storia del territorio bolognese romagnolo

Le stellette, il camice bianco e la penna nera: medici bolognesi romagnoli in guerra fra il 1911 e il 1945
di Giuseppe Martelli

pagina aggiornata il 1° dicembre 2018

Prendendo spunto dall'idea e dall'interessante articolo di Mario Gallotta dedicato alla figura dell'ufficiale medico (1), abbiamo concordato di svolgere una ricerca parallela sugli ufficiali medici alpini delle altre province che formano il territorio bolognese romagnolo, ed è emerso oltre all'inaspettato numero anche il dato certamente interessante; oltre la metà sono decorati al valor militare, a conferma che hanno onorato così le stellette, il camice bianco, la penna nera e il giuramento di Ippocrate.

La ricerca è stata effettuata consultando i vecchi tabulati soci della nostra sezione, l'archivio dell'Università degli Studi di Bologna, la Gazzetta Ufficiale ed i Ruoli Matricolari.

guerra coloniale italo turca 1911-1913

bolognesi romagnoli per scelta

 

Il Dott. Riccardo Tosi era nato il 6 agosto 1882 a Reggio Emilia, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna in Medicina e Chirurgia, si laurea il 6 luglio 1906. Chiamato alle armi frequenta la Scuola allievi ufficiali medici di Firenze. Nel settembre 1911 allo scoppio della guerra italo-turca è assegnato in servizio come Sottotenente medico al Btg. “Tolmezzo” dell’8° Rgt. Alpini in procinto di partire per la Libia. Promosso l’anno successivo al grado di Tenente medico è decorato di due Medaglie di Bronzo così motivate “Con serenità e coraggio, anche sotto l’azione del fuoco nemico, attese alle cure dei numerosi feriti del battaglione, intelligentemente disponendo per la ricerca e lo sgombro di essi dalla linea di combattimento”. Assaba (Libia), 23 marzo 1913. La seconda Medaglia di Bronzo è così motivata “Con calma e intelligenza dispose, durante tutta l’azione, per lo sgombro ed il trasporto dei numerosi feriti dalla linea di fuoco ai posti di medicazione che, con molto criterio e malgrado la difficoltà del terreno e la rapida avanzata del battaglione, riuscì sempre ad impiantare ad immediata vicinanza dei reparti, supplendo alla deficienza del personale con l’attività e la decisione”. Ettangi (Cirenaica), 18 giugno 1913. Raffermatosi e trasferito su domanda durante la prima guerra mondiale nel servizio permanente effettivo, contina la carriera di ufficiale medico. Posto in congedo assoluto per raggiunti limiti di età con il grado di Generale medico, muore a Quattro Castella (Reggio Emilia) il 4 agosto 1945. Nel ricordino funebre viene messo in evidenza che aveva partecipato a tre guerre.

 

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prima guerra mondiale 1915-1918

bolognesi romagnoli per nascita


Sul giornale "il Resto del Carlino" del 13 febbraio 1917 compare un breve trafiletto dal titolo I NOSTRI VALOROSI dove è scritto : <L'egregio giovane dottor Gian Giuseppe Palmieri figlio del compianto Gianbattista che faceva parte del glorioso battaglione alpini di Battisti è stato testè decorato di medaglia d'argento al valor militare.....>, e così fra gli ufficiali medici della prima guerra mondiale dei quali sono riuscito a rintracciare notizie, il primo che propongo è la figura del Prof. Gian Giuseppe Palmieri nato a Bologna il 6 febbraio 1892 e laureato il 4 aprile 1916 in Medicina e Chirurgia pur essendo al fronte. Sottotenente medico nel 6° Rgt. Alpini Btg. "Vicenza" si guadagna una significativa medaglia d'argento il 26 giugno 1916 sul Monte Trappola così motivata "Durante un'assalto, sotto l'inteso fuoco della fucileria e dell'artiglieria nemica, con calma esemplare, disimpegnava le sue funzioni di medico, seguendo costantemente le linee attaccanti. Ferito da una palla di shrapnel alla spalla sinistra, dopo una sommaria medicazione continuava l'opera sua, finchè, nuovamente colpito, da una scheggia di granata ad una gamba, doveva essere allontanato dalla linea di fuoco." Congedato a fine conflitto con il grado di Tenente e fregiato del distintivo d'onore dei Mutilati di guerra, viene poi promosso Capitano nel 1934, ed è fra i primi ad aderire nel 1923 come socio della neo costituta Sezione alpini Bolognese Romagnola. Libero docente in Radiologia Medica nel 1924, viene incaricato nello stesso anno dell'insegnamento della Radiologia dell'Università di Bologna. Professore straordinario nel 1939, viene chiamato alla Cattedra nello stesso anno con voto unanime, della Facoltà Medico-Chirurgica di Bologna. E' dirigente della Scuola di Specializzazione in Radiologia Medica dal 1925. In collaborazione col suo Maestro Giacinto Viola, fonda l'Istituto del Radio, intitolato a Luigi Galvani, del quale viene poi nominato Direttore. Nuovamente volontario come Maggiore medico nella seconda guerra mondiale al servizio dell'Esercito Italiano di Liberazione, ha il grande dolore di perdere il figlio "Gianni", immolatosi nella lotta partigiana, Medaglia d'Oro alla memoria. Nel dopoguerra è Presidente dell'Associazione Italiana di Radiobiologia Medica, Presidente della Società Medica-Chirurgica di Bologna nel biennio 1950-51, Presidente della Sezione Bolognese della Lega Italiana per la lotta contro i tumori, della quale è per parecchi anni Membro del Consiglio Direttivo, Vice Presidente della Società Italiana di Cancerologia e della Società di Radio-Neuro-Chirurgia ed ha moltissimi altri meriti professionali. Deceduto a Bologna il 16 agosto 1961.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : Palmieri Gian Giuseppe

 

Il Dott. Ruggero Bertelli era nato il 24 aprile 1896 a Cesena (Forlì, oggi Forlì-Cesena), iscritto all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, Aspirante ufficiale medico del 5° Rgt. Alpini, decorato con la Croce di Guerra per il comportamento tenuto nel periodo 13 giugno-13 agosto 1918, Conca di Presena-Monticelli (Tonale) così motivata "Instancabile e sprezzante del pericolo, portava costantemente la sua opera dove più ferveva la mischia. Caduto un collega offrivasi volontario pel recupero della salma, spingendosi fin contro i reticolati nemici, dando bella prova di ardimento e spirito di abnegazione". Congedato con il grado di Sottotenente, continua gli studi laureandosi il 9 giugno 1921 in Medicina e Chirurgia. Negli anni '30 è professore di Anatomia umana all'Università di Ferrara e curatore del museo "G. Tumiati" del Gabinetto Anatomico, poi dal 1984 ricollocato alla Facoltà di Medicina. Dall'ottobre 1943 al maggio 1945 è Rettore dell'Università di Parma.

 



Il Dott. Pio Bertini, altra bella figura legata poi alla storia della nostra Sezione, era nato il 3 giugno 1877 a Rocca San Casciano (Forlì) laureato all'Università di Bologna il 2 luglio 1902 in Medicina e Chirurgia, Tenente medico nell'8° Rgt. Alpini Btg. "Gemona", medico condotto del paese, fondatore nel 1929 e primo capogruppo del locale gruppo alpini di Rocca San Casciano nel biennio 1929-1930 e poi dal 1932 al 1943. Deceduto a Rocca San Casciano nel 1946.

 

 

 

Il Dott. Giovanni Bolognesi, altra bella figura legata poi alla storia della nostra Sezione, era nato l'8 settembre 1888 a Bologna, laureato il 4 aprile 1914 in Medicina e Chirurgia, Tenente medico del 7° Rgt. Alpini, decorato di Medaglia d'Argento per le azioni del 25-31 ottobre 1918 sul Col del Cuck (Feltre) così motivata " Addetto ad un posto di medicazione impiantato allo scoperto e sotto le offese delle artiglierie e delle mitragliatrici avversarie, assolveva il suo compito inappuntabilmente e con grande abnegazione. Conquistata una posizione nemica, vi accorse di iniziativa per poter meglio regolare il servizio sanitario. Ferito, rimase al suo posto, continuando a prodigare con valore ed abnegazione l'opera sua benefica". Congedato con il grado di Capitano, nel 1919 vince il concorso di medico condotto e ufficiale sanitario nel vicino paese di Pianoro (Bologna) nel quale in breve tempo raccoglie la stima da tutti e definito benefattore come medico ed amico più che professionista. Iscritto fin dal 1924 alla nostra Sezione alpini Bolognese Romagnola, nel 1934 si fa promotore fondando il locale gruppo alpini del quale è capogruppo fino al 1943. Deceduto a Pianoro (Bologna) il 24 agosto 1944. Sul giornale "il Resto del Carlino" del 25 agosto compare un suo significativo necrologio. La fotografia è stata gentilmente concessa dal nipote Pietro Ghirelli (la nonna era sorella di Giovanni). Il nipote Pietro ci fa presente questa triste storia famigliare : il figlio del prozio dott. Bolognesi, Pietro "Pierino", nato nel 1924, studente di medicina, fece parte della Brigata partigiana Stella Rossa Lupo. Durante uno scontro a fuoco del 29 settembre 1944 contro i tedeschi, rimase gravemente ferito e poi dato per disperso (il suo corpo non è mai stato ritrovato). Il luttuoso fatto è avvenuto a breve distanza dalla data di morte del padre.

 

Il Dott. Marco Cantagalli era nato il 23 giugno 1892 a Faenza (Ravenna) iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Alla chiamata alle armi nel 1915 per mobilitazione viene assegnato alla 6ª compagnia di Sanità. Il 13 febbraio 1916 viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), che conclude il 31 marzo 1917, quindi assegnato quale Aspirante ufficiale medico al 5° Rgt. Alpini. Decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Sotto il violento fuoco nemico seguiva reparti di arditi ai quali volontariamente erasi unito per l’attacco di forti posizioni, e disimpegnava il suo compito in malsicuri posti di medicazione con intelligenza, prontezza e coraggio singolari.” Monte Stablel-Monte Menicigolo (Adamello) 19 luglio 1918. Congedato con il grado di Sottotenente medico e ripresi gli studi, si laurea in Medicina e Chirurgia il 7 giugno 1919 (quale ufficiale medico viene chiesta la sola tesi orale).


 


Il Dott. Tullo Cenni, che sarà poi legato alla storia della nostra Sezione, era nato il 17 luglio 1884 a Imola (Bologna), laureato il 6 luglio 1909 in Medicina e Chirurgia, Tenente medico del 6° Rgt. Alpini 5ª ambulanza chirurgica, decorato di Medaglia di Bronzo per le azioni del 25-27 ottobre 1917 in località Carso-Begliano con la seguente motivazione "Con serenità e fermezza, più volte, sotto bombardamento nemico, prestava l'opera sua di medico e chirurgo. In occasione del ripiegamento improvviso dell'ambulanza prendeva parte, sino all'ultimo, alla cura e allo sgombero dei feriti, accompagnandone personalmente una parte, per superare la grave diffilcltà del transito stradale. E, nonostante il rischio di essere fuori al di là dell'Isonzo, si ritirava solo dopo aver assicurato il trasporto di tutti i ricoverati". Rientrato alla vita civile con il grado di Capitano, svolge la professione di medico ad Imola con residenza in via Emilia, ed è fra i fondatori nel 1924 del gruppo alpini Imola e Borgo Tossignano. Negli anni '30 porta la residenza a Firenze.

 

Il Dott. Carlo Cerchiari aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Era nato il 4 agosto 1880 ad Imola (Bologna). Trasferito ancora adolescente con la famiglia a Bologna, dopo gli studi ginnasiali si iscrive all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 20 novembre 1908. Chiamato alle armi il 23 giugno 1900 e dichiarato soldato di 3ª categoria (in pratica riformato in quanto orfano), viene lasciato in congedo illimitato. Il 5 ottobre 1915, dichiarato “abile per necessità” e, visto che è laureato in Medicina e Chirurgia, viene assegnato come soldato semplice alla 6ª compagnia di Sanità di Bologna. Il 18 novembre, in considerazione del titolo di studio viene promosso d’ufficio ufficiale medico di Milizia Territoriale e con il grado di Sottotenente è assegnato per il prescritto servizio di prima nomina alla Direzione di Sanità di Bologna. Nel gennaio 1916 con la nomina a Tenente lascia Bologna per raggiungere il Btg. “Gemona” dell’8° Rgt. Alpini che è dislocato in Friuli in alta Val Dogne. Dopo lunghi mesi di disagi patiti nella guerra in alta montagna, viene allontanato dal fronte e ricoverato per malattia all’ospedale di Tolmezzo. Dichiarato inabile alle fatiche di guerra, ancora convalescente, nel dicembre 1916 viene assegnato ad una squadriglia di aeroplani. Ma ancora la grave malattia lo costringe a continui ricoveri in ospedali territoriali, ed infine nell’aprile 1917 passa in servizio ad un reggimento del Genio. Con l’aggravarsi della malattia viene allontanato definitivamente dal territorio dichiarato in stato di guerra ed assegnato alla Direzione Sanità militare di Genova ed è ricoverato subito in ospedale. Dopo quattro mesi di sofferenze si spegne il 28 gennaio 1918. Sul giornale “il Resto del Carlino” compare il necrologio del triste annuncio da parte del fratello e della sorella, in quanto era orfano e celibe.


Il Dott. Aldo Cividali, legato poi alla storia della nostra Sezione, era nato il 10 febbraio 1894 a Bologna ed appartenente alla comunità isrlaelita bolognese. Dopo gli studi liceali si iscrive all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia e nel contempo svolge volontariato nel Corpo militare della Croce Rossa. Chiamato alla visita di leva nel maggio 1914 viene ammesso al ritardo per studio fino al maggio 1915. Chiamato alle armi per mobilitazione viene assegnato alla Sezione di sanità della 28ª Divisione dislocata nei pressi di Sagrado. Il 30 ottobre nel corso di aspro combattimento si adopera per salvare molti soldati feriti a rischio della vita per questo comportamente riceve un Encomio solenne così motivato "Mentre l'artiglieria nemica bombardava furiosamente un ponte e la relativa strada di accesso, avendo saputo che erano caduti feriti dei soldati sulla strada stessa, incurante del pericolo, si recò spontaneamente, insieme con un sergente della sezione, a ritirarli, sottraendoli a sicura morte e trasportandoli alla Sezione per le prime cure". Sagrado, 30 ottobre 1915. Viene anche promosso Caporale di Sanità. In considerazione del titolo di studio è inviato al corso accelerato per ufficiali medici e nel settembre 1916 promosso Aspirante ufficiale medico viene assegnato all'8° Rgt. Alpini Btg. "Val Fella". In questo reparto rimane per oltre un anno seguendone le sorti sui vari fronti dell'alta Carnia fino allo scioglimento del battaglione nel dicembre 1917. Non viene specificato se transita ad altro reparto combattente o assegnato ad un ospedale da campo.Viene congedato nel febbraio 1919 con il grado di Tenente medico. Rientrato alla vita civile svolge la professione di medico ed in breve diventa comprimario dell'Ospedale Maggiore. Inoltre è anche medico condotto del Comune che poi con le leggi razziali del 1938 gli viene tolto. Amato e stimato in città, pur non avendo aderito al partito fascista è da tutti rispettato ed è regolarmente iscritto come socio alla nostra Sezione. Questo viene comprovato su L'ALPINO del 1° dicembre 1936 dove nella rubrica Promozioni viene data notizia che fra i soci della nostra Sezione il dott. Aldo Cividali è stato promosso Capitano medico ed anche da una didascalia che accompagna una sua fotografia assieme al commilitone Italo Balbo inviata e pubblicata su L'ALPINO del 15 dicembre 1940, nela didascalia si legge testualmente : foto favoritaci dal camerata dott. Aldo Cividali. Dopo il 25 luglio 1943 si schiera apertamente con gli antifascisti. Catturato nel dicembre 1943 mentre cerca di espatriare con la famiglia in Svizzera sono ricondotti ed imprigionati a Bologna. Il 14 gennaio 1944 venne deportato con la moglie Ada Levi ed i figli Sergio ed Angelo prima a Fossoli (Carpi - Modena), poi ad Auschwitz (Polonia) dove tutta la famiglia viene uccisa appena giunti il 26 febbraio 1944. Unico sopravvissuto l'altro figlio Claudio già all'estero in Svizzera per studio. A Bologna gli è stata dedicata una via e posta una targa ricordo nella casa dove aveva abitato.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : Cividali Aldo

 

Il Dott. Aurelio Ercolani, legato poi alla storia della nostra Sezione, era nato il 15 ottobre 1882 a Villa Cappuccini, Forlì, laureato all'Università di Bologna in Medicina e Chirurgia il 3 luglio 1907 Tenente medico del 6° Rgt. Alpini. Poi socio dal 1924, residente a Forlì in via Saffi 11. Negli anni precedenti la Grande Guerra era stato promotore nel periodo 1910-1913 della costituzione di una Società di Assistenza e di Pronto Soccorso e fu l'istruttore del primo corso al quale parteciparono diversi volontari. Nel 1930 questa Società venne eretta ad ente morale con il nome di "Dam una Man" (dammi una mano, ancora oggi esistente) ed Ercolani venne nominato dal Prefetto componente l'ufficio degli Amministratori. Fra i vari incarichi professionali svolgeva anche le funzioni di medico della carceri forlivesi. Su L'ALPINO del 15 giugno 1933 viene data notiizia che è stato insignito dal Re del titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.


