw), dove rimane fino al 6 maggio 1945. Liberato rientra in Italia il 3 agosto 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Marchetti Isaia
Isaia Marchetti nasce l’8 febbraio 1897 a Castel San Pietro, Bologna, dove svolge la professione di carettiere (birocciaio n.d.r.). Chiamato alle armi il 22 febbraio 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini Btg. "Belluno, quindi nel giugno 1917 transita all'8° Rgt. Alpini Btg. "Monte Matajur" e nell'aprile 1918 rientra al 7° Rgt. Alpini, ed è congedato il 10 aprile 1920. Dal 1° gennaio 1944 entra a far parte della formazione partigiana battaglione SAP (squadre azione pattriottica) della 66ª brigata Jacchia fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Marchi Guglielmo
Guglielmo Marchi nasce il 9 ottobre 1897 a Medicina, Bologna, dove svolge la professione di fornaio. Chiamato alle armi il 22 settembre 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini, quindi dal 1° maggio 1918 transita alla 1634ª compagnia mitraglieri del 3° Rgt. Alpini, ed è congedato il 5 maggio 1920. Tasferito a Castel San Pietro Terme quindi a San Lazzaro di Savena, dal 1° dicembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana battaglione SAP (squadre azione pattriottica) della 4ª brigata Venturoli fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Ferito in un combattimento subisce l'amputazione della gamba destra, equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Morotti Mansueto
Mansueto Morotti nasce il 17 agosto 1900 a Castel Del Rio, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 23 marzo 1918 viene assegnato al 5° Rgt. Alpini Btg. "Tirano" ed è congedato il 20 febbraio 1919. Richiamato alle armi il 10 dicembre destinato in servizio al magazzino di Milano del 5° Rgt. Alpini. Il 10 maggio 1920 viene trasferito d'ufficio quale carabiniere ausiliario nella Legione di Bologna con obbligo di prestare servizio per due anni e viene congedato l'8 maggio 1922. Richiamato alle armi il 29 aprile 1941 viene ricollocato in congedo il 22 giugno perchè padre di quattro figli minori. Dal 10 aprile 1944 entra a far parte della formazione partigiana 36ª brigata Bianconcini che opera nel territorio metropolitano di Bologna dove rimane fino al 15 ottobre 1944, equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Panzacchi Angelo
Angelo Panzacchi nasce il 26 gennaio 1897 a Monghidoro, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 25 settembre 1916 viene assegnato al 7° Rgt. Alpini, quindi dal 4 marzo 1918 transita al 1° Rgt. Alpini Btg. "Val Tanaro" ed è congedato il 19 aprile 1920. Trasferisce poi la residenza a Bologna in quanto riesce ad ottenere il lavoro di tranviere. Dal 1° marzo 1944 entra a far parte della formazione partigiana 1ª brigata Irma Bandiera fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Pozzi Amedeo
Amedeo Pozzi nasce il 27 luglio 1897 a Lizzano in Belvedere, Bologna, dove svolge la professione di pecoraio. Chiamato alle armi il 26 settembre 1916 viene assegnato al 2° Rgt. Alpini, quindi nell'ottobre 1917 transita al 4° Rgt. Alpini Btg. "Val Toce" ed infine dal settembre 1918 nella compagnia complementare del 6° Rgt. Alpini ed è congedato il 31 marzo 1920. Dal 1° luglio 1944 entra a far parte della formazione partigiana 2ª brigata Paolo. Il 16 luglio 1944, mentre è in servizio di pattuglia, viene catturato dai tedeschi e deportato in Germania dove rimane fino al maggio 1945. Liberato rientra in Italia il 2 agosto 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Savioli Giuseppe
Giuseppe Savioli nasce il 24 aprile 1895 ad Alfonsine, Ravenna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 12 gennaio 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 30 ottobre 1919. Richiamato alle armi il 29 agosto 1939 ed assegnato alla Commissione Requisizione Quadrupedi viene ricongedato il 10 ottobre. Dal 10 giugno 1944 entra a far parte della formazione partigiana divisione Garibaldi SAP (squadre azione pattriottica) di Ravenna fino alla liberazione il 10 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel 1953 gli è conferita la Croce al merito di guerra per attività partigiana.