 

Il Dott. Amilcare Franchini era nato il 21 febbraio 1892 a Vigarano Mainarda (Ferrara) iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Alla chiamata alle armi viene assegnato quale Aspirante ufficiale medico al 7° Rgt. Alpini, poi successivamente come volontario, al 6° reparto d’Assalto Alpino. Decorato di Croce di Guerra così motivata “Medico di battaglione dava prove di valore e spirito di abnegazione, portandosi fino alle primissime linee per soccorrere i feriti.” Monte Grappa, 16-17 settembre 1918. Congedato con il grado di Sottotenente medico e ripresi gli studi, si laurea in Medicina e Chirurgia il 3 luglio 1919. Militante nel partito fascista, viene giustiziato dai partigiani l'11 maggio 1945 in località San Nicolò (Ferrara). Da altre fonti viene indicato "Del dottore Amilcare Franchini possiamo con sicurezza affermare che non aveva mai avuto contatti con il Fascismo e che non aveva ricoperto cariche di alcun genere." ed inoltre viene indicato che è prelevato l’11 maggio da sconosciuti nel suo domicilio di Vigarano Mainarda. Il suo cadavere viene ritrovato il 13 ottobre 1945 in una fossa comune in località Argenta.

 

 

Il Dott. Ercole Gasparini (non Gasperini) era nato il 25 maggio 1874 a Bologna, iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia si laurea l'11 luglio 1901. Chiamato alle armi nel settembre 1894 è lasciato in congedo in quanto studente universitario. Richiamato nel marzo 1902 ed essendo laureato in medicina e chirurgia viene assegnato per il prescritto servizio militare alla 6ª compagnia di Sanità a Bologna. Nel 1914 in previsione della mobilitazione ed essendo di classe anziana, viene nominato Sottotenente medico di Milizia Territoriale e all'entrata in guerra dell'Italia il 24 maggio 1915, viene assegnato al Btg. "Val Tagliamento" dell'8° Rgt. Alpini dislocato in alta Carnia sul Monte Pal Piccolo. Neanche un mese dopo il suo arrivo, già messosi in luce per l'alto senso del dovere di ufficiale e di medico, durante le sanguinose azioni dal 6 al 14 giugno, si prodiga in modo encomiabile verso i feriti e viene decorato di Croce di Guerra così motivata "In varie occasioni, diede prova di fermezza, medicando feriti in luoghi battuti e allo scoperto. Fu sempre zelante ed assiduo nel disimpegno della sua missione". Nell'ottobre 1917 viene trasferito da reparto combattente alla Direzione di Sanità del VI° Corpo d'Armata con l'obbligo di svolgere per un anno il prescritto servizio presso l'ospedale militare di Bologna, quindi nel novembre 1918 viene congedato.


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Il Dott. Aldo Pietro Ghedini era nato il 3 ottobre 1884 a Bologna, residente in via Repubblicana 18, iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia, si laurea l'8 luglio 1913. Chiamato alla visita di leva il 9 agosto 1904 è lasciato in congedo e indicato come professione studente, iscritto d'ufficio dalla 1ª nella 3ª categoria. Chiamato alle armi per mobilitazione il 26 agosto 1915 è nominato (come classe anziana) Sottotenente di Milizia Territoriale ed assegnato per il servizio di 1ª nomina al 5° Rgt. Art. da Fortezza. Promosso nel gennaio 1916 Sottotenente medico viene assegnato al 7° Rgt. Alpini Btg. "Monte Pelmo". Promosso Tenente medico nel 1917 continua il servizio nello stesso reparto ed è decorato di Medaglia di Bronzo così motivata "Sprezzante del pericolo, attese sereno alla cura dei feriti, sebbene il posto di medicazione forse sotto il fuoco dell’artiglieria nemica, riorganizzandolo quando un grosso proietto lo colpì in pieno. Diede costante prova di coraggio nel disimpegno delle sue mansioni, prodigando in ogni modo tutto sè stesso". Doblar (Bainsizza), 19-26 agosto 1917.


 

Il Dott. Giovanni Gherardi era nato il 16 agosto 1885 a Castel San Pietro (Bologna), laureato il 31 maggio 1915 in Medicina e Chirurgia, Tenente medico del 28° Gruppo Art. Montagna 22ª Batteria, decorato di Medaglia di Bronzo per le azioni del 28-29 settembre 1918, Cer (Macedonia-Serbia) con la seguente motivazione "Tenente medico di una batteria da montagna, si spingeva ardito e volonteroso sotto il fuoco delle mitragliatrici per curare con raro spirito d'abnegazione i feriti del reparto d'assalto e della popolazione civile di Cer".

 

 

 

Il Dott. Antonio Luttichau, legato poi alla storia della nostra Sezione, era nato il 12 luglio 1894 a Faenza (Ravenna), studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi nel 1916 viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), che conclude nel marzo 1917, quindi assegnato come Aspirante ufficiale medico al 3° Rgt. Alpini, Btg. "Exilles", promosso poco dopo Sottotenente medico. Prigioniero, assieme al fratello più giovane Massimiliano nell'ottobre 1917 nel corso della battaglia di Monte Vodil-Monte Nero. Rimpatriato agli inizi del 1919 è congedato con il grado di Tenente. Laureato in Medicina e Chirurgia il 9 luglio 1920. Residente a Bologna in via Bellombra 22 dove svolge la professione di medico. Socio della nostra Sezione ANA dal 1924. Su L'ALPINO del 15 aprile 1937 si legge che è stato promosso Capitano.

 

 


Il Dott. Attilio Nava era nato a Bologna nel 1883, laureato in Medicina e Chirurgia nel 1910 (non all'Università di Bologna), Tenente medico del 6° Rgt. Alpini, Btg. Monte Berico, 108ª compagnia, decorato con due medaglie di bronzo con le seguenti motivazioni, "In una posizione già aggirata dal nemico si adoperava lodevolmente, non solo a soccorrere i feriti, ma anche ad eccitare alla resistenza al fine di assicurare il ripiegamento". 16 maggio 1916, Monte Maronia. La seconda Medaglia di Bronzo è così motivata "In aspro combattimento in cui la sua compagnia subì molte perdite, con esemplare abnegazione, energia e sprezzo del pericolo, provvide alla cura ed allo sgombro dei feriti, attraverso un terreno difficile e battuto dal fuoco nemico". 12 giugno 1916, Testata Rivo Romini. Sul giornale "il Resto del Carlino" del 2 maggio 1917 compare la notizia, col titolo FRA I COMBATTENTI BOLOGNESI, viene data notizia che è stato decorato al valor militare. Risulta inoltre decorato anche di due Croci di Guerra così motivate "Calmo e ardito, in aspri combattimenti, si adoperava per portare pronto soccorso ai feriti sulla linea di combattimento". 29-31 agosto 1917, Altopiano di Bainsizza. La seconda croce è così motivata "Impossibilitato a continuare la sua opera di medico, seguendo l'irresistibile impulso del suo spirito di combattente, nel momento più creitico della situazione, coadiuvava efficacemente il comandante di battaglione, attraversando ripetutamente il terreno battuto da violento fuoco di artiglieria e mitragliatrici nemiche, e, partecipando direttamente alla mischia, dava esempio mirabile di coraggio indomito e di valore, finchè veniva catturato". 24 ottobre 1917, Cukli-Krad-Vhr. Nel dopoguerra si trasferisce a Milano dove esercita la professione di medico.

 

Il Dott. Vincenzo Poggi, legato poi alla storia della nostra Sezione, era nato il 14 settembre 1889 a Casola Valsenio (Ravenna), ed emigrato con la famiglia ad Imola il 7 giugno 1905. Soldato di leva dichiarato di 3ª categoria e chiamato alla visita il 30 aprile 1909 è lasciato in congedo. Alla chiamata alle armi per mobilitazione il 13 giugno 1915 viene assegnato alla 6ª compagnia di Sanità a Bologna e prende servizio all'ospedale di riserva ad Imola. Promosso Caporale in agosto e Sergente in ottobre rimane ad Imola fino al 30 gennaio 1916. In considerazione che frequenta all'Università di Bologna il 4° anno di Medicina e Chirurgia viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrense di San Giorgio di Nogaro (Udine), dove consegue la laurea il 31 marzo 1917. Viene quindi assegnato quale Aspirante ufficiale medico al 3° Rgt. Alpini ed è congedato nel 1919 con il grado di Tenente medico. Residente a Imola nella frazione di Sesto Imolese è fra i fondatori nel 1924 del gruppo alpini Imola e Borgo Tossignano. Deceduto ad Imola il 1° maggio 1953.




Il Dott. Antonio Roversi, importante figura legata poi alla storia della nostra Sezione, era nato il 7 settembre 1888 a Pieve di Cento (Ferrara, poi dal 1929 provincia di Bologna), residente a Bologna, laureato il 16 maggio 1915 in Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi nella 6ª compagnia di sanità, viene poi inviato nel novembre 1916 al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato quale Aspirante ufficiale medico al 6° Rgt. Alpini Btg. "Vicenza" . Promosso Sottotenente, decorato di Medaglia d'Argento il 10 febbraio 1918 sul Monte Cornone così motivata "Accorreva volontariamente in un punto esposto all'inteso fuoco nemico. Mentre sotto il violento fuoco medicava un collega, rimaneva gravemente ferito". Congedato con il grado di Tenente, svolge la professione di medico a Bologna. Residente in via Calzolerie 1. Fra i promotori nel 1922 della nascita della Sezione alpini Bolognese Romagnola della quale è uno dei 47 "padri fondatori" presente la sera del 18 novembre all'assemblea costitutiva. Eletto nella giunta di scrutinio e nel primo consiglio direttivo sezionale del 1922 viene riconfermato fino al 1926. Dal 1939 al 1943 è nominato Podestà (Sindaco) di Pianoro (BO). Deceduto a Bologna il 4 agosto 1958.



Il Dott. Gino Sterchele, era nato nel 1892 a Bologna, alla chiamata alle armi nel 1915 frequenta all'Università di Pavia il 4° anno di Medicina e Chirurgia. Inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), viene quindi assegnato quale Aspirante ufficiale medico al 3° Rgt. Alpini. Decorato di Medaglia di Bronzo il 19 giugno 1917 sul Monte Ortigara così motivata "Bell'esempio di coraggio e abnegazione, si portava con la prima ondata in una posizione ancora contesa dal nemico, e sotto vivo fuoco avversario, vi disimpegnava con calma e fermezza le proprie mansioni". Congedato con il grado di Sottotenente medico riprende gli studi laureandosi il 1° luglio 1919 in Medicina e Chirurgia. Su "Il Resto del Carlino" del 26 agosto 1918 il suo nome compare in un elenco dal titolo "Bolognesi decorati al valore".

 

 

Il Dott. Renato Tivoli era nato il 26 settembre 1889 a Bologna, laureato in Medicina e Chirurgia il 3 luglio 1914, Tenente medico del 4° Rgt. Alpini Btg. "Cervino", gravemente ferito nel maggio 1917 in località Bodrez (Isonzo), deceduto a Bologna il 13 agosto 1937 per le conseguenze dirette derivate dalla grave ferita riportata sul campo in guerra.
La figlia Sig.ra Angela Tivoli dal 1° gennaio 2016 è la Madrina del gruppo alpini Bologna ed è anche proprietaria della fotografia del padre qui riprodotta e tratta dal sito web del gruppo alpini Bologna.

 

 

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Il Dott. Osvaldo Ughi era nato il 16 febbraio 1893 a Ferrara, iscritto all'Università di Modena nella facoltà di Medicina e Chirurgia dal 1910 al 1914 lascia per iscriversi all'Università di Bologna dove si laurea, pur essendo già alle armi, il 2 aprile 1916. Chiamato alle armi per mobilitazione nel maggio 1915 come Aspirante medico presta servizio dal 24 luglio al 1° dicembre presso l'ospedale da campo 071. Promosso Sottotenente medico viene quindi assegnato al 20° Rgt. Fanteria, decorato di Medaglia d'Argento nel 1916. Promosso Tenente medico transita al 2° Rgt. Art. da Montagna, decorato di Medaglia d'Argento così motivata "Addetto ad una batteria da montagna in una intensa, prolungata azione di fuoco, si mantenne sempre sereno e calmo, soccorse i feriti della batteria e provvide al loro trasporto. Durante l’assalto del nemico, non volle ripiegare ed abbandonare la posizione accerchiata, nonostante ordine ricevuto e rimase sotto l’intenso fuoco di mitragliatrici nemiche postate a breve distanza, per cooperare coi superstiti di fanteria all’estrema difesa". Monte Madlessena (Udine), 27 ottobre 1917.


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prima guerra mondiale 1915-1918

bolognesi romagnoli per scelta

 

Il Dott. Carlo Alzona era nato il 26 maggio 1881 a Torino, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 28 dicembre 1904. Chiamato alle armi come Sottotenente medico viene assegnato al 5° Rgt. Alpini. Promosso poi Tenente, decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Ufficiale medico addetto ad un battaglione alpino, dava costante prova di valore ed abnegazione. Durante accanito e prolungato combattimento, sprezzante del pericolo, si portava nei punti più avanzati, oltre la linea, per soccorrere feriti nostri e nemici. Per quattro giorni e quattro notti restava sulla vedretta di feriti eventualmente dispersi, non ritirandosi che dopo esplicito ordine”. Regione Adamello, 30 aprile; 1-5 maggio 1916. Congedato nel 1919 come Capitano medico. Nel dopoguerra si trasferisce a Genova dove svolge la professione di medico divenendo poi uno dei più importanti studiosi a livello internazionale di Archeomalacologia (branca della zoologia che studia i molluschi) presso il Museo Civico di storia naturale genovese. Deceduto il 14 maggio 1961 a Genova. Nel 1973 la moglie Jole Bisacchi ha fatto dono alla Biblioteca del Museo Civico di storia naturale di Milano della sua imponente raccolta di testi sullo studio della Malacologia.

 

 

Il Dott. Ulisse Baguzzi era nato nel 1891 a Piadena (Cremona), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 1915-1916 proveniente dall’Università di Modena dove aveva già frequentato il 5° anno 1914-1915. Chiamato alle armi viene inviato al secondo corso accelerato (dal novembre 1916 al marzo 1917) di medicina e chirurgia presso l’Università Castrense di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato come Aspirante Ufficiale medico al 2° Rgt. Artiglieria da Montagna. Promosso nel marzo 1918 Sottotenente medico decorato di Croce di Guerra così motivata “Sotto il bombardamento nemico con amorose cure medicava ed incorava i feriti restando sempre sulla linea dei pezzi. Avuto colpito in pieno il posto di medicazione, conservava la sua calma continuando a prestare la sua provvida opera”. Liaparta (Albania) 22-24 agosto 1918. Congedato nel 1919 come Tenente medico non rientra alla nostra Università in quanto aveva già conseguito la laurea presso l’Università Castrense.

 

 

Il Dott. Mario Bognetti, altra bella figura legata poi alla storia della nostra Sezione, bolognese di adozione per scelta e matrimonio, era nato infatti il 17 maggio 1890 a Caserta. Trasferita la residenza a Bologna per laurearsi il 2 giugno 1915 in Medicina e Chirurgia ed iscritto di leva al Distretto Militare di Bologna, da qui nel settembre 1915 parte quale Sottotenente medico dell'8° Rgt. Alpini Btg. "Cividale", decorato di Medaglia di Bronzo per l'azione del 4 novembre 1915 a Galeria (Monte Vodil), con la motivazione "Richiesto d'urgenza per soccorrere un cannoniere ferito che non poteva essere allontanato dal pezzo a causa del preciso e nutrito fuoco del'artiglieria nemica, accorreva prontamente, e, giunto presso la zona battuta, per non esporre la vita anche del proprio aiutante che lo accompagnava, si caricò sulle spalle lo zaino di sanità e da solo recavasi al pezzo a prestare la sua opera". Decorato anche di Medaglia d'Argento per l'azione del 20 maggio 1916 a Costa Mesole, con la seguente motivazione "Ufficiale medico di un reparto seriamente attaccato, in luogo esposto e preso di mira da numerose artiglierie nemiche, con mirabile serenità e coraggio attese alla medicazione di numerosi feriti, incurante del gravissimo pericolo. Si espose poi risolutamente allo scoperto per rincuorare e rinviare in linea dei soldati dispersi. Durante il ripiegamento del battaglione rimase sul posto, finchè ebbe curato tutti i feriti, e si ritirò fra gli ultimi, mettendo in salvo il materiare. Sul giornale "il Resto del Carlino" del 9 maggio 1917 compare un trafiletto col titolo PER UN VALOROSO TENENTE MEDICO, dove viene data notizia che il "concittadino" è stato decorato al valor militare. Congedato Capitano svolge la professione di medico a Bologna dove risiede in via Porta Saragozza 228. Fra i promotori nel 1922 della nascita della Sezione alpini Bolognese Romagnola della quale è uno dei 47 "padri fondatori" presente la sera del 18 novembre all'assemblea costitutiva. Eletto consigliere sezionale dal 1926 al 1930, se ne sono perse le tracce essendo emigrato a Milano il 10 dicembre 1937.

 

 

Il Dott. Luigi Carazza era nato il 23 gennaio 1891 a Soave (Verona) bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Alla chiamata alle armi viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato quale Aspirante ufficiale medico al 6° Rgt. Alpini, Btg. “Monte Berico” 93ª compagnia. Promosso nel 1916 Sottotenente medico, decorato di Croce di Guerra così motivata “Disimpegnava in più giornate consecutive, con calma ed efficacia, l’opera di medico, rimanendo esposto ai tiri nemici e dando bell’esempio di abnegazione e di fermezza d’animo. Si distinse anche in precedenti combattimenti.” Altipiano di Bainsizza 29-31 agosto1917. In alcune biografie viene indicato decorato anche di una precedente Medaglia d’Argento, ma non ho trovato riscontro. Congedato Tenente, porta l’iscrizione all’Università di Padova dove nel 1919 si laurea in Medicina e Chirurgia ed inizia la professione di medico condotto. In collaborazione con altri reduci è fra i promotori della nascita del locale Gruppo Alpini di Soave divenendone fra i più attivi soci e ricoprendo anche la carica di Capogruppo dalla fondazione fino al 1940. Deceduto il 15 marzo 1953. Per le sue benemerenze civiche, nel 1965 il Comune gli ha dedicato una Via cittadina.

 

 

Il Dott. Benedetto Casella era nato il 21 marzo 1890 a Montescaglioso (Matera), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 6 luglio 1914. Chiamato alle armi come Sottotenente medico viene assegnato al 1° Rgt. Alpini Btg. “Val Ellero”, decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Di propria iniziativa portavasi, sulla linea di fuoco sotto il fuoco di fucileria ed artiglieria, abbandonando la linea fissatagli in precedenza come posto di medicazione, e con calma amorevole e grande energia dava opera al raccoglimento, cura e sgombero di numerosi feriti”. Cucco di Pozze, 9 luglio 1916. Promosso poi e congedato nel 1919 come Tenente medico. Deceduto con il grado di Generale medico a Montescaglioso il 17 settembre 1995. Nella casa natale è posta una targa marmorea che ricorda l'illustre concittadino.

 

 

Il Dott. Giuseppe Cassini era nato nel 1888 a Vigevano (Pavia), bolognese di adozione per studio iscritto nel 1912 all’Università di Bologna dove frequenta il 6° anno nella facoltà di Medicina e Chirurgia, che poi lascia, non ne sono chiari i motivi, per l’Università di Modena dove l’anno successivo si laurea. Chiamato alle armi quale Sottotenente medico viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. Promosso poi Tenente, decorato nel 1917 di Medaglia d’Argento così motivata : "In azione durata più giorni, col posto di medicazione sempre in prima linea, con perizia ed altruismo mirabili, prestò l’opera sua di sanitario al proprio reparto e sotto l’intenso fuoco di fucileria, di mitragliatrici e d’artiglieria, con fiero sprezzo del pericolo; attivissimo e sempre sereno, riuscì a prestare l’opera sua anche a reparti laterali. Fu di esempio e d’incitamento per tutti" - Bainsizza, 19-25 agosto 1917. Congedato nel 1919 come Capitano medico.

 

 

Il Dott. Gualtiero Cavalieri aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Era nato il 10 ottobre 1864 a Rovereto (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, che poi lascia , non ne sono chiari i motivi, per l’Università di Padova dove si laurea nel 1910. Irredento trentino, volontario nel Regio Esercito Italiano nel 1915 come Sottotenente medico, viene assegnato al 6° Rgt. Alpini. Promosso Tenente nel 1916 quindi Capitano medico nel 1917. Decorato “alla memoria” di Medaglia di Bronzo così motivata “Irredento trentino, volontario di guerra, nei vari ospedali da campo, cui prestò servizio, dette bella prova di ardente patriottismo, fede incrollabile nella vittoria e sprezzo del pericolo. Destinato in Macedonia, trovava morte gloriosa per siluramento del piroscafo sul quale era imbarcato”. Medio Adriatico, 4 maggio 1917.

 

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Il Dott. Giuseppe De Socio era nato 1891 a Guglionesi (Campobasso), bolognese di adozione per studio iscritto all'anno accademico 1915-1916 all’Università di Bologna nel V° anno della facoltà di Medicina e Chirurgia proveniente dall'Università di Perugia. Chiamato alle armi nel 1916 viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), che conclude nel marzo 1917, quindi assegnato come Aspirante ufficiale medico al 26° Gruppo Artiglieria da Montagna. Promosso Sottotenente medico è decorato di Coce di Guerra così motivata "Continuava l’opera sua pietosa di soccorso ai feriti ancorchè il posto di medicazione fosse colpito dal fuoco nemico". Monte Santo, 26 agosto 1917.

 

 


Il Dott. Giovanni De Toni, prestigiosa figura legata poi alla storia della nostra Sezione, bolognese di adozione, era nato il 3 marzo 1895 a Venezia, chiamato alle armi viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Casternse di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato quale Aspirante ufficiale medico nel 1° Rgt. Alpini, decorato di croce di guerra con la seguente motivazione "Volontariamente raggiungeva, alla testa dei porta-feriti, sotto violento fuoco nemico, la posizione occupata dal battaglione, ove, non curante del pericolo, impiantava il posto di medicazione, dando opera alacre alla cura ed allo sgombero dei feriti" Monte Ortigara 19 giugno 1917. Congedato come Sottotenente, si laurea il 15 dicembre 1919 in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova. Dopo vari incarichi in diverse Università, il periodo bolognese inizia nel 1926 quando consegue la libera docenza in clinica pediatrica e riprende, nel 1927, la carriera universitaria, diventando aiuto volontario e l'anno dopo di ruolo, presso la Clinica pediatrica dell'Università di Bologna dove rimane fino al 1935, quando è chiamato a dirigere la clinica pediatrica dell'università di Modena. In questo periodo è socio, residente a Bologna in via Panzacchi 5. Dopo una lunga prestigiosa carriera, è deceduto a Venezia l'8 gennaio 1973.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : De Toni Giovanni


 

Il Dott. Lotario Finato era nato nel 1876 a Cerea (Verona), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 17 luglio 1901. Chiamato alle armi nel 1915 come Sottotenente di Milizia Territoriale (essendo di classe anziana) all'entrata in guerra dell'Italia il 24 maggio, viene assegnato quale Sottotenente medico ed assegnato al 6° Rgt. Alpini. Promosso nel 1916 Tenente medico, è decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Sotto violento fuoco di fucileria, con calma e fermezza, prodigava la sua opera benefica a numerosi feriti. Incurante del pericolo, benché ammalato, con profondo sentimento del dovere, più volte attraversava zone intensamente battute per ricevere e curare i feriti gravi, dando così nobile esempio”. Malga Zures, 30 dicembre 1916. Congedato nel 1919 come Capitano medico. Molto probabilmente ha svolto la benemerita professione medica a Concamarise (Verona) dove esiste una Via a lui intitolata.

 


Il Dott. Giovanni Folcher aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Era nato a Morbegno, Sondrio, il 3 maggio 1887. Residente nel nostro capoluogo in quanto studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 5 dicembre 1912. Chiamato alle armi nel 1915 frequenta il corso ufficiali e promosso Aspirante ufficiale medico viene assegnato al 5° Rgt. Alpini, quindi promosso Sottotenente medico l'anno successivo, muore il 2 maggio 1917 in ospedale a Milano per malattia.

 

 

 

Il Dott. Leo Franzoni era nato nel 1893 a Brescia, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove frequenta il 5° anno. Chiamato alle armi quale Aspirante ufficiale medico è assegnato al 5° Rgt. Alpini. Decorato di Medaglia d’Argento così motivata “In aspro terreno di montagna per tre giorni consecutivi di combattimento, prestò sulla prima linea di fuoco soccorso ai feriti. Saputo che in alcune baracche abbandonate dal nemico erano rimasti nostri soldati feriti, sotto il fuoco concentrato dell’artiglieria avversaria (che provocò l’incendio delle baracche stesse), vi penetrò arditamente riuscendo a porli in salvo.” Conca Presena-Monticelli, 26-28 maggio 1918. Promosso Sottotenente medico, viene successivamente decorato anche di Medaglia di Bronzo così motivata “Già distintosi pel calmo, sereno, efficace disimpegno del proprio servizio in primissima linea durante precedente azione. Tuttora convalescente di polmonite ed a riposo, saputo d’imminente azione offensiva, di propria iniziativa raggiungeva penosamente la linea degli avamposti e con entusiasmo e competenza prestava l’opera sua di valoroso e di medico durante  tutta l’azione e sempre sotto il fuoco nemico.” Tonale- Monticelli, 13 giugno, 13 agosto 1918.

 

 

Il Dott. Gino Longhini era nato nel 1888 a Quingentole (Mantova), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 4 luglio 1914. Chiamato alle armi come Sottotenente medico viene assegnato al 7° Rgt. Alpini. Promosso Tenente nel 1916, decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Durante l’infuriare di un bombardamento si portava in trincea a soccorrere i feriti, mentre avrebbe potuto attenderli in una galleria adibita quale posto di medicazione, dimostrando così ammirabile sangue freddo e spirito di abnegazione”. Cima Cauriol, 19 agosto 1917. Congedato nel 1919 come Capitano medico.

 

 

 

Il Dott. Alessandro Magaraggia era nato nel 1890 a Valdagno (Vicenza), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia che poi lascia nel 1914, non ne sono chiari i motivi, per l’Università di Parma dove si laurea poi nel 1919. Chiamato alle armi nel 1915 quale Sottotenente medico viene assegnato al 6° Rgt. Alpini Btg. “Vicenza”. Decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Benché ferito da pallottola ad un braccio, non volle lasciare il suo posto; e, incurante di se stesso, continuò a prodigarsi con slancio ammirevole per la cura dei numerosi feriti che affluivano al posto di medicazione. Di nuovo colpito gravemente ad una gamba da scheggia di granata nemica, dovette essere trasportato d’urgenza in luogo di cura. Esempio mirabile di sprezzo del pericolo, di profondo sentimento del dovere e di abnegazione”. Monte Maronia, 18 agosto 1915. Promosso Tenente nel 1917 e congedato nel 1919 come Capitano medico.

 

 

Il Dott. Ulderico Giovanni Manenti aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale.. Era nato il 13 febbraio 1896 a Quattro Castella (Reggio Emilia), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, iscritto nel 1916 al 3° anno, che lascia in quanto chiamato alle armi. In considerazione degli esami già superati viene indicato idoneo quale ufficiale medico. Promosso nel 1917 Sottotenente medico viene assegnato al 36° Rgt. Art. da Campagna, nella 138ª batteria da Montagna. Inviato con il reparto in Macedonia, qui cade in combattimento il 3 marzo 1918. Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 9 gennaio 1919 lo ha proclamato "honoris causa" Dottore in Medicina e Chirurgia.

 

 

Il Dott. Federico Massaris era nato nel 1881 a Masserano (Biella), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 4 aprile 1916. Chiamato alle armi nel 1915, dopo il corso per ufficiale medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, con il grado di Sottotenente medico viene assegnato al 4° Rgt. Alpini, Btg. "Val Baltea". Decorato di Medaglia di Bronzo così motivata: “Ufficiale medico di battaglione alpini, addetto ad una compagnia in riserva, durante l’attacco che iniziavasi a forte ed aspra posizione montana, volontariamente e con slancio ammirevole, lasciava la compagnia ed accorreva alle truppe di attacco, portandovi nel momento più critico, la sua valida cooperazione di sanitario e di soldato, dando bella prova di valore, sprezzo del pericolo e alto sentimento di abnegazione.” Corno di Cavento (Adamello), 15 giugno 1917. Congedato nel 1919 come Capitano medico.

 

 

Il Dott. Guido Milani, legato poi alla storia della nostra Sezione, era nato nel 1894 a Novara, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 1° luglio 1919. Aspirante ufficiale medico 86ª sezione sanità alpina decorato di Croce di Guerra così motivata: "Attaverso dure giornate di guerra di movimento fu di ioncomparabile aiuto al proprio ufficiale, assolvendo a tutti i propri compiti con esemplare energia, con calma e serena abnegazione" Ponte della Priula - Vittorio Veneto, ottobre 1918. Congedato con il grado di Tenente e rientrato alla vita civile, appena laureato medico sceglie di rimanere in zona e per professione apre uno studio a Ravenna. Si iscrive alla Sezione come socio e risulta residente in viale XIII giugno. Agli inizi degli anni '30 si trasferisce da Ravenna a Varignana (Bologna) dove ha ottenuto la Condotta medica e nel 1934 si fa promotore per la nascita del locale gruppo alpini del quale ne viene nominato capogruppo, rimanendo in carica fino al 1943. Su L'ALPINO del 1° dicembre 1936 compare la notizia che è stato promosso Capitano medico.

 

 

Il Dott. Marco Aurelio Negrisoli aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Era nato a Bergamo il 30 marzo 1889. Residente nel nostro capoluogo in quanto studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, nel 1913 lascia Bologna, non ne sono chiari i motivi, per l'Università di Pavia dove consegue la laurea nel 1914. Chiamato alle armi nel 1915 frequenta il corso ufficiali e promosso Aspirante ufficiale medico viene assegnato al Raggruppamento batterie d'assedio, gruppo obici da campagna. Promosso nel 1916 Sottotenente medico, viene decorato di Medaglia di Bronzo per il suo esemplare comportamento dal novembre 1916 al maggio 1917 dove svolge il servizio sanitario in località Palchisce, (Deberdò del Lago, Gorizia). La motivazione non è stata trascritta in quanto non era in reparto alpino. Promosso per meriti di guerra al grado di Tenente medico nel servizio permanente effettivo, viene assegnato al Btg. "Dronero" del 2° Rgt. alpini. Caduto in combattimento sul Passo dello Stelvio il 19 giugno 1918.

 

 

Il Dott. Pietro Peduzzi era nato nel 1895 a Schignano (Como) bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia che deve lasciare nel 1917 in quanto chiamato alle armi. Aspirante ufficiale medico assegnato al 5° Rgt. Alpini, decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Nell’attacco contro una forte posizione, benché contuso si portava parecchie volte fin sotto le trincee nemiche, prestando l’opera sua sotto il fuoco intendo dell’artiglieria e delle mitragliatrici avversarie, e non si ritirava finché non ebbe medicato e fatti sgombrare i numerosi feriti. Bello esempio di coraggio e di alto sentimento del dovere”. Passo dei Segni, 13 agosto 1918. Congedato nel 1919 come Sottotenente medico riprende gli studi all’Università di Bologna dove si laurea il 1° luglio 1919.

 

 

Il Dott. Giuseppe Pugliese era nato nel 1888 ad Ivrea (Torino), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 4 luglio 1913. Chiamato alle armi nel 1915, dopo il corso per ufficiale medico presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, con il grado di Sottotenente medico viene assegnato al 3° Rgt. Alpini, Btg. "Exilles. Decorato di Medaglia di Bronzo così motivata: “Con disprezzo del pericolo, in terreno battuto dal fuoco nemico, medicava e soccorreva i feriti.” Monte Nero, 16 giugno 1915. Congedato nel 1919 come Capitano medico.