Venturi Ettore
Ettore Venturi nasce a Monte San Pietro, Bologna, il 23 marzo 1897 dove svolge la professione di fornaio. Chiamato alle armi per mobilitazione il 24 settembre viene assegnato al 2° Rgt. Alpini Btg. "Borgo San Dalmazzo". Il 25 dicembre è già promosso Caporale ed il 28 febbraio 1917 Caporale Maggiore. Con questo grado, il 10 dicembre 1917 transita al 1° Rgt. Alpini Btg. "Val Tanaro" guadagnandosi dal 31 luglio 1918 i gradi di Sergente. Il 15 gennaio 1920 transita in servizio al Deposito del 7° Rgt. Alpini di Belluno ed il 2 febbraio viene mandato in congedo. Come reduce sicuramente si iscrive alla sezione, iinfatti la sua fotografia la ritroviamo nell'artistico quadro realizzato nei primi mesi del 1939 con i soci. Il 25 giugno 1944 entra nella formazione partigiana 66ª brigata Garibaldi "Jacchia" ma purtroppo il 1° dicembre mentre con il figlio sono ad Ozzano dell'Emilia, vengono riconosciuti ed immediatamente arrestati. Tradotti entrambi a Mauthausen viene liberato dall'armata americana il 5 maggio 1945 ma con il grandissimo dolore per la morte del figlio Luciano che era deceduto a Gusen il 7 aprile. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
vedi biografia alla pagina : Venturi Ettore
Villani Aldo
Aldo Villani nasce il 25 aprile 1896 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi l'8 dicembre 1915 viene assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato il 15 dicembre 1919. Trasferisce poi la residenza a Bologna in quanto riesce ad ottenere il lavoro di muratore. Dal 14 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
(1) Villani Amleto
Amleto Villani nasce il 21 maggio 1887 a Molinella, Bologna, dove svolge la professione di contadino. Chiamato alle armi il 17 ottobre 1907 viene assegnato al Reggimento Art. da Montagna (del Veneto n.d.r.) ed il 15 maggio 1909, promosso Caporale, transita dal 15 novembre al 1° Rgt. Art. da Montagna ed è congedato l'1 settembre 1910. Dal 1° al 30 luglio 1911 viene richiamato alle armi per istruzione, quindi dal 7 ottobre 1912 è richiamato per mobilitazione ed assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna, viene congedato il 26 febbraio 1913. L'11 maggio 1915 è richiamato per mobilitazione ed assegnato al 2° Rgt. Art. da Montagna Gruppo "Vicenza". (1) Due giorni dopo lo raggiunge l'ordine di carcerazione è quindi tradotto alle carceri di Bologna dove rimane fino al 3 marzo 1919 quando viene liberato per amnistia. Lo stesso giorno rientra al 2° Rgt. Art. da Montagna in Belluno ed è congedato il 31 dicembre 1919. Dal 9 settembre 1943 entra a far parte della formazione partigiana brigata Matteotti Città fino alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Zanelli Carlo
Carlo Zanelli nasce a Imola, Bologna, il 26 marzo 1898, dove svolge la professione di birocciaio. Chiamato alle armi il 14 marzo 1917 viene assegnato al 6° Rgt. Alpini Btg. Sette Comuni. Pochi mesi dopo, esattamente il 5 dicembre è fatto prigioniero a Monte Badenecche. Il 6 settembre 1918 viene liberato dalla prigionia e rientra al Btg. Sette Comuni. Il 18 gennaio 1919 transita al 7° Rgt. Alpini Btg. Belluno, congedato l'11 settembre 1920. Dal 1° agosto 1944 entra nella formazione partigiana SAP (squadre azione pattriottica) di Imola. Ferito ad una gamba in combattimento gli viene riconosciutà l'invalidità di guerra. Riconosciuto partigiano combattente fino al 14 aprile 1945, equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel secondo dopoguerra si iscrive come socio al gruppo alpini di Imola. Deceduto ad Imola il 13 marzo 1982.