 

 

Il Dott. Remo Rasia Dal Polo era nato nel 1892 a Cornedo Vicentino, frazione di Valdagno (Vicenza), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea nel corso della guerra, il 31 marzo 1916. Chiamato alle armi come Aspirante ufficiale medico quindi Sottotenente medico assegnato al 6° Rgt. Alpini. Promosso Tenente nel 1917, decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Dopo aver dato, con l’opera sua costante, esempio di sereno coraggio, essendo divenuto temporaneamente impossibile il trasporto dei feriti per il fuoco nemico, che colpiva furiosamente un passaggio obbligato, con alto sentimento del dovere e grande fermezza, si slanciava attraverso il passaggio stesso e portavasi in trincea, mentre più ferveva il combattimento, per prestare a due feriti, che colà giacevano, le prime urgenti cure. Restava sino all’ultimo al suo posto, e non si ritirava che per ordine, dopo aver personalmente provveduto ed assistito allo sgombro dei feriti”. Monte Ieza, 24 ottobre 1917. Congedato nel 1919 come Tenente medico.

 

aggiornata biografia il 1° dicembre 2018

Il Dott. Guido Ravera aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di ufficiale medico dell’Esercito, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Era nato il 10 giugno 1890 ad Asti, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 1914-15. In precedenza aveva frequentato pari facoltà presso l’Università di Modena fino al 5° anno accademico. Chiamato alle armi nel 1915 deve lasciare Bologna ed interrompere gli studi. ed è inviato all’Accademia militare di Modena quale di allievo ufficiale di complemento. Al termine del corso, con la promozione a Sottotenente, chiede ed ottiene di frequentare la Scuola di Sanità Militare di Firenze. Come Sottotenente medico viene quindi assegnato per il servizio di prima nomina al 1° Rgt. Alpini e con questo reparto nell’autunno 1915 entra in guerra. Attratto dalla vita militare agli inizi del 1916 presenta domanda per entrare nel servizio permanente effettivo, domanda accolta, ed è promosso Tenente medico in s.p.e. (allora si diceva servizio attivo). Purtroppo pochi mesi dopo, nel corso di aspri combattimenti in Val d’Astico (Altopiano di Asiago), nella giornata del 26 maggio 1916 se ne perdono le tracce, molto probabilmente nella battaglia a difesa di Arsiero, viene quindi dato per “disperso” e non si sa se caduto prigioniero o morto in combattimento. Ancora oggi è ignota la località dove è sepolto. Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 31 ottobre 2018 lo ha proclamato "honoris causa" Dottore in Medicina e Chirurgia.

 

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Il Dott. Vincenzo Rosei era nato nel 1875 ad Amatrice (Rieti - oggi L'Aquila), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 3 luglio 1902. Chiamato alle armi per mobilitazione nel maggio 1915 quale Tenente medico, viene assegnato ad un Reparto Someggiato di Sanità. Promosso Capitano l'anno successivo gli viene affidato il comando del Reparto. Decorato di Medaglia di Bronzo così motivata "Comandante di reparto someggiato di sezione sanità, in luogo battuto da artiglieria nemica, essendo stata sfondata dallo scoppio di granata la tenda di medicazione, proseguiva instancabile nell’opera di soccorso ai feriti. In altra circostanza, ferito leggermente ad una coscia da pallottola di fucile, non volle allontanarsi dal reparto, restandovi costante esempio di alto sentimento del dovere e di imperturbabile serenità d’animo". Val di Nes, 7 luglio 1916 - Croce Sant’Antonio, 15 agosto 1917.

 

 


Il Dott. Federico Alberto Veronesi, importante figura legata poi alla storia della nostra Sezione, bolognese di adozione per scelta e matrimonio, era nato infatti il 29 luglio 1890 a Firenze. Trasferita la residenza a Bologna per frequentare l'Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 1° luglio 1919. Assegnato in un primo tempo alla 6ª Compagnia di Sanità, viene poi inviato al corso per Aspirante ufficiale medico presso l’Università Castrense a. San Giorgio di Nogaro (Udine). Promosso Sottotenente medico nel maggio 1917 è assegnato all'8° Rgt. Alpini Btg. "Cividale" 76ª compagnia. Congedato con il grado di Tenente nel febbraio 1919, promosso poi Capitano nel 1932. Residente con indirizzo, farmacia San Procolo via d’Azeglio poi dal 1924 in via Indipendenza 41. Fra i promotori nel 1922 della nascita della Sezione alpini Bolognese Romagnola della quale ne è uno dei 47 "padri fondatori" presente la sera del 18 novembre all'assemblea costitutiva. Consigliere sezionale dal 1929 al 1942, Presidente di Sezione dal 1938 al 1940 e dal 1941 al 1942, (nel 1940-1941 viene sostituito in quanto richiamato alle armi), ricopre anche la carica dal 1930 al 1942 di consigliere della commissione nazionale di gestione dei Rifugi Contrin dell’Associazione Nazionale Alpini. Fra la sua documentazione conservata in famiglia per tanti anni, una preziosa ingiallita memoria che ricostruisce la nascita della Sezione ed elenca i 47 soci presenti all'assemblea costitutiva del 18 novembre 1922. Deceduto a Bologna dopo il 1952 in data sconosciuta ed in fase di ricerca.

 

aggiornata biografia il 1° dicembre 2018

Il Dott. Giovanni Zanetti era nato il 13 settembre 1885 a Padova, bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 6 luglio 1910. Nel 1912-1913 svolge il servizio militare come Sottotenente medico presso la Direzione di Sanità del IV Corpo d'Armata a Genova. Richiamato Tenente medico nell'8° Rgt. Alpini, decorato di Medaglia di Bronzo con la seguente motivazione: "Con animo ardente di patriottismo, prodigò l'abile opera sua di chirurgo e di medico in difficile e tormentato settore montano, esponendosi ripetute volte sulla linea stessa del compattimento, per la ricerca e medicazione dei feriti; in una speciale circostanza, eseguiva una importante ed urgente operazione chirurgica, mentre il posto di medicazione era battuto dal tiro nemico. Costante esempio di valore ed elemento di coesione morale del reparto". Mettagskofel (Val Sugana) maggio 1915, luglio 1916. Congedato nell'agosto 1919 Capitano Medico. Nel 1923 porta la residenza (sul talloncino postale è indicato Dott. Prof. Cav.) a Brescello (Reggio Emilia), mantenendo ancora l'iscrizione fino agli inizi degli anni '30.

 


 

 

seconda guerra mondiale 1940-1945

bolognesi romagnoli per scelta

 

Il Dott. Giulio Bedeschi, prestigiosa figura legata al nostro territorio, era nato il 31 gennaio 1915 ad Arzignano (Vicenza). Iscritto all'Università di Padova nella facoltà di Medicina e Chirurgia, dal 9 gennaio 1936 si trasferisce per ragioni famigliari a Forlì e prosegue gli studi all'Università di Bologna dove si laurea il 20 novembre 1939 svolgendo il tirocinio presso l'ospedale di Forlì. Chiamato alle armi nel 1940 e svolto il corso per ufficiali medici, chiede di partire volontario e viene assegnato all’11° reggimento fanteria divisione “Casale” ed inviato nel marzo 1941 sul fronte greco. Con la conclusione delle operazioni sul fronte ed assegnato ad un ospedale divisionale, gli giunge l'ordine di trasferimento con assegnazione alle truppe alpine della divisione “Julia”. Rientrato in Italia nella primavera 1942 per il riordinamento della dissanguata divisione ed il previsto impiego sul fronte russo, l’8 agosto riparte. Assegnato alla 13ª batteria del gruppo “Conegliano” 3° reggimento artiglieria alpina, con questo reparto partecipa alle drammatiche vicende della campagna di Russia. Decorato di due Croci di Guerra ala valor militare in due distinti periodi di combattimento così motivate "Ufficiale medico di batteria alpina, di provato valore, in una difficile situazione che portava a continui, durissimi combattimenti difensivi, assolveva il suo compito di sanitario con serenità calma e capacità incurante del micidiale fuoco nemico. Con la parola e con l'esempio trasfondeva in tutti gli elementi della batteria, la sua fede e la sua ferma fiducia nel successo e contribuiva oltre al suo stretto compito, a tutte le attività della batteria, specie nei momenti più avversi. Dava così conferma di doti non comuni di valore, di entusiasmo e di irremovibile tenacia alpina" Iwanowka-quota ovest di Nowa Kalitwa, 17-25 dicembre 1942. La seconda medaglia è così motivata "In un lungo periodo operativo, metteva in luce elette qualità di soldato. In aspro combattimento contro forze avversarie, assisteva fra i pezzi numerosi feriti gravi" Medio Don 16-30 gennaio 1943. Rientrato nella primavera 1943 con i pochi superstiti e conclusa la licenza, riprende servizio sempre  nella 13ª batteria fino agli altrettanto tragici eventi legati all'8 settembre 1943. In questi brevi mesi "di pace" scrive, nel ricordo della Russia, la "Preghiera dell'alpino ignoto" dedicata a quanti purtroppo non sono tornati, poi conosciuta dal mondo alpino e non nel corso degli anni. Nel giugno 1949 lascia definitivamente la Romagna per svolgere la sua professione di medico prima a Ragusa, in Sicilia, poi dal 1959 a Milano quindi Verona. In questo periodo scrive il suo libro più famoso "Centomila gavette di ghiaccio" pubblicato nel 1963 che ha superato negli anni oltre tre milioni di copie, seguito sempre sull’onda dei ricordi, da “Il peso dello zaino”. Continua oltre alla professione di valente medico anche il suo impegno come scrittore, dedicandosi in particolare alla raccolta di testimonianze dei reduci dai vari fronti poi pubblicati nella collana "fronte...io c'ero". Deceduto a Verona il 29 dicembre 1990.

 


Il Dott. Eugenio Cosciani, bolognese per scelta e matrimonio, era nato a Pola il 12 luglio 1909. Trasferita la residenza a Bologna per laurearsi in Medicina e Chirurgia nel 1934, aveva svolto servizio di prima nomina come Sottotenente medico nella Divisione "Pusteria" durante la campagna etiopica guadagnandosi un encomio solenne "sul campo". Rientrato a Bologna, dove svolge la professione di medico, si sposa con la bolognese Laura Casare ed è padre del piccolo Sergio. Nel 1939 viene richiamato quale Tenente medico destinato ad un ospedale da campo della "Julia" in Albania. Con l'attacco dell'Italia alla Grecia del 28 ottobre 1940, chiedeva ed otteneva di essere assegnato come medico a reparto combattente e veniva destinato all'8° Rgt. Alpini Btg. "Tolmezzo". Durante un'azione dell'8 gennaio 1941 in località Erok, cadeva mortalmente ferito. Per l'eroico comportamento gli veniva conferita la Medaglia d'Argento "alla memoria" con la seguente motivazione "Ufficiale medico di un battaglione alpini, per oltre due mesi di aspre operazioni belliche, svolgeva con abnegazione la sua opera fino sulle linee più avanzate e maggiormente battute dal fuoco nemico. Più di una volta, nel corso di duri combattimenti, assumeva il comando di plotoni che avevano perduto il proprio ufficiale, li guidava all'attacco, dimostrando elevate capacità di comandante e spiccato coraggio. Durante un ripiegamento, veniva colpito a morte, e, benchè esausto e conscio della prossima fine, trovava ancora la forza di incitare alla lotta i propri alpini con elevate parole di fede nella nostra vittoria". Erok, 8 gennaio 1941. Sul giornale "il Resto del Carlino" del 6 marzo 1941 compare la fotografia (qui riprodotta) ed breve un breve ricordo biografico.

 


Il Dott. Augusto Dalla Torre era nato nel 1898 a Calliano (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Non avendo sostenuto che pochi esami alla chiamata alle armi nel 1917, viene assegnato quale Aspirante ufficiale di milizia territoriale al 5° Rgt. Alpini. Congedato nel 1919 come Sottotenente, completa gli studi laureandosi in Medicina e chirurgia il 2 luglio 1924. Medico condotto di professione, nel 1942 viene richiamato alle armi ed assegnato quale Tenente medico al 614° ospedale da campo della Divisione alpina “Cuneense” in partenza per il fronte russo. Travolto dai tragici avvenimenti della ritirata del gennaio 1943, è decorato di Croce di Guerra così motivata “Ufficiale medico di un ospedale da campo, guidava una colonna di automezzi carichi di feriti con perizia e ardimento in luogo dove si erano già verificate infiltrazioni nemiche. Incaricato successivamente dello sgombero dei feriti, congelati ed ammalati in zona di combattimento vi provvedeva brillantemente con serenità e alto senso del dovere.” Medio Don, 16-31 gennaio 1943.

 


Il Dott. Carlo Alberto de Bertolini aveva certamente nei progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 320.000 giovani caduti nel periodo fra la campagna coloniale d’Africa e la seconda guerra mondiale. Era nato nel 1911 a *Tenno? (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Per ragioni sconosciute lascia nel 1935 al IV anno di corso la nostra Università e porta l’iscrizione presso quella di Milano dove si laurea nel 1937. Chiamato alle armi nel 1938 viene ammesso quale allievo ufficiale medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze. Con il grado di Sottotenente medico presta servizio presso il 2° Rgt. Artiglieria alpina. Ottenuto di partecipare come volontario alla campagna coloniale d’Africa, viene trasferito, sempre come ufficiale medico, al 16° gruppo squadroni cavalleria coloniale. Sbarcato a Massaua nel febbraio 1939, pochi mesi dopo cade da prode mentre assiste un altro ufficiale ferito. Per l’eroico comportamento gli viene conferita “alla memoria” la Medaglia d’Oro al valor militare così motivata “Ufficiale medico di un gruppo squadroni cavalleria coloniale, colpito mentre prodigava la sua assistenza ad un ufficiale ferito a morte, visto che altro camerata, pure ferito, si batteva con pochi animosi contro un soverchiante numero di ribelli, accorreva sanguinante per continuare la sua opera di generosa assistenza. Colpito nuovamente, non si arrestava ma, apostolo e soldato, conscio del sacrificio incombente, animava i combattenti e assisteva i feriti sui quali, colpito per la terza volta mortalmente, si abbatteva in sublime atteggiamento di eroica abnegazione e di suprema dedizione al dovere.” Cussaiè (Sioa), Somalia, 21 settembre 1939
A Cles (Trento) esiste una “Piazzetta Carlo de Bertolini”.
note:
*Tenno è indicata dal Quirinale e dal Gruppo Medaglie d’Oro al valor militare d’Italia come località di nascita, l'Università di Bologna ed il locale gruppo alpini lo indicano nato a Cles (Trento), sulla Gazzetta Ufficiale viene indicato nato a Varone di Riva (frazione di Riva del Garda-Trento)!!!
Nel corso delle mie ricerche, nel settembre 2005 ho rintracciato questa inedita Medaglia d'Oro "alpina" mai citata nei documenti ufficiali ANA ed assente dall'elenco dei decorati presenti sul Medagliere Nazionale fino al 2005. Segnalata, è stata inserita.

 

 

Il Dott. Attilio Branzi era nato il 31 maggio 1909 a Dimaro (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea con lode il 5 luglio 1935. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena laureato viene chiamato al servizio militare ed inviato quale allievo ufficialo medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze al termine del quale, presta servizio di prima nomina presso l’11° Rgt. Alpini a Trento. Rientra quindi alla vita civile e riprende gli studi universitari per la specializzazione in Odontoiatria. Deve nuovamente lasciare Bologna nell’agosto 1939 e con il grado di Sottotenente medico viene richiamato per istruzione ed assegnato al battaglione “Val Fassa” dell’11° Reggimento alpini che pochi giorni dopo riceve l’ordine di partire per la Val Susa poi verso Sauze d’Oulx ai confini con la Francia. Con questo reparto partecipa nel giugno 1940 alle operazioni di guerra sul fronte occidentale svolgendo le funzioni di ufficiale medico nell’ospedaletto da campo della compagnia. Qui svolge con efficacia e senso del dovere il proprio ruolo ed è insignito di Croce di Guerra “sul campo” con la seguente motivazione: “Ufficiale medico di una compagnia alpina, dava prove di grande serenità e sprezzo del pericolo, sotto l’infuriare del fuoco nemico” Pressi di Plan du Fond, 22 giugno 1941. Al termine delle operazioni, nel dicembre il reparto rientra a Trento dove viene sciolto. Essendo di “classe anziana” e promosso Tenente è posto in congedo assoluto. Rientra quindi a Bologna per riprendere una brillante carriera universitaria. L’anno successivo consegue la libera docenza ed è incaricato della direzione e dell'insegnamento di Clinica Odontoiatrica. Non lascia più il nostro Ateneo e Bologna, dove muore prematuramente il 2 maggio 1971. Nel corso delle ricerche non sono emerse notizie di un suo rapporto associativo con la nostra Sezione.

 

 


Il Dott. Fabrizio De Fabritiis, altra bella figura poi legata alla storia della nostra Sezione, era nato il 5 febbraio 1915 a Rosciano (Pescara), bolognese di adozione per scelta e matrimonio. Chiamato alle armi dopo il rinvio per motivi di studio, agli inizi del 1941 viene inviato alla Scuola Allievi Ufficiali di Bassano. Alternando servizio e studio, riesce comunque a laurearsi in Medicina e Chirurgia all'Università di Chieti-Pescara. Concluso il corso è assegnato quale sergente allievo ufficiale al 7° Rgt. Alpini a Belluno, quindi con la nomina a sottotenente medico transita nell'8° Rgt. Alpini e presta servizio nella caserma a Sutrio (alto friuli). Nel giugno 1942 con l'approntamento della Divisione per il fronte russo, essendovi ufficiali medici in esubero, vengono sorteggiati chi parte. La sorte lo vede fra i "fortunati". Continua quindi il normale serrvizio fino all'8 settembre 1943 ed a seguito dello sbandamento generale, riesce a raggiungere la famiglia a Rosciano. Con la costituzione del Corpo Italiano di Liberazione che stà salendo combattendo i tedesci in ritirata verso il nord, si aggrega offrendosi come medico. Nell'inverno 1944 il fronte è fermo sulla linea gotica ed il suo reparto si trova dislocato a Borgo Tossignano (piccolo paese dell'appennino imolese). Qui assiste anche i civili e conosce la sua futura moglie. Resosi conto che è vacante il posto di medico condotto decide di fermarsi. Nel corso degli anni, non dimentico di essere un ufficiale alpino in congedo, si fa anche promotore della ricostituzione del locale gruppo alpini di Borgo Tossignano (già esistente dal 1924 al 1943), che rinasce nel 1965 sotto la sua guida di capogruppo, per concludere nuovamente la sua storia di gruppo nel 1972. Deceduto il 6 agosto 1982, ai funerali presenziani molti alpini. Ho personalmente conosciuto questo medico essendo Borgo Tossignano il mio paese di nascita e ricordo ancora benissimo quando, appena congedato (dicembre 1967), mi si avvicinò per propopormi l'iscrizione all'ANA.

 

 

Il Dott. Giovanni Gentilini era nato nel 1901 a Rovereto (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 1° luglio 1927. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena conseguita l’abilitazione viene chiamato al servizio militare ed inviato quale allievo ufficialo medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze, al termine del quale presta servizio di prima nomina ma non sappiamo presso quale reparto. Notizie sicure sono invece il successivo richiamo per istruzione nell’agosto 1939 con il grado di Tenente medico ed assegnato al battaglione “Val Fassa” dell’11° Reggimento alpini. Con questo reparto partecipa nel giugno 1940 alle operazioni di guerra sul fronte occidentale svolgendo le funzioni di ufficiale medico nell’ospedaletto da campo della compagnia a Colle di Laval. Al termine delle operazioni, nel dicembre il reparto rientra a Trento dove viene sciolto. Essendo di “classe anziana” è posto in congedo assoluto.

 

 

Il Dott. Giovanni Gonano era nato nel 1903 a San Pietro al Natisone (Udine), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 5 luglio 1929. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena conseguita l’abilitazione viene chiamato al servizio militare ed inviato quale allievo ufficialo medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze, al termine del quale presta servizio di prima nomina ma non sappiamo presso quale reparto. Notizie sicure sono invece il successivo richiamo nell’inverno 1942 con il grado di Capitano medico ed assegnato al 628° Ospedale da campo dei Reparti Servizi e Comando della 3ª Divisione Alpina "Julia" che si sta approntanto per la campagna di Russia. Nel luglio parte per quel fronte dal quale, dopo le ben note atroci sofferenze della ritirata, rientra in patria nel giugno 1943. Molto probabilmente, essendo di “classe anziana” è posto in congedo assoluto. Nel 1948 è fra i promotori per la realizzazione del Tempio di Cargnacco dedicato ai caduti e dispersi friulani in Russia, iniziato l'anno successivo ed inaugurato nel 1955.

 

Il Dott. Francesco Guidotti, altra bella figura poi legata alla storia della nostra Sezione, era nato il 4 settembre 1914 a Zocca (Modena), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove consegue la laurea il 13 giugno 1940. Pochi giorni dopo (l’Italia dal 10 giugno è in guerra) viene chiamato alle armi e dopo il corso alla Scuola Militare d’Alpinismo di Aosta quindi alla Scuola di Sanità militare a Firenze, con la nomina a Sottotenente medico viene assegnato all'8° Rgt. Alpini. Nel luglio 1942, promosso Tenente medico parte con il 633° ospedale da campo della Divisione alpina "Julia" per il fronte russo, dove nel gennaio 1943 durante il tragico ripiegamento rimane prigioniero. Subisce così la dura prigionia che condivide fra l'altro con il cappellano militare bolognese don Enelio Franzoni, poi Medaglia d’Oro al valor militare, del 79° Rgt. fanteria, anche lui prigioniero nei campi di Oranki e poi di Sussdal. Liberato e rientrato in patria nel 1946, riprende la professione di medico specializzandosi in ginecologia con studio e ambulatorio in via Lenzi 1 a Bologna. L'amicizia e l'esperienza della prigionia che lo ha legato in particolare al cappellano don Franzoni, continua e fra un ricordo e l'altro, spesso lo ospita a pranzo. Socio della nostra Sezione con discrezione, disdegnando incarichi associativi, si dedica a tempo pieno alla famiglia ed al lavoro. Deceduto a Bologna il 2 luglio 1999. Sul giornale L'ALPINO del novembre 1955 nella rubrica "Lutti" la Sezione pubblica la notizia che il socio Tenente medico della "Julia" dott. Francesco Guidotti, ha perduto l'amato papà.

 

 

Il Dott. Marino Martini era nato nel 1892 a Osimo (Ancona) bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Alla chiamata alle armi viene inviato al Corso accelerato di medicina presso l'Università Castrernse di San Giorgio di Nogaro (Udine), quindi assegnato comee Aspirante ufficiale medico al 3° Rgt. Alpini con il quale partecipa alla Grande Guerra. Congedato nel 1919 con il grado di Tenente medico porta l’iscrizione presso un’altra università (non indicata) laureandosi ed iniziando la professione di medico. Promosso negli anni ’30 al grado di Capitano viene poi richiamato in servizio come Maggiore medico di complemento ed assegnato al 1° Rgt. Alpini della Divisione “Cuunense”. Partecipa nel 1940-1941 alla campagna di guerra sul fronte greco-albanese quindi nel luglio 1942 assegnato quale direttore al 612° ospedale da campo parte per il fronte russo. Già distintosi come medico, affronta il tragico ripiegamento dimostrando alto senso del dovere e viene decorato di Medaglia di Bronzo così motivata “Direttore di ospedale da campo di unità alpina, in un duro ripiegamento a contatto del nemico, era di esempio ai dipendenti per serena calma e dedizione completa alla sua missione curando e trasportando personalmente malati e feriti sotto l’incessante offesa avversaria. Accerchiato da nuclei nemici, cooperava alla rottura dell’accerchiamento, dimostrando elevati doti di ardimento.” Topilo-Scebechino (Russia) 17 gennaio 2 febbraio 1943.

 

 

Il Dott. Edmondo Morabito era nato il 27 dicembre 1904 a Mongiana (Catanzaro oggi Vibo Valentia), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 1933-34, proveniente dall’Università di Firenze. Concluso questo anno accademico, nell’ottobre 1934 porta l’iscrizione all’Università di Napoli dove si laurea nel luglio 1936. Chiamato alle armi nel luglio 1940 viene destinato quale ufficiale medico al XXX Battaglione Genieri d’assalto in fase di costituzione a Civitavecchia (Roma), inquadrato nel 4° Rgt. Genio, reparto non ancora alpino ma di fanteria, inviato poi sui fronti occidentale (Francia) e greco-albanese e nel 1941 per breve tempo sul fronte jugoslavo. Rimpatriato nel giugno del 1941, il reparto assume la nuova denominazione di XXX Battaglione Guastatori Genio per Corpo d’Armata Alpino in fase di costituzione comando e alcune compagnie a Verona altre a Udine. Lascia quindi la bustina di fante per indossare il cappello alpino. Nel luglio 1942 segue il Btg. inviato sul fronte russo assegnato come Sottotenente medico alla 9ª compagnia, in forza come reparto autonomo al Btg. alpini “Borgo San Dalmazzo” della Divisione Alpina Cuneense. Coinvolto dai tragici avvenimenti della ritirata nel gennaio 1943, rientra in Italia fra i pochi superstiti.

 

 

Il Dott. Odorico Panfili aveva certamente nei progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 320.000 giovani caduti nel periodo fra la campagna coloniale d’Africa e la seconda guerra mondiale. Era nato nel 1911 a Budapest (Ungheria) da padre triestino suddito austriaco e madre ungherese, rientrati poi dal 1919 a Trieste “liberata”. Bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove consegue la laurea nel luglio 1935. Chiamato alle armi nel febbraio 1936 è inviato quale allievo ufficialo medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze al termine del quale, presta servizio di prima nomina presso il 3° Rgt. Artiglieria alpina a Gorizia. In questo periodo inoltra domanda di partire volontario per l’Africa Orientale e nel dicembre 1936 sbarca a Massaua destinato come Sottotenente medico alla 19ª Brigata coloniale, 70° Battaglione. Il 17 luglio 1938 impegnato con il reparto in un duro combattimento contro i ribelli, visto cadere il proprio comandante, in un slancio di generoso senso del dovere trova gloriosa morte. Alla memoria viene decretata la Medaglia d’Oro così motivata “Ufficiale medico di una colonna impegnata contro soverchianti forze nemiche, volontariamente assumeva il comando di una squadra e teneva bravamente testa all’irruenza dell’avversario. Costretto a ripiegare in una posizione sistemata a difesa e saputo che un suo collega era stato gravemente ferito, si slanciava fuori dalla posizione, volontariamente, per la ricerca del collega. Ferito una prima volta ad un fianco non desisteva dallo scopo e, trovato l’ufficiale già cadavere, provvedeva ad occultarlo per evitare lo strazio della salma. Durante tale suo pietoso ufficio trovava gloriosa morte. Esempio fulgido di eroismo e di elevatissimo senso del dovere.” Sellassié, 17 luglio 1938.
Nel corso delle mie ricerche nel settembre 2008, ho rintracciato questa inedita Medaglia d'Oro "alpina" mai citata nei documenti ufficiali ANA ed assente dall'elenco dei decorati presenti sul Medagliere Nazionale fino al 2008. Segnalata è stata inserita.

 

 


Il Dott. Augusto Saccomani, anche lui bolognese di adozione, era nato a Firenze il 13 gennaio 1917, si era trasferito a Bologna per laurearsi in Medicina e Chirurgia e proseguire gli studi di specializzazione in Clinica delle malattie nervose e mentali. Chiamato alle armi nel 1942 come Sottotenente medico ed assegnato al 103° Rgt. alpini di marcia 408ª compagnia Divisione "Julia", il 18 maggio 1943 durante una aspra azione di rastrellamento e combattimento contro i "ribelli jugoslavi" in località Monte Nero-Caporetto (Gorizia) cadeva colpito a morte e per l'eroico comportamento gli veniva conferita la Medaglia d'Argento "alla memoria" con la seguente motivazione "Ufficiale medico di provata capacità, durante aspro combattimento contro formazioni nemiche, si portava volontariamente presso alcuni militari feriti in terreno fortemente battuto dal fuoco avversario, e contendendo al nemico i loro corpi esamini, riusciva a trascinarli in salvo. Successivamente, nel corso di altro combattimento, visto che il nemico tentava aggirare i nostri elementi di retroguardia, raccolti pochi uomini, con audace e decisa azione infrangeva l'insidia. Immolava la suia giovane vita per la grandezza della Patria. Magnifico esempio di insigne coraggio ed abnegazione". Monte Nero-Caporetto, 18 maggio 1943. Sul giornale L'ALPINO del del 1° agosto 1943 compare la sua fotografia (qui riprodotta) ed un breve ricordo biografico a firma del collega Sottotenente Duilio Pinelli.
Quale studente caduto in guerra già Laureato in Medicina e Chirurgia, l'Università di Bologna in data 7 dicembre 1946 conferì "honoris causa" il diploma di specializzazione in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali.

 

 

Il Dott. Aldo Zueneli era nato il 19 dicembre 1905 ad Ala (Trento), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 6 luglio 1931. Nell’ottobre supera presso l’Università di Torino l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena conseguita l’abilitazione viene chiamato al servizio militare ed inviato quale allievo ufficialo medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze al termine del quale, presta servizio di prima nomina ma non sappiamo presso quale reparto. Rientra quindi alla vita civile esercitando la professione di medico ad Ala. Nell’agosto 1939 con il grado di Tenente medico viene richiamato per istruzione ed assegnato alla 237ª compagnia del btg. “Val Fassa” dell’11° Reggimento alpini. Con questo reparto partecipa nel giugno 1940 alle operazioni di guerra sul fronte occidentale svolgendo le funzioni di ufficiale medico nell’ospedaletto da campo della compagnia a Passo Valmeinier. Al termine delle operazioni, nel dicembre il reparto rientra a Trento dove viene sciolto. Essendo di “classe anziana” è posto in congedo assoluto.

 

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seconda guerra mondiale 1940-1945

bolognesi romagnoli per nascita

 


Il Dott. Dino Bertini era nato il 20 agosto 1908 a Rocca San Casciano (Forlì) laureato in Medicina e Chirurgia nel 1933, Capitano medico nell'8° Rgt. Alpini nel 1940-1943 e nel periodo 1942-1943 è ufficiale medico in servizio sui treni in partenza per la Russia e di rientro da quel fronte con i feriti. Trasferito negli anni '30 a Santa Sofia (Forlì), dove contrae anche matrimonio, ne diventa il medico condotto fino al pensionamento avvenuto nel 1975. Stimato per la professionalità e l'umanità, era conosciuto da tutti con il nomignolo di "dottorone" per l'imponente figura. Deceduto il 10 novembre 1998, a lui è intitolato il locale gruppo alpini di Santa Sofia ed una via cittadina.



 

Il Dott. Giuseppe Ceroni era nato il 12 novembre 1903 a Faenza (Ravenna) e si era laureato 9 luglio 1928 all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi il 26 marzo 1923 viene ammesso al ritardo in quanto studente. Chiamato nuovamente il 14 gennaio 1929 ed essendo laureato, viene inviato alla Scuola di Sanità Militare di Firenze per il corso di Ufficiale medico quindi, ammesso alla ferma riducibile, viene congedato. Nel 1931 si trasferisce a Biella per prestare la sua opera di medico sia in città che nella frazione di Oropa, in temporanea sostituzione del faentino d’origine dott. prof. Lino Bubani. Nel 1936 regge temporaneamente a Pralungo (Biella) l’incarico di medico delle “Mutue operaie”. Nello stesso anno vince il concorso della condotta medica di Roasio (Vercelli). Il 6 luglio 1940 è richiamato in servizio come Sottotenente medico e presta servizio nella Sanità Militare della Difesa Territoriale di Torino. Promosso Tenente il 22 aprile 1941 viene assegnato per alcuni mesi all’ospedale militare di Novara. Nel marzo 1942 gli giunge una nuova cartolina per il richiamo alle armi e come Tenente medico è assegnato alla 307ª Sezione Sanità del Comando Corpo Armata Alpino in partenza nel luglio per il fronte russo. Questa Sezione è dislocata presso il Comando del C.A. Alpino a Rossosch. Anche se non aggregata a reparto combattente, viene drammaticamente coinvolta con la rottura del fronte da parte dei russi nel gennaio 1943 ed il conseguente tragico ripiegamento. Il quarantenne medico si mette in luce per capacità e senso del dovere ed è decorato di Croce di Guerra con la seguente motivazione " Comandante di una sezione di sanità, ricevuto l'ordine di ripiegare, fronteggiava un attacco nemico coi pochi uomini di cui disponeva e non ripiegava finché il materiale a lui affidato non veniva distrutto. Riusciva poi a portare in salvo quasi tutto il suo piccolo reparto, sostenendo, durante le lunghe estenuanti marcie, duri combattimenti". Rossosch-Bielgorod, 16 gennaio-2 febbraio 1943. Rientrato a Roasio riprende la professione di medico fino al 1947 quando si trasferisce a Vigliano Biellese avendo vinto il concorso per quella condotta medica. Qui esercita fino al 1968 anno in cui si ritira in pensione. Deceduto neil settembre 1995, la sua figura di amatissimo medico di Roasio viene ricordata ed onorata con una piazza a lui dedicata.