cognome nome
di leva militare nella 2 ª guerra mondiale
 
ho ritenuto corretto inserire anche gli alpini o artiglieri da montagna combattenti e reduci
in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Bartolomei Vinicio
Vinicio Bartolomei nasce il 6 gennaio 1923 a Castiglione dei Pepoli, Bologna, dove svolge la professione di minatore. Chiamato alle armi il 16 settembre 1942 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre 1943. Rientrato a casa, dal 10 settembre entra a far parte della formazione partigiana nel battaglione Luccarini della brigata Stella rossa Lupo fino al 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Cavazzuti Mario
Mario Cavazzuti nasce il 14 agosto 1921 a Bologna, poi residente a Monte San Pietro dove svolge la professione di tecnico agrario. Chiamato alle armi il 7 gennaio 1941 viene assegnato al Btg. Misto Genio Divisione Alpina Tridentina. Promosso Caporale il 10 luglio transita effettivo alla 112ª compagnia radiotelegrafisti del II° Btg. Misto Genio "Tridentina". Il 9 luglio 1942 lascia la specialità del Genio Alpino in quanto viene trasferito alla 107ª compagnia Genio della Divisione di fanteria "Mantova" costituita da marzo a Verona, ed il 1° gennaio 1943 è promosso Caporale Maggiore. Nel gennaio 1943 la Divisione viene trasferita in Calabria. Con gli eventi legati all'8 settembre 1943 la Divisione si trasforma in Gruppo di Combattimento "Mantova" inquadrata nelle nuove unità regolari delle Forze Armate impegnate nella lotta di Liberazione. Il 30 settembre 1945 gli viene rilasciato il "certificato al merito" dal comando Vª Armata Americana perchè ha partecipato alla guerra di Liberazione. Congedato il 13 marzo 1946.
Domenicali Giuseppe
Giuseppe Domenicali nasce il 5 luglio 1915 a Casola Valsenio, Ravenna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 7 ottobre 1936 viene assegnato al 5° Rgt. Art. Alpina Gruppo "Belluno" ed assegnato alla ferma minore in quanto ha conseguito il requisito dell'istruzione premilitare, ed è posto in congedo provvisorio il 3 dicembre. Richiamato per istruzione il 1° agosto 1937 viene nuovamente mandato in congedo provvisorio il 24 agosto. Richiamato per mobilitazione il 2 giugno 1940 rientra al 5° Rgt. Art. Alpina ed inviato sul fronte occidentale alpino (Francia). Qui si ammala ai bronchi e viene inviato il licenza di convalescenza per cause di guerra. Rientrato al reparto, le condizioni di salute si aggravano nuovamente e nel corso di ulteriore visita medica gli viene diagnosticata anche un'ernia inguinale destra per cause di guerra che non gli consentono più la normale attività di impiego in zona di guerra. Il 28 luglio 1942 dopo l'ennesimo ricovero in ospedale, viene dichiarato non più idoneo in modo permanente ed il 3 agosto è collocato in congedo illimitato. Rientrato a Casola Valsenio, dal 1° aprile 1944 entra nella formazione 28ª brigata Gap. "Celso Strocchi" che opera a Casola Valsenio, fino al 12 dicembre 1944 ed è equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione.
Fabbri Aldo
Aldo Fabbri nasce il 9 novembre 1923 a Monterenzio, Bologna, dove svolge la professione di colono. Chiamato alle armi il 5 giugno 1942 è lasciato in congedo provvisorio. Richiamato alle armi il 14 gennaio 1943 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre. Rientrato a Monterenzio, dal 6 giugno 1944 entra a far parte della formazione partigiana 66ª brigata Jacchia Garibaldi che opera sull'Appennino tosco-emiliano fino al 17 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è collocato in congedo per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Monzali Pio
Pio Monzali nasce il 20 settembre 1923 a Camugnano, Bologna, dove svolge la professione di falegname. Chiamato alle armi il 19 giugno 1942 è lasciato in congedo provvisorio. Richiamato alle armi il il 14 gennaio 1943 viene assegnato all'11° Rgt. Alpini Btg. "Bassano" dove rimane fino all'8 settembre. Dal 5 maggio 1944 entra a far parte della formazione partigiana Stella Rossa Lupo che opera nella zona di Castiglione dei Pepoli fino al 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Il 25 aprile 1945 viene considerato in licenza straordinaria ed il 16 luglio 1946 è mandato in congedo per computo del periodo di servizio di partigiano combattente.