 

Il Dott. Nelson Dalfiume era nato il 13 maggio 1915 a Bologna. Studente all'Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia, chiamato alle armi nel 1936, viene ammesso al ritardo del servizio militare in quanto studente, con l'obbligo di frequentare il corso premilitare per gli ufficiali universitari. Laureato in Medicina e Chirurgia il 22 giugno 1940, è chiamato alle armi nel gennaio 1941 ed inviato alla Scuola di sanità militare di Firenze. Con la nomina a Sottotenente medico l'11 giugno 1941, viene assegnato per il servizio di prima nomina al Deposito Lancieri Vittorio Emanuele II. Trasferito poi al 9° Rgt. Alpini della Divisione "Julia" viene inviato sul fronte greco-albanese. Rientrato in patria a fine operazioni nel marzo 1942, non parte nel luglio per il fronte russo in quanto assegnato come ufficiale medico all'ospedale militare di Udine. Con i tragici avvenimenti dell'8 settembre 1943 ed il conseguente sbandamento dell'Esercito, aderisce alla Repubblica Sociale Italiana ed è assegnato sempre come Sottotenente Medico alla Divisione Alpina "Monterosa" ed inquadrato nel 2° Rgt. Alpini, Btg. Morbegno. Dopo l'addestramento in Germania, rientra in Italia nel settembre 1944. Caduto (fucilato dai partigiani) il 5 maggio 1945 in località Mezzenile, Torino.

 

Il Dott. Enrico Evangelisti era nato il 25 marzo 1914 a Bologna, laureato in Medicina e Chirurgia nel 1939 all'Università di Modena, è chiamato alle armi quale Sottotenente medico ed assegnato all'8° Rgt. Alpini della Divisione Julia. Partecipa alla campagna sul fronte greco-albanese e quindi nel luglio 1942, con il grado di Tenente medico, viene assegnato al 633° ospedale da campo, sempre della Divisione Alpina Julia in partenza per il fronte russo. Dato per disperso in data 21 gennaio 1943 durante il tragico ripiegamento in località non nota, ma considerando dove si trovava la colonna con il Comando ed i Servizi della Julia in quel giorno, ritengo fra le località di Postojalvi e Lessnitschanskij, dove si svolgono cruenti e prolungati combattimenti.

 



Il Dott. Irnerio Forni era nato il 20 giugno 1913 a San Giovanni in Persiceto (Bologna), laureato in Medicina e Chirurgia nel 1938, è chiamato alle armi quale Sottotenente medico ed assegnato al 4° Rgt. Alpini Btg. "Ivrea". Inviato col reparto in Montenegro partecipa ai combattimenti su quel fronte. Con l'armistizio dell'8 settembre 1943, preferisce continuare la lotta contro i tedeschi e per il coraggio e l'abnegazione dimostrato gli viene conferita la Croce di Guerra con la seguente motivazxione "Ufficiale medico di compagnia alpina, all'atto dell'armistizio preferiva continuare la lotta contro i tedeschi, anzichè subire l'umiliazione della resa. In seguito, nei vari combattimenti in cui veniva fortemente impegnato il suo reparto, assolveva la sua missione spingendosi fin nelle postazioni più avanzate per portare soccorso e conforto ai feriti, dando prova di calma, sangue freddo e sprezzo del pericolo". Montenegro, ottobre-dicembre 1943. Successivamente, con la costituzione dela Divisione partigiana "Garibaldi", continua ad operare sempre come Tenente medico alpino e viene assegnato alla 4ª sezione sanità. Nel corso delle operazioni con l'arrivo di una epidemia di tifo assolve con assoluta abnegazione il suo compito di medico ed è decorato di medaglia di bronzo con la seguente motivazione "Ufficiale medico di brigata combattente, già precedentemente distintosi, scoppiata tra i militari della sua unità una epidemia di tifo esantematico si prodigava incessantemente, con grande abnegazione e spirito di sacrificio, nell'assolvimento del suo compito incurante del pericolo cui si esponeva. Colpito egli stesso dal morbo, contro il quale con diuturna fatica aveva tenacemente combattuto, continuava senza sosta nella sua nobile missione, fisicamente vinto dal male, doveva desistere dal generoso tentativo di contrastare alla morte ulteriori vittime" Montenegro-Sangiagato, 1 febbraio-30 aprile 1944. Nel dopoguerra è stato libero docente all'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna poi primario chirurgo ortopedico a Venezia. Nel 1992 ha pubblicato un libro di memorie dal titolo "Alpini Garbaldini".

 

Il Dott. Demos Gotti, altra bella figura poi legata alla storia della nostra Sezione, era nato il 29 aprile 1915 a Bologna. Studente all'Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia, chiamato alle armi nel 1936, viene ammesso al ritardo del servizio militare in quanto studente, con l'obbligo di frequentare il corso premilitare per gli ufficiali universitari. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1940, è chiamato alle armi ed inviato al corso per Allievi ufficiali medici. Nominato nel settembre 1940 Sottotenente medico viene assegnato alla Scuola Allievi Ufficiali di Pavia per il servizio di prima nomina. Trasferito poi al 7° Rgt. alpini della Divisione "Pusteria", con questo reparto partecipa per tutto il periodo della guerra (1940-1943) alle operazioni nei Balcani. Nel dopoguerra intrapprende la carriera universitaria e nel nostro Ateneo ha svolto tutta la sua carriera professionale e scientifica. Inizia vincendo il concorso di Assistente Universitario quindi nel 1955 gli viene conferito l'incarico dell'insegnamento delle "Malattie Infettive" quindi di Professore Ordinario. Fra i vari incarichi è Direttore dell'Istituto Clinico di Puericultura e quindi dell'Istituto di Malattie Infettive del quale ne è direttore fino al 1985. Insigne ricercatore sulla Polio e studioso su diversi agenti infettivi, raggiunge risultati ancora oggi validi e considerati "moderni". Pubblica alcuni testi sulle Malattie Infettive ed oltre 500 pubblicazioni sui traguardi scientifici raggiunti. Muore a Bologna il 15 luglio 2007.
Sul giornale L'ALPINO del novembre 1955 nella rubrica "notizie varie" la Sezione pubblica la notizia che il socio Tenente medico Demos Gotti ha conseguito la Libera Docenza.

 

Il Dott. Umberto Jacchini era nato il 23 aprile 1906 a Castel Bolognese (Ravenna) poi trasferitosi ad Imola (Bologna), laureato il 4 luglio 1931 in Medicina e Chirurgia. Nel 1936 parte volontario per la campagna etiopica come medico di un battaglione indigeni. Rientrato in patria nel marzo 1937, nell'aprile 1939 è chiamato alle armi quale Tenente medico ed assegnato al 9° Rgt. Alpini in partenza per l'Albania. Con l'attacco dell'Italia alla Grecia del 28 ottobre 1940, il mese successivo mette subito in luce le sue qualità ed è decorato di croce di guerra con la seguente motivazione "Comandante di una Sezione di Sanità in un Reggimento Alpini, per più giorni ed in difficile situazione, dava costante prova di capacità, elevato senso del dovere e coraggio personale" Epiro (fronte greco), 28 ottobre-14 novembre 1940. Rientrato in patria nel 1941, nel luglio 1942 è nuovamente richiamato alle armi quale Capitano medico ed assegnato quale comandante del 630° ospedale da campo della divisione alpina Julia in partenza per il fronte russo. Durante la tragica ritirata nel gennaio 1943 per il suo coraggioso comportamento viene decorato di una seconda Croce di Guerra così motivata "Ufficiale medico di provato valore, in una durissima marcia protrattasi per più giorni attraverso la steppa gelata, benchè fosse in condizioni fisiche minorate per un principio di congelamento, si prodigava costantemente per curare e rincuorare feriti e congelati. Trovatasi la colonna impegnata in apro combattimento, partecipava egli stesso ad un contrattacco" Zimerew-Zeerenkow (fronte russo), 18 gennaio 1943. Rientrato fra i pochi superstiti in Italia è Capitano medico presso l'ospedale militare di Udine. Dopo l’8 settembre 1943 riesce a rientrare ad Imola dove prende contatto con il movimento della resistenza aggregandosi prima alla 66ª brigata Jacchia Garibaldi e successivamente dal 7 agosto 1944 entra a far parte del servizio sanitario della 36ª brigata Bianconcini Garibaldi. Dopo la battaglia in località Bastia in previsione del trasferimento della brigata in luogo più sicuro, insieme con Giovanni Battista Palmieri (poi Medaglia d'Oro) trasportano i feriti più gravi presso il parroco di Rapezzo, prende poi parte ai combattimenti di Borgo Tossignano del 22 febbraio 1945 dove rimane ferito. Deceduto a Imola il 5 gennaio 1997. Nella sua tomba non vi è la fotografia.


Il Dott. Pietro Leonelli era nato il 12 giugno 1906 a Bologna. Dopo gli studi ginnasiali si iscrive all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea il 31 ottobre 1930. Ammesso al ritardo alla chiamata alle armi per motivi di studio, appena laureato ed ottenuta la successiva abilitazione, viene chiamato alla visita di leva ed è riformato, quindi lasciato in congedo. Nel frattempo ha iniziato la professione di medico, infatti nel ruolino militare alla voce professione viene indicato medico. Il 10 agosto 1940, per esigenze di guerra, viene chiamato a nuova visita e questa volta dichiarato “abile arruolato” è inviato quale allievo ufficiale medico di complemento nella Scuola di applicazione di sanità militare a Firenze, al termine del quale presta servizio di prima nomina presso l’ospedale militare di Trento dove rimane fino al 27 giugno 1941. Congedato con il grado di Tenente medico, nel marzo 1942 viene richiamato alle armi con il grado di Capitano medico ed assegnato alla 6ª Sezione di Sanità del Reparto Comando e Servizi del 6° Reggimento alpini, reparto del quale ne ha il comando come responsabile sanitario. Corrono già le voci che si sta approntando un Corpo d’Armata Alpino per la campagna di Russia. Nel luglio 1942 arriva l'ordine e parte per quel fronte dal quale, dopo le ben note sofferenze della ritirata, rientra in patria nel marzo 1943. Essendo di “classe anziana” è posto in congedo assoluto ed iscritto nella forza in congedo del Distretto Militare. Riprende quindi la professione di medico.


Il Dott. Ovidio Rapalli era nato l'11 ottobre 1911 a Bologna, laureato in Medicina e Chirurgia nel 1937 all'Università di Modena, nel 1940 è chiamato alle armi quale Sottotenente medico ed assegnato al 1° Rgt. Alpini con il quale partecipa alle operazioni sul fronte occidentale (francese). Congedato, nel 1942 viene richiamato quale Tenente medico ed assegnato sempre al 1° Rgt. alpini nella 1ª Sezione Sanità in partenza per il fronte russo. Durante la tragica ritirata nel gennaio 1943 per il suo coraggioso comportamento viene decorato di Medaglia d'Argento "alla memoria" così motivata "Medico di sezione di sanità di reggimento alpino, nel corso di tragico ripegamento, colpito in pieno un reparto del reggimento da improvviso tiro di artiglieria, con serena noncuranza del pericolo si portava allo scoperto per prestare la sua opera umanitaria, che continuava anche durante una carica di cavalleria. Travolto dall'irruenza nemica, veniva catturato e decedeva in prigionia" Fronte russo gennaio 1943. Da ulteriori ricerche viene indicato deceduto il 22 marzo 1943 nel campo prigionieri di Oranki.



Il Dott. Mario Pasi era nato il 21 luglio 1913 a Ravenna, (di questo valoroso medico trascrivo una concisa biografia) dopo i primi studi si trasferisce a Bologna per frequentare l’università dove nel 1936 si laurea in Medicina e Chirurgia (ma non compare fra i laureati). Dopo il servizio di prima nomina nel 1938 come Sottotenente medico, con l’imminente entrata in guerra dell’Italia viene richiamato alle armi nel maggio 1940 assegnato al 7° Reggimento Alpini e in giugno partecipa alle operazioni sul fronte occidentale (francese). Dal 6 dicembre passa in forza al 643° ospedale da campo della Divisione Alpina Pusteria inviata sul fronte greco-albanese. Promosso Tenente nel gennaio 1941, a maggio viene rimpatriato per malattia e convalescenza ed è congedato con onore e riprende la sua professione medica a Trento dove si era trasferito già nel 1938. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, sempre più impegnato nella lotta partigiana, si prodiga nel medicare e soprattutto nascondere i soldati italiani feriti dal colpo di mano dei tedeschi che hanno occupato Trento. Lascia quindi l’ospedale ed entra nel movimento clandestino partigiano. Nella notte del 10 novembre 1944 in occasione di una riunione in una casa a Belluno viene catturato dai tedeschi e richiuso in carcere. Dopo mesi di torture e sevizie, agli inizi di marzo 1945 è finito a colpi di bastone quindi condotto nel vicino Bosco delle Castagne ed impiccato. A fine guerra per interessamento del comune di Ravenna e della madre, la salma viene traslata ed inumata nel cimitero di Ravenna. Alla memoria viene decretata il 9 settembre 1947 la Medaglia d’Oro così motivata "Fin dall’8 settembre impugnava valorosamente le armi contro l’invasore. Ricercato dalla polizia tedesca quale organizzatore della lotta di liberazione, si arruolava nelle formazioni partigiane della montagna di cui divenne animatore fecondo e combattente audace. Commissario di brigata e poi di zona partigiana, valoroso fra i valorosi, sosteneva durissimi combattimenti infliggendo gravi perdite al nemico. Apostolo di bene e di carità prodigava la sua opera di medico a lenire le sofferenze dei feriti senza mai risparmiarsi nei pericoli e nei sacrifici. Catturato per delazione affrontava e sosteneva con sereno stoicismo le sevizie che solo la più efferata crudeltà poteva immaginare. Bastonato a sangue, con le membra fracassate, trovava ancora la forza di porre fine al martirio tagliandosi le vene, ma il bieco nemico impediva che la morte lo strappasse alla sua sadica barbarie e poi lo finiva a colpi di bastone. Il suo cadavere impiccato, per estremo oltraggio restò esposto per due giorni e, circondato dall’aureola del martirio, fu faro luminoso che additò ai superstiti la via da seguire per raggiungere la vittoria” Belluno, 10 marzo 1945.
Per chi lo desidera, di Mario Pasi sono già pubblicate in altra parte del sito sue biografie al link : Pasi Mario e la M.O. Pasi Mario

 


Il Dott. Mario Zanotti, importante figura legata poi alla storia della nostra Sezione, era nato 1l 19 marzo 1902 a Casalecchio di Reno (Bologna) e laureato in Medicina e Chirurgia il 4 luglio 1925. Chiamato alle armi nel 1926 viene inviato alla Scuola allievi ufficiali medici e svolge successivo servizio di prima nomina nel biennio 1926-27 presso l'8° Rgt. alpini Btg. "Tolmezzo". Richiamato nel 1940 come Capitano partecipa alla guerra sul fronte francese, ma non sono riuscito a reperire notizie certe con quale reparto alpino. Al termine delle operazioni rimane con il proprio reparto a svolgere servizio di presidio nei territori occupati delle Alpi Marittime, ma nel novembre deve essere sgomberato ed è ricoverato nell'ospedale militare di Rimini per un lieve principio di congelamento. Ristabilitosi, nella primavera 1942 viene inviato nuovamente di presidio in territorio francese dove rimane fino all'8 settembre 1943. Rientrato a casa, ritorna a Rimini dove questa volta, non come ammalato, ma come sfollato e medico ricercatore presso l'ospedale dove rimane fino al 1946. Ritorna poi a Bologna per riprendere la professione medica. Nel periodo fra le due guerre è stato consigliere sezionale dal 1932 al 1936, ricopre anche la carica dal 1934 al 1943 di consigliere della commissione nazionale di gestione dei Rifugi Contrin dell’Associazione Nazionale Alpini come "ufficiale medico della Città del Contrin". Dal 1928 al 24 giugno 1983, data della sua morte a Bologna, è stato ininterrottamente socio della nostra Sezione ANA.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : Zanotti Mario

 

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La conclusione di questa prima ricerca è dedicata al giovane studente medico "Gianni" Palmieri motivata dal fatto che era il figlio del Dott. Prof. Gian Giuseppe Palmieri, con il quale è iniziata questa pagina, perchè è certamente inusuale che padre e figlio siano legati indossolubilmente dalle fiamme verdi degli alpini, dal camice bianco di medico e dal giuramento di Ippocrate, vissuto dal padre con grande stoicismo e dal figlio fino all'estremo sacrificio della vita.

 


Lo studente Giovanni Battista Palmieri era nato il 16 dicembre 1921 a Bologna, (di questo valoroso medico trascrivo una concisa biografia) iscritto alla facolta di Medicina e Chirurgia frequenta il 4° anno quando viene chiamato alle armi destinato al corso allievi ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Il 27 febbraio 1941, alla partenza, il padre gli consegna la sua penna per il cappello con la quale aveva fatto la grande guerra. Il 16 aprile consegue il grado di caporale quando comincia a manifestarsi una noiosa malattia ai bronchi che lo costringe a cure in ospedale e licenze di convalescenza a causa delle quali non riesce a completare il corso per la nomina ad Aspirante Ufficiale degli alpini a cui aspira. Come Caporale presta poi servizio dal 20 dicembre nell'11° Rgt. Alpini a Trento. Purtroppo la malattia ai bronchi lo costringe ancora a brevi periodi di servizio alternati con frequenti ricoveri ospedalieri e licenze di convalesenza. Il 20 giugno 1943 viene congedato per fine ferma e riprende gli studi universitari. Nel giugno 1944 richiamato alle armi dalla Repubblica Sociale non si presenta e viene dichiarato disertore. Abbandona l’università e si aggrega momentaneamente alle formazioni partigiane operanti nell’alta valle del Santerno quindi si unisce alla 36ª Brigata Garibaldina “Bianconcini che opera sempre nella valle del Santerno, dove assume l’incarico quale responsabile del servizio sanitario. Nel settembre 1944 durante una sosta in una casa colonica in località Cà di Guzzo il reparto viene circondato dai tedeschi con i quali si accende un aspro scontro. Due mattine dopo i superstiti riescono ad aprirsi un varco e mettersi in salvo, ma "il dottore Gianni", pur consapevole di ciò cui va incontro, si rifiuta di abbandonare i compagni feriti. Con l’avanzata dell’esercito alleato ed il conseguente ripiegamento, quello scomodo testimone viene soppresso. Il suo cadavere è ritrovato alcuni mesi dopo a poche centinaia di metri di distanza in località Le Piane. La salma viene riesumata nell’ottobre 1945 ed il giorno 20 si svolgono ad Imola le solenni onoranze concluse con la sepoltura nel cimitero della Certosa a Bologna. Alla memoria viene decretata il 30 ottobre 1946 la Medaglia d’Oro così motivata “Studente Universitario del 6° anno di medicina, volontariamente si arruolò nella 36ª Brigata Garibaldina, assumendo la direzione del servizio sanitario. Durante tre giorni di aspri combattimenti contro soverchianti forze tedesche, si prodigò incessantemente ed amorevolmente a curare i feriti, e quando il proprio reparto riuscì a sganciarsi dall’accerchiamento nemico, non volle abbandonare il suo posto e, quale apostolo di conforto, conscio della fine che lo attendeva, restò presso i feriti affidati alle sue cure. Ma il nemico sopraggiunto non rispettò la sublime altezza della sua missione e barbaramente lo trucidò. Esempio fulgido di spirito del dovere e di eroica generosità” Cà di Guzzo, Romagna, 30 settembre 1944.
Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 7 dicembre 1946 conferì la laurea "honoris causa" proclamandolo Dottore in Medicina e Chirurgia.
Per chi lo desidera, di Giovanni Battista Palmieri sono già pubblicate in altra parte del sito sue biografie ai link : Palmieri Giovanni e Rifugio Palmieri

 

 

ricordiamo anche gli studenti in Medicina e Chirurgia che per condizioni contingenti del momento,
dovendo sospendere gli studi, non sono riusciti a svolgere il servizio di ufficiale medico

prima guerra mondiale 1915-1918

bolognesi romagnoli per nascita

nuovo inserito

Il Dott. Giovanni Bignardi, altra bella figura legata poi alla storia della nostra Sezione, era nato a a Monzuno, Bologna, il 28 settembre 1898. Chiamato dal Distretto Militare alla visita di leva l’8 gennaio 1917 è lasciato in congedo e viene indicata come professione studente universitario. Chiamato alle armi il 2 marzo viene destinato al 9° Rgt. Art. da Campagna. Ammesso su domanda come volontario di un anno, il 26 marzo transita al 3° Rgt. Art. da Campagna ed i1 4 maggio è inviato all’Accademia Militare di Torino. Il 9 agosto nominato Aspirante ufficiale viene assegnato al 1° Rgt. Art. da Montagna ed il 21 agosto giunge in territorio dichiarato in stato di guerra. Nominato Sottotenente il 24 febbraio 1918 transita al 2° Rgt. Art. da Montagna. Con la nomina a Tenente conseguita nel 1919 viene destinato al 7° Rgt. Alpini, nel deposito di Belluno. Congedato il 15 luglio 1920 riprende gli studi all’Università di Bologna nella Facoltà di Medicina e Chirurgia e si laurea il 28 novembre 1922. Fra i promotori nel 1922 della nascita della Sezione alpini Bolognese Romagnola della quale è uno dei 47 "padri fondatori" presente la sera del 18 novembre all'assemblea costitutiva.

 

 

 

Il Dott. Sebastiano Dotti, importante figura legata poi alla storia della nostra Sezione, era nato a Rocca San Casciano (Forlì) il 15 maggio 1898, studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laurea nel luglio 1923. Aspirante ufficiale nel 2° Rgt. Alpini, decorato di Medaglia d'Argento per l'azione dell'8 gennaio 1918 a Cima Tre Pezzi-Roana (Vicenza) con la seguente motivazione "Comandante un nucleo di arditi, rompeva per primo sulle posizioni nemiche, e benchè fatto segno a vivo fuoco di mitragliatrici e al lancio di bombe a mano, resisteva ad un contrattacco avversario. Con avvedutezza e coraggiomirabili proteggeva poi il ripiegamento di una colonna laterale, e ferito rimaneva sul posto fino ad operazione ultimata". Congedato e riprende gli studi. La sera di sabato 18 novembre 1922 è presente alla costituzione della nostra Sezione ANA della quale è uno dei 47 padri fondatori. Se ne sono poi perse le tracce in quanto dopo la laurea si è trasferito definitivamente a Parma, dove sicuramente avrà svolto la professione di medico e dove già risiedeva e studiava al liceo dal 1915.

 


Il Dott. Giovanni Ghini aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella Grande Guerra. Era nato a Montiano (Forlì) il 18 settembre 1895. Trasferito a Bologna come studente all'Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia, è chiamato alle armi nel 1915 e come Aspirante ufficiale viene assegnato al 1° Rgt. Artiglieria da Montagna. In questo reparto consegue poi i gradi di Sottotenente e nel 1917 di Tenente. Caduto il 16 luglio 1917 al Passo dell'Agnella, decorato di Medaglia d'Argento "alla memoria" così motivata "Comandante di una sezione di artiglieria da montagna, saputo che la propria batteria era fortemente impegnata in combattimento, addandonava l'ospedaletto ove trovavasi ricoverato, per riprendere il comando del proprio reparto. Sulla linea dei pezzi, in posizione battuta da violento fuoco nemico, dava costante esempio di bravura, fermezza, capacità e coraggio, infondendo con la parola e con l'esempio, calma ed ardimento nei dipendenti artiglieri. Sprezzante di ogni pericolo, generoso ed ardito sotto violento fuoco, per primo accorreva a soccorrere un ferito e veniva colpito da granata nemica, lasciando così generosamente la vita sul campo dell'onore".
Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 9 gennaio 1919, lo ha proclamato "honoris causa" dottore in Medicina e Chirurgia.

 

 

Il Dott. Enrico Greppi, reduce dalla Grande Guerra, diventerà un insigne medico. Era nato a Bologna il 22 luglio 1896 e attratto dallo studio della medicina e chirurgia lascia Bologna per trasferirsi a Firenze quale allievo interno presso l'Istituto di studi superiori di anatomia patologica. Nel 1916, al compimento del ventesinmo anno è chiamato aklle armi, ma non avendo sostenuto gli esami sufficenti per svolgere il servizio di ufficiale medico, è comandato alla scuola militare di Modena per il corso di allievo ufficiale. Con la nomina di Aspirante ufficiale viene assegnato in servizio al 5° Rgt. alpini. Nel giugno 1917 promosso Sottotenente, si distingue nella gloriosa battaglia dell'Ortigara meritando la Medaglia d'Argento al valor militare così motivata "Comandante interinale di compagnia, su posizioni violentemente ed improvvisamente attaccate dal nemico, con eroica fermezza contribuiva alla resistenza. Caduto ferito, manteneva il comando del reparto, incitando i propri dipendenti alla lotta, finchè gli venivano meno le forze." Monte Ortigara 15 giugno 1917. Promosso Tenente a fine anno, nel gennaio 1918 è nuovamente protagonista di altro atto di valore e viene decorato di Medaglia di Bronzo con la seguente motivazione "Ufficiale osservatore di sperimentato coraggio, sempre primo tra i primi, sprezzante del pericolo, continuava importantissime osservazioni sotto l'infuriare dell'artiglieria nemica, agevolando così l'azione del proprio comando e cooperando efficacemente al felice esito dell'operazione. Percorreva più volte la linea delle trincee da poco conquistate e battute dal fuoco avversario, incitando i soldati alla resistenza e, ripetutamente oltrepassandola, si portava a pochi metri dalle posizioni nemiche, per poter raccogliere maggiori dati da comunicare al comando." Col d'Echele 28 gennaio 1918. Congedato, riprende gli studi laureandosi in Medicina e Chirurgia nel 1921. Intraprende quindi una luminosa carriera di studioso e docente universitario. Muore a Firenze il 6 febbraio 1969.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : Greppi Enrico

 

Il Dott. Massimiliano Luttichau, legato poi alla storia della nostra Sezione, (fratello di Antonio più grande di età), era nato il 5 aprile 1897 a Faenza (Ravenna), studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi nel 1916 come Aspirante ufficiale comandante di plotone, dopo il corso viene assegnato all'8° Rgt. Alpini, quindi con la promozione a Sottotenente il 1° settembre 1917, transita nel 3° Rgt. Alpini, Btg. "Exilles", lo stesso reparto del fratello Antonio. Assieme al fratello, che è invece Sottotenente medico, cade prigioniero nell'ottobre 1917 nel corso della battaglia di Monte Vodil-Monte Nero. Rimpatriato agli inizi del 1919 è congedato con il grado di Sottotenente. Laureato in Medicina e Chirurgia l'8 luglio 1922. Residente a Bologna in via Bellombra 22 dove svolge la professione di medico. Socio della nostra Sezione ANA dal 1924.

 

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Il Dott. Francesco Albiero era nato nel 1897 ad Arzignano (Vicenza), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi nel 1916 dopo il corso per ufficiali, con il grado di Sottotenente viene assegnato al 6° Rgt. Alpini, Btg. "Val Leogra". Decorato di Medaglia d’Argento così motivata: “Ammirabile esempio di calma e ardimento durante difficili azioni nelle quali mosse primo all’attacco, veniva ferito mentre, noncurante del pericolo, si sporgeva da una trincea per individuare la posizione di una mitragliatrice nemica che danneggiava i nostri.” Monte Cimone, 23 luglio 1916. Congedato con il grado di Tenente nel 1919, riprende gli studi a Bologna dove si laurea il 28 aprile 1922.

 

 

Il Dott. Guido Bergamo era nato il 26 dicembre 1893 a Montebelluna (Treviso), bolognese di adozione per studio iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Non avendo sostenuto che pochi esami alla chiamata alle armi, viene assegnato quale Aspirante ufficiale all’8° Rgt. Alpini Btg. “Val Natisone” e con questo reparto partecipa a tutta la prima guerra mondiale. Promosso nel 1916 Sottotenente e nel gennaio 1917 Tenente, pochi mesi dopo, in aprile viene promosso a Capitano per meriti di guerra e gli viene assegnato il comando della 216ª compagnia Quale valoroso comandante gli vengono conferite in pochi mesi ben tre Medaglie d’Argento con le seguenti motivazioni “Nel ripiegamento, alla testa della sua compagnia, reggeva l’urto di forze enormemente superiori e due volte muoveva a contrattacco, momentaneamente spezzandone l’impeto. In seguito, completamente accerchiato, apriva con le armi la strada ai superstiti, che traeva in salvo con sicura direzione e con fulgido esempio del proprio coraggio, compiendo lunga marcia notturna per impervie regioni.” Conca di Fonzaso-Arsiè, 11-12 novembre 1917. La seconda è così motivata “Essendosi il nemico impadronito di un importante caposaldo, si slanciava subito al contrattacco e con provvida iniziativa dava ordine ad un altro reparto di concorrere all’azione riuscendo così a scacciare l’avversario dalla posizione temporaneamente occupata. Già distintosi per abilità e coraggio in precedente fatto d’arme.” Col dell’Orso, 25 novembre 1917. Altrettanto esemplare la motivazione della terza “Comandante di una compagnia in una posizione assai difficile, contrattaccava con fulminea mossa l’avversario, recuperando un forte caposaldo e disimpegnando così altre nostre unità già scosse e pericolanti. Coadiuvava poi efficacemente il proprio comandante di battaglione durante lo svolgersi dell’azione, esempio mirabile di alto spirito militare e sprezzo del pericolo.” Porte di Salton, 11-12 dicembre 1917. Ed infine, ancora una volta gli viene riconosciuto il valore di comandante con una Croce di Guerra così motivata “Comandante di compagnia, durante un’azione, dette prova di ardimento e fermezza.” Monte Albiolo (Tonale), 13-15 agosto 1918. Congedato nel 1919 con il grado di Capitano, completa gli studi laureandosi in Medicina e chirurgia il 7 giugno 1919 ed inizia una brillante carriera di luminare medico, esiliato politico, ed infine parlamentare. Muore a Roma il 26 giugno 1953. Con Decreto del 4 ottobre 1956 gli viene conferita “alla memoria” la medaglia d’oro al valor civile.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : Bergamo Guido



Il Dott. Pietro Martinelli aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Era nato a Gragnano di Capannori (Lucca) il 10 febbraio 1893. Residente nel nostro capoluogo in quanto studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi nel 1915 frequenta il corso ufficiali e promosso Aspirante ufficiale viene assegnato al 6° Rgt. Alpini Btg. "Val Brenta". Con il grado di Tenente nel 1917, caduto a Col della Beretta il 23 novembre 1917 e per questa azione docorato di Medaglia di Bronzo "alla memoria" con la motivazione "Volontario nella prima ora della nostra guerra, seppe ispirare ai suoi alpini pura fede nei destini d'Italia ed incitarli in ardite lotte coll'esempio del suo entusiasmo e del suo valore. Mentre s'accendeva furioso il combattimento per contrastare la via al nemico, pur avendo la propria compagnia di riserva, si portò in linea, coadiuvando il comandante del battaglione nell'incorare con la parola gli alpini colti da un istante di esitazione per gli effetti del tiro avversario. Un proiettile nemico lo colpì in pieno, impedendogli di vedere l'esito felice dell'azione raggiunto poco dopo dai suoi uomini". In precedenza, con il grado di Sottotenente era già stato decorato di medaglia d'argento così motivata "In una posizione esposta a violentissimo bombardamento, sebbene ferito, teneva fermo il suo reparto in una eroica resistenza, incitando i suoi ed esponendosi impavidamente al pericolo; ferito una seconda volta, rifiutava di lasciare il suo posto". Cima Curiol, 3 settembre 1916.
Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 9 gennaio 1919, lo ha proclamato "honoris causa" dottore in Medicina e Chirurgia.

 

Il dott. Mario Olivo Oliviero reduce dalla Grande Guerra, diventerà un insigne medico. Era nato a Trieste il 24 maggio 1896 da genitori cadorini ed allo scoppio della guerra abbandona gli studi e si arruola volontario come soldato semplice nella compagnia volontari alpini "Cadore". Il 24 agosto 1916 per il comportamento tenuto nell'azione a Monte Forame merita la Medaglia d'Argento così motivata "Offertosi spontaneamente quale vedetta avanzata in posizione esposta ed isolata dall'alba al tramonto, ferito alla spalla sinistra alle ore 15 e fatto segno a continuo fuoco di fucileria, tanto da averne giubba e scarpe forate da parecchi proiettili, rimase al suo posto fino alle ore 21, momento del cambio, ritirandosi calmo e sereno". Per il suo titolo di studio viene poi inviato al corso per ufficiali ed il 25 marzo 1917, nominato Aspirante Ufficiale, è trasferito in forza al 3° Rgt. Alpini. Promosso poi Sottotenente e quindi Tenente, viene congedato nel novembre 1919. Ripresi gli studi si laurea nel 1921 all'Università di Torino in Medicina e Chirurgia ed inizia la sua luminosa carriera di studioso e docente universitario nella stessa Università. Nel 1932 si trasferisce a Bologna dove diviene professore ordinario di istologia ed embriologia generale presso l'Università. Valente alpinista, passione che condivide con la moglie Eletta e con il primogenito Franco. Impegnato nella vita civica dela città, ricopre l'incarico di consigliere comunale dal 1951 al 1976 e di assessore all'igiene dal 1969 al 1971. Deceduto a Bologna nel novembre 1981, sepolto per sue volontà a Cortina d'Ampezzo, ne viene onorata la memoria con l'intitolazione nel maggio 2005 di un Parco pubblico sito in via Murri, ed inoltre un'aula presso il Dipartimento di istologia embriologia e biologia applicata della Facoltà di Medicina e Chirurgia e la Sezione di Bologna della Società Italiana di Biologia Sperimentale.