Sternini Giorgio
Giorgio Sterini nasce il 17 settembre 1921 a Bologna, atudente nella facoltà di Medicinina e Chirurgia. Nel marzo 1941 interrompe gli studi perché chiamato a svolgere il servizio militare ed è inviato a frequentare il corso per universitari di Allievi Ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Promosso Sottotenente presta servizio all'11° Rgt. Alpini. Dopo l’8 settembre 1943 aderisce alle formazioni partigiane. Nella primavera del 1944 diviene commissario politico della brigata Stella rossa Lupo, quindi con la 63ª brigata Garibaldi Bolero nella zona di Monte Capra, Casalecchio di Reno ed infine nella 7ª brigata GAP Gianni. Riconosciuto partigiano con il grado di Maggiore dall'8 settembre 1943 alla liberazione il 21 aprile 1945. Equiparato a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle Forze Armate nella lotta di Liberazione. Nel 1956 lascia Bologna in quanto vince per concorso la nomina a primario dell’ospedale Cà Foncello di Treviso.
vedi biografia alla pagina : Sternini Giorgio

 


(1) Amleto Villani. Due giorni dopo lo raggiunge l'ordine di carcerazione è tradotto alle carceri di Bologna.....
per correttezza e chiarezza storico-biografica, pubblico qui sotto la biografia "ufficiale" tratta dal sito - Storia e Memoria di Bologna - a cura del Museo Civico del Risorgimento :

Amleto Villani, da Eliseo e Maria Chiarelli; nato il 21 maggio 1887 a Molinella. Nel 1943 residente a Bologna. 3ª elementare. Bracciante. Iscritto al PSI. Dirigente sindacale e di partito, fu uno dei principali collaboratori di Giuseppe Massarenti. Dopo l'eccidio di Guarda (Molinella) nell'ottobre 1914, evitò l'arresto riparando nella Repubblica di San Marino. Richiamato alle armi, tornò a Molinella e fu arrestato. Restò in carcere sino al 1919 quando venne amnistiato. Nel dopoguerra fu uno dei principali animatori della resistenza contro il fascismo a Molinella e per questo subì dure persecuzioni. Nel 1923 ebbe il «bando»; lasciò Molinella e raggiunse Massarenti a Roma. Qui, l’1 dicembre 1926, fu arrestato per «attività socialista» e assegnato al confino per 5 anni. Andò a Ustica (PA), dove il 10 ottobre 1927 fu arrestato con altri 57 antifascisti, tra i quali i socialisti bolognesi Giuseppe Bentivogli, Luigi Fabbri, Carmine Pastore Mancinelli, Massarenti, Giulio Miceli, Erminio Minghetti e Marcellino Toschi. Venne deferito al Tribunale speciale per «l'attività sovversiva da essi svolta nell'isola» e «ricostituzione dei partiti disciolti, incitamento all'insurrezione e propaganda sovversiva». L'1 agosto 1928 fu prosciolto in istruttoria e rispedito a Ponza dove restò sino al 3 novembre 1929 quando venne liberato. Fu classificato di «3ª categoria», quella delle persone considerate politicamente più pericolose. Subì vari arresti: dal 29 dicembre 1929 al 3 gennaio 1930 per le nozze del principe ereditario e dal 2 al 16 giugno 1936. Il 7 dicembre 1937 nuovo arresto e assegnazione al confino per 5 anni, con l'accusa di «attività antifascista». Andò a Bono (SS) dove restò sino al 16 novembre 1942. Tornato a Molinella, prese parte alla lotta di liberazione. Militò nella brigata Matteotti Città e operò a Bologna e Molinella. Fu uno dei principali collaboratori di Bentivogli. Riconosciuto partigiano dal 9 settembre 1943 alla Liberazione.