 


Il Dott. Renato Parisano aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 600.000 giovani caduti nella prima guerra mondiale. Era nato a Napoli il 2 giugno 1896 da madre romagnola di Rimini e padre pugliese ufficiale della marina militare costretto per servizio a trasferimenti in varie località. Con la mamma vive massimamente a Rimini nella casa della famiglia materna. Studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, non attende la chiamata alle armi e parte volontario. Nel 1916 viene promosso Sottotenente e destinato al 7° Reggimento Alpini, Battaglione "Feltre". Dall'aprile al novembre 1917, nel frattempo è stato promosso Tenente, svolge l'incarico di aiutante ufficiale medico. A fine novembre chiede ed ottiene di rientrare al comando di un plotone ed il 13 dicembre 1917 a Cima Valderoa - Trento, cade in combattimento e per questa azione decorato di Medaglia d'Argento "alla memoria" con la seguente motivazione "Sotto il violento bombardamento nemico, coi pochi uomini rimasti del proprio plotone si slanciava con mirabile ardimento sul nemico attaccante, ed esaurite le bombe di cui disponeva, e avuto rotto il proprio moschetto, continuava con impareggiabile tenacia ad affrontare l'avversario, lanciando sasso stando in piedi sulle macerie della trincea finchè cadde colpito a morte". In precedenza era già stato decorato di medaglia di bronzo così motivata "Comandante di un plotone, sotto fuoco avversario, attaccava una difficile posizione, la occupava e vi si manteneva, dando bello esempio ai suoi uomini di ardire, calma e risolutezza" - Monte del Tas (Treviso), 19 novembre 1917.
Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 9 gennaio 1918, lo ha proclamato "honoris causa" dottore in Medicina e Chirurgia.
In altra parte del sito è pubblicata una pagina biografica al link : Parisano Renato

 

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ricordiamo anche gli studenti in Medicina e Chirurgia che per condizioni contingenti del momento,
dovendo sospendere gli studi, non sono riusciti a svolgere il servizio di ufficiale medico

seconda guerra mondiale 1940-1945

bolognesi romagnoli per nascita

Il Dott. Giorgio Benni era nato il 10 giugno 1920 a Monzuno (Bologna) Iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia, nel 1941 interrompe gli studi e presentata domanda di partire volontario viene chiamato a svolgere il servizio militare ed è inviato “recluta” il 5 marzo a Belluno presso il 7° Rgt. Alpini. Il giorno dopo viene “comandato” a frequentare il corso per gli universitari di Allievi Ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Caporale quindi Sergente, in giugno è inviato a prestare servizio presso il 1° Rgt. Alpini Btg. “Ceva”. Il 3 settembre raggiunge la scuola allievi ufficiali di Bassano del Grappa. A conclusione del corso e con la nomina a Sottotenente, il 15 maggio 1942 arriva a Belluno per il servizio di prima nomina presso il 7° Rgt. Alpini. Non avendo un sufficiente numero di esami per diventare ufficiale medico, rimane presso il Deposito del Reggimento. Rientrato a casa dopo gli eventi legati all’8 settembre 1943, riprende gli studi laureandosi in Medicina e Chirurgia il 16 aprile 1946. Nel dopoguerra svolge la professione di medico.

 

 

Il Dott. Ulisse Berti era nato il 16 febbraio 1919 a Bologna. Iscritto all’Università nella facoltà di Medicina e Chirurgia, nel marzo 1941 interrompe gli studi perché chiamato a svolgere il servizio militare ed è inviato a frequentare il corso per gli universitari di Allievi Ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. volontario, rinuncia al rinvio e arriva il 21 gennaio al 3° Art. Alpina a Gorizia, quindi "comandato" ad Aosta al corso per gli universitari di Allievi Ufficiali. Lascia la specialità artiglieria alpina e trasferito nella fanteria alpina. Conseguiti il grado di Caporale poi di Sergente, il 16 giugno viene inviato in servizio presso l'ospedale militare di Treviso. Il 15 giugno 1942, il sergente alpino Berti viene trasferito in servizio presso la 6ª compagnia di Sanità a Bologna. Il 26 ottobre 1942 viene posto in congedo provvisorio, come previsto dalla legge, quale studente iscritto al 5° anno di Medicina e Chirurgia, con successiva conferma in data 1 maggio 1943. Laureato in Medicina e Chirurgia il 2 giugno 1944 nel dopoguerra ha esercitato la professione di medico a San Lazzaro di Savena.

 

Il Dott. Paolo Buti era nato il 15 aprile 1920 “casualmente” a Firenze da genitori residenti a Castel del Rio (Bologna). Iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, nel marzo 1941 interrompe gli studi perché chiamato a svolgere il servizio militare ed è inviato “recluta” il 5 marzo a Belluno presso il 7° Rgt. Alpini. Comandato poi a frequentare il corso per gli universitari di Allievi Ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Per problemi di salute usufruisce di diverse licenze di convalescenza, riesce comunque a completare il corso con i gradi di Sergente allievo ufficiale. Perdurando i problemi di salute viene ricoverato per lunghi periodi prima all’ospedale di Ancona poi in quello di Firenze ed infine il 22 maggio 1943, dichiarato non idoneo al servizio militare, viene posto in congedo. Riprende quindi gli studi universitari e si laurea il 28 giugno 1949. Presa la specializzazione in psichiatria, viene assunto come medico all’Ospedale psichiatrico “Osservanza” di Imola, dove dagli anni ’70 svolge il ruolo di primario nei reparti 6, 13 e 19. Con la rinascita nel 1964 del Gruppo Alpini di Imola è fra i primi ad iscriversi. Orgogliosamente alpino, che ho conosciuto personalmente, quando la professione o la cagionevole salute lo permetteva, partecipava alle manifestazioni associative sfilando con il suo vecchio cappello di sergente degli alpini. Deceduto nel 1994 a Castel del Rio.

 

 

Il Dott. Guido Caliceti era nato il 9 ottobre 1919 a San Giorgio di Piano (Bologna). Studente all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, volontario, arriva il 22 marzo presso il Deposito del 7° Rgt. Alpini di Belluno. Quindi "comandato" a frequentare il corso per gli universitari di Allievi Ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Promosso Caporale poi Sergente, dal 16 giugno presta nel 3° Rgt. Alpini e precisamente nella 26ª compagnia del Btg. "Pinerolo". Il 15 novembre è inviato alla Scuola Allievi Ufficiali Alpini di Avellino. Conseguita la nomina a Sottotenente, il 5 marzo 1942 viene posto in congedo  provvisorio, come previsto dalla legge, quale studente iscritto al 5° anno di Medicina e Chirurgia, con successiva conferma in data 1 maggio 1943. Laureato in Medicina e Chirurgia il 16 luglio 1943, nel dopoguerra ha esercitato la professione di medico.

 

 

 

 

Il Dott. Giacinto Castellucci aveva sicuramente nei suoi progetti la professione di medico, ma purtroppo è uno dei 320.000 giovani caduti nella seconda guerra mondiale. Era nato il 3 giugno 1915 a Ravenna, studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia viene chiamato alle armi come Sottotenente di complemento assegnato all' 8° Rgt. Alpini Btg. "Val Tagliamento", caduto l'8 gennaio 1941 in località Mali Topojanit sul fronte greco-albaniese e per questa azione decorato di Medaglia di Bronzo "alla memoria" così motivata "Comandante plotone mortai da 81, in un momento critico dell'azione, trascinava i dipendenti all'assalto con lancio di bombe a mano. In successivi aspri combattimenti, con tenacia e sprezzo del pericolo, si prodigava nella lotta, contribuendo col fuoco efficace delle armi a frustrare i tentativi avversari, fino a che, colpito a bruciapelo da un colpo di fucile, si abbatteva al suolo esamine". In precedenza era già stato decorato di croce di guerra con la seguente motivazione "Comandante di un plotone di mortai da 81 dimostrava, in due apri successivi combattimenti perzia e sereno coraggio. Sottoposto per tre giorni ad intenso fuoco di artiglieria avversaria, sapeva infondere ai suoi uomini la propria calma, intervenendo spesso, d'iniziativa, con le sue armi contro truppe e postazioni di mitragliatrici avversarie, che batteva efficacemente". Mali Quelqes - Albania 25-30 novembre 1940.
Quale studente caduto in guerra l'Università di Bologna in data 5 novembre 1941, lo ha proclamato "honoris causa" dottore in Medicina e Chirurgia.

 

 

Il Dott. Virgilio Costa, importante figura legata poi alla storia della nostra Sezione, era nato a Bologna il 17 ottobre 1915, studente all'Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Chiamato alle armi nel 1936, viene ammesso al ritardo del servizio militare in quanto studente, con l'obbligo di frequentare il corso premilitare per gli ufficiali universitari. Nel luglio 1938 indossa la divisa ed è inviato al corso ufficiali di complemento alpini nella scuola militare di Bassano del Grappa ed il 31 dicembre, al termine del corso, con la promozione ad Aspirante ufficiale, viene assegnato per il servizio di prima nomina al 4° Rgt. alpini, quindi posto in congedo. Non avendo sostenuto che pochi esami, non è ammesso al corso per ufficiali medici. Richiamato in servizio nel gennaio 1940, viene assegnato al Btg. "Bolzano" dell'11° Rgt. alpini, 92ª compagnia, quale comandante del plotone mortai e partecipa in giugno alle operazioni sul fronte occidentale (francese). Nel dicembre 1940 è inviato sul fronte greco-albanese assegnato alla Compagnia comando e servizi, quindi nuovamente alla 92ª compagnia, comandante del plotone mortai. Nel maggio 1941 passa in forza alla 141 compagnia. Rientra in patria nel 1942, dopo aver partecipato anche alle operazioni in Montenegro, come previsto per gli studenti universitari. Riprende quindi gli studi ed il 15 dicembre 1943 consegue "finalmente" la sospirata laurea in Medicina e Chirurgia. Conclusa la guerra, vince nei primi anni '50 la Condotta di medico del Comune di Dozza (Bologna). Già iscritto come socio alla nostra Sezione, persona amabilissima che ho conosciuto personalmente, si fa promotore per la rinascita nel 1954 del locale Gruppo alpini del quale è Capogruppo fino al 1975 anno della sua prematura scomparsa. Nell'ambito sezionale ricopre anche la carica di Consigliere nel biennio 1968-'69. A lui è intitolato il Gruppo Alpini Dozza.


 

Il Dott. Giorgio Sternini era nato a Bologna il 17 settembre 1921. Iscritto all’Università di Bologna nella facoltà di Medicina e Chirurgia, nel marzo 1941 interrompe gli studi perché chiamato a svolgere il servizio militare ed è inviato a frequentare il corso per universitari di Allievi Ufficiali presso la Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Caporale quindi Sergente, in giugno è inviato a prestare servizio presso il 7° Rgt. Alpini a Belluno. Con i gradi di Sergente allievo ufficiale, viene quindi comandato alla scuola allievi ufficiali di Avellino dove consegue il 15 febbraio 1942 il grado di Sottotenente degli alpini ed inviato per prestare servizio di prima nomina all’11° Rgt. Alpini. Non avendo un sufficiente numero di esami per diventare ufficiale medico, rimane in servizio presso il Deposito dell’11° Alpini. Dopo l’8 settembre 1943, nel frattempo era già rientrato a Bologna dove presta servizio sanitario presso l’ospedale Sant’Orsola, aderisce alle formazioni partigiane. Nella primavera del 1944 diviene commissario politico della brigata Stella rossa Lupo. Il 29 ottobre 1944, sfuggito all’eccidio di Marzabotto, raggiunse la 63ª brigata Garibaldi Bolero nella zona di Monte Capra, Casalecchio di Reno. Il 7 novembre partecipa alla battaglia di Porta Lame come commissario politico della 7ª brigata GAP Garibaldi Gianni. Il 18 aprile 1945, accasermato in una casa disabitata e in attesa di entrare in azione, viene sorpreso dallo scoppio di munizioni e rimase gravemente ferito (13 patrioti morirono). Riconosciuto partigiano con il grado di Maggiore. Consigliere del primo consiglio comunale del 19 dicembre 1945. Ripresi gli studi universitari “finalmente” si laurea il 26 giugno 1946. Una decina di anni dopo lascia l’ospedale Sant’Orsola in quanto vince per concorso la nomina a primario dell’ospedale Cà Foncello di Treviso. Durante il periodo trevigiano è autore di numerose pubblicazioni medico scientifiche.

 

Il Dott. Giovanni Vicenzi era nato il 21 giugno 1921 a Sant’Arcangelo di Romagna (Forlì). Chiamato alle armi il 10 aprile 1940 e lasciato in congedo per motivi di studio essendo studente universitario al 3° anno nella facoltà di Medicina e Chirurgia all'Università di Bologna. Richiamato alle armi il 4 gennaio 1941 può ancora beneficiare al ritardo al l'obbligo di leva, ma questa volta rinuncia e chiede di essere destinati a reparti mobilitati. Il 20 marzo parte destinato al deposito del 7° Rgt. Alpini in Belluno con l'obbligo di frequentare il corso per ufficiale di complemento ed il 26 marzo viene inviato alla Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta. Caporale il 16 aprile, consegue la promozione a Sergente il 16 giugno e viene destinato al 1° Rgt. Alpini, Btg. "Ceva" mobilitato. Il 3 settembre, ammesso al corso ufficiali, raggiunge la scuola All. Uff. di Bassano del Grappa. Il 15 novembre, superati gli esami, è nominato allievo ufficiale ed inviato in licenza straordinaria in attesa della nomina. Il 15 febbraio 1942 gli giunge la nomina a Sottotenente, ma non viene assegnato a nessun reparto in quanto è ricollocato in congedo quale studente al 5° anno ed il 1° marzo viene iscritto alla forza in congedo del Distretto Militare di Forlì, confermato fino al 27 settembre 1945. Nel frattempo esattamente in data 19 luglio 1943 conseguita la Laurea si trasferisce a Saronno dove svolge la professione di medico presso l'ospedale civile. Trasferito nella forza in congedo del Distretto Militare di Como in data 14 agosto 1954, non avendo svolto regolare servizio militare come ufficiale viene posto nella posizione di Sottufficiale (Sergente) ed iscritto in tale posizione dal 25 agosto 1954. Il 29 maggio 1957 è trasferito d'autorità nell'arma di Sanità con il grado effettivo di Sergente. Nel dopoguerra ha proseguito la professione di medico presso l'Ospedale civile di Saronno.


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bolognesi romagnoli per scelta

Al momento non sono stati rintracciati nominativi.


note:
(1) Assieme al Cappellano Militare, altrettanto importante figura di riferimento dei soldati era, ed è ancora oggi, l'Ufficiale Medico. L'uno per la "cura" spirituale e l'altro per la "cura" del fisico. La figura del cappellano militare è gia presente e ampiamente ricordata in altra parte del sito.

note:
A questa ricerca ha collaborato, fornendo le date di nascita dei laureati per il periodo della prima guerra mondiale, la Dott.ssa Sandra Marciatori dell’Archivio Storico dell’Università di Bologna, che cortesemente ringraziamo per la preziosa fattiva disponibilità.
La fotografia di Nelson Dalfiume è stata gentilmente concessa dalla Dott.ssa Sandra Marciatori dell’Archivio Storico dell’Università di Bologna.

La data esatta di nascita del dott. Dino Bertini ci è stata gentilmente fornita dal nipote dott. Matteo Bertini che ringraziamo.

La segnalazione del dott. Carlo Cerchiari è stata rintracciata da Mario Gallotta.

Le notizie "civili" biografiche e la fotografia del dott. Giuseppe Ceroni sono state gentilmente concesse dai figli Giorgio e Paolo (anche a nome degli altri tre fratelli).